La operazione Prairie fu una grande operazione di "individuazione e distruzione" (Search and Destroy) sferrata durante la Guerra del Vietnam dai Marines della III Marine Amphibious Force schierata nella Zona Smilitarizzata (DMZ) al confine con il Vietnam del Nord. Lo scopo dell'operazione (come del resto la precedente operazione Hastings) consisteva nel blocco dell'infiltrazione di unità nordvietnamite a sud del 17º parallelo e nella distruzione della Divisione nordvietnamita 324B, di cui era stata individuata la pericolosa presenza nel settore.
L'operazione venne duramente contrastata dalle combattive forze nemiche e diede luogo ad alcuni aspri e prolungati scontri in impervie località della zona smilitarizzata che divennero tristemente note per le sofferenze e le sanguinose perdite subite dalle due parti. La campagna si concluse con alcuni successi tattici locali dei Marines ma non raggiunse i suoi risultati strategici, logorò ulteriormante le forze americane già duramente impegnate nella I Regione militare del Vietnam del Sud e non impedì rinnovati e pericolosi concentramenti nordvietnamiti che dovettero essere nuovamente affrontati dai Marines durante il resto del 1966 e durante tutto il 1967.
Situazione strategica Nell'area tattica della I Regione militare (comprendente le province settentrionali del Vietnam del Sud immediatamente a meridione della cosiddetta Zona Smilitarizzata sul 17º parallelo) le cospicue e crescenti forze dei Marines schierate in questa zona erano state impegnate durante la prima metà del 1966 soprattutto in compiti di protezione e di rastrellamento nelle province costiere.
In realtà, fin dall'inizio dell'impegno diretto delle forze americane in Vietnam, si era evidenziato un contrasto di fondo tra le modalità operative e i progetti tattici favoriti dagli ufficiali del Corpo dei Marinesgenerali Lewis Walt, alla guida della III Marine Amphibious Force schierata nella I Regione militare; Wallace Greene, comandante in capo del Corpo; Victor Krulak comandante delle forze dei Marines nel Pacifico e le aggressive indicazioni tattiche provenienti dal generale Westmoreland e dagli ufficiali del MACVN.Sheehan,, Vietnam. Una sporca bugia, pp. 484-488..
Scarsamente interessati a complessi progetti di pacificazione, gli ufficiali dell'Esercito americano premevano per un impiego più offensivo delle forze dei Marines presenti sul campo, allo scopo di concentrarsi sulla ricerca e l'annientamento delle forze vietcong e soprattutto delle pericolose unità regolari nordvietnamite di cui era stata individuata la minacciosa presenza nella zona smilitarizzataN.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, p. 492..
Il Corpo dei marines, in realtà, non era affatto favorevole ad un approccio puramente militare basato sulla ricerca di grandi battaglie convenzionali; al contrario, sulla base anche delle precedenti esperienze operative in altre aree belliche, avrebbe voluto favorire i piani di pacificazione e i meno ambiziosi impegni tattici decentrati sul territorio secondo il cosiddetto "Programma di azione combinato" (CAP - Combined Action Program) che prevedeva anche uno stretto coordinamento e una partecipazione diretta dei reparti dell'esercito sudvietnamita alle operazioni di controllo nei singoli villaggiN.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, pp. 485-488; AA.VV., NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 12..
La situazione sul campo fece presto svanire questi piani, che del resto erano stati già duramente respinti da Westmoreland e dai suoi ufficiali. Nell'estate 1966, attraverso il servizio informazioni americano, attraverso indiscrezioni provenienti da altre fonti e attraverso i rilevamenti dei fotoricognitori, era stata individuata una intera divisione nordvietnamita (la 324B) già a sud della Zona SmilitarizzataN.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, p. 491.. La grande unità aveva attraversato il fiume Ben Hai, entrando nella provincia di Quang Tri e minacciando pericolosamente tutte le postazioni sudvietnamite e dei Marines organizzate nell'aspro territorio collinare a sud del 17º parallelo. A questo punto compito fondamentale dei Marines divenne la difesa della regione e di questi capisaldi e l'agganciamento e la distruzione della divisione nordvietnamita, a scapito dei progetti di pacificazione secondo il CAP; a questo scopo la 3ª Divisione Marines si portò più a nord per affrontare direttamente il nemico, mentre la 1ª Divisione Marines rimase di presidio a sud e nella regione costieraN. Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, p. 491; AA.VV., NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 117..
Riguardo alle reali intenzioni della dirigenza politico-militare nordvietnamita, pur in mancanza di documentazione completa e attendibile, sembra che Hanoi avesse in effetti ben compreso l'utilità di attirare le forze dei Marines in prossimità della Zona Smilitarizzata allo scopo di logorarle moralmente e materialmente, intralciando ogni sforzo di pacificazione e fiaccando il morale del nemico, come temuto e ripetutamente sottolineato dai più avveduti ufficiali del Corpo. Nel settembre 1967, lo stesso generale GiapN.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, p. 493 e p. 538. confermò a posteriori in un documento divulgato pubblicamente gli scopi effettivi della continua infiltrazione di truppe regolari a sud del 17º parallelo e diede un positivo apprezzamento dei risultati raggiunti con il progressivo logoramento dei Marines schierati nella I Regione militare (affermazioni peraltro prontamente smentite dal generale WestmorelandN.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, p. 538.).
Battaglie nella Zona Smilitarizzata Il terreno a sud del 17º parallelo si prestava magnificamente agli scopi delle forze nordvietnamite: già a soli venti chilometri dalla costa, aspre e aride colline si alternavano con aree di giungla selvaggia e impenetrabile; le montagne presenti più a ovest era impervie e lugubri, ideali per mascherare e proteggere il concentramento della fanteria nordvietnamita altrimenti esposta alla schiacciante superiorità di potenza di fuoco americana. Inoltre la vicinanza dai confini con il Vietnam del Nord e con il Laos ufficialmente neutrale favoriva grandemente il rifornimento delle forze di Hanoi penetrate a sud e rendeva agevole un loro eventuale ripiegamento al sicuro in un territorio inaccessibile per le forze nemiche.
Anche dal punto di vista climatico la regione della Zona Smilitarizzata favoriva le tattiche nordvietnamite: nella stagione delle piogge la temperatura diveniva rigida, mentre il monsone di nord-est (da ottobre a maggio) portava pioggia fitta e gelida e periodi di nebbia; la regione era il territorio più piovoso e selvaggio dell'intero Vietnam del SudN.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, pp. 491-492.. .
Nonostante i ripetuti interventi del generale Krulak con Westmoreland per convincerlo a modificare i suoi criteri operativi e tattici e a permettere ai Marines di sviluppare i loro lenti ma efficaci piani di pacificazione progressiva, la comparsa della divisione nordvietnamita 324B a giugno 1966 e i primi scontri con gli americani a Cam Lộ (a nord-ovest di Quang Tri) provocarono quindi la immediata reazione del comandante del MACV che si recò personalmente a Đà Nẵng (Quartier generale della III Marine Amphibious Force) per conferire con il tenente generale Walt e organizzare lo spostamento delle forze Marines dalla costa verso l'interno per affrontare e distruggere le truppe nemiche (valutate in 5000-8000 uomini)N.Sheehan, Vietnam. Una sporca bugia, pp. 491-493.. .
Quindi, a partire dal 15 luglio 1966, le forze americane diedero inizio ad una prima massiccia operazione di "individuazione e distruzione" (Search and Destroy), denominata "Hastings", per affrontare la divisione nordvietnamita 324B individuata in movimento nel brullo e aspro territorio a sud del fiume Ben Hai; l'offensiva venne sferrata da tre battaglioni del 4º reggimento Marines e da un battaglione ciascuno del 1º e del 3º reggimento Marines, sotto la direzione del brigadiere generale Lowell English (vice-comandante delle 3ª Divisione Marines), a partire da Dong Ha in direzione della selvaggia Valle di NganAA.VV. NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 117..
Per quasi un mese si succedettero duri combattimenti con le forze nemiche, esperte e abili, in grado di affrontare i Marines e di infliggere perdite durante continui e estenuanti scontri a fuoco o improvvisi bombardamenti di artiglieria. I Marines diedero prova della consueta combattività e coesione e, anche grazie all'importante contributo di fuoco aereo da parte dei reparti di aviazione di supporto, ebbero gradualmente ragione del nemico nonostante le difficoltà del terreno e del clima. Il 3 agosto l'operazione "Hastings" ebbe ufficialmente termine dopo l'apparente ritirata della divisione nordvietnamita al riparo a nord della Zona Smilitarizzata dopo aver subito dure perdite (secondo le stime americane i nordvietnamiti ebbero 882 morti accertati).
I Marines, a loro volta provati dalla durezza dei combattimenti (contarono 128 morti e 122 feriti), rimasero nella desolata regione per affrontare un eventuale ritorno in forze del nemico; il territorio ampiamente disabitato e povero di risorse, oltre a mettere a dura prova l'apparato logistico americano e a sfibrare con i suoi disagi i Marines, si prestava tuttavia ad organizzare una serie di capisaldi sulle cime dominanti, da cui controllare le vallate a nord e organizzare basi di fuoco di artiglieria con cui bersagliare le cosiddette "Zone di Fuoco Libero"AA.VV. NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 212. (Free Fire Zone, più tardi ridenominate Selective Strike ZoneAA.VV. NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 166.). In queste aree era stata preventivamente evacuata tutta la popolazione e quindi era possibile fare fuoco a volontà su qualsiasi bersaglio individuato, secondo gli intendimenti del generale Westmoreland, sempre alla ricerca di metodi operativi per incanalare le forze nemiche in aree ristrette e distruggerle con la sua schiacciante potenza di fuocoAA.VV. NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 201..
Dopo la conclusione dell'operazione "Hastings", i Marines costituirono nuove basi lungo la strategica strada N.9 e sulle colline a sud del fiume Ben Hai; la più importante divenne il cosiddetto "Rockpile", costituito su una spoglia collina di granito alta 230 m, all'intersezione tra la vallata di tre fiumi e di due piste utilizzate dai nordvietnamitiAA.VV. NAM-cronaca della guerra in Vietnam, p. 114.. Inizialmente organizzato come posto di osservazione, in agosto il "Rockpile" venne trasformato (con un grande rinforzo di artiglieria campale) in un'importante base di fuoco da cui i Marines contavano di sommergere con l'artiglieria le forze nemiche in movimento dalla zona smilitarizzata.
La difesa di questa postazione divenne di grande importanza per il comando dei Marines, e ugualmente decisivo venne considerato il controllo anche delle alture subito a nord di "Rockpile", le cosiddette quote 400 e 484, lungo la aspra e tatticamente importante catena montuosa di Nui Cay TreAA.VV. NAM-cronaca della guerra in Vietnam, pp. 113-114..
Mutter's Ridge