Il Franciacorta è un vino spumante prodotto con il metodo della rifermentazione in bottiglia che gode del riconoscimento DOCG, la cui produzione è consentita nell'omonimo territorio della provincia di Brescia.
Zona di produzione
La zona definita dal disciplinare dove si possono coltivare i vigneti e produrre Franciacorta comprende l'intero territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo-Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d'Iseo, Cellatica, Gussago e parte dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato, Cazzago San Martino, Brescia,La motivazione per cui una piccolissima porzione del comune di Brescia (quello confinante con il comune di Gussago nella frazione "Mandolossa") rientra nel disciplinare, è dovuta al semplice fatto che il fiume Mella che lì passa faceva da confine naturale nella prima versione del disciplinare. tutti in provincia di Brescia.
Inoltre, per ragioni storiche,Fino agli anni Sessanta la frazione di San Pancrazio faceva parte di Adro ed Erbusco. sono consentite le operazioni di vinificazione, imbottigliamento (tiraggio), elaborazione, compresa la fermentazione in bottiglia, nella frazione di San Pancrazio di Palazzolo sull'Oglio.In questa frazione di Palazzolo sull'Oglio la cantina esistente produce Franciacorta e Curtefranca ma con uve non raccolte in San Pancrazio. Invece, con i vigneti di San Pancrazio si può produrre Sebino IGT.
Informazioni sulla zona geografica
La Franciacorta ricade nella regione mesoclimatica insubrica e gode di alcuni caratteri di tipo mediterraneo che derivano da alcuni fattori specifici quali: vicinanza della pianura che provoca regime di brezza e inversioni termiche; vicinanza del lago d'Iseo che funge da volano termico riducendo le escursioni termiche annue, diminuendo il rischio di gelate, intensificando le precipitazioni e influenzando il regime dei venti. presenza a nord della Valcamonica, che assicura una pressoché continua ventilazione con un regolare apporto idrico, ma evitando pericolosi ristagni di umidità.
Nel periodo vegetativo le precipitazioni sono ben distribuite e comprese tra 500 e . Le temperature (indice bioclimatico di Winkler) sono comprese tra i e i gradi giorno tali quindi da garantire una adeguata maturazione delle uve.
Il territorio della Franciacorta è compreso in un anfiteatro morenico risalente all'era secondaria e terziaria formatosi per effetto dei movimenti di espansione e arretramento del grande ghiacciaio proveniente dalla Val Camonica. Esso è delimitato a est dalle colline di Rodengo, Ome, Gussago e Cellatica, a nord dal Lago d'Iseo e dalle Alpi Retiche, a ovest dal fiume Oglio e sud dal Monte Orfano. Pur essendo tutto di origine morenica quindi alloctono, di discreta profondità, con drenaggio buono e riserva idrica buona o elevata, il suolo non è del tutto omogeneo, come non omogenee sono le altre condizioni ambientali per cui il territorio risulta suddiviso in sei zone o meglio, come le definisce il disciplinare, sei “unità vocazionali differenti”: morenico sottile, con suoli superficiali situati sulle creste e sulle pendici molto scoscese delle colline moreniche. È la zona a minore produttività e maggiore precocità di maturazione; nei suoi vini prevale lo speziato-vegetale e la complessità; depositi fini, con suoli profondi a tessitura limosa, situati nelle aree di ritiro del ghiacciaio e di deposito lacustre; nei suoi vini prevale la nota floreale; fluvioglaciale, con suoli mediamente profondi, con scheletro grossolano, situati nelle aree degli scaricatori del ghiacciaio con massima produttività e minore precocità di maturazione; nei suoi vini prevale il fruttato secco e la media complessità; colluvi gradonati, con suoli molto profondi, situati sui gradoni con media produttività e vini con media acidità totale; colluvi distali, con suoli molto profondi, situati alla base quasi pianeggiante delle colline calcaree con alta produttività e vini con alta acidità totale; morenico profondo, con suoli profondi, a tessitura media o moderatamente fine, situati sulle colline moreniche più esterne all'anfiteatro; nei suoi vini prevale il fruttato secco e lo speziato-vegetale.
Storia Nel territorio di Provaglio d'Iseo sono stati rinvenuti vinaccioli risalenti all'epoca delle palafitte: ciò dimostra che la vite era presente nella zona già nella preistoria. Per le epoche successive esistono le testimonianze di autori classici latini (Plinio, Colummella, Virgilio) e documenti del IX, X e XI secolo relativi ai monasteri della zona ad attestare l'importanza della viticoltura nell'economia medievale nella Franciacorta.
Questo stesso toponimo deriva da “Franzacurta” che compare in un'ordinanza riportata negli “Statuti di Brescia” del 1277 e che a sua volta deriva dalla dicitura latina “francae curtae” cioè “corti” (nel senso di corti monastiche) “franche” (esenti dai tributi vescovili).
Agli inizi del 1400 si verifica nella zona uno sviluppo dell'attività agricola e la concentrazione della viticoltura nella fascia collinare suburbana. L'attuale delimitazione del territorio (disciplinare del 2011), era già stata prescritta in un atto del Doge di Venezia Francesco Foscari del 1429, quando la zona era sotto il dominio della Serenissima.
Nel 1570 il medico bresciano Gerolamo Conforti, ben prima dell'abate francese Dom Perignon, scrive il "Libellus de vino mordaci", descrive il metodo di produzione " della fermentazione in bottiglia per la preparazione dei vini spumanti
Risale al 1852 il trattato sui vini di Gabriele Rosa che dei vini Franciacorta scrive come essi siano "eccellentissimi, racenti e garbi"
Nel 1961 vengono elaborate le prime bottiglie di spumante Franciacorta, con la tecnica del metodo classico, che hanno le caratteristiche volute da Ziliani, l'enologo di Berlucchi. Lo battezza "Pinot di Franciacorta" ed è la prima volta che il nome geografico della zona appare sull'etichetta di un vino. La base era costituita da pinot bianco allora molto diffuso nella zona per la produzione di vini bianchi fermi di consumo corrente.
Dire Franciacorta equivale a dire spumante prodotto con Metodo Classico utilizzando chardonnay, pinot nero e pinot bianco. Quest'ultimo sostituisce il Pinot meunier della Champagne.
Tecniche di produzione Sono esclusi i terreni di pianura o eccessivamente umidi o poco soleggiati: i nuovi impianti ed i reimpianti devono distare almeno dai corsi ed i ristagni d'acqua; sono esclusi i terreni situati ad un'altitudine maggiore di ; i nuovi impianti e i reimpianti devono presentare una densità di almeno (ridotta a per i terrazzamenti); è consentita solo la forma di allevamento a spalliera semplice (guyot o cordone speronato) è vietata ogni pratica di forzatura, ma consentita l'irrigazione di soccorso; tutte le operazioni devono essere effettuate all'interno del territorio dei comuni, che ricadono anche in parte, nella zona di produzione; l'ammostatura deve avvenire senza la diraspatura ad eccezione delle uve di Pinot nero vinificate in rosato o in rosso; la separazione del deposito può avvenire esclusivamente mediante sboccatura: non è consentita la filtrazione;
Disciplinare Precedentemente l'attuale disciplinare DOCG era state prodotte queste versioni: Approvato DOC con DPR 21.07.1967 G.U. 209 - 21.08.1967 Approvato DOCG con DM 01.09.1995 G.U. 249 - 24.10.1995 Errata Corrige G.U. 288 - 11.12.1995 Modificato con DM 02.09.1996 G.U. 217 - 16.09.1996 Modificato con DM 07.04.2004 G.U. 93 - 21.04.2004 Modificato con DM 25.06.2008 G.U. 157 - 07.07.2008 Modificato con DM 08.09.2008 G.U. 223 - 23.09.2008 Modificato con DM 13.10.2010 G.U. 249 - 23.10.2010 Modificato con DM 31.03.2011 G.U. 93- 22.04.2011
Tipologie
Il disciplinare della DOCG Franciacorta prevede tre versioni di spumante: bianco, rosé, satèn. Una versione di Franciacorta unica al mondo nel genere è quella satèn. In origine, quando non era ancora DOCG, si definiva cremànt, cremoso, per la produzione più bassa di CO. Il satèn, con la minore percezione della pungenza, dà una sensazione più morbida, setosa, rotonda.
In tutti i franciacorta è obbligatoria l'indicazione in etichetta posteriore dell'anno (almeno, o elemento temporale più preciso) della sboccatura; molti produttori indicano anche il momento del tiraggio.
Franciacorta (Franciacorta bianco)
FranciacortaFranciacorta millesimatoFranciacorta riservauvaggioChardonnay e/o Pinot nero min.50%, Pinot blanc max.50%, Erbamat max 10%titolo alcolometrico minimo11,50% vol.titolo alcolometrico svolto9,5% vol.acidità totale minima5,00 g/l5,00 g/l5,00 g/lestratto secco minimo14,0 g/l15,0 g/l15,0 g/lresa massima di uva per ettaro120 q.resa massima di uva in vino65%
Tempi di affinamento sui lieviti (dall'imbottigliamento alla sboccatura) Franciacorta: 18 mesi Franciacorta millesimato: 30 mesi Franciacorta riserva: 60 mesi
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta" spuma: fine, intensa; colore: dal giallo paglierino più o meno intenso, fino al dorato; odore: fine, delicato ampio e complesso con note proprie della rifermentazione in bottiglia; sapore: sapido, fresco, fine ed armonico; acidità totale minima: ; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol; estratto non riduttore minimo: ; tipologie di sapore: dosaggio zero, extra brut, brut, extra dry, sec e demi-sec.
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta” millesimato spuma: fine, intensa; colore: dal giallo paglierino più o meno intenso fino al giallo dorato; profumo: fine, delicato, ampio e complesso con note proprie della rifermentazione in bottiglia; sapore: sapido, fine ed armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,50% vol; acidità totale minima: ; estratto non riduttore minimo: ; tipologie di sapore: dosaggio zero, extra brut, brut, extra dry.
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta” riserva spuma: fine, intensa; colore: dal giallo paglierino più o meno intenso, fino al giallo dorato con eventuali riflessi ramati; odore: note complesse ed evolute proprie di un lungo affinamento in bottiglia; sapore: sapido, fine ed armonico; titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 11,50% vol; ::acidità totale minima: ; estratto non riduttore minimo: . tipologie di sapore: dosaggio zero, extra brut, brut.
Franciacorta Satèn Il marchio - è stato registrato dal Consorzio per la tutela del Franciacorta nel 1995 per individuare questa particolare tipologia di prodotto. Il nome poteva essere usato dai soli produttori associati al Consorzio. Col Disciplinare pubblicato in G.U. il 7 luglio 2008 il Franciacorta Satèn diventa a tutti gli effetti una nuova tipologia che può essere prodotta da tutti i fruitori della Denominazione, associati e non al Consorzio.
Uvaggio: uve Chardonnay (prevalenti) e Pinot bianco fino ad un massimo del 50% (blanc de blanc)Vino bianco prodotto con uve bianche..
Unicità: rispetto agli altri Franciacorta è caratterizzato da una minore pressione in bottiglia, inferiore a 5 atmosfere, che ne determina la peculiare morbidezza gustativa. È consentita l'immissione al consumo esclusivamente nella tipologia “brut”. Per il satèn si possono al massimo aggiungere di zucchero all'atto della presa di spuma.
SatènSatèn millesimatoSatèn riservauvaggioChardonnay min. 50%, ammesso Pinot bianco max.50%titolo alcolometrico minimo11,50% vol.titolo alcolometrico svolto9,5% vol.acidità totale minima5,00 g/l5,00 g/l5,00 g/lestratto secco minimo14,5 g/l14,5 g/l15,0 g/lresa massima di uva per ettaro120 q.resa massima di uva in vino65%
Tempi di affinamento sui lieviti (dall'imbottigliamento alla sboccatura) Franciacorta Satèn: 24 mesi Franciacorta Satèn millesimato: 30 mesi Franciacorta Satèn riserva: 60 mesi
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta” satèn spuma: persistente, cremosa; colore: giallo paglierino intenso; odore: fine, delicato, con note proprie della rifermentazione in bottiglia; sapore: sapido, cremoso, fine ed armonico;