La Opel Automobile GmbH, conosciuta semplicemente come Opel, è una casa automobilistica tedesca, la cui sede è a Rüsselsheim am Main in Assia. Ha fatto parte, dal 1929 al 2017, del gruppo General Motors, e dal 6 marzo 2017 al 16 gennaio 2021 del gruppo francese PSA, poi fusosi in Stellantis. In passato è stata anche una casa costruttrice di macchine per cucire, biciclette e motociclette.
Storia I primi anni: l'industria delle macchine per cucire
L'azienda fu fondata nell'agosto 1862 da Adam Opel, inizialmente come fabbrica per la costruzione di macchine per cucire. Nei primi decenni di attività, l'azienda era una società in accomandita (Adam Opel KG). Solo alla fine del 1928 sarebbe stata convertita in società per azioni. Le macchine per cucire furono il primo, e probabilmente il più grande amore di Adam Opel in quanto costituirono la base della sua formazione professionale quando era ancora giovane, subito dopo gli studi. Il futuro fondatore della Casa di Rüsselsheim compì infatti i suoi primi passi nel settore dell'industria delle macchine per cucire nel 1858, presso un'azienda francese, la Journaux-Leblond, con sede a Parigi. Fu qui che ebbe modo di conoscere anche altre aziende concorrenti come la Plaz & Cie, sempre parigina, o come la Howe, con sede a Londra.
Fu prendendo a modello la produzione di queste due aziende che la Adam Opel KG cominciò la sua produzione di macchine da cucire. Dopo aver trascorso alcuni altri mesi (dal marzo al luglio 1862) presso un'altra azienda francese del settore, la Huguenin et Reimann, Adam tornò a Rüsselsheim e registrò la ragione sociale Adam Opel KG e come primissimo sito di produzione utilizzò una vecchia stalla in disuso di proprietà di un suo zio a Rüsselsheim. Durante i primi anni di produzione, poiché i metodi di produzione dell'acciaio in Francia furono ritenuti di miglior qualità rispetto a quelli utilizzati in Germania, per fabbricare in loco alcuni componenti, la neonata fabbrica di Rüsselsheim si approvvigionò di acciaio proprio presso alcuni fornitori francesi, in particolare presso il fratello Georg Opel, che aveva aperto una propria attività nel settore metallurgico proprio a Parigi. Fu solo in seguito che tornò ai fornitori tedeschi. Le capacità di lavorare l'acciaio non mancarono, visto che il padre di Adam Opel era un fabbro assai conosciuto in zona. Il marchio inizialmente utilizzato per l'azienda fu costituito dalle iniziali del fondatore, A.O., incrociate fra loroIl primo logo della Adam Opel KG. Oltre che alla produzione in proprio di macchine per cucire, la Adam Opel KG funse anche da distributore della Plaz & Cie. in Germania.
Gli inizi non furono affatto facili: oltre al fatto che mancava ancora l'esperienza nel settore della produzione di macchine per cucire, il giovane Adam Opel dovette scontrarsi anche con l'astio che egli suscitava nei cuori e nelle menti dei sarti locali, assai adirati per la concorrenza che una macchina per cucire avrebbe potuto costituire. Una volta si ritrovò persino coinvolto in una rissa: alcuni sarti lo attesero lungo la strada e lo malmenarono. Per questo, Adam Opel prese a effettuare le consegne dei suoi prodotti in gran segreto ed effettuò campagne promozionali in altre zone della GermaniaLa Manovella, Agosto 2014, pag.42, Editore ASI Service srl. Nonostante questi fatti, la neonata fabbrica di macchine per cucire riscosse un buon successo, tanto che nel 1867 Adam Opel acquistò un terreno proprio di fronte alla ferrovia che passava già all'epoca per la città di Rüsselsheim e vi costruì un impianto più adatto alle esigenze produttive della sua giovane azienda. Per inciso, ancor oggi lo stabilimento di Rüsselsheim della Opel, ormai divenuto un'enorme realtà industriale, è delimitato dalla ferrovia che da Francoforte porta a Magonza passando appunto per Rüsselsheim, dove è presente anche una stazione specifica per i dipendenti Opel. Il trasferimento dell'attività nella nuova e più vasta sede comportò anche nuove assunzioni di personale addetto, per cui i dipendenti della Opel passarono da 25 a 40.
Una delle particolarità nella gamma di articoli che la Opel aveva a catalogo durante i primi anni di produzione stava nella presenza di una cucitrice per calzolai, un arnese pensato proprio per fabbricare calzature. Invece, tra i modelli di macchina per cucire che riscossero maggiori consensi vanno menzionate quelle commercializzate con le denominazioni di Fortuna (lanciato nel 1869) e Sophia (lanciato nel 1870). Quest'ultimo prese il nome dalla moglie di Adam Opel, con la quale l'imprenditore tedesco era convolato a nozze nel 1868. Nel 1870, la produzione di macchine per cucire raggiunse le 15.000 unità. Nello stesso anno, Adam Opel modificò il marchio di fabbrica della Opel, che venne racchiuso in un cerchio recante la dicitura Nähmaschinenfabrik Rüsselsheim (Fabbrica di macchine per cucire Rüsselsheim in tedesco)Il nuovo marchio della Adam Opel KG, risalente al 1870. Intanto, però, la guerra franco-prussiana del 1870 interruppe i rapporti di collaborazione fra la Plaz & Cie. e la Adam Opel KG. Perciò, a partire dal 1871, l'azienda parigina si espanse essa stessa in Germania.
Ma pur riscuotendo un buon successo, le macchine per cucire della Adam Opel KG furono molto simili a quelle della Plaz & Cie., anche troppo. Per questo, nel 1884 la Plaz & Cie. intentò una causa legale contro l'azienda di Rüsselsheim, la quale fu costretta a pagare un'ammenda di 800 marchi (pari a circa 16 000 euro attuali). Adam Opel pagò senza battere ciglio, anche perché il successo che stava comunque ottenendo ridusse la sanzione a una cifra poco più che simbolica. Si trattava insomma di un prezzo decisamente basso da pagare. Nel corso degli anni a venire, la produzione aumentò significativamente, grazie anche al successo di modelli come la Delphin e la Perfecta, vere colonne portanti della produzione di macchine per cucire Opel nel corso degli ultimi anni del XIX secolo e dei primi anni del secolo successivo. Fu un fatto di assoluta gravità a decretare la fine della produzione delle macchine da cucire. Nel 1911, proprio mentre l'azienda aveva raggiunto da poco la milionesima unità prodotta, un grave incendio devastò letteralmente la fabbrica lasciando senza scampo tale ramo produttivo.
Ma nel frattempo la Opel aveva diversificato ormai da molti anni la propria attività.
Dalla macchina per cucire alla bicicletta
Il crescente successo della produzione di macchine per cucire Opel, anche a dispetto di alcune vicissitudini legali, spinse Adam Opel a espandere l'ambito produttivo della sua attività anche alle biciclette. La produzione di biciclette fu avviata tra il 1886 e il 1887. All'avvio di tale produzione partecipò anche il primogenito di Adam, Carl Opel, ancora giovanissimo, ma che di lì a non molto avrebbe assunto la direzione generale nel settore delle biciclette. I primi esemplari di bicicletta costruiti dalla Opel furono sostanzialmente dei velocipedi a ruota alta, ma ben presto la fabbrica si sarebbe orientata verso le vere e proprie biciclette, considerate più sicure e meno soggette a rovinose cadute. In concomitanza con l'avvio della produzione di biciclette, anche il logo della Casa fu rinnovato.
Durante l'ultimo decennio del XIX secolo, la Opel pensò a una soluzione per eliminare la trasmissione a catena sulle ruote posteriori: anche altre Case costruttrici stavano sperimentando alcuni sistemi volti allo stesso fine. Nel frattempo le vendite crebbero a tal punto che la Adam Opel KG divenne il primo costruttore di biciclette tedesco e si espanse anche al di fuori dei confini tedeschi quando, alla fine del 1892, venne perfezionato un accordo fra la stessa Opel e l'austriaca Beyschlag, fino a quel momento nota per la sua produzione di pattini da ghiaccio e desiderosa di ampliare il proprio giro di affari importando altri prodotti dall'estero. Per questo, l'opportunità prospettata a Otto Beyschlag (il fondatore dell'azienda austriaca) da Heinrich Opel, uno dei figli di Adam, si rivelò allettante. Fu così che dal 1893 la Opel divenne presente anche in Austria, consolidando in questo modo la sua reputazione.
A tale promettente situazione fece da contraltare un gravissimo fatto: nel 1895 Adam Opel morì in seguito a febbre tifoidea. Per questo, i cinque figli del fondatore presero in mano le redini dell'azienda. Nel frattempo, la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche per le biciclette Opel proseguì, ma fu solo nel 1899 che la Casa di Rüsselsheim presentò la cosiddetta Kettenlos ("senza catena" in tedesco). La Kettenlos era caratterizzata dalla presenza di una vera e propria trasmissione ad albero, che era accoppiato ai pedali e alla ruota attraverso due coppie coniche. Tale soluzione particolare fu adottata anche da altri costruttori tedeschi, come la Dürkopp, la Wanderer, la Adler e la Brennabor. Tale soluzione tecnica fu d'altro canto assai costosa, perciò la Kettenlos riuscì a ritagliarsi solo un ruolo di nicchia nel mercato delle biciclette a causa del suo prezzo elevato (420 marchi contro i 340 richiesti per la più costosa fra le biciclette a catena, mentre la meno costosa scendeva addirittura a 215 marchi). Oltretutto la Kettenlos presentava anche alcuni altri svantaggi, come ad esempio lo smontaggio della ruota posteriore, resa difficoltosa dalla presenza degli organi di trasmissione. Visto il successo solo parziale di tale modello, alla Opel si preferì avere in catalogo dei prodotti che garantissero vendite in massa, in maniera tale da poter ridurre i prezzi di vendita senza per questo compromettere gli utili, ma anzi, consolidarli. Per questo, nel 1908 la Kettenlos scomparve dal listino e dai piani produttivi della Casa di Rüsselsheim. Il grave incendio del 1911, che spinse i vertici Opel a cessare la produzione di macchine per cucire, comportò anche una pausa di circa un anno nella produzione di biciclette, produzione che però riprese a partire dal 1912.
La produzione di biciclette proseguì nei decenni successivi solo nelle più tradizionali e redditizie configurazioni a catena. Al successo della Opel come costruttore di biciclette contribuirono anche i successi nelle competizioni ciclistiche. Durante gli anni venti, la Casa di Rüsselsheim divenne il maggior costruttore di biciclette al mondo. A quel punto, il listino ciclistico della Opel si era arricchito anche con un modello dotato di un piccolo motore: nel 1936, la produzione di biciclette fu venduta alla NSU di Neckarsulm e le biciclette prodotte da quel momento in poi furono commercializzate con il marchio NSU-Opel fino al 1940. In totale, la Opel costruì circa 2,6 milioni di biciclette, senza contare la produzione NSU-Opel.
L'avvento dell'autotrazione
Quello automobilistico è senz'ombra di dubbio il settore industriale per il quale la Opel è maggiormente conosciuta, tuttavia fu altrettanto sicuramente l'ambito meno preferito da Adam Opel in persona. Quando nel 1886 la Adam Opel KG stava per avviare la produzione di biciclette, le primissime automobili con motore a scoppio stavano cominciando a fare capolino dai laboratori privati dei signori Benz e Daimler. Ma l'automobile non entusiasmò affatto Adam Opel, il quale bocciò inesorabilmente la strana invenzione, sottolineando la sua decisione con una frase abbastanza lapidaria: "Questi aggeggi saranno solo giocattoli per milionari che non sanno come buttar via i loro soldi!".Opel Jugend Kalender 1965, S. 31.
L'ingresso nel settore automobilistico