La campagna d'Italia fu l'insieme delle operazioni militari condotte dagli Alleati in Italia nell'ambito della seconda guerra mondiale, nel periodo che va dal giugno 1943 al maggio 1945; la campagna fu intrapresa prima per sconfiggere l'Italia fascista, reputata la più debole tra le tre maggiori potenze dell'Asse, e poi, dopo la sua resa incondizionata annunciata l'8 settembre 1943, per attirare nella penisola italiana occupata dalle truppe del feldmaresciallo Albert Kesselring altre forze della Wehrmacht, alleggerendo così gli altri teatri europei.

La campagna, guidata da parte alleata prima dal generale Dwight Eisenhower e poi dal generale Harold Alexander, fu caratterizzata da una serie di sbarchi e da sanguinose battaglie di logoramento lungo le successive linee difensive approntate dall'esercito tedesco. Le truppe alleate, costituite da contingenti provenienti da molteplici Paesi, furono ostacolate dall'aspro territorio appenninico, dalle difficoltà climatiche e dalla tenace resistenza tedesca che provocarono forti perdite e il lento avanzamento del fronte. Roma non venne liberata fino al 4 giugno 1944. La Linea Gotica fu superata solo nell'aprile 1945 con una massiccia offensiva finale che permise di raggiungere la pianura Padana; il 2 maggio, con la resa di Caserta, i combattimenti in Italia ebbero fine.

Alla campagna d'Italia presero parte anche alcuni reparti della Repubblica Sociale Italiana che combatterono a fianco dei tedeschi e le formazioni del Corpo Italiano di Liberazione che invece combatterono insieme con gli eserciti alleati. Durante la dura occupazione tedesca, si sviluppò il movimento della Resistenza italiana che organizzò una crescente attività militare di guerriglia nell'Italia centro-settentrionale che intralciò l'apparato militare e repressivo nazi-fascista.

Antefatti

A partire dall'autunno del 1942 l'andamento della seconda guerra mondiale nel teatro del Mediterraneo aveva subito una svolta irreversibile a favore delle potenze alleate. Mentre i britannici del generale Bernard Law Montgomery concludevano vittoriosamente il 4 novembre 1942 la dura seconda battaglia di El Alamein e costringevano le residue forze italo-tedesche del feldmaresciallo Erwin Rommel a una estenuante ritirata lungo l'intera costa libica, un imponente corpo di spedizione anglo-americano al comando del generale Eisenhower effettuò con pieno successo a partire dall'8 novembre 1942 l'operazione Torch, cioè lo sbarco in Marocco e Algeria..

Nei mesi seguenti le operazioni in Nordafrica proseguirono con aspri scontri dall'esito alterno; nonostante il gravoso impegno della Wehrmacht sul fronte orientale, dove era in corso la lunga battaglia di Stalingrado conclusasi con una disastrosa sconfitta, Adolf Hitler decise di inviare contingenti di rinforzo in Tunisia per guadagnare tempo e sostenere militarmente l'alleato Benito Mussolini, la cui posizione politica in Italia si stava indebolendo a causa delle continue disfatte..

Nonostante l'accanita e abile resistenza, le forze dell'Asse in Nordafrica, in netta inferiorità di uomini e mezzi rispetto agli eserciti alleati, vennero infine sconfitte e si arresero nel maggio 1943; la campagna di Tunisia si concluse quindi con un grande successo strategico degli Alleati che presero possesso dell'intera costa nordafricana, potendo così dominare le rotte marittime mediterranee e attaccare direttamente tutte le coste italiane, le cui difese erano ormai completamente inadeguate a fronteggiare, nonostante lo sbandierato ottimismo di Mussolini, la potente coalizione avversaria..

Piani operativi Alleati Mentre era ancora in corso la campagna di Tunisia, la dirigenza politico-militare anglo-americana aveva già incominciato la pianificazione per il proseguimento delle operazioni nel teatro del Mediterraneo. Nella conferenza di Casablanca, tra il 14 e il 24 gennaio 1943, il presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill si incontrarono insieme con i capi degli stati maggiori alleati; dopo lunghe e complesse discussioni, venne deciso, nonostante lo scetticismo e la delusione dei generali statunitensi, desiderosi di arrestare le operazioni nel settore meridionale e di accelerare l'invasione dell'Europa nord-occidentale, di porre a buon frutto la prevista vittoria in Nordafrica attuando uno sbarco in Sicilia..

I generali britannici riuscirono a convincere i capi americani, evidenziando come uno sbarco in Sicilia avrebbe potuto portare a un crollo del Regno d'Italia, con la conseguenza che la Germania sarebbe stata costretta a intervenire in forze nel teatro sud-europeo disperdendo le sue divisioni nella penisola italiana, nelle isole e nei Balcani, alleggerendo così la pressione esercitata sul fronte russo.. Con la conquista della Sicilia inoltre l'intero Mar Mediterraneo sarebbe diventato aperto alla navigazione alleata, migliorando la situazione logistica delle forze anglo-americane; infine si previde di estendere le operazioni fino a comprendere l'Italia meridionale dove, nell'area di Foggia, si sarebbero potute organizzare grandi basi aeree da dove colpire con bombardieri strategici la Germania meridionale e l'Austria..

Il 12 febbraio 1943 venne costituito ad Algeri, sotto la guida del generale Charles Gairdner, l'HQ Force 141, il quartier generale incaricato della pianificazione dettagliata del progetto d'invasione della Sicilia.; in precedenza si era già deciso di rinunciare agli audaci piani di attacco della Sardegna, ritenuta troppo lontana dalle basi aeree alleate, e di attacco immediato della Sicilia ancor prima della fine dei combattimenti in Nordafrica.. L'iniziale orientamento del quartier generale prevedeva una molteplicità di sbarchi da effettuarsi nei primi tre giorni dell'operazione, che consentissero la cattura dei due porti di Siracusa e Palermo. L'ammiraglio Andrew Cunningham concordò con tale scelta dato che, più le forze attaccanti fossero state frazionate, più gli attacchi aerei italo-tedeschi sarebbero stati dispersivi e inefficaci; inoltre, gli Alleati avevano a disposizione alcune unità di paracadutisti, di cui venne ipotizzato l'impiego in Calabria per ostacolare il prevedibile afflusso di rinforzi tedeschi attraverso lo stretto di Messina..

Mentre in un primo tempo, il 13 marzo 1943, i capi militari anglo-americani approvarono l'ambizioso piano, esso fu rimesso in discussione due giorni dopo quando il generale britannico Bernard Montgomery inviò una lettera al generale Gairdner criticando fortemente il progetto originario di sbarco in Sicilia, e suggerendo il concentramento delle zone di sbarco e il rafforzamento del corpo di spedizione. Il 18 marzo si tenne dunque una conferenza a seguito della quale, il 5 e il 6 aprile 1943, le varianti proposte dal generale Montgomery vennero approvate dal comandante in capo alleato nel Mediterraneo Dwight Eisenhower e dal vice-comandante in capo Harold Alexander.. In realtà ben presto le discussioni ripresero all'interno della dirigenza politico-militare alleata: il generale Eisenhower manifestò timori per le possibili reazioni delle forze tedesche presenti in Sicilia, suscitando il disappunto di Churchill; alla fine di aprile il generale Montgomery tornò a criticare il piano operativo e il 2 maggio, in una riunione ad Algeri, propose una nuova variante secondo la quale le forze anglo-americane avrebbero effettuato sbarchi molto concentrati nella parte sud-orientale della Sicilia: in questo modo, lo stesso Montgomery avrebbe assunto un ruolo preponderante nell'operazione, relegando le truppe americane a compiti di appoggio. Alexander condivise le valutazioni di Montgomery e Eisenhower approvò questo nuovo piano nonostante le opposizioni di alcuni alti ufficiali alleati..

Mentre procedeva l'organizzazione delle forze assegnate allo sbarco in Sicilia, i capi anglo-americani si incontrarono a Washington nella cosiddetta "conferenza Trident" che ebbe inizio il 12 maggio 1943 e continuò in maniera molto accesa e contrastata fino al 24 maggio alla presenza del presidente Roosevelt e del primo ministro Churchill.. Si dovevano concordare gli ulteriori programmi bellici nel teatro europeo: gli americani, guidati dal capo di stato maggiore generale George Marshall, richiesero nuovamente di sferrare il grande attacco decisivo attraverso la Manica e arrestare tutte le operazioni nel Mediterraneo dopo la conquista della Sicilia; i militari britannici sostenuti da Churchill riproposero invece i loro piani per prolungare le operazioni nell'Europa meridionale, provocare "l'eliminazione dell'Italia" e costringere la Germania a frammentare ulteriormente le proprie forze.. Alla fine fu raggiunto un compromesso: venne deciso di effettuare l'attacco in Francia entro il maggio 1944 e di trasferire in Gran Bretagna una parte delle divisioni anglo-americane schierate nel Mediterraneo per prendere parte alla futura operazione Overlord; tuttavia il generale Eisenhower era autorizzato a sfruttare il previsto successo in Sicilia con nuove operazioni per favorire "l'uscita dell'Italia dalla guerra". I capi britannici affermarono che una campagna in Italia sarebbe stata agevole, che sarebbero state sufficienti nove divisioni e che i tedeschi non sarebbero stati in grado di opporre una resistenza efficace..

Asse

La catastrofe finale in Tunisia, preceduta durante l'inverno dalla perdita della Libia e dal tragico disastro dell'ARMIR in Russia, provocò un grave indebolimento del regime fascista in Italia e della posizione dello stesso Benito Mussolini. Il generale Vittorio Ambrosio, il nuovo capo di stato maggiore generale in sostituzione del maresciallo Ugo Cavallero, era pessimista sulla possibilità di continuare la guerra; dopo le pesanti perdite di uomini e mezzi degli ultimi mesi, le forze armate italiane erano in una situazione critica: dieci divisioni erano in fase di riorganizzazione, trentasei erano impiegate all'estero in compiti di occupazione e in Italia erano disponibili solo tredici divisioni pronte all'azione.; le forze navali e aeree erano deboli. Mussolini non appariva del tutto consapevole di queste carenze e del cedimento morale tra le autorità dirigenti: l'11 marzo 1943 aveva deriso gli "individui di nervi deboli" che, dopo la disfatta in Russia, avevano pensato "che il "baffone" (Stalin) sarebbe arrivato a Longatico"., e manteneva un'apparente fiducia in Hitler e nella potenza militare tedesca. I due si incontrarono a Salisburgo nell'aprile 1943; in un primo tempo Mussolini avanzò la proposta di ricercare un compromesso con Stalin e di trasferire la massa delle forze della Wehrmacht nel Mediterraneo, ma alla fine concordò con i piani di Hitler che, respingendo le proposte del Duce, si mostrò ottimista e sicuro di poter vincere entro il 1943 la guerra sul fronte orientale sferrando una terza offensiva estiva..