Gli Indianapolis Colts sono una squadra professionistica di football americano della National Football League (NFL) con sede ad Indianapolis, nell'Indiana. Competono nella South Division della American Football Conference e dal 2008 disputano le loro gare casalinghe al Lucas Oil Stadium.
I Colts nacquero a Baltimora come Baltimore Colts nel 1953 e furono una delle tre squadre ad essere spostate nella AFC dopo la fusione tra AFL e NFL nel 1970. Mentre giocava a Baltimora, la squadra raggiunse i play-off dieci volte e vinse tre campionati NFL, nel 1958, 1959 e 1968. I Colts inoltre si qualificarono due volte per il Super Bowl, perdendo contro i New York Jets nel Super Bowl III e battendo i Dallas Cowboys nel Super Bowl V. La franchigia si trasferì a Indianapolis nel 1984, qualificandosi da allora sedici volte ai play-off, vincendo due finali di conference e arrivando due volte al Super Bowl, vincendo il Super Bowl XLI contro i Chicago Bears nel 2006, il loro titolo più recente.
Al 2025, secondo la rivista Forbes, il valore dei Colts è di circa 5,9 miliardi di dollari, ventiseiesimi tra le franchigie della NFL.
Storia
1953–1983: l'era Baltimora
In seguito alla fine della seconda guerra mondiale, fu fondata la lega di football professionistica conosciuta come All-America Football Conference (AAFC), che prese il via con la prima stagione nel 1946. La stagione seguente la franchigia precedentemente assegnata a Miami, i Miami Seahawks, fu trasferita a Baltimora, principale centro commerciale e manifatturiero del Maryland. A seguito di un concorso la franchigia venne rinominata Baltimore Colts, coi colori societari argento e verde. I Colts giocarono le successive tre stagioni nella AAFC, prima che la lega venne fusa con la vecchia National Football League (dal 1920-22 al 1950), quando la NFL fu riorganizzata. I Baltimore Colts furono una delle tre squadre più forti della AAFC che si unirono alla NFL; le altre due erano i San Francisco 49ers ed i Cleveland Browns. I Colts, nonostante le finanze e la proprietà instabili, si trovarono a competere nella lega professionistica di football americano più importante, anche se vi giocarono solo una stagione; la franchigia fu sciolta nel 1950.
Nel 1953, un gruppo con sede a Baltimora, fortemente sostenuto dall'amministrazione cittadina e da un gran numero di tifosi possessori di abbonamenti stagionali, con a capo Carroll Rosenbloom, ottenne i diritti per una nuova franchigia della National Football League in città. A Rosenbloom fu concesso quel che restava dei Dallas Texans, che a loro volta ebbero una storia lunga e tortuosa: fondati nel 1944 come Boston Yanks, che successivamente si fusero coi Brooklyn Tigers, precedentemente noti come Dayton Triangles, fondati nel 1913, ancor prima della creazione della NFL.
I Colts odierni giocarono la loro prima stagione nel 1953, terminata con un bilancio di 3–9 sotto la guida del capo-allenatore Keith Molesworth. La franchigia faticò durante le prime stagioni a Baltimora, con la prima stagione con record positivo arrivata solo nel 1957. Con l'arrivo del capo-allenatore Weeb Ewbank e del quarterback Johnny Unitas, i Colts nel 1958 arrivarono per la prima volta alla finale del campionato NFL, tramite la vittoria della Western Conference. I Colts affrontarono i New York Giants nella Finale del campionato NFL 1958, considerata una delle più grandi partite della storia del football professionistico. I Colts sconfissero i Giants 23–17 nella gara in cui furono introdotti per la prima volta i tempi supplementari. La partita fu vista da 45 milioni di persone.
Dopo la vittoria del primo titolo NFL, la squadra concluse la stagione successiva con un altro record di 9–3 e vinse il suo secondo campionato consecutivo battendo ancora in finale i Giants. Successivamente alle due vittorie consecutive nel 1958 e nel 1959, i Colts non tornarono più in finale per quattro stagioni, e nel 1963 Ewbank fu sostituito dal giovane Don Shula. Nella sua seconda stagione, Shula portò i Colts a un bilancio di 12–2 ma perse in finale contro i Cleveland Browns. Nel 1968 i Colts, sempre guidati da Unitas e Shula, vinsero il terzo camipionato NFL della storia della franchigia e conquistarono la loro prima apparizione al Super Bowl, partecipando al Super Bowl III.
Arrivati alla qualificazione per il Super Bowl travolgendo in finale i Browns per 34–0, la squadra del 1968 dei Colts era definita da molti "la migliore squadra di football americano professionistico di tutti i tempi", ed erano quindi favoriti per 18 punti contro i New York Jets, vincitori della American Football League (AFL). I Colts, tuttavia, furono sconfitti dai Jets 16–7, segnando la prima vittoria nel Super Bowl per la recente formata AFL. Il risultato della partita fu una sorpresa per i media sportivi, in quanto Joe Namath e Matt Snell guidarono i Jets alla loro prima vittoria del Super Bowl con Weeb Ewbank come capo-allenatore, che aveva precedentemente vinto due campionati consecutivi coi Colts.
Rosenbloom dei Colts, Art Modell dei Browns e Art Rooney dei Pittsburgh Steelers acconsentirono che le loro squadre si unissero alle dieci squadre della AFL per formare la nuova American Football Conference (AFC), parte del processo della fusione del 1970 tra NFL e AFL. I Colts ebbero immediatamente successo nella nuova lega, con il nuovo capo-allenatore Don McCafferty che nel 1970 portò la squadra ad un record di stagione regolare di 11–2–1, vincendo il titolo della AFC East. Nel primo turno dei play-off, i Colts sconfissero i Cincinnati Bengals 17–0; la settimana successiva nel primo AFC Championship Game di sempre, vinsero contro gli Oakland Raiders 27–17. I Colts conquistarono il primo Super Bowl dopo la fusione AFL-NFL (il Super Bowl V), sconfiggendo i Dallas Cowboys, campioni della National Football Conference (NFC) per 16–13, grazie ad un field goal realizzato da Jim O'Brien a cinque secondi dalla fine della partita. Fu la quarta vittoria della NFL e la prima del Super Bowl per i Colts. Nel 1971, i Colts tornarono ai play-off sconfiggendo i Bronws nel primo turno, ma perdendo contro i Miami Dolphins nella finale di conference AFC.
A causa di attriti con la città di Baltimora e la stampa locale, il 13 luglio 1972 Rosenbloom cedette la franchigia a Robert Irsay ricevendo in cambio i Los Angeles Rams. Sotto la nuova proprietà, i Colts non raggiunsero i play-off per tre stagioni consecutive, e alla fine della stagione 1972 il leggendario quarterback titolare Johnny Unitas fu ceduto ai San Diego Chargers. Dopo la partenza di Unitas, i Colts tornarono ai play-off per tre stagioni consecutive, dal 1975 al 1977, ma venendo eliminati nel secondo turno tutte le volte. La sconfitta nei play-off del contro i Raiders nei doppi tempi supplementari è famosa in quanto fu l'ultima partita nei play-off per i Colts con sede a Baltimora ed è anche ricordata per la giocata "Ghost to the Post". Facevano parte della squadra il quarterback Bert Jones, nominato MVP della NFL nel 1976, e un'incredibile defensive line soprannominata "Sack Pack".
Dopo i successi degli anni '70, a partire dal 1978, la franchigia ebbe nove stagioni consecutive con bilancio negativo. Nel 1981 la difesa dei Colts subì un record di 553 punti e segnarono un nuovo record per minor numero di sack in una stagione (13), e per punt ritornati (12). La stagione seguente l'attacco dei Colts collassò, culminando in una partita contro i Buffalo Bills nella quale l'attacco non riuscì mai a superare la propria metà campo. I Colts terminarono la stagione terminata in anticipo a causa di uno sciopero con un bilancio di 0–8–1; di conseguenza ebbero la possibilità di selezionare nel Draft NFL 1983 il quarterback da Stanford John Elway con la prima scelta assoluta. Tuttavia, Elway si rifiutò di giocare per i Colts, e sfruttando il fatto che sarebbe stato selezionato dai New York Yankees della Major League Baseball, forzò uno scambio coi Denver Broncos. Grazie ad un miglioramento della difesa, la squadra terminò con un bilancio di 7–9 la stagione 1983, l'ultima giocata a Baltimora.
Il trasferimento ad Indianapolis
I Baltimore Colts giocarono la loro ultima partita in casa a Baltimora il 18 dicembre 1983, contro gli Houston Oilers. Robert Irsay chiedeva continuamente lavori di ammodernamento per il Memorial Stadium o la costruzione di uno stadio nuovo. A causa degli scarsi risultati sportivi della squadra e di uno stadio sempre più datato, il numero di spettatori e gli introiti della franchigia erano in continua diminuzione. L'amministrazione locale era preclusa dall'usare i soldi dei contribuenti per la costruzione di uno stadio nuovo, e le offerte proposte non soddisfacevano né i Colts né i Baltimore Orioles, la franchigia di MLB della città. Nonostante le continue trattative, i rapporti tra Irsay e l'amministrazione locale erano sempre più deteriorati. Mentre Irsay rassicurava i tifosi sul fatto che il suo obiettivo principale era rimanere a Baltimora, iniziò a discutere con amministrazioni di città disposte a costruire uno stadio nuovo per ospitare la sua franchigia; eventualmente la scelta si ridusse a due città, Phoenix ed Indianapolis. Sotto l'amministrazione del sindaco Richard Lugar e del successore William Hudnut, Indianapolis intraprese uno sforzo ambizioso nel reinventarsi come una "grande città americana". L'Hoosier Dome, successivamente rinominato "RCA Dome", fu costruito specificatamente per ospitare una nuova franchigia NFL.
Nel frattempo la situazione a Baltimora continuava a peggiorare: l'Assemblea generale del Maryland intervenne presentando un disegno di legge che avrebbe dato la possibilità alla città di Baltimora la possibilità di impossessarsi della franchigia tramite l'espropriazione per pubblica utilità. A quel punto Irsay iniziò seriamente a contrattare col sindaco di Indianapolis William Hudnut per fare in modo di trasferire la franchigia prima che la legge venga approvata. Indianapolis offrì prestiti ed una struttura per ospitarne la sede. Quando fu raggiunto l'accordo, i camion della Mayflower Transit, azienda di traslochi con sede ad Indianapolis, partirono la notte stessa per raggiungere Baltimora all'alba del 29 marzo 1984. Una volta alla sede dei Colts, tutta l'attrezzatura della squadra fu caricata e per mezzogiorno ripartirono alla volta di Indianapolis, lasciando nulla della franchigia che possa essere espropriato. La banda dei Baltimore Colts dovette affrettarsi prima che la propria strumentazione e le loro uniformi venissero spedite ad Indianapolis.
Questo rocambolesco trasferimento generò una serie di cause legali che terminarono nel marzo del 1986, quando i legali rappresentanti dei Colts e di Baltimora raggiunsero un accordo: tutte le cause contro la franchigia sarebbero cessate, ma i Colts si sarebbero presi l'impegno di sostenere la fondazione di una nuova franchigia NFL a Baltimora.
1984–1997: il difficile inizio ad Indianapolis