Assassinio sullOrient Express () è un giallo di Agatha Christie del 1934, ottavo romanzo con protagonista l'investigatore belga Hercule Poirot e considerato tra i migliori lavori dell'autrice.
Sfruttando al meglio l'espediente letterario della ristretta cerchia di sospettati, la narrazione vede Poirot alle prese con un caso di omicidio avvenuto in una cuccetta dell'Orient Express in transito in Jugoslavia e intrappolato nella neve tra Vinkovci e Brod.
Scritto durante un soggiorno di Agatha Christie nel 1933 a Istanbul, il romanzo fu pubblicato a puntate dal settimanale statunitense The Saturday Evening Post e l'anno successivo su libro dall'editore britannico Collins Crime Club.
Il titolo statunitense, Murder in the Calais Coach, fu adottato per evitare confusione col romanzo di Graham Greene del 1932 Orient Express, noto in italiano come Il treno d'Istanbul.
Dal romanzo furono tratti due omonimi adattamenti cinematografici, a opera di Sidney Lumet nel 1974 e di Kenneth Branagh nel 2017.
Trama La storia ha inizio ad Aleppo, nel mandato francese della Siria e del Libano: dopo aver risolto un caso collegato ad uno scandalo interno all'esercito francese, l'investigatore Hercule Poirot si imbarca sul Taurus Express, che lo conduce ad Istanbul; qui prende alloggio al Tokatlian Hotel, intenzionato a restare nella città turca per alcuni giorni. I propositi di Poirot sono però interrotti dall'arrivo di un telegramma da Londra, che richiede urgentemente il suo ritorno nella capitale britannica. Poirot decide pertanto di prenotare un posto sull'Orient Express di quella sera: i vagoni letto sono però tutti occupati (cosa assai strana vista la stagione in cui di solito non c'è nessuno), ma riesce a trovare un posto grazie al suo amico Monsieur Bouc, direttore della compagnia dei vagoni letto. Dopo un pasto, Poirot parla con l'imprenditore statunitense Ratchett, che teme per la sua vita. L'ispettore belga oppone un rifiuto alla sua richiesta di proteggerlo. Durante la notte, il treno si ferma in territorio jugoslavo a causa di una bufera di neve ed alla mattina si scopre che Ratchett è stato assassinato nella notte con dodici pugnalate. Monsieur Bouc chiede a Poirot di prendere in mano il caso, e il belga, perquisendo lo scompartimento di Ratchett, trova un orologio fermo all'una e un quarto, un nettapipe (non appartenente a Ratchett, dato che questi fumava solo sigarette), un fazzoletto da donna con una "H" ricamata e un bigliettino bruciacchiato. Con un trucco ingegnoso, grazie al biglietto bruciacchiato Poirot scopre che la vittima era in realtà un italiano di nome Cassetti, l'assassino della bambina Daisy Armstrong, e indirettamente di sua madre, suo padre, suo fratello e la sua cameriera (avvenuto anni prima, l'episodio si ispira alla tragedia che colpì il noto aviatore statunitense Charles Lindbergh, il cui figlio Charles III di un anno e mezzo fu rapito e ritrovato morto nel 1932).
Sarà l'inizio di una serie di interrogatori a tutti i passeggeri del vagone, e fra esitazioni, reticenze, contraddizioni e lapsus indicativi emergerà che più di un passeggero aveva avuto dei legami con la famiglia Armstrong, e che certi depistaggi e la presenza di tanti indizi sono un tentativo premeditato per confondere e fuorviare le investigazioni del detective e per indirizzarne altrove le indagini.
Gli indizi Il fazzoletto con la H e il passaporto truccato All'interno della cabina di Ratchett/Cassetti, Poirot, il signor Bouc e il dottor Constantine trovano un fazzoletto con la lettera "H" elegantemente ricamata. Domandando a tutte le donne, dalle più umili alle più ricche, se avessero l'H nel nome o nel cognome, viene fuori che il fazzoletto non è di nessuno. I sospetti cadono poi sulla contessa Andrenyi, il cui nome è Elena. Ma sul passaporto di quest'ultima c'è una macchia di unto (creata appositamente dal conte Andrenyi), che nasconde la H davanti al nome, pertanto la contessa si chiama Helena e non Elena. Nonostante ciò il fazzoletto non apparteneva alla contessa Andrenyi, bensì alla principessa Dragomiroff, di origine russa, l'unica donna alla quale non è stato domandato se il fazzoletto fosse suo. Il suo nome di battesimo era Natalia, ma in alfabeto cirillico la N si scrive come l'H. Svelato questo mistero, il fazzoletto torna alla sua proprietaria.
Il nettapipe Sempre nello scompartimento di Ratchett, oltre al fazzoletto ricamato sopra citato, Poirot e i suoi due compagni rinvennero un curapipe. Durante le deposizioni Poirot, con molta astuzia, domandò ai passeggeri se fumassero la pipa. Tutti, a quanto pare, fumavano la sigaretta, tranne il colonnello Arbuthnot, il quale disse senza alcun problema di fumare la pipa e che probabilmente il nettapipe fosse di sua proprietà.
Sia il fazzoletto sia il curapipe erano stati messi nello scompartimento di Ratchett solo dopo il delitto. Infatti i congiurati, bloccati dalla neve, avevano posizionato i due indizi per depistare le indagini. Questo perché, grazie a questi due oggetti, i sospetti venivano a cadere sul colonnello Arbuthnot e sulla principessa Dragomiroff, quelli più insospettabili, con l'alibi più forte e minuzioso e anche i due che sembrava non avessero alcun legame con gli Armstrong.
Altri indizi L'orologio e l'ora del delitto Nella tasca del pigiama di Ratchett è stato rinvenuto un orologio fermo sull'una e un quarto. La coincidenza è anche strana per il fatto che a lato del letto della vittima c'era un gancio fatto apposta per tenere l'orologio. Questo ha quindi fatto pensare che l'orologio fosse stato messo lì dall'assassino per depistare le indagini. Poirot era certo che il delitto fosse stato compiuto prima delle 0:37, quando sentì provenire una voce, che parlava in francese, dallo scompartimento di Ratchett. Ma Ratchett non sapeva il francese, quindi non poteva essere stato lui a parlare, ma l'assassino. Pertanto a quell'ora Ratchett era già morto.
Il kimono scarlatto e l'uniforme del controllore Poirot fa ispezionare i vestiti e in quella della cameriera tedesca viene ritrovata l'uniforme del finto controllore, facendo presumere che l'assassino, scappando e avendo trovato quello scompartimento vuoto, l'abbia infilata nella valigia. Tornato al suo scompartimento, Poirot trova il kimono scarlatto dentro la sua valigia. La prende come una sfida, accettandola.
Finale L'alternarsi di colpi di scena porterà alla soluzione del caso, e al termine dell'inchiesta Poirot potrà presentare al sig. Bouc, al dottor Constantine e agli altri viaggiatori due possibili soluzioni del caso: una prima, semplice conclusione secondo cui uno sconosciuto, travestito da dipendente delle ferrovie, sia entrato nella cabina di Cassetti e lo abbia pugnalato. E una seconda ipotesi, assai più ardita e complessa, illustrata da Poirot attraverso una precisa e accurata ricostruzione dell'accaduto, durante la quale innumerevoli frammenti fino ad allora sconnessi verranno a combaciare. Stando a questa deduzione, il signor Cassetti è stato colpito da dodici pugnalate, ognuna vibrata da una diversa persona. Quindi il colpevole non è uno solo, ma ad aver ucciso Cassetti sono state dodici persone diverse (undici dei dodici passeggeri della carrozza Istanbul-Calais e un controllore), che avevano deliberatamente trovato sistemazione sul treno per portare a termine una vendetta per la morte della piccola Daisy, a cui tutti i sospettati erano profondamente legati.
Il libro si conclude con la decisione da parte di Monsieur Bouc e del dottor Constantine di non consegnare tutti i passeggeri alla polizia jugoslava, ma di addossare la colpa dell'assassinio a uno sconosciuto, come nella prima soluzione offerta da Poirot, ritenendo che una sentenza sia stata espressa da una giuria composta da tutti coloro che erano legati alla famiglia Armstrong e che dopo tanti anni giustizia sia stata fatta.
Personaggi
Hercule Poirot: un investigatore belga, colui che investiga e risolve il caso dell'omicidio avvenuto sul treno Monsieur Bouc, vecchio amico di Poirot: dovrà sempre cercare di limitare il suo entusiasmo sminuendo le sue ipotesi; Dottor Constantine, un medico greco, bonario, ma con la testa confusa dai pregiudizi verso gli stranieri; Samuel Edward Ratchett, ricco americano in viaggio d'affari dietro a cui si cela il latitante Lanfranco Cassetti (che la censura fascista ribattezzò O'Hara) e si vanta del suo intuito di poter giudicare le persone a prima vista; Hector MacQueen, giovane americano al servizio di Ratchett come segretario e interprete. Greta Ohlsson, gentile e mite donna svedese di mezz'età con una sensibilità stupefacente e una faccia da pecora (secondo Poirot), direttrice di una scuola missionaria presso Gemlik; Natalia Dragomiroff, anziana principessa russa, vedova, assai brutta (descritta da Poirot come un rospo) e assai danarosa; Hildegard Schmidt, tedesca, cameriera della principessa Dragomiroff, molto fedele alla principessa; Rudolph Andrenyi, conte e diplomatico ungherese e perciò detentore di passaporto diplomatico; Helena Maria Andrenyi, contessa e moglie di Rudolph; Martha Hubbard, turista americana eccentrica e logorroica in viaggio per far visita alla figlia. John Arbuthnot, colonnello indiano naturalizzato inglese, dai modi freddi e impassibili; Mary Hermione Debenham, inglese, istitutrice, un'avvenente e rigida ragazza molto intelligente che Poirot definisce la tipica, inespressiva anglosassone che non prova emozioni, e il cui nome creerà un lapsus rivelatore perché inconsciamente associato al negozio londinese “Debenham and Freebody”; Cyrus Beltman Hardman, americano, investigatore privato; si trovava sul treno per raggiungere una riunione a Genova Antonio Foscarelli, il ciarliero e bonario italiano naturalizzato americano, rappresentante delle automobili Ford (nella traduzione italiana fascista Foscarelli fu trasformato nel brasiliano Manuel Pereira); Henry Masterman, il maggiordomo inglese di Ratchett; Pierre Michel, controllore dei vagoni letto, in servizio nella carrozza in cui è avvenuto l'omicidio (il personaggio era apparso ne Il mistero del Treno Azzurro, libro della Christie del 1928). Inoltre, è il padre della cameriera che dopo essere stata accusata di complicità nel rapimento di Daisy Armstrong, si tolse la vita.
Disposizione dei personaggi Eccettuati Bouc e Constantine (sistemati nella carrozza Atene-Parigi), questa la loro disposizione nella vettura Istanbul-Calais: Corridoio Carrozza Atene-Parigi Michel 16Hardman 15Arbuthnot 14Dragomiroff 13R. Andrenyi 12H. Andrenyi 3Hubbard 2Ratchett 1Poirot 10Ohlsson11Debenham 8Schmidt9(vuoto) 6MacQueen7(vuoto) 4Masterman5Foscarelli VagoneRistorante
Moventi degli indiziati Pierre Michel Pierre Michel è il padre di Susanne, una delle cameriere di casa Armstrong. La ragazza era stata accusata di complicità nel rapimento e, non reggendo all'accusa, aveva scelto di togliersi la vita. La notte del rapimento, Susanne in realtà si stava intrattenendo con il suo amante sempre nei confini della proprietà di casa Armstrong e pertanto dichiarò di aver sentito un rumore e aver visto un'automobile allontanarsi, da qui le accuse di complicità. Pierre Michel è il tramite attraverso il quale i congiurati riescono a mettere in atto il loro piano, perché solo lui, in quanto dipendente delle ferrovie, può procurare il passaporto e l'uniforme del presunto sconosciuto, avvisare i congiurati del giorno esatto in cui Ratchett avrebbe preso il treno e far sì che tutti i movimenti all'interno della carrozza possano avere luogo. Nella versione cinematografica del 1974 è interpretato da Jean-Pierre Cassel, mentre in quella del 2017 da Marwan Kenzari. Nell'adattamento della serie televisiva Poirot (episodio 4 della 12ª stagione, andato in onda nel 2010) è interpretato da Denis Ménochet.
Hector MacQueen