La Commissione per la verità e la riconciliazione è una commissione incaricata di indagare e rivelare i crimini passati di un governo (o, a seconda dei casi, anche di formazioni non appartenenti allo Stato), con la finalità di richiedere e concedere il perdono per azioni svolte nel passato, per riconciliare vittime e carnefici, oppressori e oppressi con lo scopo ultimo di appianare i contrasti ancora in essere.

Storia Tali commissioni sono costituite soprattutto in seguito a periodi di guerra civile o di dittatura. La prima e maggiormente conosciuta fu la Commissione per la verità e la riconciliazione, creata dal presidente del Sudafrica Nelson Mandela dopo lo smantellamento del regime di apartheid.

Funzioni

Il ruolo e le possibilità, così come il nome stesso, di queste Commissioni variano da caso a caso e dipendono dal mandato con il quale esse vengono create: spesso permettono di contrastare l'insabbiamento e il negazionismo nei confronti di fenomeni di terrorismo di Stato, casi di esecuzione capitale extragiudiziale o altre pesanti violazioni dei diritti umani. Talvolta, però, queste Commissioni vengono criticate perché permettono una sostanziale impunità per chi perpetra tali crimini.

Elenco di Commissioni

Una Ad Hoc Inquiry Commission in Charge of the Question of Disappearances fu istituita nel 2003 per indagare le sparizioni forzate avvenute negli anni ’90. La sua creazione avvenne dopo che, all'atto della prima elezione, il presidente Abdelaziz Bouteflika istituì una Commissione nazionale per i diritti umani. Successivamente, fu creata la Commissione con l’obiettivo di rivelare alla popolazione la verità su quanto accaduto negli anni Novanta. Tuttavia, il suo rapporto non fu reso pubblico.

La Commissione nazionale sulla scomparsa delle persone (Comisión Nacional sobre la Desaparición de Personas) fu istituita il 15 dicembre 1983 dal presidente Raúl Alfonsín, per indagare le violazioni dei diritti umani – incluse circa 30.000 sparizioni forzate – avvenute durante la «Guerra sporca». Il rapporto prodotto (“Nunca Más” / “Mai Più”) viene consegnato dal presidente della commissione, Ernesto Sabato, nel settembre 1984 e apre la strada al processo delle Giunte Militari, il primo grande processo per crimini contro l’umanità in Argentina dopo il secondo conflitto mondiale.

Nel marzo 2021 lo Stato di Victoria ha annunciato l’istituzione della prima commissione d’inchiesta in Australia per la “violenta sottrazione e genocidio del popolo aborigeno durante la colonizzazione”.

Il War Crimes Fact Finding Committee fu istituito da una coalizione di organizzazioni non governativeHussain, Delwar (2009-10-07). "Prosecute Bangladesh's war criminals". The Guardian. per indagare le violazioni dei diritti umani compiute durante la Guerra di Liberazione del 1971.

La National Commission of Inquiry into Disappearances, fondata nel 1982, fu la prima di una serie di commissioni latinoamericane. Tuttavia non completò il proprio rapporto. Una delle priorità di Hernán Siles Zuazo come presidente era stata quella di riportare il Paese a un governo democratico, e sperava di iniziare a farlo anche attraverso un’indagine sui numerosi crimini contro l’umanità commessi negli anni precedenti. La Commissione nazionale d’inchiesta sulle sparizioni fu istituita il 28 ottobre 1982.I commissari avevano il compito di indagare sulle sparizioni avvenute tra il 1967 e il 1982, ma il mandato della commissione era limitato. Sebbene potesse indagare sui casi di sparizione e cercare i resti delle vittime, il mandato non copriva altri crimini contro l’umanità, come torture e sequestri di persona. Questa limitazione impedì ai commissari di accedere alla verità completa. Nonostante ciò, la commissione riuscì a raccogliere prove relative a 155 casi di sparizione in quel periodo. Loyola Guzmán, rappresentante di un’organizzazione per i diritti umani e segretaria esecutiva della commissione, dichiarò che, sebbene alcuni resti umani fossero stati ritrovati, «nessun caso fu indagato in modo conclusivo». Oltre al mandato ristretto, la commissione ricevette pochissimo sostegno finanziario e politico dal governo. I commissari non avevano accesso a tutti i registri necessari e mancavano di fondi adeguati. Inoltre, la commissione non disponeva delle competenze tecniche necessarie per identificare correttamente i corpi riesumati, impedendo indagini conclusive su alcune morti. La Commissione nazionale d’inchiesta sulle sparizioni fu sciolta nel 1984 e non pubblicò mai un rapporto finale dei propri risultati. La commissaria Loyola Guzmán tentò di accedere agli archivi della commissione per redigere un rapporto, ma non vi riuscì. Non è noto se i documenti siano stati distrutti, ma i tentativi di recuperarli non hanno avuto successoHuman Rights Watch (December 1992). "Bolivia: Almost Nine Years and Still No Verdict in the "Trials of Responsibility"". Human Rights Watch..

La Comissão Nacional da Verdade (Commissione nazionale della verità) fu approvata nel 2011 dal Senato federale e sancita dalla presidente Dilma Rousseff. Aveva durata biennale e sette membri nominati dal Presidente, con il mandato di esaminare i documenti governativi relativi al periodo 1964-1988 e di convocare vittime e accusati per testimonianze (sebbene tali convocazioni non fossero vincolanti). Al termine del mandato, la commissione doveva presentare un rapporto contenente i risultati. L’11 gennaio 2013, la Comissão Nacional da Verdade (CNV) pubblicò la prima denuncia di tortura risalente a un periodo precedente alla dittatura militare, ossia durante il governo di Getúlio VargasPriscilla MendesDo; Brasília, em (2013-01-11). "Comissão analisa primeiro caso de tortura fora do período militar". Política: l’ottantaquattrenne Boris Tabacof, ex segretario alle finanze dello Stato di Bahia, ex direttore del gruppo Safra e attuale presidente del consiglio di amministrazione di Suzano, denunciò nel novembre 2012 le torture subite ai membri della commissione Maria Rita Kehl, José Carlos Dias e Paulo Sérgio Pinheiro. La testimonianza di Tabacof descrisse il suo arresto il 20 ottobre 1952 e la successiva detenzione di 400 giorni, rivelando gravi violazioni dei diritti umani avvenute durante il periodo dello Estado Novo (1937–1946).. Nonostante la rilevanza della testimonianza, il mandato della CNV copriva solo il periodo dal 1964 al 1988, il che impedì qualsiasi ulteriore indagine sul caso, ma attivò comunque una maggiore consapevolezza che diede luogo ad una serie di denunceNel dicembre 2013, il caso della scomparsa di Edgar de Aquino Duarte è diventato il primo processo penale contro agenti della sicurezza di Stato: Carlos Alberto Brilhante Ustra, Carlos Augusto e Alcides Singello. La vittima era scomparsa nel 1973 dopo essere stata detenuta e torturata presso uffici di intelligence speciali a San Paolo. In Brasile, la giustizia punitiva è sempre stata difficile da attuare a causa della legge di amnistia del 1979 e della successiva conferma della sua validità da parte della Corte Suprema. Tuttavia, il Ministero pubblico è riuscito a sostenere che casi come quello di Duarte siano esclusi dalla legge di amnistia del 1979, poiché la vittima è ancora scomparsa e, quindi, la sparizione forzata costituisce un reato permanente..

Poiché la Commissione nazionale della verità sembrava trovarsi in una situazione di stallo all’inizio del 2012, l’Assemblea legislativa dello Stato di San Paolo decise poi di creare una Commissione della verità indipendente. La commissione fu composta da cinque commissari incaricati di indagare sulle violazioni dei diritti umani avvenute durante la dittatura militare e di presentare un rapporto nel 2015. Ufficialmente chiamata Commissione statale della verità Rubens Paiva (dal nome del deputato scomparso Rubens Paiva), la commissione si proponeva di contribuire a una “mobilitazione nazionale attorno alla causa della memoria, della verità e della giustizia”. Dopo la creazione della commissione di San Paolo, altri Stati hanno seguito il suo esempio. Erika Kokay, membro della sottocommissione parlamentare sulla commissione nazionale della verità, ha sostenuto l’urgenza delle iniziative statali per la creazione di queste commissioni regionali, affermando: “Questo Paese non può permettersi di aspettare. Il Brasile deve conoscere la verità.” Le varie commissioni della verità regionali sono state concepite per collaborare con la commissione nazionale e riferire ad essa, pur mantenendo la facoltà di condurre indagini autonome.

La Commissione per la verità e la riconciliazione sulle scuole residenziali indiane (Indian Residential Schools Truth and Reconciliation Commission) è stata istituita per indagare gli abusi nel sistema delle scuole residenziali per i popoli indigeni. Ha operato dal giugno 2008 al giugno 2015.

LOffice for the Documentation and the Investigation of the Crimes of Communism (Úřad dokumentace a vyšetřování zločinů komunismu) è una struttura della polizia che indaga atti criminali verificatisi nel periodo 1948-1989, che non poterono essere perseguiti per motivi politici durante il regime comunista. Le funzioni di risarcimento morale della mancata persecuzione dei responsabili (per il loro decesso o per il decorso del tempo) si limitavano alla pubblicazione degli archivi dell'ex Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco (avvenuta nel 1999/2000).

La Commission of Inquiry into Crimes and Misappropriations fu volta ad investigare i crimini e le appropriazioni illecite sotto la presidenza di Hissène Habré (1990). Nonostante la commissione abbia affrontato numerose difficoltà, riuscì a produrre e pubblicare, nel maggio 1992, un rapporto dettagliato. Il documento indicava almeno 40.000 persone uccise e 200.000 casi di tortura perpetrati dai servizi di sicurezza, con il coinvolgimento diretto dell’ex presidente Hissène Habré. Per la prima volta nella storia di una commissione per la verità, furono rivelati i nomi e le fotografie dei responsabili. Inoltre, la commissione accusò Habré e la sua comunità etnica, i Gorana, di genocidio contro la comunità Zaghawa. La commissione scoprì anche che gli Stati Uniti erano direttamente coinvolti negli abusi, fornendo addestramento al personale della DDS (Direzione della Documentazione e Sicurezza) sia sul suolo americano che a N’DjamenaHayner, Priscilla (2011). Unspeakable Truths: Transitional Justice and the Challenge of Truth Commissions. 711 Third Avenue, New York, NY 10017: Routledge, p.246. Emerse che un funzionario statunitense lavorava persino all’interno della sede della DDS, dove le persone venivano torturate e uccise. Il rapporto indicava inoltre che gli Stati Uniti, insieme a Francia, Zaire ed Egitto, contribuivano al bilancio della DDS.. Per evitare ulteriori abusi, la commissione formulò diverse raccomandazioni al nuovo governo: istituire un sistema giudiziario indipendente; riformare le forze di sicurezza; creare una Commissione nazionale per i diritti umani; perseguire i responsabili, compreso Habré, nel rispetto della legge; fornire riparazioni, quanto meno simboliche, alle vittime.

La Commissione nazionale per la verità e la riconciliazione (Comisión Nacional de Verdad y Reconciliación) (“Relazione Rettig”, 1990-1991) fu istituita per investigare morti e sparizioni politiche durante il regime di Augusto Pinochet. In seguito la Commissione nazionale sulla prigionia politica e la tortura (Comisión Nacional sobre Prisión Política y Tortura) tra il 2003 ed il 2005 ha indagato violazioni non mortali (come torture) e ha incluso i figli delle persone scomparse; il rapporto è stato utilizzato per erogare pensioni e benefici ai sopravvissuti.

La Comisión Nacional de Reparación y Reconciliación (2007) e la Special Jurisdiction for Peace (istituita nel 2016) sono organismi volti a ristabilire la verità e la giustizia nel contesto del conflitto interno colombiano. La seconda fece seguito, nel giugno 2016, all'accordo di pace tra il governo colombiano e le FARC.