Il suo primo curatore gli riconosce un rinnovamento attuato sulla poesia catalana attraverso l'incorporazione di idee francesi e italiane nel modello dell'amor cortese attinto dai trovatori classici.

Biografia

Gilabert era membro di una famiglia originatasi a Napoli o a Salerno, i Procida, appoggiata dagli Hohenstaufen e poi dal re Pietro III d'Aragona, e che era emigrata nel Regno di Valencia agli inizi del XIV secolo. Quartogenito di Nicola da Procida ed Elvira di Centelles, con i suoi fratelli maggiori Adenolfo e Tommaso partecipò nel 1392 ad una spedizione in Sicilia condotta dal duca Martino il Vecchio in soccorso di Martino il Giovane e nel 1395 a quella del re Giovanni I d'Aragona per la Sardegna.

Nel 1396, ritornato a Valencia, Gilabert fu coinvolto nello scontro tra i Centelles e i Vilaragut e di conseguenza mandato in esilio con i capi di entrambe le famiglie per decisione del consiglio cittadino. Rientrato in città, nel 1398 assieme ad altri cavalieri capeggia una banda dei Centelles formata da 40 uomini d'arme in una scaramuccia contro Pietro di Vilaragut, venendo quindi imprigionato e riottenendo la libertà nel 1399.

Il 4 dicembre 1405, secondo un documento rinvenuto nell'archivio municipale di Valencia, morì a Genova mentre era al servizio di papa Benedetto XIII, lasciando una vedova, Bernadonna di Valleriola, che si risposerà con Guglielmo Ramon di Centelles, e una figlia, Giovanna. Fu sepolto in una cappella di famiglia situata nel convento di San Domenico di Valencia.

Poesia Gilabert rimase sconosciuto finché le sue poesie non furono pubblicate nel libro Els Nostres Clàssics del linguista Martín de Riquer edito a Barcellona nel 1954. Molte di esse si trovano solo nel Cançoner Vega-Aguiló, il quale ha subito danneggiamenti per via dell'umidità, rendendo illeggibile molta parte del suo lavoro. Tuttavia le metodologie con l'ultravioletto hanno permesso di superare tali difficoltà e di trascriverle interamente. Nel canzoniere l'autore è registrato soltanto come "Próxita", ma la biblioteca dell'Escorial ne contiene un altro in occitano del XVI secolo nel quale è identificato col nome di "Mossèn Gilabert de Próxita".

Prosodia e lingua Gilabert usava i metri settenario, ottonario e soprattutto decasillabo, pur variando nel testo delle sue poesie, mostrando influenze verso gli standard del Consistori del Gay Saber di Tolosa.

Sebbene scriva in occitano letterario ispirato ai trovatori classici, il suo linguaggio non è esente da influenze catalane, specialmente laddove l'idioma adottato è carente di un'idonea soluzione linguistica.

Temi La poesia pervenuta di Gilabert è uniforme nella tematica, che è incentrata su una trattazione soggettiva dell'amore e dei vari stati emotivi senza allusioni o riferimenti a situazioni storiche o oggettive o cadenze aneddotiche o narrative. Nelle sue composizioni si ritrovano i temi che dominarono la poesia occitana tra il XIII e il XIV secolo, sviluppati con terminologia feudale, originalità dei dettagli ed accuratezza espressiva.

Nell'intera sua opera si può appurare che in vita fosse stato un cavaliere e sua moglie provenisse da uno strato sociale più elevato. Alla signora a cui promette il vassallaggio si presenta come un umile e fedele servitore, disposto a soddisfare qualsiasi suo desiderio, anche a costo di venir ucciso. Gilabert si sofferma sulla crudeltà della donna e sull'infermità del poeta, il cui amore lo spinge agli estremi e all'ossessione, quest'ultima condivisa con il poeta catalano Andreu Febrer. I seguenti suoi versi:

del Pus que vos play, dompna, que res no us dia furono nella mente del letterato valenciano Jordi de Sant Jordi quando questi iniziò la sua opera dal titolo Stramps.

Stile Gilabert, nonostante la sua soggettività ed espressività, non è un poeta introspettivo, bensì talvolta ripetitivo e artificiale, mostrando di non smarrirsi nel trobar ric a differenza di Andreu Febrer. La maggior parte delle sue immagini e metafore non sono originali, come il "Castell d'Amor", ma attuali per la sua epoca, mentre le sue allusioni militari risultano efficaci poiché scaturiscono da esperienze personali.

Altri ornamenti delle poesie di Gilabert sono la storia dell'uccello bruciato per aver volato in prossimità del sole, probabilmente un'allusione alla fenice o al basilisco attinti da alcuni bestiari o forse dal trovatore Rigaut de Berbezilh e l'alchimista folle..

In due poesie, Lo cor e·lhs huelhs m'an lo cors mis en pena e Mals perladors vulh per tostemps maldir, Gilabert adotta una ballata in stile francese, ai tempi una novità in Catalogna. Alcuni temi, come il lausengiers, restano però trobadorici e le composizioni sono pervase dall'ambiente semi-cavalleresco della Valencia del XV secolo..

Vi è similarità tra l'espressione di Gilabert, «de valor coronada», e quella di Dante, «coronata e vestita d'umilitate», sebbene l'incoronazione sia il tema che li accomuna. L'"umiltate" del sommo poeta dà un senso di virtù, ma il "valor" di Gilabert è nel tenore puramente feudale/cavalleresco. Egli si considera de la mainada e della sua dona, come lo era del re e dell'armata durante la sua carriera militare. Era più vicino al suo antico trovatore del XIII secolo che agli italiani del suo tempo, sebbene la sua poesia mostri una certa familiarità con Dante. In Dona del mon no·s pens que per amors Gilabert tenta di mantenere il nome della signora (e sua amante) segreto, per timore che lei abbia altri che credano di essere amati. Inserisce alcune parole nella poesia dedicata alla donna per la quale è stato servitore per anni. Esiste inoltre un parallelismo tra la signora innominata di Gilabert e la donna-schermo della Vita nuova di Dante; ..

Note

Bibliografia

Voci correlate Procida (famiglia) Lista di trovatori e trobairitz

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