Kanesh (o Neša o anche Nesha, nella forma contratta più utilizzata in ittitaCon la translitterazine fonetica della lingua ittita nella grafia moderna il suono rappresentato dalla lettera š corrisponde a sh, per cui la stessa parola può trovarsi scritta in testi diversi in modo diverso: Kaneš o Kanesh che, nella sua forma contratta, diviene Neša o Nesha. Vedi anche le note della voce relativa a Labarna I) è un'antica città anatolica, oggi presso la località di Kültepe ('collina di cenere', in turco), nella provincia di Kayseri, Regione dell'Anatolia Centrale, in Turchia. La più vicina città moderna è Kayseri, circa 20 km a sud-ovest.

Il sito è noto soprattutto perché qui sono state trovate migliaia di tavolette d'argilla redatte in cuneiforme da mercanti della città di Ashur. Questi mercanti (detti tamkarum) operarono nella zona del kārum ("mercato") di Kanesh tra la fine del XX secolo e la prima metà del XVIII secolo a.C., fornendo una fonte di dati di prim'ordine sul commercio nell'antichità.

Un testo del 1400 a.C. circa racconta di una ribellione contro il regno del potente re accadico Naram-Sin (2254-2218 a.C.) e cita fra i diciassette re ribelli anche il re Zipani di KanešTrevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, rev, ed, 2005:10..

È Neša il luogo della scoperta delle più antiche tracce della lingua ittita; il più antico termine per indicare la lingua ittita è infatti nešili ('lingua di Neša').

Kaneš fu abitata quasi senza soluzione di continuità dal Calcolitico al periodo romano (I secolo a.C.).

Storia Gli albori La cittadella di Kaneš è stata abitata da almeno la metà del terzo millennio. La sua storia è più chiara grazie agli archivi paleo-assiri della prima metà del secondo millennio. Il re Zipani di Kaneš è uno dei primi re anatolici di cui sia giunta documentazione, il suo nome è ricordato in un resoconto del re accadico Naram-Sin su una battaglia svoltasi circa nel 2220 a.C. contro un'alleanza di 17 sovrani ribelli.

Se la storia di Kaneŝ dal punto di vista archeologico è divisa in quattro fasi corrispondenti ai quattro livelli di stratificazione dei reperti, le tavolette provengono per lo più dal II livello che corrisponde al periodo che va circa dall'anno 1945 al 1835 a.C., cioè dal regno di Erishum I a quello di Naram-Suen di Assiria.

Il re di Zalpuwa, Uhna, nel 1833, attaccò e distrusse Kaneŝ, divenuta probabilmente troppo importante nelle rotte commerciali con la Mesopotamia, trafugando l'idolo della città, la statua del dio "Sius"T. Bryce: The kingdom of the Hittites, p. 33..

Dopo una interruzione di circa 20 anni nella registrazione degli archivi, a causa probabilmente della necessità di riedificare la città e trovare una nuova stabilita politica, circa 400 tavolette sono state rinvenute nel livello Ib, corrispondente al periodo in cui Assur fu dominata dalla dinastia di Ekallatum, in particolare Shamsi-Adad I e suo figlio Ishme-Dagan (da circa l'anno 1800 al 1750 a.C.).

I sovrani nesiti noti che si avvicendano sul trono di Kanesh in questo periodo, tra il 1830 ed il 1750 ca., sono nell'ordine: Hurma, Bahanu, Inar e WaršamaM. Forlanini: The kings of Kanesh..

Una sola tavoletta, una lettera inviata da re Anum-hirbi di Mama (Ma'amaJared L. Miller, «Anum-Ḫirbi and His Kingdom», in Altorientalische Forschungen, 28, 2001, Akademie Verlag.) al suo omologo re Waršama di Kanesh, proviene dagli archivi del Palazzo Reale (epoca livello Ib) nesita; le restanti informazioni provengono dagli archivi dei mercanti del karum, che forniscono i nomi di nobili e governanti locali all'epoca del livello Ib.

Il commercio paleo-assiro

L'interesse principale legato agli scavi di Kanesh è legato al ritrovamento di migliaia di tavolette riguardanti gli affari commerciali dei mercanti assiri.

Le tavolette sono scritte con uno stile arcaico, semplificato, molto stretto e calcato, probabilmente le persone impiegate in questi commerci, sia uomini che donne, ricevevano una alfabetizzazione di base in patria. I documenti ritrovati sono sostanzialmente di tre tipi: "lettere", chiamate ṭuppum (tavolette) o našpertum (messaggi), che sono la maggior parte dei documenti e forniscono informazioni sui commerci e le persone coinvolte, "documenti legali" cioè contratti e documenti giudiziari, ed infine "liste, note e documenti privati", liste di debiti e spese e così via, alcuni testi storico - letterari (fra i quali particolarmente importante è il KEL = Kültepe Eponym List: testo di fondamentale importanza per la ricostruzione della cronologia di questo periodo, ritrovato in 4 più copie) ed infine pochi testi a carattere esoterico (incantesimi e formule rituali). Le corrispondenze erano così legate a discussione di affari, contratti commerciali, decisioni di tribunali su contenziosi commerciali, contabilità. Gli studi hanno permesso la ricostruzione graduale delle attività di questi mercanti e dei fitti e complessi rapporti che questi avevano con i vari regni e città vicine e più lontane.Klaas R. Veenhof: Modern Features in Old Assyrian Trade; Journal of the Economic and Social History of the Orient; Vol. 40, No. 4, 1997 (pp. 336-366)

Una rete di mercati

In Anatolia centrale il commercio assiro era basato su una rete di mercati (più che di "colonie") di cui Kanesh era il fulcro. Si possono distinguere nelle descrizioni dei testi due tipi di strutture: i karu (al singolare karum, in origine "porto", poi "mercato") e i wabaratum (forse postazioni militari a difesa di carovane e merci; al singolare, wabartum). Una trentina di queste strutture sono stati individuate tramite l'analisi dei testi delle tavolette, e alcuni sono stati individuati su siti archeologici: ad Acemhöyük, probabilmente la Burushattum antica, ed a Boğazköi l'antica Hattuša, dove è stata ritrovata la corrispondenza di un mercante assiro nella parte bassa della città J. G. Dercksen, « When we met in Hattuša», editore W. H. van Soldt, Veenhof Anniversary Volume, Leyde, 2001, p. 39-66 ed anche ad Alishar (forse l'antica Amkuwa). Il karum di Kanesh era il più importante come attesta l'abbondanza di documentazione che vi è stata trovata. Qui si trovava l'autorità superiore di tutta la rete dei mercati, il bēt āli (prefettura o municipio) che era un'estensione in Anatolia dell'amministrazione assira, regolava i contenziosi commerciali, ma si occupava anche dei rapporti con i potentati indigeni e conservava un archivio centralizzato di documentiSulle istituzioni paleoassire vedi la sintesi K. R. Veenhof, « The Old Assyrian Period », dans R. Westbrook (dir.), A History of Ancient Near Eastern Law, vol. 1, Leyde, 2003, p. 431-484. Gli Assiri avevano stipulato trattati (māmītum) con i re anatolici di cui si è trovata copia nel karum C. Günbattı, « Two Treaty Texts found at Kültepe », dans J. G. Dercksen (dir.), Assyria and Beyond, Studies presented to Morgens Trolle Larsen, Leyde, 2004, p. 249-268, ed anche con i re dei territori attraversati dalle vie per l'Anatolia, una copia di questi è stata trovata a Tell Leilan/Shekhna nella Siria del nord J. Eidem, « An Old Assyrian Treaty from Tell Leilan », in D. Charpin et F. Joannès (dir.), Marchands, diplomates et empereurs, Études sur la civilisation mésopotamienne offertes à Paul Garelli, Parigi, 1991, p. 109-135. Compilati a nome della città di Assur questi trattati riguardano principalmente controversie commerciali, lo status giuridico degli assiri residenti nella loro città ospitante e le tasse da pagare. Ogni stato attraversato riscuoteva una tassa sulla merce trasportata ed in cambio garantiva la sicurezza delle vie commerciali. L'azione dello Stato di Assiria sull'attività commerciale dei suoi mercanti è quindi tutt'altro che trascurabile, cosa che indica l'importanza del commercio per quella città-stato.

I circuiti commerciali

L'attività dei mercanti assiri in Anatolia era inserita in una rete di vendita di dimensioni molto grandi, che si svolgeva su distanze molto lunghe. Gli Assiri vendevano in Anatolia lo stagno che importavano dall'altopiano iraniano e dall'Asia centrale. Con questo commercio si realizzavano notevoli profitti: la stessa quantità di stagno valeva il doppio in argento in Anatolia rispetto ad Assur. Questo stagno veniva fuso con il rame estratto in Anatolia per ottenere il bronzo. Gli Assiri importavano anche tessuti, che venivano prodotti in patria dalle loro mogli e dalle figlie, oppure nel sud della Mesopotamia (la presenza di commercianti assiri sono documentati in testi contemporanei rinvenuti a Sippar C. Walker, « Some Assyrians at Sippar in the Old Babylonian Period », in Anatolian Studies 30, 1980, p. 15-22) e transitavano attraverso Assur. Anche in questo caso i profitti erano molto importanti ed alcuni commercianti arrivavano a triplicare i loro investimenti.

Il commercio assiro dipendeva anche dai prodotti che i commercianti portavano ad Assur dall'Anatolia. Il principale prodotto esportato dall'Anatolia era l'argento, che i mercanti ottenevano in cambio dello stagno con i profitti visti in precedenza. Anche piccole quantità di oro seguivano queste vie commerciali, ma in quantità molto più piccole. In questo sistema Assur e Kaneŝ giocavano il ruolo di snodi commerciali che ridistribuivano le merci che transitavano nei loro karum. Questi erano i due capisaldi che alimentavano una rete di decine di mercati secondari. Il viaggio tra le due città era molto lungo: più di 1200 chilometri in circa 50 giorni di viaggio (a 25 km al giorno). La prima parte del viaggio andava da Assur fino a Tell Leilan (capitale del regno di Apum) sulle strade che collegavano la valle dell'Eufrate a quella del Khabur. La seconda tappa andava da Apum ad Abrum attraversando l'Eufrate, la terza tappa risaliva di nuovo verso la catena montuosa del Taurus nella Valle dell'alto Eufrate, per giungere infine in Cappadocia ed a Kanesh.. Le carovane erano composte da asini, in grado di trasportare fino a 90 kg di carico (3 sacchi di minerale del peso di circa 30 kg, o una trentina di rotoli di stoffa). Una carovana poteva essere composta fin da 300 asini ma ogni mercante possedeva al massimo dai sei ai dieci asini del convoglio. Le strade erano percorribili solo d'estate: il primo convoglio partiva da Assur all'inizio della primavera e l'ultimo ritornava prima dell'inverno. I costi del trasporto erano molto alti ed a questi si aggiungevano le spese per i dazi richiesti dai paesi attraversati, che riducevano considerevolmente il reddito dal commercio.

Reti familiari e associazioni di mercanti