Biografia Pompeo Ghezzi nasce il 4 giugno 1869 da Angelo e Caterina Ratti, a Gorgonzola (provincia e arcidiocesi di Milano).
La formazione Entrato a dodici anni nell'Oratorio di San Carlo di Milano. Successivamente prosegue gli studi filosofici e teologici presso il seminario maggiore di Milano. Viene ordinato sacerdote nella cattedrale ambrosiana l'11 giugno del 1892.
L'apostolato iniziale Il primo incarico pastorale affidato al giovane sacerdote è quello di coadiutore del parroco di Luino, sul Lago Maggiore. Il 3 novembre 1893 diviene canonico curato nell'allora unica parrocchia di Treviglio, popoloso borgo in provincia di Bergamo e Arcidiocesi di Milano. Poco più di un mese dopo, il 10 dicembre 1893 è tra i fondatori della Cassa Rurale e delle Cooperative fra Contadini. Tra i sui collaboratori nelle opere sociali vi è Ferruccio Mentasti, padre di Piero Mentasti, futuro parlamentareSansepolcro, Archivio Storico Diocesano, Archivio Cescovile, sezione Corrispondenza, serie Varia, busta 1943-1946, fasc. 1946, lettera di Piero Mentasti a Pompeo Ghezzi del 1946 maggio 15.
La lotta in favore dei ceti più poveri e l'impegno sociale Le iniziative a carattere sociale promosse dal Ghezzi mirano a promuovere i ceti meno abbienti, spesso sfruttati dai datori di lavoro e dai proprietari terrieri. La cooperativa tra i contadini, infatti, prende in affitto le terre da essi lavorate, costituendo così uno dei primi esempi in Italia di questo genere di intervento. Tra i tanti giovani seguiti da don Pompeo nella vita di fede vi è anche Giovanni Rossi (1887-1975), futuro prete, che nel 1939 fonderà ad Assisi la Pro Civitate Christiana.
Alle elezioni politiche del 1904 don Pompeo Ghezzi si impegna a sostenere la candidatura nel collegio di Treviglio del cattolico Agostino Cameroni, avversario di Adolfo Engel, vicemaestro della massoneria italiana, candidato di area liberale. Nel 1910 il Ghezzi, insieme ad altri, viene accusato di falso a motivo della deposizione delle firme di un centinaio di contadini, fatto che permette loro l'esercizio del voto passivo. Al termine del processo gli imputati vengono assolti per l'inesistenza del reato.
Nello stesso 1910 il Ghezzi è eletto presidente della Società Cattolica Maschile del Mutuo Soccorso.
Vescovo di Sansepolcro Il 27 novembre 1911 papa Pio X lo elegge vescovo di Sansepolcro. Il 14 gennaio 1912 riceve la consacrazione episcopale dal cardinale Andrea Carlo Ferrari nel santuario della Madonna delle Lacrime di Trevigliohttp://www.treviglio.tv/web/index.php?option=com_content&view=article&id=1075:santuario-della-madonna-delle-lacrime&catid=54:tutto-treviglio URC consultato il 26-11-2016.. La nomina del Ghezzi deve essere stata accolta malvolentieri dagli ambienti politici, tanto che il regio exequatur per la presa di possesso della diocesi viene concesso con un lungo ritardo. Il 15 settembre 1912 prende possesso della diocesi tramite mons. Enrico Merizzi, suo fedele collaboratore e cugino del futuro parlamentare popolare Giovanni MerizziCorrispondenza fra i due cugini, risalente aggli anni '20 del XX secolo, è conservata in Sansepolcro, Archivio Storico Diocesano, Archivio Vescovile, sezione Clero, serie Sacerdoti, fasc. Merizzi Enrico.. Il 6 ottobre seguente il vescovo Ghezzi entra in diocesi.
Agli inizi del suo episcopato stringe una forte collaborazione con i vescovi delle vicine diocesi, specialmente con Carlo Liviero di Città di Castello e Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano di GubbioTra l'altro, il 3 luglio 1916 tiene la meditazione al clero eugubino in occasione del ritiro mensile (cfr. «Bollettino Interdiocesano Ufficiale delle Diocesi di Gubbio, Sansepolcro e Città di Castello», IV, 6, 1916, p. 150. «La sua parola piena di unzione, di dottrina e di zelo, fu ascoltata con religiosa attenzione e interesse vivissimo dai numerosi sacerdoti presenti sia della città che della campagna» (ivi, IV, 7, 1916, p. 182).
Nel suo lungo episcopato compie cinque visite pastorali e presiede un sinodo diocesano nel 1941. Nel 1919 fonda in diocesi l'Azione Cattolica Italiana; nel 1928 approva l'apertura a Sansepolcro di una casa delle Suore Francescane della Misericordia e nel 1921 ottiene l'approvazione del culto al beato Angelo Scarpetti; provvede alla traslazione nella cattedrale delle salme dei vescovi Giuseppe Singlau e Giustino Puletti. Tra 1934 e 1943 promuove radicali restauro alla cattedrale.
Come vescovo di Sansepolcro ha modo di conoscere don Giulio Facibeni, originario della diocesi, di cui sostiene e incoraggia l'opera e con il quale intrattiene una corrispondenza epistolareArchivio storico diocesano di Sansepolcro, fondo Archivio Vescovile, sezione Clero diocesano, serie Sacerdoti, fasc. Facibeni Giulio.
La promozione del laicato Il vescovo Ghezzi si impegna a fondo nella promozione del laicato. Già nel 1913 si formano gruppi dell'Unione Popolare nelle tre parrocchie cittadine (Cattedrale, Sant'Agostino, San Francesco) e in quelle suburbane di Gricignano e del Melello. Nell'anno scolastico 1913-1914 questi gruppi danno vita a corsi serali di istruzione elementare per operai e contadini, sul modello di quanto fatto dal Ghezzi stessi a Treviglio. Dopo la prima guerra mondiale l'Unione Popolare avvia gruppi anche a Pieve Santo Stefano, San Piero in Bagno, Isola di Santa Sofia e Sovara e il vescovo crea la Giunta Diocesana dell'Unione Popolare.
All'inizio degli anni venti comincia a svilupparsi una pastorale revolta ai giovani e nel 1922 vi sono circoli della Gioventù Cattolica nelle Parrocchie di Sansepolcro e a Pieve Santo Stefano, Galeata, Isola di Santa Sofia, Melello, Trebbio e Santa Fiora; Circoli Cattolici di Gioventù Femminile sono attivi a Sansepolcro, Pieve Santo Stefano, Galeata e Caprese Michelangelo. Nei maggiori centri della diocesi, inoltre, vi sono gruppi di Donne Cattoliche e a Sansepolcro, Pieve Santo Stefano e Galeata sono attivate biblioteche circolanti, cioè con il servizio di prestito librario.
Successivamente il vescovo Ghezzi, anche sull'onda delle indicazioni date alla Chiesa da papa Pio XI, sollecita la formazione dell'Azione Cattolica, che nel 1925 conta 20 gruppi parrocchiali di uomini, 8 di donne, 10 di giovani e 10 di ragazze. Nel 1926 l'Azione Cattolica crea cooperative di consumo a Sansepolcro, Castelnuovo, Caprese Michelangelo e Pianetto e promuove la fondazione di casse rurali a Santa Sofia, Isola e Galeata. Il 29 luglio 1928 si tiene un congresso diocesano di Azione Cattolica, nel corso del quale il giovane Amintore Fanfani, studente dell'Università Cattolica di Milano, sollecita un mavoro meglio organizzato:
La promozione della vita consacrata Negli anni del suo episcopato, mons. Ghezzi mostra anche una grande attenzione verso la vita consacrata, particolarmente femminile. In città accoglie le congregazioni delle Suore della Carità nel 1919 (alle quali affida numerose opere: asilo infantile, orfanotrofio femminile, seminario vescovile, servizi infermieristici e di supporto nell'ospedale civile) e delle Francescane Figlie della Misericordia nel 1928; a Pieve Santo Stefano accoglie le suore Orsoline di Gandino, ma un po' in tutta la diocesi, sia nei centri maggiori che nelle parrocchie rurali, vengono aperte case religiose femminili, dove le suore lavorano come educatrici nelle scuole d'infanzia e collaborano con i parroci nell'attività pastorale, promuovendo anche la condizione femminile attraverso scuole di lavoro. Nell'ambito della vita claustrale autorizza le Clarisse del monastero di Sansepolcro ad adottare l'antica regola di santa Chiara.
Il 25 aprile 1928 erige l'Istituto delle Suore Missionarie Adoratrici e Riparatrici del Sacro Cuore Eucaristico di GesùIl decreto di approvazione vescovile della nuova congregazione è pubblicato in «Bollettino diocesano di Sansepolcro», XVI/3-4, 1928, p. 41; la documentazione relativa alle varie case religiose è conservata in Sansepolcro, Archivio Storico Diocesano, Archivio Vescovile, sezione Religiosi, serie Congregazioni religiose femminili.
Il periodo della guerra e della resistenza (1940-1944) Nei primi anni '40, dopo l'ingresso dell'Italia in guerra (10 giugno), continua la sua attività pastorale, sia in diocesi che fuori. Nel marzo 1940 indice la quarta visita pastorale; il 27 ottobre 1940 celebra la messa in occasione della consacrazione della nuova chiesa di Paderno (Mercato Saraceno), in diocesi di Sarsina.
Durante il periodo della Resistenza rimane in sede, offrendo aiuto materiale e sollievo spirituale a tutti coloro che a lui ricorrono. Ripetutamente tratta con le autorità militari germaniche, riuscendo a salvare la città dalla distruzione, sebbene vada a vuoto il tentativo di fare recedere il comando nazista dall'abbattimento della storia Torre di Berta. Con il vescovo collaborano il segretario comunale, cav. Arturo Bellini, il sacerdote don Duilio Mengozzi e i medici dott. Raffaello Alessandri, dott. Fausto Moriani e dott. Carlo Vigo.
Nel 1944 organizza in diocesi la sezione della Pontificia Commissione Assistenza profughi e nel 1948 promuove il sorgere delle ACLI.
L'amicizia con Giovanni Papini e con il beato Carlo Liviero A Sansepolcro il vescovo Ghezzi ha modo di entrare in rapporti di amicizia con uno dei maggiori intellettuali italiani del tempo, il fiorentino Giovanni Papini, che trascorre lunghi periodi estivi a Bulciano (Pieve Santo Stefano), località d'origine della moglie Giacinta Giovagnoli. Nel 1927 così lo il Papini descrive mons. Ghezzi in una lettera indirizzata a Domenico Giuliotti: «Il Vescovo di Sansepolcro è nato a Gorgonzola ed è stato protettore dei fratelli Rossi dell'Opera e se ne tiene. Buon uomo alla lombardesca, contentabile piuttosto, alla mano e senza troppi voli»Lettera di Giovanni Papini a Domenico Giuliotti scritta a Bulciano il 31 agosto 1927 in D. Giuliotti - G. Papini, Carteggio, I, 1913-1923, a cura di N. Vian, prefazione di C. Bo, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1984, p. 423..