Linseguimento della Goeben e della Breslau fu un episodio di guerra navale avvenuto nel mar Mediterraneo poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, quando la Mediterranean Fleet della Royal Navy, comandata da Berkeley Milne, tentò di intercettare la Mittelmeerdivision della Kaiserliche Marine, al comando di Wilhelm Souchon, comprendente l'incrociatore da battaglia Goeben e l'incrociatore leggero Breslau.
Il 4 agosto 1914, dopo aver compiuto un'azione di bombardamento contro le coste dell'Algeria francese, Souchon diresse verso il porto di Messina per rifornirsi di carbone, venendo avvistato dalle forze navali britanniche. Nel porto italiano apprese che non avrebbe potuto ricevere alcun tipo di aiuto né dall'Italia, dichiaratasi neutrale, né dall'Impero austro-ungarico, poiché la k.u.k. Kriegsmarine era impossibilitata a raggiungerlo in tempi utili. Il 5 agosto il Regno Unito dichiarò guerra alla Germania, e il 6 agosto l'ammiraglio tedesco decise quindi di rischiare e raggiungere in autonomia Costantinopoli, la capitale dell'Impero ottomano, in quel momento ancora neutrale ma che il 1º agosto aveva firmato un accordo di alleanza con la Germania. Per una commistione di fortuna e audacia, Souchon riuscì a sfuggire agli inseguitori britannici, e il 10 agosto entrò nei Dardanelli e riparò nel Mar Nero con il consenso del ministro della Guerra turco Ismail Enver. Per evitare problemi diplomatici con le potenze dell'Intesa, le due navi tedesche pochi giorni dopo entrarono a far parte della Marina ottomana con il nome di Yavuz Sultan Selim e Midilli, mentre Souchon divenne viceammiraglio della flotta turca e rimase al comando delle sue unità.
Questa azione fu uno dei fattori che contribuirono all'entrata in guerra dell'Impero ottomano contro la Triplice intesa, e permise alla flotta turca di poter intraprendere azioni offensive efficaci contro la flotta russa del Mar Nero durante la prima parte del conflitto.
Contesto politico
L'inizio della crisi politico-militare del luglio 1914 spinse il kaiser Guglielmo II a valutare l'offerta di alleanza giunta da Ismail Enver quella stessa estate. Il governo dei Giovani Turchi era d'accordo sulla necessità di trovare al più presto un potente alleato europeo che garantisse la protezione dell'Impero ottomano nei confronti delle potenze rivali che avrebbero potuto attaccare l'Impero. Tranne la Russia, le nazioni che minacciavano l'integrità dell'Impero ottomano - l'Italia, l'Austria-Ungheria, la Grecia e la Bulgaria - non erano in grado di tener testa economicamente e militarmente a Regno Unito, Francia e Germania, per cui i Giovani Turchi nella primavera-estate 1914 tentarono di intavolare trattative con tutte e tre le grandi potenze, in cerca di un alleato.. Gli ambasciatori turchi vennero respinti da tutte le nazioni a cui avevano chiesto aiuto, e solo con l'ultimatum dell'Austria-Ungheria alla Serbia del 23 luglio 1914 la situazione cambiò. A Costantinopoli iniziarono subito colloqui segreti con la Germania; per la parte ottomana i negoziatori erano il ministro degli Esteri Said Halim, il ministro degli Interni Mehmed Talat e il ministro della Guerra Ismail Enver e per la parte tedesca l'ambasciatore Hans von Wangenheim, che comunicava a Berlino direttamente con il cancelliere Theobald von Bethmann-Hollweg..
Il 28 luglio i leader ottomani inviarono a Berlino una bozza di proposta di trattato, il quale venne firmato la sera del 1º agosto. Il trattato affermava che: «La Germania si impegnava a difendere il territorio ottomano, se necessario anche con le armi, qualora esso dovesse essere minacciato». L'Impero ottomano si impegnava da parte sua a mantenere una stretta neutralità nel conflitto tra Austria-Ungheria e Serbia ed entrare in guerra soltanto se anche la Germania fosse stata costretta a farlo. Il giorno dopo la firma del trattato, il governo dei Giovani Turchi ordinò l'inizio della mobilitazione generale, proclamando al contempo la propria neutralità nel conflitto ormai esploso in Europa. Il patto di alleanza con la Germania rimase segreto, ed Enver e gli altri politici turchi affermarono che la mobilitazione era a scopo precauzionale e non era rivolta contro le nazioni dell'Intesa.. Poiché tutti erano convinti che la guerra sarebbe durata solo qualche mese, von Wangenheim concesse ai Giovani Turchi l'alleanza tanto agognata, pensando che il conflitto si sarebbe concluso prima che Costantinopoli avesse terminato la mobilitazione..
Nel frattempo il Regno Unito aveva dato un motivo in più al governo turco di legarsi alla Germania, impadronendosi di due moderne navi da battaglia tipo dreadnought ordinate dalla Turchia ai cantieri navali britannici e ancora in costruzione. Il 28 luglio Winston Churchill, Primo lord dell'ammiragliato, ordinò che le due corazzate fossero "requisite": la Sultan Osman e la Reşadiye furono prima trattenute in Inghilterra e poi definitivamente sequestrate, entrando in servizio con la Royal Navy rispettivamente come e .. Fu un duro colpo per il governo e il popolo turco, dato che le due unità erano costate alla Turchia una cifra enorme per quei tempi, circa 30 milioni di dollari raccolti con una sottoscrizione nazionale, dopo che le sconfitte nei Balcani avevano reso consapevoli i turchi della necessità di rafforzare le forze armate.. Il ministro degli Esteri britannico Edward Grey il 3 agosto telegrafò al governo turco che la requisizione era un atto dovuto dalle «necessità nella crisi attuale» e che il danno economico sarebbe stato oggetto della «dovuta attenzione». Era ormai da quasi un secolo che l'Impero ottomano era considerato il "malato d'Europa", prossimo a cadere sotto le spinte nazionaliste dei Giovani Turchi, tanto che, secondo la giornalista e storica Barbara Tuchman, il governo britannico era arrivato al punto di «tenere in molto minor conto l'Impero ottomano che la possibilità di avere due unità navali in più». Quello stesso giorno la Turchia firmò in segreto il trattato di alleanza con la Germania. Nonostante lo stato di guerra tra Germania e Russia fosse in essere dal 1º agosto, il governo di Costantinopoli assunse un atteggiamento di stretta neutralità, senza dichiarare guerra anch'esso alla Russia, né chiudendo lo stretto dei Dardanelli, né prendendo qualsiasi iniziativa che potesse portarlo al di fuori della neutralità, con grande disappunto per il governo tedesco.
Durante i colloqui segreti a Costantinopoli, Enver, von Wangenheim e il capo della missione militare tedesca in Turchia Otto Liman von Sanders convennero che la flotta tedesca nel Mediterraneo (Mittelmeerdivision), che comprendeva il potente incrociatore da battaglia Goeben e l'incrociatore leggero Breslau, avrebbe dovuto unirsi alla Marina ottomana per un rafforzamento della potenza bellica turca nel Mar Nero, garantendo così la dovuta protezione agli eserciti turco e bulgaro dalla flotta russa. Poco dopo il colloquio, i due rappresentanti tedeschi chiesero a Berlino che le due navi tedesche fossero inviate in Turchia. Sempre il 3 agosto il ministero della Marina tedesco impartì ordini in tal senso al contrammiraglio Wilhelm Souchon, comandante della squadra del Mediterraneo..
Forze in campo La Mittelmeerdivision
Nel novembre 1912, dopo l'inizio delle guerre balcaniche, Guglielmo II istituì un nuovo comando navale «per difendere gli interessi tedeschi nel Mediterraneo». La Goeben e la Breslau furono le uniche unità assegnate a questa Mittelmeerdivision ("Divisione del Mediterraneo"); completate rispettivamente nell'agosto e nel maggio 1912, non avevano mai prestato servizio altrove. Con le sue tonnellate di dislocamento e la velocità di 28 nodi, la Goeben era l'unità da battaglia più grande e veloce presente nel Mediterraneo, mentre la Breslau, con il suo dislocamento di tonnellate, «se paragonato agli altri incrociatori leggeri era una macchina da guerra notevole»..
A causa di problemi progettuali dei tubi delle caldaie, per tutto il suo periodo nel Mediterraneo la Goeben non riuscì mai a eguagliare il suo record di velocità; anzi, quando Souchon prese il comando nell'ottobre 1913 in sostituzione di Konrad Trummler, la nave toccava appena i 20 nodi. Era previsto che la Goeben fosse sostituita dalla gemella Moltke verso la fine del 1914, ma, dopo l'assassinio di Sarajevo del 28 giugno 1914, Souchon temette che lo scambio di consegne non potesse avere luogo e decise di dirigersi a Pola per le riparazioni, mentre la Moltke venne mantenuta nella Hochseeflotte.. Nonostante tutto, i britannici e i francesi non sospettarono mai di tali problemi e la nave giunse all'arsenale di Pola il 10 luglio. Le riparazioni terminarono tredici giorni dopo, proprio quando l'Impero austro-ungarico presentò il suo ultimatum alla Serbia, ma la Goeben si trattenne nel mare Adriatico ancora una settimana per svolgere prove in mare e per apprestare la nave per le operazioni belliche. Il 29 luglio, il giorno dopo la dichiarazione di guerra, Souchon si rifornì di carbone a Trieste e la sera del 30 levò l'ancora e fece rotta verso sud. Il 2 agosto, al largo di Brindisi, incontrò la Breslau e le due navi diressero verso Messina, il porto designato per il concentramento delle marine della Triplice alleanza. Lì Souchon apprese che la Germania dal 1º agosto era in guerra con la Russia, che entro pochi giorni avrebbe aperto le ostilità con la Francia, e che l'Italia aveva dichiarato la neutralità..
I piani di guerra stabiliti negli anni precedenti ordinavano che, in caso di conflitto, la flotta austro-tedesco-italiana, riunitasi a Messina, avrebbe dovuto dirigere verso ovest per fermare i trasporti di truppe dell'esercito francese provenienti dall'Algeria. Nel caso questi piani non si potessero mettere in atto, Souchon avrebbe dovuto tentare con le sue forze di ostacolare il traffico di truppe francesi e, quando non avrebbe potuto più ottenere nulla di positivo da tale azione, avrebbe dovuto forzare lo stretto di Gibilterra e tornare in Germania. Souchon si attenne agli ordini e il 3 agosto, mentre la Germania dichiarava guerra alla Francia, diresse verso l'Algeria francese..
Le forze dell'Intesa nel Mediterraneo
I primi giorni di agosto furono tesi e caotici a causa dell'evolversi della situazione diplomatica europea, tanto da influenzare continuamente le decisioni sia di Souchon sia degli altri comandanti delle marine presenti nel Mediterraneo: il comandante della flotta francese viceammiraglio Augustin Boué de Lapeyrère, il comandante della Mediterranean Fleet britannica ammiraglio sir Archibald Berkeley Milne e il suo collega contrammiraglio Ernest Troubridge, comandante del Mediterranean Fleet's cruiser squadron. La successione delle reciproche dichiarazioni di guerra e i momenti in cui esse furono comunicate delineò sempre più il quadro generale della situazione, ma il caos generato da un clima in continua evoluzione portò in alcuni casi a comunicazioni e ordini fraintesi, poco chiari o superati dal corso degli avvenimenti.
Gli ordini di Lapeyrère puntavano al conseguimento del dominio marittimo nel Mediterraneo occidentale per mezzo di una vittoriosa battaglia contro la flotta nemica. I trasporti dall'Algeria non dovevano essere scortati per liberare la marina in vista del previsto scontro, con solo alcune vecchie navi da battaglia e incrociatori schierati a ovest della Sardegna destinati alla protezione a distanza dei convogli di truppe. Salpando da Tolone all'alba del 3 agosto, Lapeyrère era già a conoscenza che l'Italia sarebbe rimasta neutrale e che nessuna squadra della Triplice alleanza sarebbe comparsa nel Mediterraneo occidentale. Contravvenendo agli ordini che vietavano esplicitamente di scortare il traffico dei trasporti, Lapeyrère fece rotta verso i porti algerini, temendo i danni che la Goeben avrebbe potuto infliggere ai bastimenti carichi di truppe..