Fu il più grande mercante d'arte dei suoi tempi. Proveniente da una buona famiglia borghese tedesca, incominciò la sua carriera come apprendista banchiere ma presto sarebbe diventato il "manager" dei cubisti. Dopo avere aperto nel 1907 una piccola galleria d'arte a Parigi, pochi mesi dopo vide il dipinto Les demoiselles d'Avignon nello studio di Picasso e ne fu folgorato. Incominciò così il sodalizio con i suoi artisti. Kahnweiler fu, infatti, tra i primi sostenitori di artisti quali Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris, Georges Braque e del cubismo, ma anche di André Derain, Maurice de Vlaminck, André Masson, Paul Klee, Kees van Dongen.
Biografia I primi anni in Germania e a Parigi Daniel-Heinrich (meglio conosciuto come Daniel-Henri) Kahnweiler nacque nel 1884 a Mannheim, nel Baden, da una famiglia benestante di origine ebraica. La sua famiglia si era precedentemente trasferita da Rockenhausen, un piccolo villaggio del Palatinato. Suo padre, Gustav Kahnweiler, era un imprenditore di successo, coinvolto nel settore delle borse e del commercio. La sua famiglia godeva di una certa stabilità economica che permise di impartire al giovane Daniel-Henri una buona educazione nell'ambito della finanza e della filosofia. Kahnweiler crebbe e studiò a Stoccarda. La sua educazione e la sua formazione lo prepararono alla sua vita di intenditore d'arte e di uomo d'affari pragmatico. I primi impieghi nell'azienda di famiglia, che si occupava di intermediazione azionaria in Germania e a Parigi, consentono al giovane Kahnweiler di lasciare spazio all'interesse per il collezionismo d'arte già a partire dai suoi vent'anni. Fu, infatti, il prozio Joseph Goldscheider ad introdurlo alla musica e alla pittura durante le lunghe passeggiate trascorse insieme, incoraggiandolo a visitare i musei europei. In quel periodo, scoprì la pittura di Boucher, Chardin, Rembrandt e soprattutto di Cranach. Benché nutrisse già interesse per l'arte in generale e per la musica in particolare, fu per altre ragioni che espatriò. Nel 1902 lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Parigi per perfezionarsi nella pratica finanziaria presso un'importante agenzia di cambio. A Parigi approfondì in realtà la sua passione per l'arte, incominciò a frequentare da subito il Louvre e il Musée du Luxembourg, e costruì la sua professione di mercante d'arte d'avanguardia. Fu in questo periodo che Kahnweiler scoprì la pittura impressionista, e in particolare la figura di Cézanne, nel quale intuisce gli albori di un nuovo stile pittorico. La passione per le arti e per la pittura lo convinsero ben presto di voler essere un mercante d'arte, non un creatore, ma piuttosto un intermediario in senso 'nobile'. Mercanti d'arte e imprenditori quali Ambroise Vollard e Paul Durand-Ruel che avevano la propria galleria in Rue Laffitte saranno le sue guide, "i suoi maestri".
Il periodo tra le guerre Durante la prima guerra mondiale, in quanto cittadino tedesco, fu presto costretto all'esilio in Svizzera. Le sue scorte e la sua galleria furono sequestrate come proprietà nemica dallo Stato francese e vendute tra il 1921 e il 1923. Tornò a Parigi nel 1920 e ricominciò da zero. La nuova impresa fu in collaborazione con André Simon e si chiamava Galerie Simon. Durante la Seconda guerra mondiale Kahnweiler fu nuovamente costretto a fuggire da Parigi, in quanto ebreo, ma nel 1942 riuscì a cedere la sua galleria alla cognata cattolica Louise Leiris, a nome della quale continua a operare fino ai giorni nostri. Divenne cittadino francese nel 1937 e morì a Parigi nel 1979, all'età di 95 anni.
John Russel scrisse di lui:
La "Galerie Kahnweiler" (1907 - 1914) A seguito di un iniziale interesse rivolto al teatro e alla danza moderni, avviò la professione di mercante d’arte aprendo nel mese di maggio 1907 la propria galleria d'arte in una minuscola bottega di sarto al 28 di rue Vignon, nel quartiere della Madeleine, a Parigi un negozio di 16 metri quadrati dotato di illuminazione a gas e con i più eleganti becchi aurer. A questa impresa c'era un precedente familiare poiché il prozio Joseph Goldscheider, che gestiva una famosa società di intermediazione mobiliare a Londra, era un importante collezionista di opere d'arte e di mobili tradizionali inglesi. Incominciò a frequentare gallerie d'arte e a conoscere intellettuali e artisti, andando a far visita nei loro studi. Frequentava i café e i salon artistici. In quell'epoca, Kahnweiler era particolarmente attratto dall'arte moderna che all'epoca stava prendendo piede ed entrò in contatto con i movimenti avanguardisti. Dapprima si lasciò conquistare da Renoir, Cézanne, Monet, ma anche Bonnard e Vuillard che considerava “stritolati per loro sfortuna fra i grandi predecessori e gli impetuosi successori”. È attratto dai fauves e da Georges Braque che aveva conosciuto nel mese di aprile dello stesso anno, ne aveva già apprezzato l’opera del periodo fauves esposta al Salon des Indépendants, ma “adesso ne visita lo studio in una soffitta di fronte a Montmartre”. Acquistò alcune sue opere di transizione, di superamento della fase fauves, opere realizzate precisamente in quel fatidico 1907. Al tempo stesso Kahnweiler era alla ricerca di altri artisti, più attuali, di una generazione posteriore e d'avanguardia. Il 1907 - si tenga presente - è l'anno della grande mostra retrospettiva di Cézanne ed è l'anno in cui Kahnweiler vide Les demoiselles d'Avignon di Picasso nel suo studio, ancora in fase di realizzazione, e ne rimase folgorato.
Una delle prime mostre significative organizzate da Kahnweiler fu quella dedicata a André Derain nel 1908, il quale nel 1906 - 1907, nella capitale inglese aveva scoperto le collezioni del British Museum e della National Gallery, scambierà in quegli anni un’importante corrispondenza con Matisse, che risulterà essere essenziale per confermare una via espressiva fondata sulla forza comunicativa di linea, colore, forma e luce, e sulla concordanza tra emozioni e sensazioni secondo una modalità armonica musicale. Incontra in quegli anni Braque, Picasso e Salmon. In autunno interpreta i temi preferiti di Cézanne: paesaggi dell’Estaque, nature morte, e soprattutto le bagnanti. Inoltre, insieme a Vlaminck dà inizio a una collezione di arte africana e di oggetti eclettici di arte popolare, Madonne lignee, modellini di navi, strumenti musicali, bronzi del Luristan e del Benin. Tutto questo confluì nella mostra del 1908 che coronerà l'avvio di una proficua collaborazione con Kahnweiler, il suo nuovo mercante. Questo evento fu significativo per la Galleria Kahnweiler poiché contribuì a consolidare la reputazione della galleria come epicentro di una certa arte d'avanguardia a Parigi.
Fu così che i collezionisti che frequentavano le più accreditate gallerie d'arte parigine, a partire da Rue Laffitte, iniziarono a far visita anche in rue Vignon, dove Kahnweiler esponeva, appesi semplicemente alle pareti, artisti quali Georges Braque, André Derain, Kees Van Dongen, Paul Signac e Charles Camoin. The Studio, la rilevante rivista inglese, incominciò a interessarsi a lui e alla sua attività e fu così che Kahnweiler poté stringere sin da subito proficue relazioni cosmopolite, aprendo i propri orizzonti a livello sopranazionale e con le principali riviste internazionali di settore. Inoltre, egli consolidò una crescente attività, anche perché collezionisti come Hermann Rupf o il consigliere di stato Oliver Sainsère, ovvero Roger Dutilleul, collezionista di dieci anni più anziano del gallerista, che si lasciarono pilotare per decenni dall’amico mercante che riconoscevano come una guida e maestro, gli facevano visita e ne acquistavano le opere. I primi acquisti di Dutilleul furono Vlaminck, Derain, Braque. Kahnweiler intratteneva anche altre frequentazioni artistiche, per esempio con l'italiano Ardengo Soffici, il quale usava recapitargli regolarmente i suoi articoli appena pubblicati sulle riviste di punta italiane, quali La Voce, Lacerba e Leonardo, e con i critici d’arte inglesi come Clive Bell e Roger Fry, entrambi parte del mitico gruppo di Virginia Woolf, il circolo Bloomsbury. Prim’ancora, ovviamente, si interfacciava con i tedeschi, a cominciare da Carl Einstein, coetaneo di Kahnweiler che come lui aveva iniziato come praticante in una banca di Karlsruhe ed era considerato storico dell’arte di prim’ordine, uno dei pochi che fece raffronti fra l’arte negra e quella moderna in un periodo in cui questo non era ancora di moda. Inoltre, un altro dei pilastri della galleria Kahnweiler è Wilhelm Uhde, una delle personalità più interessanti fra gli emigrati suoi conterranei che si riunivano al café du Dome a Montparnasse e che acquisterà, nel 1907, quadri di Braque e di Picasso.
Quella di Kahnweiler fu un’attività che riuscirà determinante soprattutto grazie alla sua straordinaria autodisciplina e all'impegno nella definizione di un proprio profilo professionale che ben presto gli permise di affermarsi come un outsider, capace di introdurre nuove strategie di marketing e di vendita nel mondo dell'arte. Egli, infatti, aveva stipulato già dai primi anni di apertura della galleria, contratti esclusivi con gli artisti, garantendo loro un reddito regolare e permettendo loro di concentrarsi sulla creazione artistica senza preoccupazioni finanziarie immediate. A differenza di alcuni dei suoi contemporanei, Kahnweiler era noto per essere una persona riservata, più concentrata sulla promozione degli artisti che sulla ricerca di notorietà personale. La sua discrezione e la sua dedizione alla causa dell'arte gli fecero guadagnare il rispetto di molti artisti e colleghi. Kahnweiler, oltretutto, non si limitò a vendere opere d'arte. Organizzò mostre e pubblicazioni per promuovere i suoi artisti.
Le cronache di questi anni eroici, fitte di dettagli raccolti sul campo dal biografo di D.-H. Kahnweiler, Pierre Assouline, seguono le loro trame con sconcertante ritmo. Kahnweiler ha riconosciuto il potenziale rivoluzionario del Cubismo e ha supportato artisti come Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris e Fernand Léger quando il movimento era ancora in fase nascente. Ha comprato le loro opere e ha organizzato esposizioni, contribuendo a far conoscere il Cubismo a un pubblico più ampio. In ogni caso, la promozione di questa nuova arte da parte di Kahnweiler guadagna sempre di più, giorno dopo giorno, qualcosa che inizia lentamente ad attrarre un più articolato pubblico di appassionati.
L’ascesa di Picasso e di conseguenza la crescita di mercato dell’intero gruppo promosso dalla galleria Kahnweiler è in questi primi anni dall'apertura della galleria è un fatto irrevocabile. Dunque, si tratta di una nuova conferma, che la strategia artistico-culturale e commerciale del mercante Kahnweiler risulta essere più che assodata. Il 1913 è l'anno dell'Armory Show, un'esposizione di arte contemporanea europea nella sala d'armi del 69º Reggimento, nella 25ª Strada, a New York che contribuirà in modo significativo alla futura leadership statunitense nel settore.
Nel febbraio 1914 Kahnweiler firmerà il primo contratto newyorkese, con Brenner e Coady, i proprietari della Washington Square Gallery di New York. Da lì a breve, però, si resero manifesti segnali inquietanti di un clima ormai belligerante.
Gli anni della Grande Guerra: l'esilio a Berna L'inutile attentato di Sarajevo, miccia il conflitto e la fine di un mondo. La Grande guerra travolge la Parigi di Kahnweiler. L'età dell'oro della capitale culturale d'Europa, infatti, va sgretolandosi.