Commediografo, ma anche poeta, giornalista e regista, Vitrac viene considerato una figura di secondo piano del surrealismo, ancorché un precursore del Théâtre Nouveau.
Trasferitosi a Parigi nel 1910, si appassionò ai testi poetici e teatrali di Lautréamont e Jarry, quindi fondò la rivista "Aventure" con gli amici Marcel Arland, François Baron, Georges Limbour e René Crevel. Incontrati André Breton e Louis Aragon nel 1921 si unì al gruppo della rivista "La révolution surréaliste", per poi staccarsi e insieme ad Antonin Artaud fondare nel 1926 il "Théatre Alfred-Jarry", dove rappresentò proprie opere. Il suo teatro, vicino a quello di Alfred Jarry, intreccia un'amara concezione dell'esistenza e una violenta critica dei valori borghesi con audacie espressive di gusto surrealista. Raggiunse successo soprattutto postumo grazie ad alcune regie di Jean Anouilh negli anni 1960 e viene considerato anche precursore del teatro dell'assurdo.
Opere principali Les Mystères de l'amour (1927) Victor ou les enfants au pouvoir (1928), trad. Laura Goncalez, Victor, o I bambini al potere, Torino: Einaudi, 1966 Le Coup de Trafalgar (1934) Le Camelot (1936) Les Demoiselles du large (1938) Le Loup-Garou (1940) Le Sabre de mon père (1951) Médor (1966) Entrée libre (1967)
Filmografia Cavalerie légère, regia di Werner Hochbaum - dialoghi (1935)
La vergine folle (La Vierge folle), regia di Henri Diamant-Berger (1938) Scacco alla regina (Le Joueur d'échecs), regia di Jean Dréville - sceneggiatura (1938)
Macao l'inferno del gioco (Macao, l'enfer du jeu), regia di Jean Delannoy - adattamento e dialoghi (1942)
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