LOffensiva Leopoli-Sandomierz (in russo Львовско-Сандомирская стратегическая наступательная операция, L'vovsko-Sandomirskaja strategičeskaja nastupatel'naja operacija) fu un grande attacco sovietico sferrato nel luglio 1944, durante la seconda fase dell'offensiva generale estiva dell'Armata Rossa, iniziata a giugno con la schiacciante vittoria dell'Operazione Bagration, nel settore centro-meridionale del Fronte orientale nel corso della seconda guerra mondiale.

Il 1º Fronte ucraino, guidato dall'energico maresciallo Ivan Konev, e rafforzato con un gran numero di soldati, carri armati e aerei, ottenne un nuovo successo contro le più deboli forze tedesche e, nonostante aspri contrattacchi delle Panzer-Division della Wehrmacht, effettuò una rapida avanzata fino alla linea della Vistola (in Polonia orientale) che venne superata alla fine del mese di luglio a Sandomierz, costituendo delle preziose teste di ponte strategiche.

La campagna fu caratterizzata da alcune audaci manovre delle armate corazzate sovietiche che superarono l'opposizione tedesca ed alcune difficoltà tattiche riuscendo ugualmente a progredire in avanti verso i loro obiettivi; in un'occasione, l'Armata corazzata del generale Pavel Rybalko attaccò contemporaneamente verso ovest - in direzione della Vistola - e verso est, per attaccare alle spalle le forze tedesche accerchiate a Leopoli. Le truppe tedesche si batterono disperatamente per evitare la catastrofe e, con l'aiuto di alcuni rinforzi, riuscirono alla fine di agosto e dopo aver subito pesanti perdite, a stabilizzare momentaneamente la situazione, pur dopo una disastrosa ritirata di 300 km e dopo aver perso alcune importanti posizioni sulla Vistola.

Situazione strategica sul Fronte orientale

Nel corso delle lunghe e complesse analisi strategiche condotte dallo Stavka e dallo Stato maggiore generale sovietico sotto l'inquieta supervisione personale di Stalin nella primavera 1944 allo scopo di pianificare accuratamente la nuova offensiva generale dell'estate, era stata decisa, oltre alla manovra principale in Bielorussia contro il Gruppo d'armate Centro (Operazione Bagration), anche una seconda grande operazione più a sud (in Volinia) per sfruttare i previsti successi dei Fronti bielorussi e avanzare lungo la direttrice Leopoli-Przemyśl-fiume Vistola, sbaragliando le forze tedesche del Gruppo d'armate Ukraina Nord.

Questo importante compito sarebbe stato affidato al potente 1º Fronte ucraino comandato dall'esperto, risoluto e capace maresciallo Ivan Konev, reduce dalle grandi vittorie ottenute durante la campagna d'inverno 1943-44. Per ottenere risultati decisivi in un terreno difficile, fortificato e difeso da numerosi reparti tedeschi rafforzati da ingenti riserve corazzate, il raggruppamento operativo del maresciallo sarebbe stato potenziato al massimo trasformandolo nel Fronte più potente mai costituito dall'Armata Rossa in tutta la guerra sul fronte orientale.

Alla vigilia dell'inizio dell'offensiva il 13 luglio 1944, il maresciallo Konev poteva disporre di un grande raggruppamento di forze costituito da sette armate di fanteria (1ª, 3ª e 5ª Armata delle guardie, 13ª, 18ª, 38ª e 60ª Armata); tre intere armate corazzate (1ª e 3ª Armata corazzata della Guardia; 4ª Armata corazzata); due Gruppi di cavalleria meccanizzata - il gruppo Baranov con il 25º Corpo corazzato e il 1º Corpo di cavalleria delle guardie; e il gruppo Sokolov con il 31º Corpo corazzato e il 6º Corpo di cavalleria delle guardie - ; due armate aeree (2ª e 8ª). Nel complesso il maresciallo Konev allineava in totale 80 divisioni e 10 corpi corazzati o meccanizzati: con le riserve, si trattava di oltre uomini, mezzi corazzati, cannoni e aerei..

Riguardo l'impiego di queste potenti forze, sorse, già durante la fase di pianificazione, un grosso contrasto tra il maresciallo Konev e Stalin in persona; il dittatore si mostrò molto critico di fronte al complicato piano escogitato dal comandante del 1° Fronte Ucraino che prevedeva la costituzione di due raggruppamenti operativi distinti, per sferrare due grandi attacchi contemporanei, a nord lungo la direttrice Luc'k-Rava-Rus'ka, e al centro da Ternopil' in direzione di Leopoli, con l'aggiunta di una finta nel settore di Stanislavov.

Stalin, sempre dubbioso riguardo a questi piani complessi e timoroso di una pericolosa dispersione di forzeStalin aveva già avuto una brusca discussione in precedenza con il generale Rokossovskij riguardo al piano proposto dal generale per la sua offensiva su Babrujsk, finendo per approvare il progetto; in ., approvò il piano solo dopo lunghe discussioni e dopo alcuni minacciosi avvertimenti al maresciallo Konev sulle conseguenze di un eventuale fallimento. In realtà, il piano del maresciallo, approvato dallo Stavka il 24 giugno, e basato sull'esatto apprezzamento della sua grande superiorità di forze e sulle prevedibili difficoltà di un solo attacco diretto alla regione fortificata di Leopoli, avrebbe dimostrato sul campo i suoi pregi e la sua validità operativa a dispetto dei dubbi di Stalin..

Fino all'andamento disastroso delle operazioni in Bielorussia e al conseguente crollo del Gruppo d'armate Centro, il Gruppo d'armate Ukraina Nord, guidato dal feldmaresciallo Model, energico generale e grande esperto di guerra difensiva, aveva costituito il raggruppamento tedesco più potente e meglio equipaggiato del Fronte orientale. Sulla base di errate valutazioni del servizio informazioni, i comandi tedeschi e lo stesso Hitler (apparentemente sempre in attesa di un prossimo crollo sovietico) avevano ipotizzato un'offensiva principale sovietica in Volinia, e quindi avevano rafforzato adeguatamente il Gruppo d'armate, trasferendovi anche il 56º Panzerkorps, in precedenza assegnato al Gruppo d'armate Centro.

Ai primi di luglio la situazione era profondamente mutata: di fronte alla catastrofe di Minsk e alla necessità di sbarrare l'enorme varco aperto al centro delle difese tedesche, Hitler e l'OKH avevano destituito il feldmaresciallo Busch, comandante del Gruppo d'armate Centro, sostituendolo proprio con Model, che aveva mantenuto il comando contemporaneo dei due Gruppi d'armate, e soprattutto avevano precipitosamente trasferito a nord, sottraendole alle difese in Volinia, quattro Panzerdivision (5., 4., 7. e 19. Panzer-Division) e tre divisioni di fanteria, indebolendo quindi in modo sostanziale le difese nell'area di Luc'k e di Leopoli, proprio alla vigilia dell'attacco del maresciallo Konev.

Al momento dell'inizio della potente offensiva dell'Armata Rossa, il 13 luglio, quindi, il Gruppo d'armate Ukraina Nord era ridotto a sole cinque divisioni corazzate, una divisione SS meccanizzata reclutata tra i nazionalisti ucraini (la 14. Grenadier-Division SS "Galitzen"), e 34 divisioni di fanteria; con un complesso di forze di circa uomini, 900 mezzi corazzati e 700 aerei (inquadrate nella 4ª Panzerarmee del generale Walther Nehring e nella 1ª Panzerarmee del generale Erhard Raus), in netta inferiorità rispetto alle forze sovietiche..

La battaglia Le forze e i piani sovietici

Il maresciallo Konev, dopo aver ottenuto la riluttante approvazione di Stalin al suo complesso piano di attacco su due direttrici parallele, aveva proceduto energicamente ad effettuare gli opportuni rischieramenti di truppe per ottenere localmente la decisiva superiorità di uomini e mezzi necessaria per superare le munite difese tedesche. Il maresciallo era ancor più persuaso della giustezza dei suoi piani anche alla luce del ben noto precedente storico della prima guerra mondiale, quando l'Esercito imperiale russo, pur avendo ottenuto nell'agosto 1914 un sonante successo a Leopoli, era stato rapidamente fermato a ovest di quella città proprio per la mancanza di un attacco secondario verso Rava-Rus'ka per attirare le riserve austro-ungariche..

Durante la prima settimana di luglio, quindi, il maresciallo Konev costituì i due grandi raggruppamenti tattici destinati ad effettuare il doppio attacco; rigorose misure di maskirovka furono adottate per ingannare il servizio informazioni tedesco e mascherare le intenzioni e i concentramenti operativi sovietici, gli spostamenti vennero spesso eseguiti di notte e alcuni movimenti fittizi mirarono a attrarre l'attenzione tedesca sul fianco sinistro sovietico (area di Stanislawow). In realtà, sembra che il Comando tedesco individuò giustamente il concentramento di fronte a Leopoli, e quindi non venne completamente ingannato, anche se i movimenti della 1ª Armata corazzata delle guardie a sud di Luc'k non vennero individuati in tempo..

Il feldmaresciallo Model si aspettava in effetti un attacco principale sovietico in direzione di Brody e di Leopoli, e quindi la principale concentrazione di forze corazzate di riserva (il 3º Panzerkorps del generale Hermann Breith) venne posizionata lungo questa direttrice strategica; inoltre i tedeschi avevano avuto tempo a disposizione per costituire una triplice cintura fortificata difensiva e per organizzare alcuni capisaldi principali (Volodymyr-Volyns'kyj, Brody, Zoločiv, Rava Rus'ka e Stanislavov).

I piani dettagliati finali del maresciallo Konev vennero diramati il 7 luglio e la data di inizio dell'offensiva venne stabilita per il 13 luglio; dal punto di vista tattico, venne sottolineata la necessità di attendere prima di impegnare in azione le forze corazzate e meccanizzate. Era previsto di fare intervenire le armate corazzate 24 ore dopo lo sfondamento delle posizioni principali nemiche, e i gruppi di cavalleria meccanizzata dopo 48 ore.

Con le potenti forze del suo 1° Fronte Ucraino, Konev aveva organizzato, nei centri di gravità dell'offensiva, due raggruppamenti operativi: a nord il Gruppo d'assalto Luc'k costituito dalla 3ª Armata delle guardie, dalla 13ª Armata, dal Gruppo di cavalleria meccanizzata Baranov e dalla 1ª Armata corazzata delle guardie (generale Michail Katukov), supportati da quattro corpi aerei della 2ª Armata aerea; a sud il Gruppo d'assalto Lvov con la 60ª Armata, la 38ª Armata, il Gruppo di cavalleria meccanizzata Sokolov, la 3ª (generale Pavel Rybalko) e la 4ª Armata corazzata delle guardie (generale Dmitrij Leljušenko), supportati da altri cinque corpi aerei della 2ª Armata aerea. Il fianco sinistro del Gruppo d'assalto Lvov, esposto a possibili contrattacchi tedeschi) sarebbe stato protetto dalla 1ª Armata delle guardie e dalla 18ª Armata, rafforzati dal 4º Corpo corazzato delle guardie "Kantemirovka" del tenente generale Pavel Polubojarov. Il maresciallo avrebbe mantenuto in riserva la 5ª Armata delle guardie.

L'offensiva ebbe un inizio improvviso e affrettato il 13 luglio: apprezzamenti da parte della ricognizione sovietica di movimenti tedeschi di ritirata dalla prima linea, imposero a Konev di trascurare il previsto bombardamento di artiglieria iniziale e di sferrare immediatamente l'attacco delle armate d'assalto nell'area di Luc'k (13ª Armata e 3ª Armata delle guardie). Evidentemente il comando tedesco era cosciente dell'imminenza dell'attacco e prevedeva di organizzare la difesa sulla posizione di resistenza arretrata per evitare i rischi di un distruttivo fuoco d'artiglieria sovietico .

Il doppio attacco del 1º Fronte ucraino L'offensiva sovietica ebbe quindi inizio nella giornata del 13 luglio, nel settore di Luc'k, e solo il 14 luglio nella regione di Ternopol' (a causa di difficoltà nelle ricognizioni in forze effettuate dai reparti incursori sovietici.), senza il previsto martellamento preliminare dell'artiglieria, e incappò in tutti i settori nella aspra resistenza delle forze tedesche saldamente trincerate. I combattimenti ebbero subito un carattere di grande violenza, mentre le forze della Wehrmacht impegnavano notevoli reparti di artiglieria e soprattutto di aviazione per fiaccare la spinta nemica.; tra i reparti aerei della Luftwaffe erano presenti le famose squadriglie da attacco al suolo dell'8° Fliegerkorps.