Nell'editoria accademica una pubblicazione scientifica o articolo scientifico (), è uno scritto redatto in modo oggettivo, ovvero evidenziando in maniera trasparente e verificabile metodo e risultati di ricerca, da parte di scienziati o tecnici, su un argomento scientifico e pubblicato poi, attraverso i canali di comunicazione della comunità scientifica, tipicamente su riviste accademiche, una volta validata secondo le regole della revisione paritaria, entrando di diritto a far parte della letteratura scientifica.
Assieme ai testi di divulgazione scientifica, gli articoli scientifici costituiscono le forme più importanti di comunicazione scientifica. Ciò nonostante esistono anche pubblicazioni scientifiche non rigorosamente validate e diffuse in rete a scopi divulgativi o promozionali.
L'aumento esponenziale degli ultimi anni delle pubblicazioni scientifiche nelle loro varie modalità,https://corriereuniv.it/unesco-world-science-report-non-ci-sono-mai-stati-cosi-tanti-scienziati-al-mondo/ comporta una mole di informazioni impossibile da vagliare completamente da un qualsiasi ricercatore pur nel suo campo.
Descrizione
La pubblicazione scientifica rappresenta la principale forma di comunicazione ufficiale della comunità scientifica, tramite la quale i singoli ricercatori o i gruppi di ricerca rendono pubblici i metodi ed i risultati dei propri lavori scientifici. Si differenzia rispetto agli altri scritti su argomenti scientifici (esempio: un articolo di giornale, un testo divulgativo o scolastico) in quanto viene diffusa, in formato cartaceo o digitale, dai gruppi editoriali di riviste scientifiche o da altri editori specializzati, quali per esempio editori accademici.
Le pubblicazioni di questi gruppi editoriali, in generale, sono regolamentate da procedure di accettazione e di valutazione dei lavori presentati; tali procedure sono mirate a stabilire quali lavori scientifici posseggano i requisiti necessari per essere pubblicati. I lavori scientifici che superano tali procedure vengono pubblicati, divenendo così pubblicazione scientifica. Una delle procedure di accettazione maggiormente diffuse è la revisione paritaria.
Sussistono eccezioni a tale principio generale, quali per esempio le pubblicazioni digitali (e-print), i working paper e le prepubblicazioni o preprint (lavori scientifici non ancora pubblicati e valutati da editori scientifici, ma diffusi dalle istituzioni di appartenenza degli autori e/o accessibili attraverso archivi specializzati gestiti da istituzioni scientifiche), nonché le tesi - in particolare le tesi di dottorato,In Italia per legge (DPR 382/80 e DM 224/99) le tesi di dottorato devono essere sempre depositate e custodite presso la Biblioteca Nazionale Centrale che in generale non sono pubblicate, ma in molti casi sono disponibili presso le biblioteche e gli archivi elettronici delle istituzioni universitarie presso cui sono state redatte. Working paper, preprint e tesi possono non essere ritenute valide come pubblicazioni in situazioni particolari (ad esempio nelle procedure concorsuali pubbliche, in alcuni Paesi), ma sono correntemente equiparati alle pubblicazioni nelle citazioni bibliografiche, e sono comunque significativi ai fini dell'attribuzione di un risultato originale a un particolare autore.
Le pubblicazioni scientifiche, nella maggioranza dei casi, appartengono a una delle seguenti tre categorie principali: articoli (o lettere) pubblicate su riviste scientifiche; comunicazioni pubblicate in atti di congressi; libri (monografie scientifiche) o contributi a libri.
Nel primo caso, gli articoli sono generalmente inviati dagli autori ai membri del comitato editoriale della rivista. Questi sottopongono il manoscritto a due o più revisori (in gergo referee),Il termine "referee" etimologicamente corrisponde a "relatore": il referee deve produrre un parere motivato sull'articolo proposto, per iscritto, e opera come consulente anonimo del comitato editoriale della rivista, su base volontaria e senza che questo configuri alcun rapporto contrattuale con la rivista stessa. Nel linguaggio sportivo referee significa "arbitro". esperti nel settore scientifico trattato dall'autore della pubblicazione, che redigono un parere motivatamente favorevole o contrario alla pubblicazione (referee's report), sulla base della correttezza, completezza, originalità e rilevanza del lavoro,Esempio di regolamentazione riguardo ai referees; istruzioni per i referees della rivista: Psicoterapia e Scienze Umane nonché della conformità alle linee editoriali della rivista. Nel caso in cui l'articolo risulti scritto da più autori, uno di questi viene indicato come autore corrispondente (corresponding author), e sarà incaricato di gestire le comunicazioni con i revisori. Si verifica molto di frequente che i referee indichino modifiche o correzioni necessarie affinché il manoscritto possa essere accettato: il responso di ciascun referee è inviato agli autori del lavoro, senza l'indicazione dell'identità del referee; gli autori possono quindi inviare una nuova versione dell'articolo che tenga conto dei rilievi formulati, o anche contestare le obiezioni mosse. Il processo di revisione paritaria, pertanto, oltre a costituire un filtro che assicuri l'attendibilità scientifica della pubblicazione, determina spesso una rielaborazione più o meno ampia del manoscritto originale, in collaborazione fra autori e referee. Se alla fine di questo processo i pareri dei diversi referee risultano contrastanti, la decisione finale sulla pubblicazione è presa dal comitato editoriale (che eventualmente si avvale del parere di un ulteriore referee detto adjudicator, a cui viene trasmesso tutto il carteggio intercorso).
Nel caso di comunicazioni ai congressi, la selezione delle comunicazioni accettate è in alcuni casi affidata al comitato scientifico del congresso, negli altri segue lo stesso percorso già visto per le riviste, ovvero il comitato scientifico si avvale di due o più referee. Infine, nel caso di libri che raccolgano contributi di più autori, gli editors del libro (indicati come tali sulla copertina e nei dati bibliografici del libro stesso) sono responsabili della scelta dei lavori, che spesso sono richiesti direttamente dagli editors agli autori. Per i libri, la garanzia di validità scientifica dei contenuti è data dalla pubblicazione presso una casa editrice specializzata e di riconosciuta autorevolezza, in una collana che abbia un comitato scientifico di riferimento.
Caratteristiche
La scrittura scientifica è lo stile letterario con il quale vengono scritte le pubblicazioni scientifiche; la forma linguistica inglese che caratterizza la letteratura scientifica è denominata "inglese scientifico".
La scrittura scientifica ebbe origine in Francia col Journal des savants del 1665 seguita in Inghilterra nel XIV secolo. Le corrette modalità e le convenzioni a cui viene sottoposta la scrittura scientifica sono state stabilite dall'Accademia nazionale inglese delle scienze (Royal Society), fra i suoi fondatori, Thomas Sprat era convinto dell'importanza e della correttezza di un metodo di descrizione analitica accurato, piuttosto che di uno stile retorico, ed anche Robert Boyle enfatizzò molto l'importanza di non annoiare il lettore con uno stile prolisso ed eccessivamente elaborato.
In particolare nelle scienze matematiche, fisiche e naturali linglese scientifico è costituito dall'utilizzo del tempo presente semplice, dalla costruzione minima delle frasi mediante utilizzo di proposizioni principali e molto raramente proposizioni secondarie, dalla carenza di frasi subordinate o derivate e dall'eliminazione sia di aggettivazioni, sia di sinonimi. Per esempio: "Il cane insegue il gatto che scappa" si ritroverà nella forma: "Il cane insegue il gatto, il gatto fugge".
Tipicamente la struttura prevede un sommario o abstract ovvero un riassunto iniziale circa i contenuti, le motivazioni e i risultati ottenuti ed un corpo della pubblicazione dove sono descritti con accuratezza le premesse a partire da altre pubblicazioni di altri autori sotto forma di citazioni, il metodo usato con relative argomentazioni, gli eventuali dati di partenza ed infine i risultati ottenuti con annesse conclusioni o considerazioni finali. La costruzione del testo è formata da periodi brevi, non ripetuti, nella struttura soggetto-verbo-complemento per esempio: Simone mangia una mela, la mela è un frutto, a Simone la mela piace. La struttura della frase risulta quindi molto semplice e la soppressione dei sinonimi rende il testo ridondante.
Le pubblicazioni scientifiche, essendo destinate ai professionisti della ricerca, sono spesso di difficile comprensione per i non esperti, sia per l'utilizzo di termini tecnici di settore, sia perché presuppongono nel lettore una preparazione specialistica. Il loro stile si differenzia quindi dagli "articoli divulgativi", nei quali la struttura del testo è ricostruita secondo i criteri dell'articolo di giornale e il contenuto è semplificato per consentire un'adeguata comprensione anche ai meno esperti.
Nelle pubblicazioni scientifiche è essenziale che ogni affermazione sia verificabile dal lettore. In particolare, è indispensabile che si possano chiaramente distinguere dimostrazioni, congetture o risultati sperimentali riportati per la prima volta nell'articolo - per i quali devono essere fornite tutte le necessarie evidenze - dalle proposizioni già presenti nella letteratura scientifica precedente. Per queste ultime è necessario un puntuale riferimento alle fonti. Lo stile delle citazioni bibliografiche è quasi sempre prescritto dalle norme editoriali della rivista o della casa editrice: in tutti i casi le citazioni rimandano alla bibliografia presente alla fine dell'articolo. Il rimando alla bibliografia, la quale riporta tutti i dati di riferimento dell'opera citata, può avvenire attraverso una nota a piè di paginaLe note a piè di pagina sono usate soprattutto quanto è necessario localizzare il riferimento all'interno dell'opera citata, indicando il numero di pagina. Questa situazione è più frequente nelle scienze umane che nelle scienze matematiche, fisiche e naturali.Poiché le note a piè di pagina possono determinare difficoltà di impaginazione, alcune riviste scientifiche ne sconsigliano l'uso: ad esempio nelle istruzioni per le riviste dell'Institute of Physics si legge «Footnotes should be only be used when essential, and if required should be used only for brief notes that do not fit conveniently into the text». oppure attraverso un rimando diretto; quest'ultimo può essere nella forma "(nome autore/i, anno di pubblicazione)"Questo stile di citazione è detto "Harvard style" o "Harvard referencing" oppure essere un semplice riferimento numerico fra parentesi quadre,Esempio di pubblicazione scientifica con note numerate: questo stile è talvolta detto "Vancouver style". in accordo con le norme editoriali. Le citazioni possono riguardare opere scientifiche pubblicate, opere già accettate ma ancora in corso di stampa (nel qual caso si aggiunge la dicitura "in press" dopo il nome della rivista, senza indicare fascicolo, anno e pagina) o anche preprint (per i quali si specifica l'archivio presso cui sono accessibili).
È possibile, in alcune situazioni, far riferimento a lavori già pianificati, ma non ancora completamente redatti (con la dicitura "in preparation"; questo non è ammissibile laddove occorra una fonte di riferimento, ma è d'uso per segnalare che ulteriori approfondimenti saranno presentati altrove). In qualche caso, nelle note compare anche l'indicazione "comunicazione orale di ..." (verbal communication from...) o "comunicazione personale di ..."; questa nota indica che l'autore riferisce qualcosa di cui è venuto a conoscenza diretta tramite contatti personali con un altro ricercatore, a cui l'affermazione deve essere attribuita ancorché non sia stata oggetto di pubblicazione.
Articoli di review