Il diritto di iniziativa dei cittadini europei (ICE) è uno strumento di partecipazione diretta alla politica dell'Unione europea, prevista dal Trattato sull'Unione europea a seguito delle modifiche apportatevi dal Trattato di Lisbona.

L'art. 11, comma 4 della versione consolidata del Trattato sull'Unione europea stabilisce che:

Il regolamento n. 211/2011 prevede che sia necessario istituire un comitato di cittadini, composto da almeno sette persone residenti in almeno sette diversi Stati membri. La Commissione europea entro due mesi registra l'iniziativa, a meno che non esuli manifestamente dai suoi poteri di proposta. A questo punto gli organizzatori hanno un anno di tempo per raccogliere almeno un milione di firme da almeno un quarto dei paesi membri. Gli stati membri fanno quindi una prima verifica, e infine la Commissione esamina l'iniziativa, incontra gli organizzatori e entro tre mesi comunica motivatamente se decide di agire o meno. Se l'iniziativa viene accolta dalla Commissione gli organizzatori possono presentarla durante un'audizione pubblica al Parlamento europeo.

Da aprile 2012 a dicembre 2016 sono state ricevute 60 proposte, di cui 20 sono state respinte, principalmente perché al di fuori dei poteri della Commissione, 14 sono state ritirate dagli organizzatori e 18 non hanno ricevuto sufficiente supporto. La prima iniziativa dei cittadini europei a soddisfare tutti i requisiti è stata "Right2Water", che chiedeva il riconoscimento dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari come diritto umano. La Commissione ha risposto il 19 marzo 2014. Fra i risultati una valutazione sui risultati della direttiva 98/83/EC sull'acqua potabile.

Sono state fatte proposte per la semplificazione della procedura, anche dal mediatore europeo.

Storia Il diritto di iniziativa dei cittadini europei è stato introdotto nel diritto dell'Unione europea con il Trattato di Lisbona, firmato nel 2007 e entrato in vigore nel 2009.

La Commissione europea ha svolto dall'11 novembre 2009 al 31 gennaio 2010 una consultazione pubblica sulla base di un libro verde, articolato in dieci punti fondamentali, per raccogliere opinioni sulle procedure e le modalità pratiche con le quali dovrebbe funzionare tale istituto. A seguito di tale consultazione sono pervenute 330 risposte.

Dopo l'esame dei risultati della consultazione pubblica, la Commissione europea ha adottato il 31 marzo 2010 una proposta di regolamento.

In particolare essa prevedeva la necessità di presentare un numero minimo di 300.000 dichiarazioni di sostegno alla proposta di iniziativa, preventivamente inserita in un apposito registro, per richiedere alla Commissione una decisione sulla sua ammissibilità.

Regolamento In data 16 febbraio 2011 è stato adottato il regolamento definitivo con alcune significative modifiche tra cui la non necessità di raccogliere firme preventive, ma la necessità di costituzione di un comitato promotore di sette cittadini europei non parlamentari europei di sette diversi paesi.

L'Iniziativa dei cittadini deve essere supportata da almeno di cittadini. Queste dichiarazioni devono essere raccolte entro 12 mesi dall'accoglimento della proposta, ovvero dal suo inserimento in apposito registro e sottoscritte da cittadini appartenenti ad almeno un quarto degli Stati membri secondo una soglia fissa stabilita per ciascun Stato membro, pari al numero dei parlamentari europei per quella nazione moltiplicato per 750.

Prevede inoltre la possibilità di raccogliere tali dichiarazioni su carta o per via elettronica. L'accoglimento della Proposta di Iniziativa e relativo inserimento nel registro avviene entro due mesi dalla presentazione della proposta. In questo lasso di tempo la Commissione deve pronunciarsi sull'ammissibilità della proposta.

Una volta raccolte le adesioni alla Proposta nelle modalità previste dal regolamento la Commissione:

pubblica senza indugio l'iniziativa dei cittadini sul suo registro; riceve gli organizzatori a un livello appropriato per consentire loro di esporre in dettaglio le tematiche sollevate dall'iniziativa dei cittadini; entro tre mesi, espone in una comunicazione le sue conclusioni giuridiche e politiche riguardo all'iniziativa dei cittadini, l'eventuale azione che intende intraprendere e i suoi motivi per agire o meno in tal senso; segue un'audizione pubblica presso il Parlamento europeo (alla commissione parlamentare competente per il merito viene automaticamente associata la commissione per le petizioniRegolamento del Parlamento europeo, Articolo 211 c. 2.).

Questo nuovo regolamento e quindi la possibilità di raccogliere e presentare Petizioni alla Commissione europea è valido dal 1º aprile 2012.

Contro la decisione della Commissione di rigettare la proposta può essere fatto ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Le iniziative registrate Questo è l'elenco di tutte le iniziative registrate, aggiornato al 16 giugno 2018.