Lo sbarco a Capo Helles fu parte dell'invasione anfibia della penisola turca di Gallipoli da parte dell'Impero britannico e della Francia, il 25 aprile 1915, durante la prima guerra mondiale. Capo Helles, la punta della penisola, fu il luogo degli sbarchi principali. Con il supporto della Marina britannica, una divisione avanzò per 10 km lungo la penisola il primo giorno e raggiunse l'altura di Achi Bava. Da lì proseguì per catturare i forti a guardia dello stretto dei Dardanelli. Un secondo sbarco ebbe luogo più a nord, presso Gabe Tebe, dove attaccarono gli australiani e i neozelandesi.

Lo sbarco a Capo Helles fu mal gestito dal comandante britannico, il maggior generale Aylmer Hunter-Weston. Le due spiagge principali divennero bagni di sangue, nonostante le esigue difese turche, mentre gli sbarchi sulle altre spiagge non furono pienamente sfruttati. Anche se i britannici riuscirono a consolidare gli sbarchi, i loro piani erano confusi. Per i due mesi successivi, affrontarono diverse battaglie con un alto costo di vite umane, nel tentativo di raggiungere gli obiettivi che avevano programmato di ottenere già il primo giorno. In ogni battaglia i britannici si avvicinarono fino a pochi metri dagli obiettivi prefissati, ma senza riuscire mai ad ottenerli.

Preludio I comandanti militari turchi compresero bene che era stato pianificato un assalto ai Dardanelli. Una task force navale anglo-francese cominciò una serie di attacchi nella zona. Particolarmente difficile per la task force fu depositare campi minati sullo Stretto dei Dardanelli, per via dei Forti e delle batterie costieri turche ivi presenti. Le operazioni navali culminarono con il fallimento del 18 marzo, durante il quale una forza navale tentò di attraversare la stretta fascia di mare, perdendo tre corazzate in un campo minato.

Per aiutare la Marina a neutralizzare i forti e le batterie a guardia dello Stretto, venne preparato un attacco anfibio. L'operazione non venne tenuta al segreto dal resto del mondo, e quando la Forza di Spedizione del Mediterraneo fu pronta a sbarcare i turchi erano già pronti a respingerli con la loro 5ª Armata. Questa occupò la penisola su cui sorge Gallipoli. Il comandante tedesco, il generale Otto Liman von Sanders non prestò molta attenzione alla difesa delle spiagge, ordinando a soli due reggimenti della 9ª Divisione di sorvegliare le zone presunte degli sbarchi, da Capo Helles fino a Suvla, più a nord. Il rimanente della 9ª Divisione rimase in riserva, pronta a dirigersi velocemente dove ve ne fosse bisogno.

Contemporaneamente, solo due battaglioni furono dislocati tra Achi Baba e Capo Helles. Nel luogo reale degli sbarchi, si trovarono solo unità a livello di compagnia o plotone a guardia delle spiagge.

I piani degli sbarchi britannici

Il generale sir Ian Hamilton, comandante della Forza di Spedizione Mediterranea, scelse di sbarcare a Capo Helles perché la zona permetteva alla Marina di dare supporto su tre lati. Lo svantaggio era che dalle spiagge vi sarebbe stata una lunga strada da percorrere per giungere ai forti che proteggevano lo Stretto, obiettivo dell'intera operazione. I forti a difesa delle spiagge erano già stati neutralizzati dal fuoco delle navi inglesi e da raid dei Marines britannici. Tra Capo Helles e gli obiettivi vi erano due posizioni difensive naturali: la collina di Achi Baba, oggi Alçitepe, e il Kilitbahir Plateau. Un altro problema da affrontare era quello delle dimensioni delle spiagge: esse infatti erano strette, e avrebbero permesso di sbarcare solo ad un numero limitato di uomini per volta.

Dato che non vi era abbastanza spazio, agli australiani e neozelandesi venne ordinato di sbarcare più a nord, vicino ai forti, ma di fronte ad un terreno più impervio. L'intenzione dei generali era che se questo secondo sbarco fosse fallito, le truppe sarebbero state reimbarcate e fatte sbarcare a Capo Helles. Il francesi inviarono una piccola unità a creare un diversivo a Kum Kale. Essa avrebbe poi attraversato lo Stretto, e si sarebbe congiunta con i britannici a Helles.

Lo sbarco a Capo Elles venne eseguito dalla 29ª Divisione britannica, una divisione dell'Esercito regolare che era stata assemblata da unità di guarnigione dell'Impero britannico prima dello scoppio della prima guerra mondiale. La divisione era comandata dal generale Hunter-Weston che sarebbe stato in prima linea durante tutte le operazioni. Per lo sbarco, alla 29º vennero aggiunti due battaglioni dalla Royal Naval Division: il Plymouth e l'Anson, portando il totale delle forze a 12 battaglioni. Questi vennero sbarcati in due parti. Secondo i piani, inizialmente l'86ª brigata più alcuni unità addizionali sarebbero sbarcate e avrebbero reso sicure le spiagge; la forza principale avrebbe seguito il primo gruppo e sarebbe avanzata verso gli obiettivi prefissati per quello stesso giorno: il villaggio di Krithia e la collina di Achi Baba.

Lo sbarco cominciò dopo l'alba, in seguito ad un bombardamento navale, alle ore 05:00, e durò per un'ora. Lo sbarco all'Anzac Cove differì da questo perché gli australiani e i neozelandesi sbarcarono prima dell'alba e senza bombardamento navale, per poter mantenere l'effetto sorpresa.

Vennero designate cinque spiagge per gli sbarchi. Da est (dall'interno dello Stretto) a ovest (sul Mar Egeo) le spiagge vennero rinominate S, V, W, X e Y (la spiaggia Z era il luogo degli sbarchi australiani e neozelandesi). Le spiagge V e W furono le zone principali degli sbarchi stessi.

Le spiagge Spiaggia V La spiaggia V, lunga circa 275 m, vista dal mare comprendeva Capo Helles, il Forte Etrugrul (Forte n.1), sulla sinistra, e il vecchio castello Sedd-el-Bahr (Forte n.3), sulla destra. Davanti vi era la Collina 141. La spiaggia era difesa da una forza di circa una compagnia tratta dal 3º battaglione del 26º reggimento dell'Esercito turco, equipaggiata con quattro mitragliatrici.

Il primo sbarco fu effettuato dal 1º Battaglione, i Royal Dublin Fusiliers (Fucilieri Reali di Dublino), che sbarcarono da navi trainate o remando. Il resto delle truppe fu sbarcato da un "cavallo di Troia", la SS River Clyde, una nave carboniera da 4 000 tonnellate. Sulla prua furono fissate undici mitragliatrici, e lo scafo era stato modificato per permettere ai soldati di imbarcarsi per mezzo di passerelle. La nave trasportò 2 000 uomini, il 1º battaglione dei Royal Munster Fusiliers (Fucilieri Reali di Munster), più due compagnie del 2º Battaglione del Royal Hampshire Regiment (Reggimento Reale dell'Hampshire), dell'88ª Brigata, ed una compagnia del Royal Dublin Fusiliers.

Le navi dei Fucilieri di Dublino sbarcarono alle 06:00. Tutto appariva senza vita dopo i bombardamenti. Non appena le scialuppe toccarono terra, i turchi aprirono un pesante fuoco sui nemici. I proiettili dal forte e dal castello vicini alla spiaggia colpirono diversi soldati mentre erano ancora sulle imbarcazioni. Quando gli uomini scesero dalle passerelle continuarono ad essere falciati dal fuoco nemico. Alcuni trovarono riparo, rimanendo nascosti dietro ad un banco di sabbia. Dei 700 uomini che sbarcarono, solo 300 sopravvissero, molti dei quali feriti. Steel Nigel and Hart Peter Defeat at Gallipolli pp. 90-96, Pan Books (1994) (2002), ISBN 0-330-49058-3

La River Clyde seguì poco dopo le navi della prima ondata. Per collegare la nave carboniera con la spiaggia, la Argyll, una veloce nave a vapore, dovette fare da ponte. La Argyll finì con la fiancata sulla spiaggia, troppo lontana dalla River Clyde. Il comandante di quest'ultima, Edward Unwin, ordinò allora di creare un ponte con tre navi da trasporto. Due compagnie dei Fucilieri di Munster tentarono di attraversare il ponte di barche, ma furono fatti a pezzi dai turchi, subendo il 70% di vittime. Alle 09:00 circa un'altra compagnia tentò la manovra, ma fallì.

Il generale Aylmer Hunter-Weston comprese ben presto lo sviluppo della situazione sulla spiaggia V. Alle 08:30 diede istruzione che le forze principali cominciassero lo sbarco. Alle ore 09:30 ordinò alle forze sulla spiaggia V di collegarsi con i compagni sulla spiaggia W. Quest'ordine comportava un terzo tentativo di raggiungere la spiaggia dalla River Clyde da parte di una compagnia dei Fucilieri dell'Hampshire, che fu quasi completamente annientata. Il comandante della forza principale, il Brigadiere generale Napier rimase ucciso nel tentativo di raggiungere la spiaggia. Finalmente, alle ore 10:21, il generale Hamilton, che aveva osservato le fasi dello sbarco dalla , diede istruzioni a Hunter-Weston di sbarcare la forza principale sulla spiaggia W. I uomini rimanenti sulla River Clyde attesero l'oscurità per eseguire un altro tentativo di sbarco.

Sei medaglie Victoria Cross furono assegnati a marinai o uomini della Royal Naval Division, per aver tentato di mantenere in attivo il ponte di barche e per aver soccorso i feriti. Il tenente colonnello Charles Doughty-Wylie (postumo) e William Cosgrove, del 1º Battaglione dei Fucilieri di Munster, ottennero la Victoria Cross per la cattura finale di Sedd-el-Bahr, il 26 aprile.

Spiaggia W (Spiaggia dei Lancashire)

La spiaggia W, sull'altro lato di Capo Helles rispetto alla spiaggia V, era lunga circa 320 metri. La spiaggia non possedeva forti o strutture difensive, ma su di essa erano stati posizionati diversi campi minati e due file di filo spinato, una poco oltre il livello dell'acqua e una più in profondità. Le trincee sui rilievi circostanti fornivano un'ottima difesa, e l'unica via d'uscita dalla spiaggia era un burrone facilmente difendibile.

La spiaggia era difesa da una singola compagnia turca, appartenente al 3º battaglione del 26º reggimento: circa 240 uomini a difesa, contro una forza di quattro volte superiore che prese parte al primo sbarco.

Il 1º battaglione dei Fucilieri del Lancashire fu imbarcato sull'incrociatore corazzato HMS Euryalus e sulla corazzata HMS Implacable, che presero posizione al largo della spiaggia. Le truppe vennero trasferite su 32 cutter circa alle 04:00. L'Euryalus si avvicinò alla spiaggia verso le 05:00, mentre l'Implacable dovette muovere verso la spiaggia X per trasportarvi delle truppe e bombardare le difese nemiche. I cutter vennero rimorchiati sulla spiaggia in gruppi di quattro da navi a vapore, e verso le 06:15, quando erano a circa 45 metri dalla spiaggia, i cutter si staccarono e raggiunsero la spiaggia a forza di remi.

Non appena gli inglesi toccarono terra, i turchi cominciarono a bersagliarli. Il loro fuoco causò terrificanti perdite alle truppe britanniche, ancora raggruppate sulle imbarcazioni. Molti soldati caddero nell'acqua profonda ed annegarono sotto il peso dell'equipaggiamento, mentre altri rimasero impigliati nel filo spinato.

I Fucilieri del Lancashire riuscirono comunque ad inoltrarsi sulla spiaggia, nonostante le fortissime perdite, e riuscirono ad aprire dei varchi sul filo spinato e raggiungere le scogliere sull'altro lato della spiaggia, dove le compagnie poterono riorganizzarsi prima di attaccare le trincee turche. Il battaglione perse 533 uomini, più della metà delle proprie forze.

I rinforzi cominciarono a sbarcare alle 09:30 e, alle 10:00, le trincee nemiche erano state conquistate e la spiaggia resa sicura. Alle 12:30 le truppe si unirono al 2º battaglione dei Royal Fusiliers (Fucilieri Reali), sbarcati sulla spiaggia X, alla loro sinistra dopo aver catturato la Collina 114. Le forze non si unirono prima delle 16:00 quando le difese più tenaci, sulla Collina 138, non furono catturate in seguito ad un pesante bombardamento navale e ad un assalto del reggimento Worcester.