Oswald fu arrestato poco più di un'ora dopo il fatto, e accusato anche dell'omicidio del poliziotto J.D. Tippit e dell'attentato al generale Edwin Walker. Due giorni dopo l'arresto, venne ucciso da Jack Ruby - un gestore di nightclub originario di Chicago - nella centrale della polizia di Dallas, mentre stava per essere trasferito alla prigione della contea. L'omicidio fu ripreso in diretta televisiva, diretta che immortalò anche l'immediato arresto di Ruby. Nei due giorni che intercorsero tra l'attentato a Kennedy e la propria uccisione, Oswald si dichiarò innocente.
Nel 1979 lUnited States House Select Committee on Assassinations (Commissione scelta della Camera dei Deputati sui casi di assassinio) concluse che, sebbene Oswald fosse il probabile esecutore materiale, l'assassinio del presidente potrebbe essere stato frutto di un complotto, pur non riuscendo a identificare le persone o organizzazioni coinvolte.
Biografia Giovinezza Lee Harvey Oswald nacque il 18 ottobre 1939 a New Orleans, in Louisiana, in una famiglia della medio-piccola borghesia statunitense. Il padre morì poco prima della sua nascita, e la madre Marguerite si trovò a dover crescere da sola tre figli: John Edward Pic (nato il 17 gennaio 1932 dal precedente matrimonio con Edward John Pic, Jr.), Robert (nato il 7 aprile 1934) e Lee Harvey.
Oswald trascorse l'infanzia passando da una famiglia all'altra, da vicini di casa a parenti, mentre i suoi due fratelli erano chiusi in orfanotrofio poiché la madre non aveva denaro sufficiente per mantenerli. L'infanzia di Oswald fu molto difficile e i problemi aumentarono quando la madre si risposò, trasferendosi a Dallas, in Texas. Il matrimonio naufragò poco tempo dopo e Marguerite si trasferì a New York; approfittò della partenza per il servizio militare dei due figli maggiori per dedicarsi al figlio più piccolo, che non aveva amici e soffriva in maniera particolare i continui traslochi.
Il carattere di Oswald mutò in maniera repentina. Da ragazzo triste e solitario, ma sostanzialmente innocuo, diventò aggressivo e violento, al punto tale che la direzione della scuola da lui frequentata chiese una perizia psichiatrica. La diagnosi fu che il piccolo Oswald era un giovane ammalato di disturbi che originavano comportamenti maneschi, in preda a frequenti deliri di onnipotenza, del tutto isolato rispetto al contesto sociale e gravemente sofferente per una perdurante carenza affettiva; si andarono definendo i suoi comportamenti tipicamente sociopatici, borderline e narcisisti, tendenze che verranno in lui identificate anche successivamente.
Il giudice competente ordinò che il ragazzo fosse sottoposto a cure adeguate, ma la madre si rifiutò di obbedire all'ordinanza e scappò a New Orleans col ragazzo. Il comportamento di Oswald peggiorò ulteriormente. Abbandonò la scuola a sedici anni e tentò di arruolarsi in Marina, ma la sua domanda al Corpo dei Marines fu respinta.
Nei Marines
Oswald era appassionato di armi e si era procurato un fucile Marlin calibro 22 per addestrarsi prima dell'arruolamento. Secondo un'opinione comune, derivata da un'intervista con un commilitone, Oswald era uno scarso tiratore, mentre per sparare i colpi che uccisero Kennedy era necessario un tiratore molto esperto. In realtà nei Marines ottenne la qualifica di tiratore sceltissimo, poi degradato a tiratore scelto; riuscì a colpire 48 bersagli su 50 a una distanza doppia di quella che vi era tra il deposito di libri e la macchina presidenziale; inoltre il fucile Mannlicher-Carcano che utilizzò il giorno dell'assassinio di Kennedy è un'arma molto efficace e Lee Oswald si esercitava spesso a caricarlo e scaricarlo in pochissimi secondi.Falsi miti su Lee Oswald |
Non perse mai la passione per le armi, tanto che poco prima di essere trasferito in una base aerea giapponese subì un provvedimento disciplinare per essersi accidentalmente sparato a un braccio con una pistola non registrata. In seguito a un altro episodio d'insubordinazione (si mise a sparare a casaccio, senza motivo, da una torre di guardia), Oswald fu punito con un nuovo trasferimento in Giappone e venne di fatto declassato e isolato.
Nell'Unione Sovietica Durante la prima metà del 1959 decise di dare una svolta alla propria vita: chiese e ottenne il permesso di abbandonare il corpo dei Marines, passò a salutare la madre a Fort Worth e si imbarcò per Helsinki, con lo scopo di entrare in Unione Sovietica. Arrivato a Mosca, chiese la cittadinanza sovietica, ma la sua richiesta venne respinta.
Affranto dal fallimento, tentò di togliersi la vita nell'hotel in cui era alloggiato, tagliandosi le vene, ma la guida turistica che lo accompagnava se ne accorse e lo soccorse, portandolo in ospedale, dove gli venne salvata la vita. L'episodio si rivelò un colpo di fortuna: Oswald finalmente fu accolto in URSS, gli venne concesso asilo politico, trovato un lavoro in fabbrica con la qualifica di operaio e offerto un alloggio a Minsk, nell'attuale Bielorussia, con un permesso di soggiorno.
Oswald conobbe e sposò nel giro di pochi mesi Marina Prusakova, una giovane collega di lavoro.
Il ritorno in America Oswald rientrò negli Stati Uniti, con la moglie Marina e la figlia June Lee, nata il 15 febbraio 1962. gli anticipò i soldi per il viaggio, concedendo a Oswald la possibilità di un rimborso a rate, ma Oswald presto si rese conto che nessuno in patria era pronto a riaccoglierlo: a ventitré anni si sentiva un eroe dimenticato da tutti, un grande uomo che per qualche motivo nessuno voleva riconoscere. Dallas-Fort Worth Inizialmente andò a vivere dal fratello Robert; quindi la madre Marguerite comprò una piccola casa a Fort Worth e ospitò Lee e la sua famiglia. La convivenza entrò subito in crisi per i continui litigi di Lee con la madre e la famiglia Oswald si trasferì in una fatiscente dimora.
Nel 1962 Oswald doveva ancora compiere ventitré anni ed era alla ricerca di un lavoro. Trovò un impiego a Dallas come tipografo e usò il tempo libero per coltivare la sua vita parallela: si fabbricò una carta d'identità falsa col nome di Alex James Hidell (Alex da Alek, che era il suo nomignolo a Minsk, Hidell è la storpiatura di Fidel Castrowww.johnkennedy.it Bufale, invenzioni, mezze verità: le domande più comuni sul caso Kennedy. JohnKennedy., il suo idolo rivoluzionario) e si dedicò alla lettura di libri di spionaggio e intrighi internazionali. Era convinto che l'FBI, che lo aveva interrogato un paio di volte dopo il suo ritorno dall'URSS, lo controllasse, e usava il nome falso per procurarsi riviste militanti tramite una casella postale.
I pochi soldi della tipografia permisero a Oswald di affittare un piccolo appartamento alla periferia di Dallas, ma la situazione familiare non migliorava. I litigi e le violenze erano all'ordine del giorno e Marina si ritrovò sola nelle mani di un uomo frustrato e disturbato. Dopo mesi Oswald riuscì a estinguere il debito del viaggio e spese i primi soldi messi da parte per acquistare un'arma: una pistola Smith & Wesson, con la quale si distraeva al poligono di tiro, suo passatempo preferito. La moglie trovava nel frattempo un po' di tranquillità grazie a una nuova amica, Ruth Paine, una signora statunitense desiderosa di imparare il russo.
Poco tempo dopo Oswald comprò per 10 dollari un fucile di precisione residuato bellico, modello Carcano Mod. 91 (costruito nel 1940 in Italia, nella Regia Fabbrica d'Armi di Terni). Se lo fece spedire in una casella postale registrata con il suo pseudonimo, A.J. Hidell, e cominciò a esercitarsi a caricarlo e a scaricarlo in pochi secondi. Più tardi si fece anche fotografare con esso.
Soggiorno a New Orleans Oswald tornò a New Orleans il 24 aprile 1963. Riuscì a farsi assumere da una ditta di caffè a New Orleans, luogo in cui trasferì la sua residenza. Si appassionò alla guerriglia cubana e decise di aprire un ufficio del Fair Play for Cuba Committee, un'organizzazione castrista con sede a New York. Questa organizzazione non ebbe successo, ma ciò non gli impedì successivamente di parlare alla radio come autoproclamato presidente del gruppo. Anche quest'iniziativa si rivelò l'ennesimo fallimento: nessuno si iscrisse all'organizzazione, nonostante Oswald mandasse rapporti entusiastici sulla propria attività a favore di Fidel Castro agli ignari fondatori del comitato.
A New Orleans conobbe Guy Banister, David Ferrie e Clay Shaw, che dopo l'attentato, saranno oggetto di investigazione come sospettati di far parte di una congiura per l'assassinio di Kennedy.
Licenziato ancora una volta, Oswald cadde in depressione. Nello stesso periodo si interessò degli esuli anti-castristi ed ebbe contatti con il Directorio Revolucionario Estudiantil, ma poco dopo tornò a diffondere volantini comunisti, tanto che, riconosciuto dai cubani rifugiati del DRE, rischiò di essere malmenato da questi per il suo doppio gioco. Oswald venne trattenuto per una notte in prigione per rissa e quindi invitato a una trasmissione radio per spiegare la propria attività. Ma la solitudine presto si impadronì nuovamente di lui: passava le giornate chiuso in casa a giocare con il fucile e fantasticare di rivoluzioni con la moglie.
L'attentato al generale Walker
Il 10 aprile 1963 Oswald effettuò il grande atto rivoluzionario fantasticato: secondo la testimonianza della moglie Marina alla commissione Warren, Lee le raccontò di essersi appostato fuori dalla residenza del generale Edwin Walker e di aver sparato alcuni colpi contro la vetrata, seppellendo il fucile usato, non il Carcano, subito dopo. Il fatto di non essere stato scoperto lo spinse ad alzare il tiro e fu allora che cominciò a pensare a Kennedy, secondo le testimonianze di un conoscente, dato che Kennedy aveva tentato di rovesciare Castro l'anno prima.
Nell'estate del 1963 Oswald si convinse che era di nuovo tempo per un'azione clamorosa e si recò a Città del Messico per farsi rilasciare un visto per Cuba: lo ottenne, mentendo nuovamente e spacciandosi per fotografo. Si recò così all'ambasciata russa in Messico per avere un visto per l'Unione Sovietica, documento che poteva accelerare la sua pratica per Cuba. Ma anche questa volta le sue speranze non trovarono soddisfazione.
Tornò a Dallas il 3 ottobre. Marina si era trasferita dall'amica Ruth Paine e Oswald era ancora una volta senza lavoro. Affittò una camera e si registrò sotto un altro falso nome (O. H. Lee), convinto che gli agenti federali lo seguissero. La signora Paine lo aiutò e, tramite un conoscente, gli fece ottenere un colloquio di lavoro presso il deposito dei libri scolastici di Dallas (Dallas Texas Book Depository). Cominciò a lavorare come magazziniere il 15 ottobre.
La vicenda Kennedy
Verso la fine di ottobre l'impiegato del Texas Book School Depository Lee Oswald capì che il viaggio del presidente Kennedy a Dallas poteva rappresentare un'occasione irripetibile per compiere un nuovo gesto "rivoluzionario" che avrebbe potuto renderlo famoso. La mattina del 22 novembre 1963 si svegliò, andò in cantina a prendere il suo fucile Carcano e si fece accompagnare al lavoro da un vicino di casa, con il fucile smontato. Tutti i movimenti di Oswald dalle 7:10 alle 13:55 sono stati seguiti e segnalati dai testimoni oculari alla polizia.