Fu fondatore della slavistica scientifica. Scrisse in ceco e in tedesco.

Biografia La famiglia La vita della famiglia di Šafárik, genitori, nonni, parenti e affini si svolse tutta nel ristretto ambito del piccolo paese di Štítnik e dei suoi dintorni.

Il padre Pavol (Pavel) Šafárik (1761 – 1831) era nato a Štítnik il 26 gennaio 1761 e aveva frequentato la scuola del paese in cui l'insegnamento era in latino. Andò a scuole per due anni a Kunova Teplica, per imparare l'ungherese. Terminati gli studi divenne insegnante nei dintorni di Štítnik per circa 15 anni. Probabilmente fu per ragioni economiche che il padre di Šafárik si decise ad abbandonare l'insegnamento e divenne parroco evangelico di Kobeliarova.

Poco tempo dopo nacque Pavel Jozef Šafárik. Ján, suo fratello maggiore aveva allora già 12 anni, la sorella Mária ne aveva 10 e l'altro fratello Ľudovít Samuel aveva 7 anni. La madre di Pavel Jozef Šafárik, Katarína, nata Káresová (1764 – 1812) proveniva da una povera famiglia della piccola nobiltà terriera di Hanková. Ebbero in totale cinque figli, oltre a quelli nominati, un Pavel Jozef nato nel 1791 era morto a un anno d'età.

Giacché la parrocchia di Kobeliarovo era una delle più povere di tutto il comitato di Gemer, se la signora Šafáriková voleva prendersi cura dei suoi quattro figli, doveva seminare il lino e tesserlo, curare l'economia e infine anche imbastire piccoli commerci. Morì il 14 dicembre 1812 a 48 anni.

Il padre di Šafárik, dopo sei mesi di vedovanza, il 2 giugno 1813 si sposò in seconde nozze con la vedova del parroco Pavol Lovčány, Rozália, nata Drábová. Dal primo marito aveva avuto due figli: Rozália e Pavol. Visse con questa donna fino alla morte, a cui giunse il 4 febbraio 1831. Pavol Jozef Šafárik aveva così quattro fratelli e due fratellastri.

Slovacchia (1795 – 1815)

Nacque nella parrocchia evangelica di Kobeliarovo, un paese nella parte sud-orientale dei Monti Metalliferi Slovacchi, in cui Pavel Jozef Šafárik trascorse l'infanzia e a cui tornerà volentieri nel corso della vita. Si trova a eguale distanza dai modesti centri di Rožňava, Dobšiná e Jelšava.

Apprese dal padre e dal fratello Vojtech i fondamenti dell'istruzione scolastica. Nel libro Co vyprávěl P. J. Šafařík… si legge: «Quando aveva sette anni gli mostrai tutto l'alfabeto e lui l'imparò da solo alla perfezione e da allora passava tutto il giorno accanto al forno a leggere. A 8 anni aveva letto tutta la Bibbia per intero due volte e una delle sue occupazioni preferite era fare la predica ai fratelli e alle sorelle, come pure alla gente di casa». Né scuola né maestri sono mai nominati.

Nelle biografie si riporta, che sulla sua coscienza nazionale ebbe influsso un certo Novák, uno scrivano di Kobeliarovo che gli prestava libri in ceco; si tratterebbe presumibilmente dell'insegnante ("ludimagister") Tomáš Novák. Un fattore più importante che determinò la coscienza nazionale di Šafárik fu l'ambiente in cui visse: circondato da slovacchi, con le loro canzoni, racconti e leggende di banditi, nella bella natura dei dintorni. Della profondità e dell'intensità dell'influsso sul giovane Šafárik dell'ambiente di Kobeliarovo, riferiscono anche le sue memorie di infanzia.

Dal 1805 al 1808 studiò a Rožňava. Alcuni biografi menzionano il ginnasio inferiore. Altri invece parlano della scuola evangelica, che già durante il primo anno Pavel Jozef Šafárik avrebbe lasciato per frequentare la scuola media (latina). Poiché Šafárik studiò a Rožňava solo per tre anni, numerosi biografi condividono l'idea che avesse iniziato direttamente dal secondo anno dei "donatisti", come erano apostrofati gli evangelici. Durante gli studi a Rožňava viveva presso la famiglia Ujházy, dove prendeva anche i pasti, come altri studenti e ragazze, che erano in città per imparare il tedesco o il cucito. Pavel Jozef Šafárik sotto la guida e la supervisione personale del suo professore, che dal 1806 divenne anche suo parente, e di sua figlia che aveva sposato un Ujházy, ampliò fruttuosamente le sue conoscenze e la sua istruzione. Oltre al latino, che era obbligatorio, apprese l'ungherese e il tedesco.

Nell'autunno del 1808 Pavel Jozef Šafárik si trasferì al ginnasio di Dobšina, per proseguire gli studi di sintassi e di retorica. La principale ragione di questo trasferimento probabilmente era da ricercarsi nelle condizioni economiche della sua famiglia. Dobšina era preferibile perché poteva alloggiare presso sua sorella Mária, che da Rožňava si era trasferita nella cittadina. Pavel Jozef Šafárik studiò a Dobšina per due anni, conseguendo successi ancora più brillanti di quelli di Rožňava. A Dobšina infatti si svilupparono e si approfondirono le basi propedeutiche della sua attività poetica, pedagogica e scientifica. Inoltre, si rese padrone delle capacità di poter affrontare gli studi successivi, con eccellenti conoscenze, la dovuta padronanza della letteratura, con la conoscenza di latino, tedesco e ungherese. Gli studi a Dobšina, dove si parlava soprattutto tedesco, offrì allo studente slovacco la possibilità di perfezionare il tedesco parlandolo nella quotidianità. Si legge in Šafárik na Slovensku…: «...a Dobšina affluivano i figli dei proprietari terrieri, dei migliori artigiani e dei mercanti dei villaggi, anche lontani, affinché oltre alla grammatica latinaIn slovacco chiamata donát, dal nome di Elio Donato, celebre grammatico antico, alla grammatica e alla sintassi, potessero imparare anche a parlare il tedesco. Allo stesso modo i ragazzi delle famiglie slovacche andavano alle scuole latine di Gemer, Ožďany e Rožňava, per imparare l'ungherese. Se avessero voluto avere un impiego pubblico nel Regno d'Ungheria, avrebbero dovuto padroneggiare tutt'e quattro le lingue della regione: latino, tedesco, ungherese e slovacco». Da questo punto di vista Pavel Jozef fu davvero fortunato, perché aveva potuto studiare sia a Rožňava sia a Dobšina.

Il compimento degli studi a Dobšina portò per il quindicenne Šafárik un grande cambiamento. Aveva esaurito le possibilità di studio presenti nella regione, perciò fu costretto a lasciare la famiglia e l'ambiente di Kobeliarovo e la regione storica di Gemer, così ricca di storia e tradizioni. Così perse il contatto diretto con il villaggio slovacco e la sua gente, i suoi problemi e anche con la sua cultura popolare.

Pavel Jozef Šafárik giunse a Kežmarok, città di montagna con un clima molto rigido, nell'autunno del 1810. Lo attendevano cinque anni di studi, ma vi rimarrà solo per quattro anni. Per le sue capacità rimarrà nelle classi di retorica solo un anno, poi fu ammesso nel corso di filosofia l'anno successivo e nell'anno scolastico 1812/1813 era già nel corso politico-giuridico. L'ultimo anno di studi frequentò il corso di teologia, le cui materie, oltre alle discipline propriamente teologiche, comprendevano lezioni di storia e di enciclopedia, di fisica teorica e pratica, di igiene e di scienze naturali, di diritto pubblico e diritto dei popoli. Nell'estate del 1814 terminò gli studi di Kežmarok diplomandosi in tutt'e tre i corsi: corso filosofico di Johann Genersich, che prevedeva lo studio di logica, metafisica, matematica pura e applicata, fisica teorica e sperimentale, economia rurale, stile latino, filosofia comparata e storia del Regno d'Ungheria; Šafárik in tutte le materie ottenne il massimo voto eminens; corso politico – giuridico di Š. Aderján, il cui programma comprendeva diritto naturale, diritto privato civile e penale, scienze politiche, Šafárik anche in tutte queste materie ottenne il massimo voto eminens; corso teologico del professor Daniel Mihálik, dove apprese ottimamente teologia dogmatica e morale, introduzione dei libri della Sacra Scrittura (ermeneutica), greco antico ed ebraico. Come condizione per l'accesso a un'università tedesca e a una borsa di studio per studenti del Regno d'Ungheria ottenne la "candidatura" in teologia con Kristián Genersich con il giudizio "eminenter profectus in theolog. praeparatoris".

Lo studio e il soggiorno a Kežmarok ebbero grande importanza per la formazione della personalità di Pavel Jozef Šafárik, come poeta e come futuro intellettuale di livello europeo se non mondiale. Fu lui stesso a scriverne, nella sua autobiografia tedesca. Pavel Jozef nello studio si distinse per una straordinaria diligenza, eccelleva in "morale" (comportamento), così come nel profitto, per cui faceva messe del massimo voto "eminens". Šafárik padroneggiava perfettamente la lingua tedesca e le lingue classiche. Apprese il greco e l'ebraico nel corso teologico. Sia il greco sia il latino gli aprirono le porte per lo studio della letteratura classica. Le conoscenze fornite dalla scuola furono da Šafárik ampliate e approfondite con lo studio individuale, favorito dall'opportunità di ricca biblioteca liceale e da opere e riviste che si comprava da sé. Lo studio della storia e le informazioni che acquisiva con questo studio formarono la coscienza storica di Šafárik, in cui iniziò a occupare un posto importante l'amore per il popolo ceco e per quello slovacco, che poi si estese gradualmente al popolo serbo e a tutti i popoli slavi. Al liceo evangelico di Kežmarok strinse amicizia in particolare con Ján Benedikti, e poi con studenti polacchi, serbi, ucraini, ciò che influì il suo orientamento panslavista e la sua produzione letteraria, in particolare quella poetica. L'amore di Šafárik per la terra natia, per la sua patria, per la sua nazione e per la sua lingua trovò concreta espressione nella poesia e nella raccolta di canti popolari slovacchi. Il risultato della creazione poetica a Kežmarok fu un inno in onore di Ondrej Mariassy, patrono del liceo, barone di Markušovce e Batizovce, in occasione del suo ritorno come colonnello di fanteria dalla guerra contro Napoleone chiamato "Ode festiva". Si rivolse alla letteratura anche con la raccolta di poesie Tatranská Múza s lyrou slovanskou ("La Musa dei Tatra con la lira slava") (Levoča, 1814).

Su raccomandazione del direttore, o di qualche professore, Šafárik, come studente eccellente che aveva passato un solo anno in retorica, e aveva saltato un anno del corso di filosofia, fu scelto nel 1812 come precettore privato nella famiglia di Dávid Goldberger. Fu in questo periodo, come detto sopra, che ci furono grandi cambiamenti nella sua natia Kobeliarovo. Il 14 dicembre morì sua madre, che amava moltissimo, e suo padre si sposò dopo sei mesi con Rozália.

Germania (1815 – 1817) Dopo un anno di lavoro come precettore, proseguì gli studi all'Università di Jena. A favore di Jena Pavel Jozef Šafárik si era definitivamente deciso durante gli anni di studio a Kežmarok, soprattutto per richiesta del padre. Il padre gli confermò per scritto che avrebbe pagato le spese dei suoi studi a Jena, lieto che almeno uno dei suoi figli avrebbe camminato sulle sue orme. A Jena visse nella stessa casa con Samuel Ferjenčík e Ondrej Jamriška, l'ultimo anno di studio anche con Ján Benedikti. Visse molto modestamente, come dimostra la sua narrazione a suo figlio Vojtech.

Il periodo successivo alle guerre napoleoniche, in cui Šafárik compì i suoi studi in Germania, vide crescere l'attività politica e culturale della gioventù tedesca. L'atmosfera politica dell'Università di Jena era caratterizzata da un sentimento di libertà e dalla critica verso l'ordine reazionario e politico. I professori e gli studenti esprimevano le loro opinioni apertamente e senza preoccupazioni e formulavano richieste pangermaniche. Pavel Jozef Šafárik non prendeva parte alle riunioni degli studenti, rispettoso della Summa delle leggi accademiche che aveva sottoscritto, la quale proibiva la partecipazione a Burschenschaft e Landsmanschaft. Pavel Jozef Šafárik passò a Jena due anni, in cui terminò tre semestri. Il 16 maggio 1816 divenne membro della Societas latina Jenensis.