Piazza Bra, o più semplicemente la Bra (toponimo derivato da una corruzione del termine "braida", che deriva a sua volta dal longobardo breit, ovvero "largo")., è la più grande piazza di Verona, situata nel suo centro storico.

Lo slargo della Bra cominciò a tramutarsi in piazza solamente nella prima metà del Cinquecento, quando l'architetto Michele Sanmicheli concluse il palazzo degli Honorij: quest'edificio andò a delimitare il lato occidentale della futura piazza, oltre che a fissare una corretta prospettiva sull'Arena.Notiziario della Banca Popolare di Verona, Verona, 1990, n. 3. Il primo tentativo di trasformare lo slargo sterrato in luogo di passeggio fu però del podestà Alvise Mocenigo, il quale voleva creare un luogo di incontro per la nascente borghesia veronese: egli poté inaugurare la prima parte del Liston, un marciapiede lastricato che fiancheggia la Bra collegando corso Porta Nuova a via Mazzini, nel 1770. La Gran Guardia, iniziata dai veneziani nel Seicento e conclusa dagli austriaci nell'Ottocento, andò a delimitare il lato meridionale della piazza, mentre nel 1836 l'architetto Giuseppe Barbieri progettò il margine orientale, dove furono demoliti un ospedale, alcune case e una chiesetta, al posto dei quali sorse la Gran Guardia Nuova, meglio nota come Palazzo Barbieri. Questo, utilizzato inizialmente come caserma dagli austriaci, divenne in seguito all'annessione del Veneto al Regno d'Italia sede del municipio del Comune di Verona.

Storia Origini

In epoca romana, quest'area si trovava al di fuori delle mura cittadine e piuttosto distante dalle principali vie di comunicazione; è solo a partire dal I secolo d.C., quando venne costruito l'anfiteatro romano oggi meglio conosciuto con il nome di Arena di Verona, che andò a definirsi il margine settentrionale di quella che secoli dopo sarebbe diventata una delle principali piazze dell'abitato. Nel 305 l'imperatore Galerio, durante un breve soggiorno nella città, fece inoltre aprire una nuova porta lungo la cinta muraria che circondava l'anfiteatro,. fatta edificare nel 265 dall'imperatore Gallieno:. si andò così a creare un primo collegamento tra la città e questo spazio aperto.

La piazza, però, iniziò ad abbozzarsi solo in epoca medioevale: la cinta muraria della città venne allargata in quel punto tra il 1130 e il 1153, andando a includere così quel pezzo di terra che finì quindi per essere ricompreso tra le mura romane e quelle comunali. Tali aree intercluse vennero chiamate braide, dal longobardo breit; di queste, la braida che potrebbe corrispondere all'attuale Bra, nel XII secolo era ben più estesa rispetto ai confini odierni della piazza.. Una porta detta "della Braida", situata lungo le mura comunali, è citata per la prima volta in un documento del 1257,. ma successivamente venne sostituita dai portoni della Bra, probabilmente fatti edificare dai Visconti e completati dai veneziani: il primo fornice è databile infatti alla fine del Trecento mentre il secondo alla seconda metà del Quattrocento.. L'orologio che si trova tra le due arcate dei portoni della Bra fu invece un omaggio commissionato nel 1871 del conte Antonio Nogarola: esso venne installato con i quadranti visibili in entrambi i lati delle mura, sia in direzione della piazza che di corso Porta Nuova. L'orologio venne inaugurato il 2 giugno 1872 e riparato nel 1879 a causa della sua imprecisione..

Sviluppo

La Bra cominciò a definirsi come piazza solo nel primo decennio del Seicento, quando sul lato meridionale si avviarono le fabbriche della Gran Guardia e della sede dell'Accademia Filarmonica di Verona.. In concomitanza con la fabbrica della Gran Guardia si fece livellare il più possibile la piazza, creando inoltre alcune pendenze in modo da regolare il deflusso delle acque meteoriche, operazione fino a quel momento mai praticata in quanto lo spazio era utilizzato dai tagliapietre che qui, oltre che lavorare, accatastavano il materiale di risulta, e perché lo slargo era impiegato per il deposito di materiale proveniente da cantieri in corso nelle zone adiacenti.

Per altri centocinquanta anni lo spazio rimase a terra battuta, infatti solo nel 1770 si gettarono le basi del Liston per volontà del podestà Alvise Mocenigo.. Il 13 marzo 1782 Francesco Menegatti presentò inoltre un progetto per il completamento del lastricato del Liston che il Comune approvò: dopo quest'ultimo intervento la Bra divenne il luogo preferito per le passeggiate pomeridiane al posto della piazza dei Signori. Goethe, nel suo saggio Viaggio in Italia, descrive divertito l'arrivo in carrozza di dame e cavalieri e racconta che «al tramonto giva lungo l'orlo anfiteatrale godendo della più bella vista sulla città. Ero soletto e giù, sul lastricato largo della Bra' camminava una moltitudine di gente».

La piazza venne successivamente livellata più volte e fu oggetto di numerosi interventi: nel 1808 fu affidato il compito di rifare il Liston all'architetto Luigi Trezza e nel 1820 furono eseguiti gli scavi attorno all'anfiteatro, in modo da riportare alla luce il basamento dello stesso, che era interrato di circa due metri per via dei sedimenti che si erano depositati in seguito alle numerose inondazioni che aveva subito la città.. Fu in questa occasione che si optò anche per un abbassamento del livello medio della Bra di circa 70 centimetri, seguendo una linea lievemente inclinata dalla Gran Guardia verso l'Arena, abbassando anche la quota del Liston.

Per quanto riguarda l'illuminazione notturna, fino al Settecento la Bra era totalmente immersa nel buio; solo nell'Ottocento furono installati fanali a olio e nel 1845 l'illuminazione a gas, cosicché il Liston divenne luogo anche di passeggiate serali. Importante poi, per il completamento della piazza, fu la sistemazione a giardino della parte centrale della Bra avvenuta nel 1873: vennero creati i giardini centrali con tre aiuole di forma circolare formanti una sorta di triangolo con al centro una fontana.. Fra il 1884 e il 1951 la piazza fu inoltre interessata dai binari della rete tranviaria cittadina.

Manifestazioni

In questo spazio, dopo che nel XII secolo venne ricompreso nelle mura comunali, si teneva il mercato del legname, del fieno, della paglia e del bestiame, tanto che in antichi documenti viene denominato "foro Boario". Più spesso è però citato con il nome di "piazza d'Armi", in quanto qui avveniva la rassegna delle truppe fin dall'inizio del dominio veneto, motivo per cui questo fu uno dei luoghi di scontro tra soldati veneti e francesi durante le Pasque Veronesi nel 1797. A partire dal 1633, dopo l'approvazione del Senato veneto per la realizzazione di una fiera delle merci in città, vi si tennero due fiere annuali di quindici giorni ciascuna, che continuarono a svolgersi fino a quando una di queste venne distrutta da un incendio il 28 ottobre 1712, e quindi ripristinata in un altro luogo;. solo nel 1822 venne istituita una nuova fiera, che si sarebbe protratta in piazza Bra per una ventina d'anni.

Altra fiera di usanza molto antica, ma che prosegue ancora oggi, è quella di Santa Lucia, che si svolge tutti gli anni dall'11 al 13 dicembre. La tradizione vuole che, probabilmente in età comunale, scoppiò in città un'epidemia che colpiva gli occhi, fu così che i veronesi decisero di compiere un pellegrinaggio fino alla chiesa di Santa Lucia: i bambini, che non volevano parteciparvi, furono persuasi con la promessa che al ritorno avrebbero trovato le scarpe piene di doni. Il prodigio si verificò, così da allora si tiene la fiera in coincidenza con la ricorrenza di santa Lucia.

Con la realizzazione del Liston, la piazza divenne il luogo preferito per le passeggiate dei veronesi, come è ben descritto da uno stupito cronista della rivista Esperia in un articolo del 1837:

Nel periodo natalizio si tiene all'interno degli arcovoli dell'Arena la Rassegna Internazionale dei Presepi, evento nato nel 1984 dalla mente di Alfredo Troisi, insieme alla stella cometa simbolo dell'evento che, dall'invaso dall'Arena, va a tuffarsi nella Bra. Con il passare degli anni la stella ha assunto significati e valori autonomi rispetto alla rassegna dei presepi, tanto da essere apprezzata di per sé. Questa architettura-scultura è stata progettata dall'architetto e scenografo Rinaldo Olivieri: la sua intuizione giunse guardando una pianta della città, caratterizzata da due grandi vuoti, quello della cavea dell'Arena e quello della piazza antistante. Fu da questa impressione che nacque una linea ideale, un immenso arco che collega lo spazio areniano con quello urbano, un arco di luce e acciaio che partendo dal tempio della musica va a cadere tra i cittadini.

Descrizione

La Bra, formatasi durante un lungo periodo di tempo, è caratterizzata in ogni suo lato da un'architettura o da una serie di edifici di particolare rilevanza: sul lato settentrionale è presente l'anfiteatro romano, l'edificio più antico; sul lato occidentale ci sono vari palazzi datati tra Quattrocento e Settecento, con la passeggiata del Liston; sul lato meridionale la Gran Guardia, iniziata dai veneziani e ultimata dagli austriaci; sul lato orientale l'edificio più recente, l'ottocentesca Gran Guardia Nuova, meglio conosciuto come palazzo Barbieri, sede del Comune.

Arena

La mancanza di fonti scritte circa l'inaugurazione dell'anfiteatro rende molto difficile fornire una cronologia sicura, anche se ormai è accertato che venne costruito nel I secolo d.C.: secondo storici che hanno studiato i ritrovamenti archeologici, come alcune statue che adornavano l'anfiteatro, esso è databile tra il 10 e il 20 d.C., ovvero tra la fine del regno di Augusto fino all'inizio di quello di Tiberio. Considerando che le statue venivano realizzate alla fine della costruzione dell'edificio si può supporre che l'Arena fosse già completa verso il 30 d.C., come conferma lo storico Pirro Marconi..

L'arena misura 250 × 150 piedi romani, cioè 75,68 m × 44,43 m, con un rapporto tra asse maggiore e asse minore di 5 a 3, mentre il diametro totale è di 152,43 m × 123,23 m, ovvero 520 × 420 piedi romani; la cavea è larga 39,40 m, ovvero 125 piedi.. L'aspetto moderno del monumento è piuttosto diverso rispetto a quello originale a causa della mancanza dell'anello esterno; la fronte interna è lasciata scoperta dalla mancanza della terza galleria, presente solo nella cosiddetta "ala", composta da quattro archi, unico tratto rimasto in piedi della cinta esterna. La capienza è stata calcolata recentemente per gli spettacoli estivi in 22.000 persone, bisogna però tenere conto che il palcoscenico durante gli eventi occupa circa un terzo dei posti, e che non è più presente il portico nella parte più alta della cavea, per cui si può dire molto realisticamente che in età romana l'anfiteatro poteva ospitare fino a 30.000 persone..

Notevole importanza ha assunto il festival lirico areniano inaugurato nel 1913 con lAida di Giuseppe Verdi per celebrare il centenario della nascita dell'artista: a Verona per la prima accorsero persone da tutto il mondo, e non mancarono personalità del calibro di Giacomo Puccini, Arrigo Boito, Pietro Mascagni e dell'allora semi-sconosciuto Franz Kafka.. Fu proprio l'Arena di Verona a veder sorgere l'astro della lirica Maria Callas, che debuttò ne La Gioconda di Amilcare Ponchielli..

Palazzi lungo il Liston