Ha ricoperto la carica di capo del governo spagnolo due volte, dal 14 ottobre 1931 al 12 settembre 1933 e dal 19 febbraio al 10 maggio 1936, e di Presidente della Seconda Repubblica spagnola dall'11 maggio 1936 al 3 marzo 1939.
Biografia
Famiglia e vita privata Di famiglia della borghesia liberale agiata, terzo dei quattro figli di Esteban Azaña Catarinéu - sindaco di Alcalá de Henares - e di Josefa Díaz Gallo-Muguruza, rimase orfano a dieci anni, sua madre morì nel 1889 e suo padre un anno dopo, entrambi per l'influenza. Studiò al Colegio Complutense de San Justo y Pastor, dando gli esami di maturità all'Instituto Cardenal Cisneros di Madrid. Si laureò in Giurisprudenza nel 1898 all'Università di Saragozza e per finire divenne dottore in diritto nel 1900 all'Università Centrale di Madrid. Nel 1896-1897, in seguito ad una profonda crisi religiosa personale, che descrive nel suo libro El jardín de los Frailes (Il giardino dei frati), divenne definitivamente agnostico.
Nel 1909 ottenne un posto di funzionario alla Direzione generale dei Registri e Notariato del Ministero di Grazia e Giustizia; praticò l'attività di notaio. Collaborò ad alcuni giornali, come El imparcial e El Sol. Nel 1911-1912 fu a Parigi con una borsa di studio per seguire dei corsi di Diritto civile francese (oltre al francese parlava anche l'inglese e il tedesco, cosa rara nella Spagna del tempo). Durante la prima guerra mondiale fu inviato al fronte occidentale (Francia e Italia) per diversi giornali e si familiarizzò con le questioni militari. Nel 1920 fondò, insieme al futuro cognato, il drammaturgo Cipriano Rivas Cherif, la rivista Pluma; dal 1922 fu inoltre direttore del settimanale España. Fu segretario dell'Ateneo di Madrid dal 1913 al 1920, diventandone presidente nel 1930.
Il 27 febbraio 1929, nella Chiesa di San Jerónimo el Real di Madrid, sposò Dolores (detta Lola), la sorella minore di Cipriano Rivas Cherif, che era più giovane di lui di ben 24 anni, e la coppia partì in luna di miele a Parigi e nei Paesi BassiVillena, Miguel Ángel, Ciudadano Azaña. Biografía del símbolo de la II República, Barcelona, Editorial Península, 2010, p. 101..
Azaña fu membro della MassoneriaMassimo Della Campa, Luce sul Grande Oriente, Sperling & Kupfer, Milano, 2005, p.323., la sua amicizia con José Giral lo fece iniziare nel 1932 nella loggia "Matritense" di Madrid, una loggia di tendenza politica radicale lerrouxista, appartenente alla Gran Loggia Regionale del Centro di Spagna, alla quale aderì per ragioni politicheXavi, Casinos - Brunet, Josep, Franco contra los Masones, Madrid, mr ediciones, 2007, p. 17, n. 9., ma non andò mai al di là del grado di Apprendista e non mise mai più i piedi in una loggia massonica, così "dalla semplice categoria di iniziato passò a quella di assonnato, desistendo da ogni pratica rituale."Villena, Miguel Ángel, Ciudadano Azaña. Biografía del símbolo de la II República, Barcelona, Editorial Península, 2010, p. 99..
Carriera politica Nell'ottobre del 1913 fondò, con José Ortega y Gasset e Fernando de los Ríos, la Liga de Educación Política. Nel 1914 iniziò a dedicarsi alla politica, iscrivendosi al Partito Repubblicano Riformista di Melquíades Álvarez. Si candidò a deputato nella circoscrizione di Toledo nel 1918 e nel 1923, entrambe le volte senza successo.
Molto critico verso la dittatura di Miguel Primo de Rivera, Azaña pubblicò nel 1924 un duro manifesto contro il dittatore e il re Alfonso XIII. L'anno successivo fondò il partito Acción Republicana insieme a José Giral.
In seguito partecipò al Patto di San Sebastián del 1930, che costituì il nucleo del futuro governo repubblicano insediatosi dopo le elezioni municipali del 12 aprile 1931, nelle quali le liste repubblicane ottennero un successo così consistente da spingere il re Alfonso XIII a lasciare la Spagna.
Il 14 aprile 1931 Azaña fu nominato Ministro della Guerra nel governo provvisorio, perché, come scrive lo storico Hugh Thomas, "era l'unico dei liberali antimilitaristi che si era dato la pena di informarsi sull'esercito."Villena, Miguel Ángel, Ciudadano Azaña. Biografía del símbolo de la II República, Barcelona, Editorial Península, 2010, p. 107.. In ottobre divenne capo del governo provvisorio (con anche il ruolo provvisorio di presidente della Repubblica, in attesa della promulgazione della nuova Costituzione) al posto di Niceto Alcalá-Zamora, a causa delle dimissioni di questi dovute alla questione religiosa. Come capo del governo della coalizione repubblicana, Azaña mise in opera il programma elettorale: la riforma dell'esercito spagnolo (per stabilirne una grandezza numerica proporzionata alla capacità del paese e ridurre il numero degli ufficiali e la durata del servizio militare), la riforma agraria e la riforma dell'istruzione, sopprimendo istituzioni religiose e favorendo la laicizzazione dello stato.
Questi impegni, insieme alle agitazioni sociali già in corso in diversi settori della popolazione, portarono Azaña in conflitto con diverse fazioni, specialmente la Chiesa cattolica e parte dell'esercito. I settori cattolici si opposero alla aconfesionalidad dello Stato, mentre la destra non accettò la riforma della struttura statale che garantiva il diritto all'autogoverno di alcune regioni, come la Catalogna. Particolarmente invise alla Chiesa erano le leggi anticlericali, che disponevano lo scioglimento di tutti gli ordini religiosi, la fine dei sussidi ai religiosi entro due anni dall'entrata in vigore della legge (i sussidi erano stati concessi come indennizzo a seguito della confisca delle terre della Chiesa nel 1837Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, pag 46), l'abolizione dell'insegnamento religioso e la separazione tra Stato e Chiesa, che erano rimasti indissolubilmente legati per secoliAntony Beevor, La guerra civile spagnola, BUR, 2006, Milano, pag 37. Fu però Azaña a rendere meno dure le norme contro la Chiesa, limitando lo scioglimento degli ordini religiosi alla sola Compagnia di Gesù.
Gravi scontri avvenuti a Benalup-Casas Viejas, Castilblanco e Arnedo contribuirono alle sue dimissioni, presentate l'8 settembre 1933. Le successive elezioni del 19 novembre dello stesso anno videro il successo dei radicali centristi di Alejandro Lerroux e del cartello delle destre, la CEDA di José María Gil-Robles; i due partiti formarono la coalizione governativa. Azaña si ritirò temporaneamente dalla politica per dedicarsi alla sua attività letteraria.
Già nel 1934 riprese però l'impegno politico, fondando la Izquierda Republicana (Sinistra repubblicana), unione della Acción Republicana con il Partito Repubblicano Radical-Socialista di Marcelino Domingo e l'Organización Republicana Gallega Autónoma (ORGA) di Santiago Casares Quiroga. Nello stesso anno avvennero le rivolte delle Asturie e di Barcellona. Accusato di istigare gli scontri, Azaña fu imprigionato all'interno del cacciatorpediniere Sanchez Barcáiztegui, all'ancora nel porto di Barcellona. Fu in seguito prosciolto da tutte le accuse.
Dopo la sua liberazione, nel gennaio 1935, Azaña iniziò una campagna politica per la creazione di un Fronte popolare. Il Frente Popular, una vasta e varia coalizione, vinse le elezioni del febbraio 1936. Il 19 febbraio Azaña fu nominato capo del governo. La vittoria della sinistra diede inizio a un periodo di instabilità sociale in un clima quasi pre-rivoluzionario, provocando grave scontento nei settori più tradizionali della società spagnola: l'esercito e la Chiesa innanzitutto.
Presidenza della Repubblica
Il 10 maggio 1936 Manuel Azaña fu eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica dopo la destituzione di Alcalá-Zamora, appena due mesi prima dell'inizio della guerra civile. Azaña insisteva sulla necessità di maggior coesione della coalizione repubblicana, le divisioni interne costituendo un serio pericolo alla stabilità della nazione. Nei suoi diari e memorie, ai quali lavorava meticolosamente, descrive vividamente le varie personalità e i conflitti ideologici tra se stesso e diversi esponenti repubblicani, tra cui Francisco Largo Caballero e Juan Negrín.
Quando iniziò la rivolta dell'esercito, nel luglio 1936, il governo di Santiago Casares Quiroga si dimise; Azaña nominò come nuovo capo del governo un suo alleato, Diego Martínez Barrio, che avrebbe dovuto trattare con i ribelli; il tentativo fallì in poche ore, e Azaña procedette a nominare José Giral, che si insediò il 19 luglio, a capo di un governo ostile ai ribelli, che decise la distribuzione di armi al popolo. Anche il governo Giral ebbe vita breve e a settembre Azaña nominò al suo posto Francisco Largo Caballero.
Con il procedere della guerra civile, Azaña seguì il governo repubblicano dapprima a Valencia e poi a Barcellona. La caduta di Barcellona prima, il 26 gennaio 1939, e di Gerona poi, il 5 febbraio, costrinsero Azaña a rifugiarsi infine in Francia. Il 27 febbraio si dimise dalla presidenza della Repubblica con un telegrammaIl testo del telegramma era il seguente: "Sentito il parere del generale Rojo, capo responsabile delle operazioni militari, in presenza del presidente del Consiglio, che la guerra è perduta, e in vista del riconoscimento del generale Franco da parte dei governi di Francia e del Regno Unito, mi dimetto dalla Presidenza della Repubblica." (citato in: Villena, Miguel Ángel, Ciudadano Azaña. Biografía del símbolo de la II República, Barcelona, Editorial Península, 2010, p. 254. inviato a Diego Martínez Barrio da Collonges-sous-Salève, e fu sostituito da José Miaja Menant, come Presidente del Consiglio di difesa nazionale (dal 13 al 25 marzo). Lo scrittore Azaña non fu solo un politico, ma anche uno scrittore, appartenente alla cosiddetta "Generazione del '14", nel 1926 ricevette il premio nazionale di letteratura per la sua biografia Vida de Don Juan Valera, ma la sua opera più conosciuta, scritta durante la guerra civile, è La veglia a Benicarló (La velada en Benicarló). Ne terminò la scrittura durante la rivolta di Barcellona, nel maggio 1937. In quest'opera Azaña fa uso di diversi personaggi per esporre i vari punti di vista ideologici, politici e sociali presenti nella Repubblica durante la guerra, dipingendo e cercando di spiegare le rivalità ed i conflitti che stavano deteriorando la coesione dei repubblicani. Scritte in esilio prima di morire, le sue memorie intitolate Diarios, sono considerate come uno dei documenti storici più importanti per la guerra civile e contribuiscono molto allo studio delle difficoltà del governo repubblicano in quegli anni. Di Azaña sono anche famosi alcuni discorsi, in particolare quello pronunciato davanti al Parlamento spagnolo, le Cortes, il 18 luglio 1938, nel quale predicava la necessità di una riconciliazione nazionale a guerra finita; usò il motto "Pace, pietà, perdono" (Paz, Piedad, Perdón).
L'esilio e la morte
Dopo la fine della guerra civile, Azaña visse in esilio in Francia, nei pressi di Arcachon. Con l'occupazione della Francia da parte della Germania nazista e la repubblica di Vichy, fu tenuto sotto controllo costante da parte di agenti franchisti, che cercavano di ottenerne l'arresto e l'espulsione verso la Spagna; e c'era il timore che potesse essere arrestato dalla Gestapo, che controllava tutta la zona di Arcachon fino alla frontiera con la Spagna. Nel mese di giugno del 1940 Azaña si trasferì a Montauban, nella zona francese controllata dal governo di Vichy, dove, grazie all'intervento dell'ambasciatore messicano in Francia, Azaña poté vivere all'Hôtel du Midi, dichiarato sotto la giurisdizione dell'ambasciata messicana. Qui, repentinamente invecchiato e indebolito dalle difficoltà degli ultimi mesi, morì poco prima della mezzanotte del 3 novembre 1940, e fu sepolto il cinque dello stesso mese nella sezione n. 7 del cimitero di Montauban, dove suoi resti ancora riposano.