Una guerra di successione è una guerra causata da una crisi di successione nella quale due o più individui hanno contemporaneamente diritto a succedere ad un monarca morto o deposto. I rivali sono tipicamente supportati da fazioni anche all'interno della stessa corte reale. Potenze straniere possono intervenire, alleandosi con una fazione, fatto che spesso rende ancora più complessa la guerra.
Analisi Terminologia In storiografia e letteratura, una guerra di successione può riferirsi anche ad una "disputa di successione", ad una "lotta dinastica", un "conflitto intestino", una "guerra fratricida" o una combinazione di uno o più di questi termini. Non tutti questi necessariamente descrivono un conflitto armato, ad ogni modo, la disputa può essere risolta anche con la guerra. Le guerre di successione sono spesso indicate come "guerre civili", dal momento che spesso esse possono coinvolgere divisioni interne a determinati paesi.
Elementi
Una guerra di successione è una guerra civile che comporta la lotta per un trono, quindi in un contesto monarchico. Essa può cambiare la geografia o le casate regnanti o può riportare alla situazione precedente alla guerra stessa. Una guerra di successione può portare anche al riconoscimento internazionale del passaggio di una determinata dinastia ad un determinato trono (al di la di qualsiasi discussione o valore legale), o quando un monarca è dichiarato incapace di governare o insano di mente e quindi deposto. Dopo la morte o la deposizione del monarca in carica, spesso diversi pretendenti si presentano a reclamarne la corona, perché imparentati o perché possiedono dei diritti ereditari o hanno concluso un trattato con tali effetti. La maggior parte delle volte i vari pretendenti cercano alleanze con la nobiltà o qualcuno che li possa supportare nella loro lotta per il trono. Dopo che vengono provate tutte le opzioni diplomatiche o per eliminazione (ad esempio per assassinio o arresto) segue il conflitto militare.
Alcune guerre di successione sono scoppiate nei secoli per delle eredità femminili, tradizione comunque non presente in egual modo in tutti i paesi. Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993-2002) s.v. "zwaardleen"; "spilleleen". Microsoft Corporation/Het Spectrum. Spesso un governante che non ha figli, ma ha una o più figlie, prova a mutare le leggi di successione di modo che una figlia possa succedergli. Alcuni di questi provvedimenti sono stati dichiarati non validi dagli oppositori, invocando la tradizione locale.
In molti casi le guerre di successione interessarono anche dei principati vescovili.
Anche se questi erano a tutti gli effetti monarchie elettive senza successione ereditaria, l'elezione di un principe-vescovo poteva essere fortemente influenzata da interessi dinastici delle famiglie coinvolte, ciascuna proponente il proprio candidato.
In caso di disaccordo sui risultati dell'elezione, era quindi possibile il verificarsi di una guerra per risolvere il conflitto sorto tra i vari pretendenti.
Talvolta può essere difficile determinare se una guerra sia puramente o primariamente una guerra di successione, o se vi siano altri interessi in gioco che sfruttino il conflitto interno per esprimersi.
Molte guerre non sono chiamate "di successione" perché la successione ereditaria non ne è una parte significativa, pur essendo presente. Similarmente, alcune guerre possono essere indicate solo come "guerra di successione" mentre la successione sia la causa primaria.
Polemologia Le origini di una guerra di successione risiedono nel sistema di governo feudale o assolutista, nel quale le decisioni circa guerra o pace potevano essere prese da un singolo sovrano senza il consenso del popolo. Le politiche dei rispettivi regnanti erano condotte principalmente tenendo presente gli interessi dinastici propri. Lo storico tedesco Johannes Kunisch (1937-2015) disse a tal proposito: "Le potenze trainanti erano le leggi dinastiche ed il prestigio del potere, l'espansione del potere, ed il desiderio di automantenersi." Johannes Kunisch, Staatsverfassung und Mächtepolitik - Zur Genese von Staatenkonflikten im Zeitalter des Absolutismus (Berlin 1979), p. 16. Inoltre, la coerenza legale e politica delle varie province di un "territorio statale" spesso consisteva meramente in un governante comune. I primi sistemi di governo erano basati sulle dinastie, l'estinzione delle quali portava inevitabilmente ad una crisi di stato. La composizione delle istituzioni di governo delle varie province e territori inoltre rendeva più semplice le divisioni in caso di conflitto, perché ognuna poteva essere reclamata come parte singola da un monarca straniero per i motivi più svariati. Johannes Kunisch, La guerre - c’est moi! - Zum Problem der Staatenkonflikte im Zeitalter des Absolutismus, in: ders.: Fürst, Gesellschaft, Krieg - Studien zur bellizistischen Disposition des absoluten Fürstenstaates (Cologne/Weimar/Vienna 1992), pp. 21-27.
Per intraprendere una guerra era necessaria una giustificazione (Jus ad bellum). Questi argomenti potevano essere posti in essere anche dopo la dichiarazione di guerra, ad indicare che essi erano meramente una scusa per prendere le armi. Come ha evidenziato l'avvocato olandese Huig de Groot (1583-1645), questo rendeva chiaro come all'epoca non vi fosse altra via per risolvere tali problematiche. Heinz Duchhardt, Krieg und Frieden im Zeitalter Ludwigs XIV. (Düsseldorf 1987), p. 20. Le pretese a titoli legali di una sfera dinastica erano una buona ragione per una guerra, dal momento che le relazioni internazionali erano basate essenzialmente su politiche di eredità e matrimoni per tutto il periodo dell'Ancien Régime, cause che spesso intervenivano direttamente nelle guerre di successione. Trattati che portavano collegamenti ereditari, pegni e trasferimenti, rendevano le relazioni ancora più complicate e potevano essere utilizzate anche dai vari pretendenti per far valere le loro ragioni. Altro punto fondamentale era la perenne conflittualità tra case regnanti. Al primo posto veniva l'urgenza dei principi contemporanei di ottenere la "gloria" per loro stessi.
Dopo numerosi conflitti famigliari, il principio della primogenitura originatosi nell'Europa occidentale nell'XI secolo, si diffuse nel resto dell'Europa (ad eccezione della Russia) tra XII e XIII secolo; non si esportò mai al di fuori dell'Europa.Robert I. Moore, The First European Revolution: 970-1215 (2000), p. 66. Wiley-Blackwell. Ad ogni modo, questo non prevenne lo scoppio di guerre di successione. Un vero e proprio susseguirsi di guerre di successione scoppiò in Europa tra la Guerra dei trent'anni (1618-1648) e le Guerre delle coalizioni (1792-1815). Gerhard Papke, Von der Miliz zum Stehenden Heer - Wehrwesen im Absolutismus, in: Militärgeschichtliches Forschungsamt (publisher) Deutsche Militärgeschichte 1648-1939, Vol.1 (Munich 1983), p. 186f. Secondo lo storico tedesco Heinz Duchhardt (1943) lo scoppio delle guerre di successione nel periodo della prima età moderna venne stimolato da una parte dall'incertezza sui regolamenti delle successioni ereditarie di fronte all'emergente diritto internazionale. Sull'altro fronte vi era anche una mancanza di ragioni effettive per riconoscerle. Heinz Duchhardt, Krieg und Frieden im Zeitalter Ludwigs XIV. (Düsseldorf 1987), p. 17.
Secondo lo statista inglese Henry Brougham (Lord cancelliere 1830-34), vi furono molteplici e lunghe guerre di successione in Europa tra il 1066 e la Rivoluzione francese (1789-99) di tutte le altre guerre messe insieme. "Una guerra di successione è la più lunga delle guerre. I principi ereditari hanno vita perenne - [mentre] una guerra di elezione è sempre breve, e non si ravvia mai," scriveva, proponendo la monarchia elettiva per la risoluzione del problema.
Nell'Impero moghul non vi era ad esempio la tradizione della primogenitura. Al contrario era costume che i figli detronizzassero il loro padre e che guerreggiassero tra loro per accaparrarsi il trono.
Elenco delle guerre di successione Nota: le guerre di successione sono menzionate sotto il principale continente dove era collocata la capitale dello stato di origine della guerra. I nomi delle guerre sono quelli maggiormente diffusi dagli storici o dalla tradizione locale; le altre, la cui esistenza è stata provata ma non hanno nomi specifici, sono comunque indicate con la specifica di "incerta". I conflitti principali sono indicati al primo punto, mentre i conflitti direttamente collegati o derivati sono indicati con un secondo punto come rientrati nella disposizione grafica.
Africa
Antiche guerre di successione egizianeGillespie (2013), pp. 114-115. Durante la II dinastia egizia, la IV (2649 a.C.) e la V (2513 e 2345 a.C.) Durante la VII e VIII dinastia (2184-2164 a.C.) Tra Seti II e Amenmesse (1204-1198 a.C.) dopo la morte del faraone Merenptah Guerre dei diadochi o Guerre dei successori di Alessandro (323-277 a.C.), dopo la morte di re Alessandro Magno di Macedonia Guerra civile tolemaica (132-124 a.C.), tra Cleopatra II e Tolomeo VIII sui diritti di successione di Tolomeo VI Guerra di successione numidica (118-112 a.C.), dopo la morte di re Micipsa di Numidia; si riversarono nel conflitto romano-numidico della Guerra giugurtina (112-106 a.C.) Guerra di successione almohade (1224-12??), dopo la morte del califfo Yusuf al-Mustansir del Califfato almohadeMikaberidze (2011), pp. 89-90. Guerra di successione marocchina (1574-1578), dopo la morte del sultano Abd Allah al-Ghalib della dinastia Saˁdi Guerra di successione marocchina (XVIII secolo)Mikaberidze (2011), p. xv. Rivoluzioni di Tunisi o Guerra di successione muradide (1675-1705), dopo la morte del bey di Tunisi Murad II Guerra di successione zulu (1839-1840), tra i fratelli Dingane e Mpande dopo la Battaglia di Blood RiverJaques (2007) p. 631. Colpo di Stato in Etiopia del 1928 e Ribellione di ras Gugsà Oliè (1930), per la (futura) successione all'imperatrice Zauditù dell'Impero d'Etiopia di Hailé Selassié
Asia Asia antica
Ribellione delle Tre Guardie (c. 1042-1039 a.C.), dopo la morte di re Wu di Zhou (leggendaria) Guerra di Davide contro Is-Bàal o Ish-bosheth (c. 1007-1005 a.C.), dopo la morte di re Saul del Regno di Israele. È incerta in quanto narrata esclusivamente dalla Bibbia ebraica. Essa iniziò come una guerra di "secessione", nominalmente della regione di Giuda (Davide) da Israele (Ish-bosheth), ma il conflitto si spostò poi sulla "successione" di Saul sia in Israele che nella regione di Giuda. Guerre di successione Jin (VIII secolo-376 a.C.), una serie di guerre per il controllo dell stato feudale di Jin (parte della dinastia Zhou) Guerre Jin-Quwo (739-678 a.C.), lotte dinastiche tra i due rami della casa regnante degli Jin Agitazione di Li Ji (657-651 a.C.), per la futura successione del duca Xian di Jin Guerra di successione Zhou (635 a.C.), dove gli Jin assistettero re Xiang di Zhou contro suo fratello, il principe Dai, che reclamava per sé il trono Partizione di Jin (c. 481-403 a.C.), una serie di guerre tra le famiglie rivali nobili di Jin, che portarono infine alla divisione del territorio statale tra di loro a spese della casa regnante degli Jin. Lo stato venne definitivamente definito dagli stati successori Zhao, Wei e Han nel 376 a.C. Guerra di successione di Qi (643-642 a.C.), dopo la morte del duca Huan di Qi Periodo degli Stati Combattenti (c. 403-221 a.C.), una serie di conflitti dinastici durante le dinastia Zhou orientale per la successione al territorio Guerra di successione di Wei (370-367 a.C.), dopo la morte del marchese Wu di Wei Guerre di unificazione dello stato di Qin (230-221 a.C.), per rafforzare le pretese dei Qin a succedere alla dinastia Zhou (che durante il periodo Zhou occidentale governò tutti gli stati cinesi) che i Qin avevano concluso nel 256 a.C. Guerre dei diadochi o Guerre dei successori di Alessandro (323-277 a.C.), dopo la morte di re Alessandro Magno di Macedonia