La metropolitana di Roma è la rete di linee metropolitane gestita dall'ATAC per conto di Roma Capitale, a servizio della città di Roma come asse principale del sistema di trasporto pubblico romano.

È attualmente composta da tre linee, identificate con lettere e colori diversi, per una lunghezza totale di e 77 stazioni. Si tratta della prima rete metropolitana inaugurata in Italia e la seconda per estensione dopo la metropolitana di Milano. Il primo tronco metropolitano fu inaugurato il 9 febbraio 1955 tra Termini ed EUR Fermi, e assunse poi la denominazione di linea B, venendo identificata col colore blu. Seguirono il 16 febbraio 1980 la linea A, identificata dal colore arancione, e il 9 novembre 2014 la linea C, identificata dal colore verde.

Sulla linea C, dal 22 giugno 2023 è in corso di realizzazione la stazione di piazza Venezia, dal 25 febbraio 2026 la tratta T2 (di 4 stazioni) fino a Mazzini e dal 23 luglio 2026 la tratta T1 (di 2 stazioni) fino alla Farnesina, per un totale di 7 stazioni in costruzione.

Nei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) approvati dall'Assemblea capitolina nel 2019 e nel 2022, è prevista un'ulteriore estensione della rete attraverso la realizzazione di una nuova linea sotterranea denominata linea D e identificata dal colore giallo, la trasformazione in metropolitana delle ferrovie ex-concesse Roma-Lido (oggi Metromare) e Roma Nord (nella sua tratta urbana), da ribattezzare rispettivamente linea E (celeste) e linea F (viola), e la realizzazione di prolungamenti delle tre linee esistenti. Nello scenario tendenziale del PUMS, la rete sarà così composta da sei linee e avrà una lunghezza complessiva di .

Rete

La rete metropolitana si compone attualmente di tre linee: Linea Inizio Fine Apertura Ultima estensione Lunghezza Stazioni Materiale rotabile Frequenza ora di punta Tempo di percorrenza Battistini Anagnina 1980 2000 18,424 km 27 MA300 3-4 min 41 min Rebibbia / Jonio Laurentina 1955 2015 22,883 km 26 MB100MA300MB400 3-6 min (tratta comune)9 min (diramazioni) 39 min Colosseo Monte Compatri-Pantano 2014 2025 21,200 km 24 MC100 9 min 36 min Totale 62,507 km 77 —

Storia Primi progetti

Il primo progetto organico di una rete ferroviaria metropolitana per Roma risale al 1885, pubblicato a cura dell'ingegnere Lorenzo Allievi; l'idea di realizzare collegamenti veloci tra le varie zone della città non era nuova ma nessuno aveva ancora sviluppato quell'ambizione per l'Urbe, a differenza di quanto era già avvenuto in altre parti d'Europa. È da dire che qualche anno prima dell'Allievi, un altro ingegnere, Francesco Degli Abati, aveva ipotizzato un tracciato urbano che nella zona nord-est, passando sotto villa Borghese, il Pincio e con una stazione sotterranea a piazza di Spagna, avrebbe dovuto proseguire verso il quartiere "Macao", ovvero l'attuale rione Castro Pretorio. Il tracciato si sarebbe quindi dovuto collegare con le Ferrovie romane a est. Degli Abati è uno strenuo sostenitore della necessità prima di una "ferrovia di circonvallazione" (1876), poi di una "ferrovia urbana o metropolitana" (1884)..

Ai vantaggi per la circolazione nel territorio urbano si sommavano gli interessi della provincia di poter disporre di una rete di penetrazione per il trasporto delle merci destinate al vasto mercato romano. In aggiunta, una rete ferroviaria interna a Roma era ritenuta di importanza strategica, in un periodo in cui la sua protezione era una preoccupazione così forte da spingere il governo dell'epoca a investire ingenti risorse nella costruzione di un campo trincerato composto da quindici forti e tre batterie di cannoni a presidio delle maggiori consolari e del perimetro della neo-capitale del Regno d'Italia.

Il progetto dell'Allievi, che fa sue alcune ipotesi di massima già avanzate dall'ingegnere Federico Gabelli, prevedeva una rete a doppio binario con stazione di testa posizionata a sud di Circo Massimo, fermata questa di scambio con i treni della linea dei Castelli Romani; da questa stazione il tracciato sarebbe proseguito cinque metri sotto il piano stradale di via San Sebastiano verso porta Metronia ricalcando il percorso della progettata linea di Trastevere; virando quindi verso sinistra sarebbe rientrata rientrando all'interno delle mura della città per porta Asinaria al livello stradale dopo aver intercettato la progettata ferrovia Roma-Albano. Il percorso sarebbe proseguito in galleria sotto piazza di San Giovanni in Laterano, collocandosi in trincea lungo via Emanuele Filiberto fino alla stazione di via Labicana da collocarsi all'incrocio dell'omonima strada con via Emanuele Filiberto e viale Manzoni. Da questa stazione i binari sarebbero proseguiti in salita verso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, intersecando il tram per Tivoli, per immettersi poi in una galleria scavata sotto viale Regina Margherita, porta San Lorenzo fino alla progettata stazione del Castro Pretorio che si sarebbe affacciata sull'omonimo viale all'angolo con via Gaeta. Quest'ultimo tratto sarebbe stato progettato in trincea, al fine di non dover tagliare le fogne dei nuovi quartieri. Il tracciato sarebbe proseguito quindi sotto via Nomentana e poi in trincea per ritornare verso il centro tra porta Pia e porta Salaria.

Di nuovo in galleria la metropolitana sarebbe passata sotto il (oggi parte del rione Sallustiano) per poi arrestarsi in una stazione poco distante dal Palazzo delle Finanze. Da qui il tracciato sarebbe ripreso sotto villa Ludovisi, via di Porta Pinciana e la chiesa della Trinità dei Monti per sboccare nella stazione da collocarsi al lato sud del Pincio. Dopo un tratto parallelo al muraglione del Pincio, la metropolitana sarebbe entrata in galleria per sbucare quindi a poche centinaia di metri da piazza del Popolo. I convogli avrebbero attraversato villa Borghese grazie a un cavalcavia appositamente ideato per nascondere i binari e quindi, penetrando nei Parioli, avrebbero proseguito fino alle rive del Tevere, scavalcando il fiume per mezzo di un ponte a campata unica. Il cavalcavia fino al Tevere avrebbe costeggiato piazzale Flaminio, quest'ultimo all'epoca ancora sulla carta, e sarebbe stato progettato tenendo a mente la metropolitana di Berlino, con le arcate volte ad alloggiare esercizi commerciali e botteghe. Una volta oltrepassato il fiume, i convogli avrebbero proseguito sul lungotevere destro fino al rione Prati, nei pressi di Castel Sant'Angelo, per terminare in un'apposita stazione di scambio con la linea ferroviaria Roma-Viterbo.

La linea metropolitana avrebbe dovuto essere lunga un totale di con un costo preventivato pari a dodici milioni di lire dell'epoca, cifra questa da reperire, nelle intenzioni del progettista, da investitori privati e pubblici. Stante l'alta frequenza dei convogli, ogni 10/15 minuti, al fine di evitare il fastidio del fumo dei treni, il progettista prevedeva l'utilizzo di locomotive Honigmann a rigeneratore chimico.

Il piano regolatore del 1941

Una pianificazione dettagliata della rete di trasporti metropolitani della Capitale dovrà attendere fino al 1941, anno in cui viene approvato il Piano regolatore della Metropolitana di Roma del 21 settembre 1941, sviluppato dall'Ufficio superiore per la metropolitana e le ferrovie foranee del Ministero dei Lavori Pubblici sotto la direzione dell'ingegnere Vito Perrone. Il piano regolatore disegnava una vasta rete di trasporti metropolitani, composta da tre linee principali e altre secondarie, coprendo così non solo la zona centrale e maggiormente urbanizzata della Capitale, ma prevedendo anche il collegamento verso il mare e nelle periferie, in funzione della futura espansione della città.

Le tre linee principali presenti nel piano erano: la linea A, per la quale si prevedeva la partenza dalla zona del Monte Mario per arrivare fino al litorale e alla frazione di Ostia. Il percorso avrebbe toccato il Foro Italico e la via Flaminia per poi scavalcare il Tevere a est di ponte Milvio giungendo all'altezza di palazzo Marina; da lì la linea avrebbe proseguito verso piazza del Popolo, via Nazionale (dove era previsto l'interscambio con la linea B), la stazione di Roma Termini, piazza Vittorio Emanuele II, piazza di San Giovanni in Laterano (da dove sarebbero dovute partire due linee verso l'aeroporto di Ciampino e verso gli studi di Cinecittà), piazza Re di Roma, la valle della Caffarella, la zona di Tor Marancia, la città militare della Cecchignola e infine Ostia; la linea B era stata pensata per fornire un collegamento tra il centro storico e il costruendo quartiere dell'EUR. I rispettivi capolinea, secondo il progetto, dovevano essere a ponte Buttero (corrispondente grossomodo all'attuale Laurentina) e nel quartiere di Monte Sacro. La linea avrebbe effettuato scambi sia con la linea A che con la stazione di Roma Ostiense e con la ferrovia Roma-Lido, proseguendo verso il Circo Massimo, il Colosseo, via Cavour, la stazione Termini e, proseguendo sotto via Nomentana, fino a Monte Sacro. Una possibile variante prevedeva il prolungamento verso la Cecchignola (con ulteriore corrispondenza con la linea A) per poi proseguire su via Ardeatina e via Appia Antica fino alla zona dello Statuario; per la linea C si ipotizzava un tragitto tra Rebibbia, quella che sarebbe dovuta diventare la "città penitenziaria", e piazza del Risorgimento, nei pressi della basilica di San Pietro. La linea, oltrepassando il fiume Aniene, avrebbe dovuto costeggiare via Tiburtina e il cimitero del Verano per raggiungere la stazione Termini (dove avrebbe avuto l'interscambio con la linea B) e piazza della Repubblica (interscambio con la linea A). Il percorso sarebbe dovuto andare avanti verso piazza Venezia, per poi attraversare il Tevere a ovest di Castel Sant'Angelo e fare capolinea appunto in piazza del Risorgimento con possibile prolungamento fino a Monte Mario (ulteriore congiungimento con la linea A). Una variante al progetto prevedeva uno snodo della linea C che avrebbe collegato piazza San Pietro con la stazione di Roma Trastevere. Nel piano regolatore erano tracciate inoltre alcune linee senza denominazione tra cui una tra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, via Assisi e la zona di Torre Spaccata. Di questo tratto sono ancora oggi visibili le gallerie sotto l'oggi dismesso Aeroporto di Roma-Centocelle che nel periodo fascista era sede di gruppi di volo dell'Aeronautica Militare. Da questa linea si sarebbe dovuto diramare un troncone ferroviario che avrebbe connesso Centocelle con Via Prenestina e ancora verso est con Ostiense, ove si trovavano la zona industriale e il mattatoio. Un'altra linea, come già detto, con capolinea in piazza di San Giovanni in Laterano, avrebbe corso parallelamente per un tratto con la linea A per poi proseguire verso sud-est biforcandosi in due tronconi all'altezza del motovelodromo Appio: uno verso l'aeroporto di Ciampino e l'altro con capolinea a Cinecittà.

La metropolitana dell'E42

Già negli anni '30 erano iniziati alcuni lavori: sia per una linea tra la stazione Termini e la zona di Torre Spaccata, che però non ebbero seguito, ma soprattutto la realizzazione della Ferrovia dell'E42, la prima linea metropolitana di Roma e d'Italia, concepita per collegare Termini al nuovo quartiere E42, appositamente progettato per accogliere l'Esposizione universale del 1942. La linea avrebbe peraltro condiviso caratteristiche tecniche, oltreché parte del tracciato, con la già esistente ferrovia Roma-Lido.