La battaglia di Korsun' (indicata nelle fonti tedesche come "battaglia della sacca di Čerkasy") fu un aspro scontro combattuto, durante la seconda guerra mondiale sul fronte orientale, nel gennaio-febbraio 1944, che oppose le truppe sovietiche del 1° e 2° Fronte Ucraino (generale Nikolaj Fëdorovič Vatutin e generale Ivan Stepanovič Konev) alle forze tedesche del Gruppo d'armate Sud al comando del feldmaresciallo Erich von Manstein.

Fu una manovra d'accerchiamento sovietica di vaste proporzioni (paragonabile in parte a quella di StalingradoG.Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. III, p. 211.) che si concluse con la distruzione di gran parte delle forze tedesche accerchiate (sei divisioni e numerosi reparti separati inquadrati nell'11º Corpo d'armata dell'8ª Armata). Dopo scontri molto aspri, in una situazione climatica proibitiva (neve, tormenta e temperature molto basse), solo una parte delle forze tedesche accerchiate riuscì a sfuggire dalla sacca (totalmente disorganizzata e dopo aver perso tutto il materiale bellico) nonostante gli sforzi di numerose Panzer-Division tedesche di accorrere in aiuto delle truppe bloccate nella sacca. L'Armata Rossa ottenne una nuova sanguinosa vittoria, preludio alle successive offensive di primavera che avrebbero condotto le forze sovietiche fino ai confini rumeni e polacchi, dopo aver liberato l'intera Ucraina della riva destra del Dnepr.

Situazione strategica sul fronte orientale

Dopo la breve controffensiva di Žitomir che, nonostante qualche successo, non era riuscita a riconquistare Kiev e a rioccupare le posizioni sul Dnepr, le forze della Wehrmacht nel settore meridionale del fronte orientale si trovarono a fronteggiare dal 24 dicembre 1943 una nuova offensiva generale del 1º Fronte Ucraino del generale Nikolaj Fëdorovič Vatutin che, con il rinforzo di notevoli masse corazzate, riuscì a sfondare le linee della 4ª Panzerarmee del generale Erhard Raus, schierata sul fianco sinistro del Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo Erich von Manstein, a riconquistare Žitomir il 1º gennaio 1944 ed avanzare, nonostante le gravi difficoltà climatiche ed il precoce disgelo, verso Korosten', Berdičev e VinnicaR. Cartier, La seconda guerra mondiale, pp. 228-229..

Nonostante le difficoltà e le dure perdite, il feldmaresciallo von Manstein riuscì, nella seconda settimana di gennaio, a evitare un crollo strategico del suo gruppo d'armate e con un opportuno raggruppamento di forze corazzate della 1ª Panzerarmee del generale Hans-Valentin Hube sull'ala sinistra, protesse Vinnica e Uman' e bloccò temporaneamente l'avanzata del 1° Fronte Ucraino del generale Vatutin. Tuttavia la situazione del Gruppo d'armate Sud rimase precaria e divenne ancor più grave dopo il cedimento dell'8ª Armata del generale Otto Wöhler che, attaccata dal 2º Fronte Ucraino del generale Ivan Stepanovič Konev, dovette ripiegare abbandonando con la sua ala destra le posizioni sul Dnepr e cedendo il 7 gennaio l'importante posizione di KirovogradR. Cartier, La seconda guerra mondiale, pp. 231-232..

In questo modo il Gruppo d'armate Sud, pur avendo evitato una sconfitta definitiva, perse le sue posizioni difensive sul Dnepr tranne nel tratto del fiume di 50 chilometri a monte di Čerkasy difeso dai due corpi dell'ala sinistra dell'8ª Armata, il 42° (generale Lieb) e l'11º Corpo d'armata (generale Stemmermann). Queste truppe tedesche rimaste a difesa del fiume si trovavano però, dopo gli sfondamenti a nord ed a sud dei generali Vatutin e Konev, in una posizione pericolosamente esposta con i fianchi vulnerabili ed il rischio di rimanere isolati in una sacca nel caso di un'offensiva a tenaglia sovieticaR. Cartier, La seconda guerra mondiale, p. 232.. Nonostante questi rischi, l'alto comando tedesco ritenne importante mantenere le ultime posizioni sul Dnepr per intralciare e rallentare la spinta sovietica ad ovest del fiume, mentre Hitler proibì espressamente al feldmaresciallo von Manstein di abbandonare il saliente di Čerkasy, rivendicandone il valore propagandistico ed ipotizzando anche la possibilità di farne un caposaldo strategico da cui ripartire in un secondo momento per riconquistare le posizioni sul fiume e respingere l'Armata Rossa di nuovo sulla riva sinistra.

Le armate sovietiche del 1° e del 2° Fronte Ucraino erano state temporaneamente fermate dai contrattacchi tedeschi e dalle difficoltà logistiche create dal clima e dallo stato del terreno reso quasi intransitabile dal disgelo anticipato, ma lo Stavka non era intenzionato a sospendere la sua offensiva invernale e quindi, oltre a proseguire le sue offensive nel settore di Zaporož'e-Nikopol', in quello di Rovno e a nord nell'area di Leningrado, organizzò una serie di importanti rafforzamenti di uomini e mezzi per potenziare le forze dei generali Vatutin e Konev e sferrare un attacco a tenaglia contro le truppe tedesche rimaste agganciate sul Dnepr a nord di Čerkasy, sfruttando la favorevole situazione tatticaJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 165-167..

La battaglia Manovra d'accerchiamento sovietica

Stalin incaricò il maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov in persona di coordinare, organizzare e dirigere, come rappresentante dello Stavka, le operazioni del 1° e 2° Fronte Ucraino sui due lati del saliente di Korsun'; in pochi giorni le forze sovietiche vennero raggruppate e rafforzate per sferrare l'attacco il prima possibile. Il generale Vatutin, che ricevette di rinforzo la 27ª Armata, il 67º Corpo di fucilieri, il 2º Corpo di cavalleria delle guardie, il 5º Corpo meccanizzato e i due corpi corazzati della 2ª Armata corazzata, organizzò una massa d'urto sul suo fianco sinistro costituita dalla 40ª e 27ª Armata sostenute dalla forza di sfondamento della 6ª Armata corazzata, una nuova formazione di carri appena costituita sotto il comando del generale Andrej Grigor'evič KravčenkoJ. Erickson, The road to Berlin, p. 165.. Il generale Konev, sul lato meridionale del saliente, schierò invece la 4ª Armata della Guardia e la 53ª Armata con l'esperta 5ª Armata corazzata della Guardia del generale Pavel Rotmistrov mantenuta pronta per sfruttare il successo ed avanzare verso nord; nel complesso l'Armata Rossa avrebbe impegnato contro le forze tedesche nell'area Korsun'-Čerkasy 27 divisioni di fucilieri, quattro corpi corazzati, un corpo meccanizzato, quasi cannoni e mortai e 370 mezzi corazzati.

Il generale Konev iniziò per primo l'offensiva il 24 gennaio con un potente sbarramento d'artiglieria seguito dall'attacco delle divisioni di fucilieri della 4ª Armata della Guardia (generale A. I. Rihov) e della 53ª Armata (generale I. V. Galanin); le difese tedesche alla giunzione tra l'11º Corpo d'armata del generale Stemmermann e il 47º Panzerkorps del generale Nikolaus von Vormann, sul lato destro del saliente, erano deboli e la 389ª Divisione fanteria venne sbaragliata. Il 2° Fronte Ucraino poté quindi impegnare in combattimento fin dalle ore 12.00 del 25 gennaio la 5ª Armata della Guardia del generale Rotmistrov con il 20º e il 29º Corpo carri (con 218 carri armati e 18 semoventiR. N. Armstrong, Red Army tank commanders, p. 364.). Il contrattacco organizzato dai generali Stemmermann e von Vormann con la 11. Panzer-Division, la 14. Panzer-Division e la 57ª Divisione fanteria non ebbe successo a KapitonovkaP. Carell, Terra bruciata, pp. 504-505. e l'intervento del 5º Corpo di cavalleria della Guardia del generale Selimanov, inviato dal generale Konev per rinforzare le forze del generale Rotmistrov, ottenne risultati decisiviE.Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VI, pp. 66-67. Il generale von Vormann, comandante del 47º Panzerkorps ha dato nelle sue memorie una descrizione drammatica dell'avanzata in massa della cavalleria sovietica contro le sue linee.. I carri e la cavalleria sovietici superarono gli ultimi nuclei di resistenza tedeschi e avanzarono subito da Krasnosilka verso nord in direzione di Lebedyn e Špola, alla base del saliente di Korsun'J. Erickson, The road to Berlin, p. 176.. Il 20º Corpo carri del generale Lazarev entrò a Lebedyn alle ore 23.00 del 26 gennaio e, protetto sul fianco sinistro dal 29º Corpo carri, continuò durante la notte verso ZvenigorodkaR. N. Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 366-367..

L'offensiva del 1° Fronte Ucraino del generale Vatutin fu più difficile; iniziata il 26 gennaio con uno sbarramento d'artiglieria di 40 minuti, si sviluppò lentamente contro le difese del 7º Corpo d'armata tedesco; la 6ª Armata corazzata, costituita da pochi giorni con il 5º Corpo carri della Guardia e il 5º Corpo meccanizzato, era inesperta ed equipaggiata solo con 160 carri armati e 50 cannoni semoventi. Le divisioni fucilieri della 27ª Armata riuscirono infine a sfondare e il generale Kravčenko, sollecitato da Žukov e da Vatutin a velocizzare l'avanzata, costituì un "gruppo mobile" al comando del maggior generale Savel'ev che aggirò Vinograd e, dopo aver respinto la 88ª e 198ª Divisione fanteria tedesche, puntò direttamente su Zvenigorodka. Il raggruppamento di Savel'ev (50 carri armati e 200 soldati) raggiunse Lysjanka la notte del 27 gennaio ed il mattino successivo, dopo duri combattimenti, penetrò nei quartieri nord-occidentali di Zvenigorodka dove si congiunse con i reparti avanzati del 20º Corpo carri appartenente alla 5ª Armata corazzata della Guardia del generale Rotmistrov, che comunicò subito al generale Konev, comandante del 2° Fronte Ucraino, il riuscito completamento della manovra. La tenaglia si era chiusa e un sottile anello di accerchiamento venne subito organizzato per sbarrare il passo alle truppe tedesche rimaste bloccate nel saliente di Korsun'J. Erickson, The road to Berlin, pp. 176-177..

La sacca di Korsun'

In pochi giorni quindi si trovarono accerchiate in una grande sacca di oltre 100 chilometri di larghezza le divisioni dell'11º e del 42º Corpo d'armata; si trattava di un complesso di forze, al comando del generale Wilhelm Stemmermann, costituito dalla 88ª, 389ª, 57ª e 72ª Divisione fanteria, dalla 5. SS-Panzer-Division "Wiking", dalla Brigata SS "Wallonien" (di reclutamento belga), dal cosiddetto "reparto di corpo d'armata B" (unità della 112ª, 332ª e 255ª Divisione fanteria), e da altre formazioni della 168ª, 167ª, 213ª, 323ª Divisione fanteria e della 14. Panzer-Division. In totale circa soldati accerchiati, secondo le fonti tedesche, mentre i sovietici ritennero di aver intrappolato almeno uominiP. Carell, Terra bruciata, pp. 507-508..