Ekrixinatosaurus (il cui nome significa "rettile nato da un'esplosione") è un genere estinto di dinosauro teropode abelisauride vissuto nel Cretaceo superiore, circa 99-97 milioni di anni fa (Cenomaniano), i cui fossili sono stati rinvenuti in quella che oggi è la Formazione Candeleros in Argentina. Il genere contiene una singola specie, la specie tipo Ekrixinatosaurus novasi, il cui nome specifico rende omaggio al Dr. Fernando Novas per i suoi contributi allo studio dei teropodi abelisauridi, mentre il nome del genere si riferisce alla dinamite usata per scavare l'esemplare olotipo. Ekrixinatosaurus è un grande abelisauride, lungo tra i 6,5 e gli 8 metri, per un peso di 800 kg.

Scoperta e denominazione La specie tipo, Ekrixinatosaurus novasi, è stata descritta per la prima volta nel 2004 dal paleontologo argentino Jorge Calvo e dai paleontologi cileni David Rubilar-Rogers e Karen Moreno. I fossili sono stati ritrovati dispersi su un'area di 15 m² nella Formazione Candeleros, una formazione geologica che affiora nelle province di Río Negro, Neuquén e Mendoza in Argentina. Questa formazione risale a circa 100-97 milioni di anni fa, ed è costituita da letti rossi dove sono stati scoperti altri famosi dinosauri sudamericani, come Giganotosaurus, Rebbachisaurus e Andesaurus. La scoperta è avvenuta a causa delle esplosioni per gli scavi per la costruzione di un gasdotto condotto dalla compagnia Gasoducto del Pacífico a Bajo del Añelo.

Prima della scoperta di Ekrixinatosaurus, Carnotaurus sastrei e Aucasaurus garridoi erano gli esemplari più completi della famiglia degli abelisauridae. I resti di Ekrixinatosaurus hanno contribuito a fornire maggiori informazioni sull'anatomia degli abelisauri poiché contenevano parti dello scheletro precedentemente sconosciute, non pubblicate o mal conservate in altri esemplari. L'esemplare olotipo (MUCPv-294) era ben conservato ma disarticolato. Conteneva elementi tra cui una mascella sinistra e una parziale destra; basicranio; entrambi i dentari (ossa della mandibola che porta i denti); denti; vertebre cervicali, dorsali, sacrali e caudali; archi emali; costole; ilia, pube e ischi prossimali; estremità sinistra e distale del femore destro; tibia sinistra; astragalo e calcagno sinistri; estremità prossimale del perone sinistro e della tibia destra; metatarsi; falangi; e un ungueale pedale.

Il nome del genere Ekrixinatosaurus significa, in un misto di greco mal latinizzato (ekrixi- da ekrexis, “esplosione”; -saurus da sauros, “lucertola/rettile”) e latino (nato- da natus, “nato”), “rettile nato da un'esplosione”, a causa del fatto che i resti fossili vennero scoperti durante un'operazione a base di esplosivi. Il nome della specie, novasi, rende omaggio al Dr. Fernando Novas per i suoi contributi allo studio dei teropodi abelisauridi.

Descrizione

Ekrixinatosaurus novasi è un grande abelisauride con una testa relativamente grande e arti robusti. La combinazione di un grande cranio, una prominente cresta sopraorbitaria sopra l'aspetto dorsale dell'orbita, vertebre cervicali compresse antero-posteriori e arti posteriori robusti e proporzionalmente corti con una tibia più corta del femore, suggerisce che si trattasse di un animale robusto e massiccio in grado di sopportare gravi ferite durante i combattimenti intraspecifici o interspecifici. L'unico esemplare noto era stato precedentemente stimato con una lunghezza compresa tra i 6,5 e gli 8 metri per una massa corporea di circa 800 kg, e alcuni autori hanno suggerito che questo esemplare rappresentasse in realtà il più grande abelisauride mai conosciuto con una lunghezza compresa tra i 10 e gli 11 metri, superando l'olotipo di Carnotaurus. Tuttavia, altri ricercatori notarono in seguito che la stima della lunghezza di 10-11 metri era basata unicamente sulla dimensione assoluta del cranio, ignorando che i confronti delle ossa degli arti mostrano chiaramente che Carnotaurus era più grande, e che quest'ultimo avesse solamente una testa proporzionalmente più piccola di quella di Ekrixinatosaurus.

Cranio

Il cranio di Ekrixinatosaurus era squadrato e proporzionalmente più corto e profondo della maggior parte degli altri grandi dinosauri carnivori. Anche le mascelle erano curve verso l'alto, un tratto condiviso con altri abelisauri. Si stima che il cranio completo fosse lungo circa 83 centimetri, in base ai confronti con Carnotaurus e Majungasaurus, e mentre Abelisaurus presenta una mascella completa, le sue dimensioni stimate sono simili a quelle di Ekrixinatosaurus. Come in altri abelisauridi, le ossa facciali, in particolare le ossa nasali, erano scolpite con numerosi piccoli fori e punte. In vita, una pelle rugosa e possibilmente cheratinosa avrebbe coperto queste ossa. creando creste espositive o rivestimenti per proteggere il cranio e gli occhi. La mascella era corta e conteneva 16 alveoli, alcuni conservano ancora i denti, che sono corti ed appiattiti lateralmente con dentellature anteriori e posteriori. La mascella di Ekrixinatosaurus presenta anche un ramo ascendente proiettato dorsalmente e un ramo rostrale corto, suggerendo un cranio relativamente alto.

Classificazione Nel 2004, Ekrixinatosaurus fu inserito all'interno della famiglia Abelisauridae. L'articolo di Calvo et al. (2004) conteneva anche un'analisi cladistica preliminare delle relazioni filogenetiche tra Ekrixinatosaurus e quegli abelisauridi di cui all'epoca erano noti scheletri relativamente completi, trovandolo più strettamente imparentato ai Carnotaurini che a Ceratosaurus. Nel 2008, uno studio ha recuperato Ekrixinatosaurus come il sister taxon di Skorpiovenator.

Paleoecologia

Ekrixinatosaurus è stato rinvenuto nei letti rossi della Formazione Candeleros, che ha restituito un'ampia varietà di vertebrati. Condivideva il suo ambiente con il sauropode titanosauro Andesaurus e i sauropodi rebbachisauridi Limaysaurus e Nopcsaspondylus. Si dice che siano stati rinvenuti anche resti di ornitischi iguanodonti. Il carcharodontosauride Giganotosaurus era probabilmente il predatore al vertice della catena alimentare. Anche predatori più piccoli abitavano l'area, tra cui il dromaeosauride Buitreraptor, l'alvarezsauroide Alnashetri e il coelurosauro basale Bicentenaria. Altri rettili primitivi vivevano nell'area, come il serpente primitivo Najash, il coccodrilloforme Araripesuchus, insieme a tartarughe, pesci, rane pipidi e mammiferi. Anche gli pterosauri vivevano nell'area, come testimoniano delle impronte di pterosauro. Un'ampia varietà di impronte di dinosauri suggerisce un'attività significativa nella zona.

Studi recenti sui teropodi del Gondwana hanno interpretato gli abelisauridi come dinosauri di dimensioni modeste e medie che coesistevano con i carcarodontosauridi giganti durante il Cretaceo inferiore e superiore. È stato ipotizzato che solo dopo l'estinzione di questi carcarodontosauridi gli abelisauridi siano stati in grado di diversificarsi in forme più robuste che occupavano la nicchia di superpredatori dei loro ecosistemi. Tuttavia, è stato osservato che sia Giganotosaurus che Ekrixinatosaurus erano tra i più grandi dei rispettivi cladi e che coesistettero allo stesso tempo, il che confuta questa ipotesi. Entrambi questi animali occupavano il ruolo di carnivori dominanti; tuttavia, non è certo se svolgessero ruoli ecologici diversi (come predazione attiva vs. spazzino). Inoltre, la nota distribuzione degli abelisauridi in Sud America, Madagascar e India porta all'ipotesi di una via di dispersione tra queste aree attraverso un ponte terrestre chiamato Altopiano delle Kerguelen che si è formato prima della separazione tra Africa e Sud America.

Note

Bibliografia Calvo, J.O., Rubilar, D., and Moreno, K. (2004) "A new Abelisauridae (Dinosauria: Theropoda) from northwest Patagonia". Ameghiniana 41: 555-563. Juarez-Valieri, R.D., Porfiri J.D. & Calvo J.O. 2011. New Information on Ekrixinatosaurus novasi Calvo et al. 2004, a giant massively-constructed Abelisauroid from the "Middle Cretaceous" of Patagonia. Paleontologia y dinosaurios desde América Latina (Calvo, Porfiri, González Riga y Dos Santos, editores), Editorial de la Universidad Nacional de Cuyo: 161-169.

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Collegamenti esterni

Categoria:Abelisauridi Categoria:Taxa descritti nel 2004