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Sostenitore dello stile neogotico applicato all'architettura religiosa, progettò chiese e restauri di chiese nel Veneto e nel Trentino, ma è noto soprattutto per la critica e storia dell'arte, la storia e teoria del restauro, la ricognizione dei beni artistici.
Biografia Pietro nacque nel 1803 dal marchese Benedetto Bartolomeo - appartenente ad una nobile famiglia padovana, insignita nel 1758 del titolo marchionale dal duca di Modena Francesco III d'Este con facoltà di aggiungere il cognome Estense - e della nobil donna Maria BolgeniFrancesco Schröder, Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili delle provincie venete, Venezia 1830, pp. 268-269. Iniziò a studiare giurisprudenza a Padova (senza laurearsi) nel 1819-1820, frequentando le lezioni di Lodovico Menin, per poi dedicarsi all'architettura, sotto la guida di Giuseppe Jappelli, di cui fu amico. Ben presto, in parallelo all'attività di architetto, cominciò a collaborare a pubblicazioni d'arte e letteratura.
Non fu coinvolto nei moti del 1848, parteggiando secondo alcune voci per gli austriaci.
Dal 1849 insegnò estetica e storia dell'architettura all'Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui fu anche preside. Presiedette la commissione imperiale per la conservazione dei Monumenti artistici e storici delle provincie venete e spese ogni energia per la conservazione degli affreschi giotteschi nella cappella degli Scrovegni e per la valorizzazione dei beni artistici della sua città. Nel 1867 fondò l'Istituto d'Arte di Padova, che porta il suo nome.
Fu tra i pochi critici italiani dell'epoca romantica a sostenere la tradizione.
Ebbe un ruolo di primo piano nel dibattito che fece da sfondo al concorso per la facciata di Santa Maria del Fiore, a Firenze; in proposito, contribuì in maniera determinante all'affermazione del disegno tricuspidale di Emilio De Fabris e influenzò notevolmente la genesi del progetto definitivo.C. Cresti, M. Cozzi, G. Carapelli, Il Duomo di Firenze 1822-1887. L'avventura della facciata, Firenze 1987.
Fu molto legato al suo allievo Camillo Boito, che è considerato il suo successore. Morì a Padova nel 1880.
Opere Elenco parziale:
Pubblicazioni Sull'architettura e la scultura in Venezia dal Medio Evo ai nostri giorni, 1847. Storia estetico-critica delle arti del disegno, 1852-56. Scritti d'arte, 1859.
Architetture
Nuova facciata della chiesa di San Pietro a Trento. Restauro del Palazzo Comunale di Piacenza. Cappella funeraria di Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana, in provincia di Padova.
Note
Bibliografia
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Collegamenti esterni
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