Annoverato tra i più celebri avvocati della storia americanaA. Farkas, Addio al principe del foro, Corriere della Sera - 6 settembre 1995, p. 8David J. Langun, William M. Kunstler: the most hated lawyer in America, New York, New York University Press, 1999 e membro attivo del movimento per i diritti civili degli afroamericani, Kunstler deve la sua fama alla difesa di clienti discussi e controversi, in processi che sono stati per anni al centro dell'attenzione dei mass media: da Martin Luther King ai membri delle Pantere Nere come Assata Shakur, dal gruppo degli attivisti Chicago Seven legato al Youth International Party (caso che lo portò alla fama in tutto il paeseVictor S. Navasky. 1970, April 19. "Right On! With Lawyer William Kunstler". New York Times. p. 217. "William Kunstler is without doubt the country's most controversial and, perhaps, its best-known lawyer period") a El Sayyid Nosair, presunto responsabile materiale dell'uccisione del rabbino fondamentalista Meir Kahane nel 1990, dai nativi pellerossa dell'American Indian Movement (1973-1976) al cestista dell'NBA Marvin Barnes (1979).
Autodefinitosi "radical lawyer"My Life As a Radical Lawyer è il titolo della sua autobiografia del 1994 e soprannominato anche "l'avvocato più odiato d'America", Kunstler è stato un membro del consiglio della American Civil Liberties Union (ACLU) e cofondatore del Centro di legge per i Diritti Costituzionali (CCR), il "principale punto d'incontro per gli avvocati radicali nel Paese", nonché un rinomato principe del foro.
A differenza di altri legali "anti-sistema" e garantisti (come il francese Jacques Vergès) e di molti rappresentanti della stessa ACLU (es. Alan Dershowitz, che lo ha criticato per essere un avvocato "politicizzato"), Kunstler si rifiutò sempre di difendere persone e gruppi di estrema destra (come i Minutemen negli anni sessanta e membri del Ku Klux Klan) dichiarando di voler rappresentare "solo gente che amo e di cui condivido mire e ideali", in particolare ha dichiarato: «Io difendo solo persone di cui condivido gli obiettivi. Non sono un avvocato che tutti possono assumere. Difendo solo coloro che amo»."I only defend those whose goals I share. I'm not a lawyer for hire. I only defend those I love".
Occasionalmente e per motivi di principio difese anche persone estranee alla sua area politica, ad esempio clienti particolarmente invisi all'opinione pubblica e al sistema, in nome del diritto di difesa, come lo sceicco terrorista Omar Abd al-Rahman.
Solo in alcune occasioni circostanziate, pro bono (cioè completamente gratis, non volendo il loro denaro di provenienza illegale), ha difeso assieme all'allievo Ron Kuby anche alcuni appartenenti alla mafia italoamericana (tra essi, John Gotti), ma perché li riteneva, per quanto riguardava specifiche accuse o violazioni procedurali, dei diritti umani o processuali nei loro confronti, "vittime del sistema".Ferrante, Louis. "Unlocked: the life and crimes of a mafia insider," p. 161. HarperCollins Publishers, 2009. ISBN 978-0-06-113386-2.
Tra i suoi molti altri clienti famosi, i carcerati della rivolta della prigione di Attica e le loro famiglie, il comico Lenny Bruce, la leader comunista Angela Davis, il cantante Jim Morrison, i membri della Weather Underground, Christian Brando, Stokely Carmichael, Qubilah Shabazz, figlia di Malcolm X e numerose persone comuni spesso di fasce sociali disagiate.
Biografia William Kunstler nacque a New York, figlio di un medico specializzato in proctologia, Monroe Bradford Kunstler, e di Frances Mandelbaum Kunstler. Kunstler aveva un fratello, Michael, e una sorella, Maria. La famiglia è di origine ebraica.
Si sposò due volte ed ebbe quattro figli dai due matrimoni. Il suo primo matrimonio con Lotte Rosenberger finì con un divorzio a metà degli anni '70. Ebbero due figlie, Karin e Jane. Kunstler ha dichiarato come causa della rottura i suoi lunghi periodi lontano da casa, a difendere i diritti civili in tutto il paese. Il suo secondo matrimonio fu con Margaret Ratner, avvocato; ebbero due figlie, Sarah (divenuta avvocato) e Emily (attivista e regista).
Inizio della carriera legale Kunstler si diplomò alla DeWitt Clinton High School di Manhattan e in seguito frequentò l'Università Yale Dopo aver prestato servizio nell'esercito durante la Seconda guerra mondiale, durante la quale partecipò agli scontri nelle Filippine ottenendo la Bronze Star Medal, Kunstler tornò a casa e si iscrisse alla Columbia Law School, laureandosi nel 1948. In seguito Kunstler e suo fratello, Michael, aprirono uno studio legale denominato Kunstler & Kunstler. Nei primi anni '50, Kunstler insegnò legge alla Law School di New York.
La carriera di Kunstler cambiò radicalmente nel 1956 quando rappresentò un giornalista nero, William Worthy Jr., arrestato perché non aveva il passaporto quando era tornato da un viaggio a Cuba. Kunstler sostenne con successo che la legge era arcaica e incostituzionale e il caso fu archiviato nel 1961. Nella sua autobiografia sosterrà che questo fu il caso che ha lanciato la sua carriera come avvocato per i diritti civili. Nella sua arringa davanti alla Corte d'Appello degli Stati Uniti, Kunstler inventò uno dei suoi segni distintivi: la recita di alcuni versi poetici prima dell'arringa finale. In quel processo, Kunstler aprì la sua arringa finale con un verso di sir Walter Scott tratto da The Lay of The Last Minstrel.
In aggiunta alle sue trovate non ortodosse, Kunstler ebbe sempre un aspetto colorito in tribunale. Il suo volto spigoloso era accentuato da una voce roca, capelli spettinati, e occhiali da vista sulla sommità del capo. I critici lo accusavano di essere solo in cerca di notorietà; in un'intervista con David Margolick, inviato del New York Time disse:
I diritti civili e il pacifismo
Dopo il caso Worthy, Kunstler passò molto tempo nel sud degli Stati Uniti, rappresentando i Freedom Riders, arrestati per violazione della quiete e condotta disordinata mentre mettevano in scena le proteste per i diritti civili in luoghi come Birmingham (Alabama), e Biloxi, Mississippi. Kunstler marciò anche in alcune delle proteste e talvolta arringò la folla salutando a pugno chiuso.
Da questo avrà moltissima popolarità. Molti dei clienti di Kunstler furono afroamericani, spesso accusati di aver ucciso poliziotti o di altri crimini di alto profilo a sfondo politico, e ciò lo rese impopolare con alcuni segmenti della società: «Per più di 20 anni, la mia difesa di imputati neri è stata motivata da una delle mie più forti convinzioni: che la nostra società è razzista».
Durante le proteste sociali nel Sud Kunstler conobbe e difese Martin Luther King, il leader nonviolento del movimento per i diritti civili. Kunstler aderì anche al pacifismo e al movimento contro la guerra del Vietnam.
Nel 1979 rifiutò di firmare una lettera aperta alla Repubblica Socialista del Vietnam in cui molti ex attivisti contro la guerra, inclusa Joan Baez, protestavano contro le violazioni dei diritti umani da parte del governo comunista di Hanoi così giustificandosi: «Non credo nel criticare pubblicamente i governi socialisti, anche se ci sono violazioni dei diritti umani (...) L'intera campagna di Baez potrebbe essere un complotto della CIA».
I Chicago Seven e la rivolta di Attica
Alla fine degli anni '60 fu coinvolto come legale con il processo dei cosiddetti Chicago Seven, 8 imputati poi divenuti 7. I sospetti erano andati alla Convention democratica del 1968 a Chicago per protestare contro la guerra in Vietnam. Tra gli arrestati, Abbie Hoffman, tratto in arresto mentre il Youth International Party stava cercando di candidare alla presidenza un maiale di nome Pigasus the Immortal. Assieme a lui furono arrestati anche Jerry Rubin, il futuro senatore della California Tom Hayden e l'attivista delle Pantere Nere Bobby Seale, che tentò di difendersi da solo, ma gli venne rifiutato. Durante il processo le trovate teatrali di Abbie Hoffman conquistarono spesso i titoli dei giornali, come ad esempio quando, invitato a deporre, prestò giuramento alzando il dito medio invece dell'intera mano. Il giorno della sentenza Hoffman invitò il giudice a provare l'LSD.
Il dibattito processuale fu quindi interrotto più volte da scontri tra Kunstler e il procuratore distrettuale Julius Jennings Hoffman (non imparentato con Abbie, che per deriderlo lo chiamava "papà"), che chiamò "rivoluzione dei finocchi" le idee degli imputati.
Bobby Seale, presidente nazionale delle Pantere Nere, a un certo punto durante il processo venne fatto legare e imbavagliare dal giudice, perché interrompeva di continuo (verrà condannato a quattro anni). Kunstler paragonerà il procuratore Hoffman alla Regina Rossa di Alice nel paese delle meraviglie e chiamò il tribunale "camera medievale delle torture"; il caso di Seale - essendo l'unico imputato nero vi era il rischio di pregiudizio razziale - venne stralciato e Seale fu condannato separatamente a quattro anni per oltraggio. L'avvocato chiamò a deporre fra i testimoni anche lo psicologo e guru della controcultura Timothy Leary, e inventò nuove strategie difensive d'impatto. Leary in seguito sarà fatto evadere dal carcere (dopo che fu condannato a 30 anni di reclusione per possesso di una modica quantità di marijuana in un processo di alcuni anni dopo) ad opera della Weather Underground, altra organizzazione difesa da Kunstler.
Tutti gli imputati del processo Chicago Seven furono assolti dell'accusa più grave, cospirazione per incitare alla rivolta. Cinque furono condannati per accuse minori, ma riuscirono a ribaltare la sentenza con l'appello (1970). Mentre la giuria stava deliberando il destino dei Chicago Seven, Hoffman accusò Kunstler (e un altro legale) di essere colpevole di 24 capi di imputazione per oltraggio alla corte, un'imputazione per ogni volta che il procuratore aveva pensato che Kunstler stesse mostrando mancanza di rispetto e maleducazione durante il processo di cinque mesi, e chiese una condanna da due mesi e mezzo a quattro anni e 13 giorni di prigione, accolto dal giudice. Kunstler fece immediatamente appello, che fu accolto, e non fu arrestato; le accuse furono annullate due anni dopo dal giudice della Corte d'Appello, che ordinò un nuovo processo per Kunstler. Kunstler venne giudicato colpevole, dalla giuria che assolse i Chicago Seven, per sole due accuse di "oltraggio alla Corte", ma senza condanna al carcere, ottenendo la sospensione condizionale della pena.
A seguito del processo dei Chicago Seven, Kunstler credeva che sarebbe caduto nell'oblio, ma fu presto di nuovo nella cronaca nazionale nel 1971, quando scoppiò la rivolta carceraria di Attica State Prison a New York, dove 1280 detenuti neri e ispanici presero in ostaggio 33 secondini e 5 impiegati. L'episodio scatenante della rivolta fu la protesta contro l'uccisione, da parte di alcune guardie carcerarie, dell'attivista politico George Jackson, membro del movimento per l'emancipazione dei diritti dei neri Black Panther, avvenuto il 21 agosto precedente nella prigione californiana di San Quintino, e i maltrattamenti delle guardie bianche ai detenuti neri.Che cosa fu la rivolta di Attica di Elena Favilli