Biografia Primi anni Infanzia e adolescenza
Ultimogenito di Luigi VIII il Leone e di Bianca di Castiglia, la sua esatta data di nascita non è conosciuta ma si ritiene che possa essere collocabile nel marzo del 1226 o agli inizi dell'anno successivo... Carlo fu comunque l'unico figlio sopravvissuto di Luigi VIII ad essere "nato nella porpora" (ovvero, dopo l'incoronazione del padre), un fatto che egli stesso sottolineò più volte in gioventù, come ha fatto notare il cronista contemporaneo Matthew Paris nella sua Chronica Majora. fu battezzato con il nome di Stefano dal legato pontificio Romano Bonaventura, cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria; solo più tardi il suo nome venne cambiato in Carlo, con riferimento alla discendenza della famiglia dai Carolingi.La scelta definitiva di questo secondo nome, Carlo, che era assai raro tra i Capetingi, voleva in realtà sottolineare la discendenza del padre di Carlo, Luigi VIII, da Carlo di Lorena, ultimo dei Carolingi. In
Luigi VIII morì nel novembre 1226 e al trono di Francia gli succedette il figlio maggiore, Luigi IX. Il defunto re avrebbe voluto che i suoi figli più giovani fossero preparati per una carriera nella chiesa cattolica romana,. ma la morte prematura di due dei suoi fratelliI due fratelli che gli premorirono furono Giovanni e Filippo Dagoberto: proprio da Giovanni Carlo ereditò l'Angiò ed il Maine (cfr. P. Herde, op. cit.). gli fece ereditare titoli e possedimenti, modificando radicalmente il suo destino. Molto poco si sa della sua educazione, ma si ritiene che abbia ricevuto una buona formazione: sappiamo che era in grado di comprendere le principali dottrine cattoliche e di identificare errori nei testi in lingua latina.. È ben documentata anche la sua passione per la poesia, per la medicina e per il diritto...
In seguito Carlo affermò che sua madre aveva avuto un forte impatto sull'istruzione dei suoi figli. ma in realtà, Bianca fu pienamente impegnata nell'amministrazione statale e probabilmente poté dedicare poco tempo ai suoi figli più piccoli. A partire dal 1237, Carlo frequentò le corti dei fratelli maggiori, prima in quella di Roberto d'Artois e successivamente, quattro anni più tardi circa, presso quella di Alfonso di Poitiers. La sua partecipazione nel 1242 alla campagna militare contro Ugo X di Lusignano nella contea della Marche dimostra che non fosse più destinato alla carriera ecclesiastica.
Provenza e conte d'Angiò
Nel novembre del 1245 re Luigi IX, grazie soprattutto all'opera della madre Bianca, ottenne il decisivo assenso di papa Innocenzo IV al matrimonio tra Carlo e la dodicenne Beatrice di Provenza, che pochi mesi prima, il 19 agosto 1245, alla morte del padre, il conte di Provenza Raimondo Berengario IV, aveva ereditato, pur essendo l'ultimogenita, il titolo di contessa di Provenza e Forcalquier, in quanto le sue tre sorelle maggiori avevano ricevuto ricche doti in occasione dei loro ottimi matrimoni: Margherita era infatti moglie proprio di Luigi IX di Francia, Eleonora era moglie di Enrico III re d'Inghilterra, e Sancha era a sua volta moglie di Riccardo, conte di Cornovaglia: due regine, dunque, e una futura regina.Il fatto, certamente inusuale, che tutte le quattro figlie di Raimondo Berengario IV siano, nel tempo, divenute regine, ha suscitato l'interesse anche di Dante che, nel sesto Canto del Paradiso dedica una terzina (vv.133-135) al conte di Provenza, ricordando peraltro i meriti avuti, in questi fortunati matrimoni, dal Gran siniscalco del conte, Romeo di Villanova, uomo di cui il poeta loda poi l'onestà e la dignità..
Alla mano della ricca ereditiera Beatrice aspiravano tuttavia anche i principi delle terre confinanti, Raimondo VII di Tolosa, che aveva appena divorziato da Margherita di Lusignano, e Giacomo I d'Aragona, che, nonostante fosse sposato con Iolanda d'Ungheria, entrò in Provenza e mise sotto assedio il castello ove risiedeva la giovane contessa. Anche l'imperatore Federico II di Svevia (che papa Innocenzo IV aveva recentemente scomunicato per i suoi presunti "crimini contro la Chiesa") fu uno dei pretendenti.. Allora Carlo, il fidanzato prescelto in quanto godeva del supporto del pontefice, con un esercito francese mosse verso la Provenza per raggiungere Beatrice prima che lo potessero fare i suoi avversari..
Il 31 gennaio 1246 Carlo sposò Beatrice e, per effetto di questo matrimonio, divenne egli stesso conte di Provenza e Forcalquier;Nonostante Raimondo Berengario IV avesse riunito sotto di sé i titoli di conte di Provenza e di Forcalquier, Carlo mantenne sino alla morte ambedue i titoli. Cfr. Augustin Fabre, Histoire de Provence, Marsiglia, 1833-34.. inoltre il re di Francia Luigi IX lo creò in questa occasione Conte d'Angiò e del Maine, secondo quanto aveva disposto il loro padre, generando di fatto un nuovo ramo cadetto dei Capetingi, la dinastia angioina... Carlo visitò raramente le sue due contee, preferendo nominare reggenti che le amministrassero al suo posto.. La Provenza faceva parte del Regno di Arles e quindi di conseguenza era parte del Sacro Romano Impero, ma Carlo non giurò mai fedeltà all'imperatore né Federico II aveva la possibilità di intervenire per reclamare questi territori...
Quando Carlo giunse in Provenza, ordinò ai legali e ai contabili al suo seguito di esaminare i suoi diritti di conte e di calcolare quali fossero i servizi e i tributi a lui dovuti. Ciò scatenò la rabbia dei nobili locali e così, Marsiglia, Arles e Avignone - tre città ricche, direttamente soggette all'imperatore - formarono una lega e nominarono un nobile provenzale, Barral di Baux, comandante dei loro eserciti uniti. A favore dei ribelli si schierò anche la suocera di Carlo, Beatrice di Savoia, offesa dalla situazione in quanto riteneva che gli spettasse, a seguito del testamento del defunto Raimondo Berengario, il possesso della contea di Forcalquier e l'usufrutto della Provenza. Carlo non si trovava in grado di intervenire direttamente per sottomettere i rivoltosi poiché si trovava in procinto di unirsi alla crociata promossa da suo fratello; quindi, per ottenere almeno il supporto di Beatrice, fu costretto a riconoscerle il diritto di governare su Forcalquier e a concederle un terzo delle sue entrate dalla Provenza.
La settima crociata
Nel 1248 partecipò, insieme con suo fratello Luigi IX, alla settima crociata, in Egitto, contro gli arabi della dinastia curdo-musulmana degli Ayyubidi, che avevano conquistato Gerusalemme nel 1245. Dopo anni di preparazione, i crociati si imbarcarono d Aigues-Mortes il 25 agosto 1248... Effettuata una sosta di sei mesi a Cipro, la spedizione raggiunse l'Egitto nel 1249 e, dopo la conquista di Damietta, in giugno, i francesi mossero verso il Cairo nel novembre successivo.. Il cavaliere e biografo di Luigi, Jean de Joinville, annotò che Carlo ebbe modo più volte di dimostrare il suo coraggio e il suo valore salvando anche la vita a dozzine di compagni d'arme.
I crociati subirono una dura sconfitta nella battaglia di Mansura, combattuta tra l'8 e l'11 febbraio 1250, dove perì anche il conte Roberto I d'Artois. Dopo la sconfitta, Carlo insieme ad altri membri della famiglia reale, furono fatti prigionieri dagli musulmani ayyubidi per poi essere liberati, dopo breve tempo, dietro pagamento di un pesante riscatto di bisanti e la resa di Damietta.. Durante il loro successivo spostamento verso Acri, re Luigi si dimostrò indignato per il comportamento tenuto da Carlo che giocava d'azzardo mentre egli piangeva la morte di Roberto..
Nella primavera del 1251 Carlo decise di far ritorno in Francia dove erano scoppiate alcune rivolte ad Arles e Avignone. Così, nella seconda metà dello stesso anno, dall'Egitto si imbarcò verso la Provenza accompagnato dal fratello, Alfonso, che durante la crociata aveva ereditato, assieme alla moglie Giovanna, la contea di Tolosa.Alfonso e Giovanna furono gli ultimi conti di Tolosa: infatti alla loro morte - avvenuta per dissenteria durante l'ottava crociata il 20 e 21 agosto 1270, ad un giorno di distanza uno dall'altra -, dal momento che erano senza figli, i loro feudi vennero annessi alla corona di Francia. In .
Ambizioni sempre più grandi Provenza, Vallonia, Arles e Piemonte
Durante la sua assenza per la crociata, in Provenza i funzionari di Carlo continuarono la loro indagine sui diritti e sui tributi che spettavano al loro conte, provocando una nuova ribellione. Appena rientrato dovette pertanto affrontarli e per farlo ricorse sia alla diplomazia sia alla forza militare.. Già nel 1250 riuscì ad ottenere i diritti secolari sulle rispettive diocesi da parte dell'arcivescovo di Arles e del vescovo di Digne. e, grazie all'aiuto militare apportatogli dal fratello, Alfonso sottomise Arles nell'aprile del 1251. Nel maggio successivo, i due fratelli, costrinsero Avignone a riconoscere il loro governo congiunto. e un mese dopo strinsero un accordo anche con Barral di Baux. Marsiglia fu l'unica città a resistere per diversi mesi, ma poi nel luglio del 1252 si decise a negoziare; alla fine i marsigliesi riconobbero Carlo come loro signore, ma mantennero i loro organi di autogoverno in materia giudiziaria e fiscale..
Pacificata la Provenza e riaffermata la propria autorità, i funzionari di Carlo poterono continuare ad accertare i suoi diritti, visitando ogni città e svolgendo inchieste pubbliche per ottenere informazioni su tutte le rivendicazioni.. La gabella del sale del conte fu introdotta in tutta la contea, i cui proventi costituirono circa il 50% delle entrate statali. Carlo abolì i pedaggi locali e promosse la cantieristica navale e il commercio di grano.. Ordinò, inoltre, l'emissione di nuove monete, chiamate provencaux, per facilitare l'uso della valuta locale nelle transazioni minori..
Nel 1250 morì improvvisamente l'imperatore Federico II che era anche il sovrano della Sicilia. All'epoca, il Regno di Sicilia comprendeva l'isola di Sicilia e l'Italia meridionale quasi fino a Roma. Saputa la notizia della scomparsa del celebre imperatore, papa Innocenzo IV affermò che il Regno era tornato di proprietà della Santa Sede in quanto era da essa considerata un proprio feudo. Successivamente, Innocenzo lo offrì a Riccardo di Cornovaglia, ma Riccardo non volle combattere contro il figlio di Federico, Corrado IV di Germania, che lo rivendicava. Allora il pontefice propose di infeudare il Regno a Carlo. Saputa questa possibilità, Carlo si consultò con il fratello Luigi IX che gli proibì di accettare l'offerta, poiché considerava Corrado il legittimo sovrano. Il 30 ottobre 1253 Carlo informò, quindi, Roma che non avrebbe accettato il Regno e di conseguenza Innocenzo scelse di offrirlo a Edmondo di Lancaster..
La regina Bianca, madre di Carlo, che aveva amministrato la Francia durante la crociata di Luigi, morì il 1º dicembre 1252.. Poiché si trovava ancora in Terrasanta, re Luigi, nominò Alfonso e Carlo co-reggenti, in modo da non dover ritornare precipitosamente in Francia.. Nello stesso tempo, Margherita II delle Fiandre e dell'Hainaut, era entrata in conflitto con il figlio di primo letto, Giovanni di Avesnes.. Dopo che gli altri suoi figli nati dal secondo matrimonio furono catturati nel luglio 1253, ella abbisognava di un aiuto, straniero, per ottenere il loro rilascio... Ignorando la decisione di Luigi IX del 1246, secondo la quale l'Hainaut doveva passare a Giovanni, promise la contea a Carlo che l’accettò, costringendo, dopo aver invaso la regione, la maggior parte dei nobili locali a giurargli fedeltà.. Dopo il suo ritorno in Francia, Luigi IX insistette affinché la sua precedente sentenza fosse rispettata e quindi, nel novembre 1255, ordinò a Carlo di restituire l’Hainaut a Margherita ma, nel contempo, i figli di quest’ultima, furono obbligati a giurare fedeltà a Carlo e a pagargli marchi per i successivi 13 anni a titolo di risarcimento..