Da lui prende il nome l'omonimo codice di censura per il cinema statunitense in vigore dal 1934 al 1967.
Biografia Avvocato dal 1900, fu il ventiquattresimo presidente del comitato nazionale repubblicano dal 1918 al 1921, il quarantaseiesimo direttore generale delle poste degli Stati Uniti d'America dal 1921 al 1922 sotto il ventinovesimo presidente degli Stati Uniti d'America Warren Gamaliel Harding e il primo presidente della Motion Picture Association of America dal 1922 al 1945.
Nato nello stato di Indiana, a lui si deve il Codice Hays, una serie di linee-guida che limitarono la produzione cinematografica all'interno degli Stati Uniti d'America. Le limitazioni riguardavano il rispetto della moralità: non si poteva mostrare un nudo, andava vietato l'uso di droghe o alcolici, non si poteva alludere all'omosessualità, erano vietati rapporti fra persone di etnia diversa, non si poteva utilizzare un linguaggio troppo offensivo, non si potevano mostrare gli omicidi più brutali, non poteva essere mostrato esplicitamente l'adulterio e anche i baci troppo intensi non erano permessi. Il codice, approvato nel 1930, fu applicato dal 1934 sino al 1967.
Per quanto riguarda la vita politica fu presidente del Comitato Nazionale Repubblicano dal 1918 al 1921. Alla sua morte il corpo venne seppellito al Center Ridge Cemetery, Sullivan (Indiana), dove si trova anche la moglie Jessie Herron (1879-1960), sposata in seconde nozze nel 1930. La prima moglie Helen Louise Thomas (1879-1957), sposata nel 1902, era la madre di suo figlio, William Harrison Hays jr. (1915-2000) sceneggiatore, insegnante al Wabash College e sindaco di Crawfordsville nell'Indiana dal 1964 al 1972.
Citazioni nei media The Casting Couch, regia di John Sealey - video con filmati di repertorio (1995) Lo schermo velato, regia di Robert Epstein e Jeffrey Friedman - video con filmati di repertorio (1995)
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