La appartenne alla Marina imperiale giapponese ed era formata da dieci cacciatorpediniere di squadra. Rappresentava la versione corretta della precedente classe Hatsuharu che, ancorata ai limiti di tonnellaggio del trattato navale di Londra, aveva evidenziato gravi problemi di stabilità. Gli Shiratsuyu introdussero lanciasiluri quadrinati per l'impiego del siluro Type 93, diminuirono i pesi in alto e la disposizione delle artiglierie imitò il progetto corretto della classe precedente: pertanto furono talvolta indicati come . Il dislocamento standard, però, oltrepassò i limiti del patto di Londra e abbassò la velocità massima a 34 nodi.
Le navi erano nate con una simbolica contraerea e nessun radar, quindi nel corso del conflitto la Marina imperiale tentò di porre rimedio a queste manchevolezze sempre più gravi con cicli di potenziamento: dapprima fu aggiunta una coppia di cannoni contraerei Type 96 da 25 mm davanti alla plancia, quindi tra la fine del 1943 e l'inizio del 1944 un'installazione tripla di Type 96 rimpiazzò la torre da 127 mm singola di poppavia; due uguali impianti comparvero inoltre ai lati del fumaiolo posteriore, sostituendo l'originale contraerea. Durante il 1944 gli Shiratsuyu ancora operativi furono forniti con Type 96 su affusto singolo e lo Shigure (il cacciatorpediniere più noto della classe e famoso anche presso gli Alleati) arrivò a possedere quindici di tali armi. Fu anche uno dei pochi appartenenti alla classe a essere dotato di un radar Type 22, asservito ai cannoni di bordo, e di un radar Type 13 dedicato alla ricerca aerea. I dati riguardanti queste modifiche sono generici e non si conoscono per certo le esatte distribuzioni di armi e apparecchiature per ogni esemplare. Gli Shiratsuyu costituirono la 2ª e la 24ª Divisione, più metà della 27ª; videro un intenso servizio nella campagna delle Indie orientali olandesi e soprattutto nel corso della lotta per Guadalcanal, nelle cui acque affondò lo Yudachi. Durante il 1943 combatterono in diverse scaramucce e battaglie lungo le isole Salomone, perdendo alcune altre unità in combattimento. Il resto della classe si logorò in missioni di protezione al traffico navale e quattro esemplari rimasero vittima di sommergibili americani, divenuti una grave minaccia a dispetto delle capacità di contrasto degli Shiratsuyu, ciascuno dei quali aveva trentasei bombe di profondità. Continuarono a servire anche in prima linea e lHarusame fu perduto nel giugno 1944 a causa delle United States Army Air Forces; appena una settimana più tardi lo Shiratsuyu colò a picco, invece, a seguito di un grave speronamento con una petroliera giapponese. Lo Shigure, che sullo scorcio del 1944 era l'ultimo rappresentante della classe, fu distrutto al largo di Hong Kong nel gennaio 1945 da un battello sottomarino statunitense.
Progetto Nel 1928 la Marina imperiale giapponese cominciò a immettere in servizio la rivoluzionaria classe Fubuki, caratterizzata da un sostanzioso apparato d'artiglieria (sei cannoni da 127 mm) in tre affusti completamente chiusi e corazzati e da nove tubi lanciasiluri da 610 mm.. Seguì nel 1931 la classe Akatsuki, che introdusse un impianto propulsore rivisto e modifiche minori a scafo e strutture.. Nell'aprile 1930, però, la sottoscrizione del trattato navale di Londra impose di limitare il tonnellaggio massimo di tutti i nuovi cacciatorpediniere, cosa alla quale i giapponesi cercarono di attenersi pur insistendo ad affollare le unità con un gran numero di armi. La risultante classe Hatsuharu, pertanto, oltre a dislocare più del previsto, presentò gravi problemi di stabilità che costrinsero a una riprogettazione completa e a dimezzare la commessa di dodici esemplari: i lanciasiluri furono diminuiti a sei, si dovette ridurre ingombro e altezza delle sovrastrutture, la torre singola posta a prua in posizione sopraelevata fu spostata a poppa sul ponte..
Le sei unità di cui si era fatto a meno furono attentamente ristudiate dagli uffici tecnici della Marina imperiale, che rinunciarono all'uso estensivo della saldatura elettrica, una tecnologia rivelatasi problematica. Le dimensioni furono un poco ridotte e, rispetto agli Hatsuharu, la prua divenne più corta e la poppa più allungata, mentre i tubi da 610 mm crebbero a otto; inoltre la torre di comando fu rimpicciolita e la plancia resa più compatta, regolando così il baricentro e l'equilibrio. I cambiamenti fecero sforare ampiamente i limiti di dislocamento standard prescritti dal trattato di Londra, vale a dire long ton ( tonnellate). Lo stato maggiore generale e il ministero della Marina, comunque, non mostrarono alcuna preoccupazione circa tale violazione. L'apparato motore non fu toccato e quindi la velocità massima ne risentì negativamente. I progetti dei sei esemplari furono completati nel 1933-1934, ai quali furono presto aggiunti, nel programma navale del 1934, altri quattro cacciatorpediniere. Le dieci navi furono riunite nella "classe Shiratsuyu di cacciatorpediniere di squadra", dal nome di quella che avrebbe dovuto essere la settima unità tipo Hatsuharu.. Peraltro, rispetto alle navi sorelle, gli ultimi quattro vascelli presentavano qualche differenza, che anticipava la successiva classe Asashio. Vistane l'origine, la classe Shiratsuyu venne a essere nota anche come "classe Hatsuharu migliorata"..
Caratteristiche generali Scafo e dotazioni
I cacciatorpediniere tipo Shiratsuyu presentavano una lunghezza tra le perpendicolari di 103,50 metri, alla linea di galleggiamento di 107,51 metri. e una lunghezza fuori tutto di 110 metri esatti. La larghezza massima dello scafo era stata ridotta a 9,90 metri rispetto agli Hatsuharu, mentre il pescaggio era incrementato a 3,50 metri in conseguenza dell'aumentata massa, con un dislocamento standard che arrivava a tonnellate. Riguardo al dislocamento a pieno carico, le fonti non sono concordi: lo storico navale Mark Stille riporta un dislocamento a pieno carico di tonnellate; una fonte online indica un tonnellaggio calcolato in tonnellate nel corso dei collaudi finali in mare; un'altra fonte, sempre elettronica, afferma che gli esemplari dislocavano a carico completo tonnellate. All'entrata in servizio l'equipaggio di ogni nave era formato da 180 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai.
Lo scafo ospitava quattro lance di salvataggio in fasciame sulla destra e a babordo della torre di comando e del fumaiolo anteriore: ciascuna era appesa a un proprio argano. Le alberature consistevano in un albero prodiero tripode, sito dietro la torre di comando, e in un albero di maestra a palo singolo di altezza inferiore, che si elevava dall'alloggiamento dei siluri di ricarica (a poppavia). Al centro dello scafo, immediatamente dietro il secondo fumaiolo, era stata inchiavardata una piattaforma circolare ospitante un proiettore da ricerca da 90 cm e un radiogoniometro..
Impianti propulsivi Il complesso propulsore era identico a quello in uso sugli Hatsuharu: era formato da tre caldaie Kampon e da due turbine a ingranaggi a vapore Kampon; a queste erano vincolati due alberi motore dotati di elica. Due caldaie erano accoppiate ed erano state sistemate in testa, seguivano la terza caldaia e infine le turbine, affiancate in senso longitudinale allo scafo. I condotti di scarico erano convogliati in due fumaioli, uno di grandi dimensioni anteriore e uno posteriore, più sottile. Quest'ultimo non era leggermente disassato sul lato di destra, in quanto gli alloggiamenti dei siluri di ricarica erano stati riposizionati per occupare meno spazio.. Ciascuna caldaia sviluppava una pressione di 312,4 psi (22 kg/cm²) e produceva vapore surriscaldato alla temperatura di 572° F (300 °C): tali prestazioni si traducevano in una potenza motrice totale di shp, sufficiente a raggiungere una velocità massima di 34 nodi o 64,6 km/h, meno della classe precedente in conseguenza dell'aumento di peso.. L'autonomia si mantenne su livelli discreti: con una riserva a bordo di 500 tonnellate di olio combustibile e mantenendo una velocità di crociera di 15 nodi, era possibile coprire fino a miglia di navigazione ( chilometri a 28,5 km/h).
Armamento
La classe Shiratsuyu presentava una dotazione d'artiglieria identica, per numero e disposizione, al progetto rivisto degli Hatsuharu. Cinque cannoni Type 3 da 127 mm lunghi ciascuno 50 calibri (L/50) e distribuiti in tre torrette (o più precisamente in tre affusti completamente chiusi) la cui corazzatura era limitata a 3 mm su tutti lati, utile quindi a proteggere solo da intemperie e schegge: la torre di prua era binata e così la seconda, disposta verso poppa; adiacente a questa, e rivolta verso prua, si trovava la torretta singola ospitante il quinto cannone. Le installazioni doppie erano del modello Type C, capaci di un alzo massimo di 55°, una diminuzione al confronto con gli affusti precedenti: questo perché la velocità di rotazione e brandeggio si era rivelata troppo lenta per un proficuo uso contraereo dei pezzi da 127 mm.. L'affusto singolo, designato Type A, raggiungeva anch'esso lo stesso alzo e poteva essere depresso di -7°. Ciascuna delle torri era servita da un proprio magazzino munizioni sottostante, dove le granate erano preparate e dunque inviate ai serventi mediante un paranco meccanico: ciò velocizzava i tempi di caricamento e consentiva un fuoco più sostenuto; inoltre entrambi i modelli erano impenetrabili ai gas venefici.. Il cannone Type 3 sparava un proietto pesante 23 chili alla velocità iniziale di 913 m/s, con una gittata massima di oltre metri; la cadenza di tiro era di un colpo ogni 6-12 secondi (5 o 10 al minuto). L'arma era di eccellenti prestazioni, ma gli impianti binati soffrivano di una certa dispersione delle salve quando adoperati contro bersagli di superficie.. Le torrette disponevano di propri dispositivi di visione e, per i dati di puntamento e ingaggio, facevano riferimento a un telemetro Type 90 da 3 metri, che si trovava in cima alle strutture della torre di comando.. Per motivi non specificati dalle fonti, soltanto lo Yudachi mantenne le torrette binate Type B..