Il De poetis era un'opera di Marco Terenzio Varrone, non pervenuta. Struttura L'opera, in più di un libroCfr. Aulo Gellio, I 24. apparteneva al gruppo di studi storico-letterari e filologici dell'erudito reatino, che si doveva ispirare al Sui poeti di AristoteleCome dimostra H. Dahlmann, Studien zu Varro De poetis, Berlin, F. Steiner, 1962, pp. 1-65..
L'opera, con cui Varrone perfezionò il genere della biografia letteraria (inaugurato da Santra), era probabilmente una piccola storia della produzione letteraria latina in poesia; ogni biografia doveva chiudersi con un epigramma sulla gloria o la morte del poeta, viste le citazioni di questo tipo negli antichi, con tre epigrammi funebri per Nevio, Plauto e Pacuvio, attestati esplicitamente da Aulo GellioI 24. come di Varrone. Si può pensare che anche un epigramma su Ennio riportato da CiceroneTusculanae disputationes, I 117., grande amico del Reatino, sia tratto da quest'opera.
Note
Bibliografia H. Dahlmann, Studien zu Varro De poetis, Berlin, F. Steiner, 1962.
Categoria:Opere di Varrone