Scrisse brevi componimenti d'intonazione epigrammatica, in cui si rivela discepolo di Clément Marot, aperto fra l'altro all'influsso dei petrarchisti e strambottisti italiani, e già incline a una lirica di rinascimentale grazia ed eleganza.
Contribuì alla diffusione del sonetto e introdusse in Francia la tragedia classicistica italiana, traducendo in prosa la prima metà della Sofonisba di Gian Giorgio Trissino (1559).
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