Dal 2016 milita nella squadra australiana di Billie Jean King Cup. Ha vinto complessivamente quattro tornei WTA e sette ITF. Biografia È sposata con il collega australiano Luke Saville.
Carriera Nel 2008 ha vinto i campionati mondiali juniores del Les Petits As. Nel 2009 arrivò in finale all'Open di Francia 2009 - Singolare ragazze, dove fu sconfitta da Kristina Mladenovic per 6-3 e 6-2. Al torneo di Wimbledon 2009 - Singolare ragazze venne sconfitta da Akiko Ōmae.
L'anno successivo vinse l'US Open 2010 - Singolare ragazze sconfiggendo in finale Julija Putinceva per 6-3 e 6-2, mentre al doppio partecipò con Irina Chromačëva e arrivò alle semifinali, perdendo contro Tímea Babos e Sloane Stephens.
All'Australian Open 2010 - Singolare ragazze arrivò ai quarti, venendo eliminata da Karolína Plíšková per 6-1 e 7-5.
Nei Giochi olimpici giovanili estivi del 2010 vinse la medaglia d'oro nel singolo femminile: in finale batté Zheng Saisai per 2-6, 6-0 e 6-2.
Agli Internazionali di Roma, nel maggio del 2015, riuscì a giocare un ottimo torneo, arrivando alle semifinali contro Marija Šarapova, che la eliminò con il punteggio di 7-5 e 6-3. Nei turni precedenti aveva eliminato in ordine la Soler Espinosa e la Bencic. Il 13 maggio ottenne un grande risultato, battendo la numero 7 del ranking Ana Ivanović; negli ottavi di finale superò la svizzera Timea Bacsinszky e nei quarti sconfisse Christina McHale, arrivando a essere la numero 50 nel ranking mondiale. Al Roland Garros perse al secondo turno contro la tedesca Sabine Lisicki.
Il 22 ottobre 2016 raggiunse la posizione n.24 del ranking WTA dopo la sconfitta in finale nella Kremlin Cup contro la connazionale Svetlana Kuznecova.
2017: 1º titolo WTA e top-20 Dar'ja inizia l'anno a Sydney, dove raccoglie una sconfitta al secondo turno contro Johanna Konta (1-6 3-6). Prende poi parte all'Australian Open, dove batte Broady (3-6 6-4 7-5), Konjuh (6-2 1-6 6-4) e la nº12 del seeding Bacsinszky (6-3 5-7 6-4), tronando al quarto turno del primo major annuale un anno dopo la prima volta. Agli ottavi, cede il passo a Karolína Plíšková con un duplice 3-6. Dopodiché, ottiene il secondo turno a San Pietroburgo e Miami e il terzo round a Indian Wells. A Charleston dà il via alla stagione su terra: dopo il bye, estromette Alison Riske (6-3 6-1) prima di arrendersi a Kasatkina (3-6 6-4 0-6), che poi vincerà il trofeo. A Rabat coglie il primo quarto WTA stagionale, eliminando le belghe Zanevs'ka (6-2 6-2) e Mertens (6-2 6-1); tra le ultime otto, viene battuta da Sara Errani in due set. Dopo una sconfitta all'esordio a Madrid, prende parte al torneo di Roma: passa le qualificazioni imponendosi su Sasnovič (6-2 4-6 6-2) e Mattek-Sands (6-2 6-4). Al primo turno, supera la finalista in carica Madison Keys per 2-6 7-5 7-5; al secondo turno, estromette la francese Garcia per 7-5 3-6 6-3 mentre agli ottavi rimonta un set di svantaggio alla nº8 del mondo Kuznecova (2-6 7-5 6-4), battendo la sua ottava top-10 in carriera e tornando nei quarti del torneo italiano dopo due anni dalla prima volta. Tra le ultime otto, cede a Kiki Bertens, con lo score di 3-6 3-6. La settimana successiva, gioca a Strasburgo, dove è la 7° testa di serie: batte Chirico (6-2 6-3) e poi, con fatica, Kuličkova (6-3 6(5)-7 6-4) e Barty (6-4 6(3)-7 7-6(5)). In semifinale, elimina la padrona di casa Garcia per 6-4 6-2, approdando alla sua seconda finale WTA della carriera, la prima su terra rossa. Nella circostanza, perde il derby con Samantha Stosur, che la supera con lo score di 7-5 4-6 3-6. Chiude la parte di anno sul rosso al Roland Garros, dove incassa una sconfitta all'esordio contro Mertens. Sull'erba, raggiunge i quarti a Birmingham, estromettendo Hsieh (6-4 6-4) e Siniaková (7-5 2-6 6-4); tra le ultime otto, cede a Lucie Šafářová in tre set. A Eastbourne esce al secondo turno (dopo un bye) contro Arruabarrena mentre a Wimbledon si arrende subito a Petra Martić (4-6 6-2 8-10). Sul cemento americano, dopo due secondi turni a Toronto e Cincinnati, partecipa al torneo di New Haven: dopo un successo in tre parziali su Kristýna Plíšková (7-5 4-6 7-5), si impone su Tímea Babos (7-5 7-6(6)) e la qualificata Kirsten Flipkens (6-2 6-4), qualificandosi alla sua seconda semifinale WTA stagionale. Nella circostanza, prevale sulla nº1 del tabellone Agnieszka Radwańska per 6-4 6-4, centrando il secondo successo del 2017 su una top-10. Gavrilova giunge così alla sua seconda finale dell'anno, la terza della carriera: nell'ultimo atto, l'australiana batte la nº2 del seeding Dominika Cibulková per 4-6 6-3 6-4, portando a casa il primo trofeo nel circuito maggiore. Grazie al successo, sale al nº20 del mondo, suo best-ranking. Allo US Open, elimina Kiick (6-2 6-1) prima di cedere a Shelby Rogers al tie-break del terzo set. Dopo due uscite al primo turno tra Tokyo e Wuhan, raggiunge gli ottavi a Pechino, dove perde da Barbora Strycová per 0-6 4-6. Nell'International di Hong Kong è la 7° testa di serie: si impone su Miyu Katō (6-1 7-6(4)) e poi su Shelby Rogers (6-1 2-6 6-2), arrivando ai quarti, dove supera Lizette Cabrera per 6-1 3-6 6-4. In semifinale, sconfigge Jennifer Brady per 6-0 7-5, cogliendo la terza finale WTA del 2017. Nella circostanza, cede il passo ad Anastasija Pavljučenkova con lo score di 7-5 3-6 6(3)-7. Nella Kremlin Cup, esce di scena al secondo turno contro Vera Lapko.
Termina l'anno al nº25 del mondo, la stessa posizione di chiusura del 2016.
2018 Gavrilova inizia l'anno a Sydney: batte le due connazionali Olivia Rogowska (6-4 1-6 7-5) e Samantha Stosur (6-4 6-2), raggiungendo i quarti, dove approfitta del walkover di Garbiñe Muguruza, nº3 del mondo. Nel penultimo atto, cede ad Ashleigh Barty, col punteggio di 6-3 4-6 2-6. All'Australian Open esce di scena al secondo turno contro Elise Mertens, che poi arriverà in semifinale. Ad Acapulco, dove è terza testa di serie, giunge in semifinale, battendo Madison Brengle (4-6 6-3 6-3), Renata Zarazúa (7-5 6-3) e Verónica Cepede Royg (6-4 4-6 6-2). Nel penultimo atto, come successole a Sydney, viene sconfitta, stavolta da Lesja Curenko (2-6 4-6). A Indian Wells e Miami viene eliminata al terzo turno. Sulla terra, si ferma al secondo turno a Charleston e poi all'esordio a Praga e Madrid. A Roma elimina la qualificata Vichljanceva per 5-7 6-4 6-3 e poi la nº3 del mondo Muguruza al tie-break del terzo set, centrando la 10ª vittoria in carriera su una top-10 (la 4° su una top-5), la nº4 nella capitale italiana. Agli ottavi, esce di scena contro Marija Šarapova in due parziali. Delude le aspettative a Strasburgo (dove è finalista in carica): estromette Jennifer Brady prima di cedere a Samantha Stosur. Al Roland Garros, ottiene il miglior risultato in carriera raggiungendo il terzo turno, grazie ai successi su Cîrstea e Pera in tre set. Ai sedicesimi, si arrende a Elise Mertens (3-6 1-6). Sull'erba, ottiene il secondo round a Birmingham e Eastbourne; a Wimbledon, batte Caroline Dolehide (6-2 6-3) e Samantha Stosur (6-4 6-1), guadagnandosi il suo primo terzo round sui prati inglesi; nella circostanza, viene superata da Sasnovič, per 3-6 1-6. Il cemento americano non arride a Gavrilova, che centra al massimo due secondi turni. In Asia, Dar'ja arriva gli ottavi a Wuhan, sconfiggendo la nº12 del mondo Ostapenko (6-2 6-4) e Strycová (6-2 7-6(3)) per poi cedere a Wang Qiang (5-7 2-6). A Hong Kong, dove difendeva la finale, esce di scena ai quarti contro Zhang (1-6 3-6).
Termina l'anno al nº38 del mondo.
2019: uscita dalla top-200 L'inizio anno di Gavrilova non è positivo: inanella ben 5 sconfitte consecutive al primo turno a Brisbane, Sydney, Melbourne, San Pietroburgo e Acapulco. Scende così nel ranking, uscendo dalla top-50. A Indian Wells si sblocca, riuscendo a battere Jastrems'ka (6-2 5-7 6-2) e Buzărnescu (6-2 6-2); si ferma al terzo turno, eliminata da Elina Svitolina in due set. Dopo questo buon risultato, torna a perdere al primo turno per altri quattro tornei di fila (Miami, Rabat, qualificazioni di Roma e Madrid). Si riprende a Strasburgo, dove raggiunge i primi quarti stagionali estromettendo Marcinkēviča (7-5 7-5) e Hesse (4-6 6-2 7-5); tra le ultime otto, cede a Chloe Paquet per 3-6 6(1)-7. In doppio, assieme a Ellen Perez, vince il suo secondo titolo nella specialità. Al Roland Garros si ritira nel corso del match di primo turno contro Krunić. Sull'erba, esce di scena al secondo turno a Eastbourne mentre, a Wimbledon, viene battuta subito da Svitolina. Chiude la stagione allo US Open, dove incassa una sconfitta immediata da Fiona Ferro (3-6 4-6).
A causa degli scarsi risultati, chiude l'anno fuori dalle prime 200 del mondo, terminando al nº237 del mondo.
2020 Dar'ja salta l'Australian Open a causa di un infortunio al tendine d'Achille. A causa della pandemia di COVID-19, il circuito WTA si ferma da marzo ad agosto. L'australiana torna in campo a settembre nell'ITF di Cagnes Sur Mer: arriva fino ai quarti di finale, dove cede alla bulgara Tomova (3-6 1-6). Sfrutta poi il ranking protetto per prendere parte al Roland Garros, straordinariamente giocato d'autunno: batte la nº24 del seeding Dajana Jastrems'ka per 6-4 6-3, tornando a vincere su una top-100 dopo oltre un anno; al secondo turno, viene eliminata dalla wild-card Eugenie Bouchard, con lo score di 7-5 4-6 3-6.
Chiude la stagione al nº446 del mondo.
2021: intervento al tallone d'Achille Gavrilova inizia l'anno allo Yarra Valley Classic, dove riceve una wild-card per partecipare: sconfigge Kužmová (6-2 6-0) per poi perdere da Serena Williams in due set. Ottiene una wild-card per partecipare anche all'Australian Open: al primo turno, batte Sara Sorribes Tormo per 6-1 7-5 mentre, al round successivo, cede il passo alla nº1 del mondo Ashleigh Barty (1-6 6(7)-7).
Dopo lo slam di casa, Dar'ja decide di fermarsi per diversi mesi per sottoporsi a un intervento al tallone d'Achille.
Torna in campo a novembre, convocata dall'Australia per la fase finale della Billie Jean King Cup: Gavrilova vince il suo match contro la belga Minnen (nº70 del mondo), aiutando la sua nazionale a vncere il tie con il team avversario.
Chiude la stagione al nº419 del mondo.
A dicembre si sposa con Luke Saville, assumendone il cognome nel circuito WTA.
2022: quarti a Miami, rientro in top-100, 5° finale in singolare, terzo titolo in doppio e altro intervento chirurgico