Soprannominato Terminator, per la continuità del suo altissimo rendimento, viene considerato uno dei più forti tennisti della storia. Vincitore di otto titoli del Grande Slam, cinque ATP Finals e una Coppa Davis, ha dominato la classifica ATP nella seconda metà degli anni ottanta e a fine carriera risulterà il giocatore rimasto al primo posto del ranking per il maggior numero di settimane (270), battendo il precedente record di Jimmy Connors (primato poi superato da Pete Sampras, Roger Federer e Novak Đoković). Il suo palmarès vanta 94 tornei vinti, quarto nella graduatoria dei tennisti più titolati per successi individuali, a cui vanno aggiunti 50 tornei di singolare fuori dal circuito ATP, 6 titoli di doppio e un totale di premi in denaro di 21.262.417 dollari (record dell'epoca).

La sua lunga carriera è nota per la rivalità prima con Jimmy Connors e John McEnroe poi con Mats Wilander, Stefan Edberg e Boris Becker. Punto dolente della sua carriera è non essere mai riuscito a vincere il torneo di Wimbledon, dove disputò due finali e cinque semifinali in otto anni (1983-1990).

Nel 2001, è stato inserito nella International Tennis Hall of Fame.

Biografia Cresciuto a Ostrava, in Cecoslovacchia da genitori tennisti (sua madre Olga fu anche n. 2 nel ranking nazionale) fu iniziato al tennis molto giovane.

Nel 1981 si è trasferito negli USA, inizialmente prese residenza presso Wojciech Fibak ma nel 1984 comprò una propria abitazione a Greenwich (Connecticut). Nel 1987 chiese e ottenne una green card e nel 1992 divenne a tutti gli effetti cittadino degli Stati Uniti d'America.

Il 16 settembre 1989 si è sposato con Samantha Frankel. La coppia ha avuto cinque figlie: Marika (1990), le gemelle Isabelle e Caroline (1991), Daniela (1993) e Nikola (1998).

Carriera da giocatore 1978-1979: primi anni Inizia a giocare nelle categorie juniores nazionali e passa ben presto ai tornei internazionali, nel 1976 vinse il Torneo Avvenire e l'Orange Bowl e divenne anche il leader mondiale della classifica di categoria. Nel 1978 la sua eccezionale carriera giovanile culmina con le vittorie all'Open di Francia 1978 e al Torneo di Wimbledon 1978 juniores. Grazie a questi risultati Lendl esordisce nel mondo dei professionisti (già a Parigi gli fu concesso di entrare anche nel tabellone principale ma fu eliminato al primo turno dall'argentino José Luis Clerc).

Fin dal primo anno nel circuito riesce a conseguire risultati di rilievo arrivando in semifinale in due occasioni: la prima volta in settembre all'Aix-en-Provence Open venendo sconfitto ancora da Clerc e il mese successivo al Torneo Godò perdendo contro Balázs Taróczy. Chiude l'anno al 74º posto della classifica mondiale.

Nel 1979 raggiunge la sua prima finale da professionista al torneo di Bruxelles perdendo ancora per mano di Taróczy, arriva anche in semifinale nel Canada Open ma viene nettamente sconfitto dal dominatore del circuito Björn Borg. All'Open di Francia disputa un buon torneo superando anche l'anziano campione Arthur Ashe nel terzo turno prima di arrendersi nell'incontro successivo con Vitas Gerulaitis. Viceversa a Wimbledon esce al primo turno e all'US Open al secondo. A fine anno è il numero 20 del mondo.

1980-1982: prime vittorie Il 1980 è l'anno in cui Ivan raggiunge i primi grandi risultati. In marzo approda alla sua seconda finale da professionista, tuttavia a negargli la gioia della vittoria stavolta sarà Victor Amaya. Il mese dopo riesce a ottenere il primo successo a Houston contro Eddie Dibbs. Negli slam di Parigi e Londra perde al terzo turno. In agosto riesce a vincere a Montréal superando Borg in finale (per ritiro dello svedese). Nell'ultimo Slam di stagione raggiunge per la prima volta i quarti di finale, a eliminarlo sarà John McEnroe. Nel finale di stagione inizia a mietere successi in sequenza vincendo diversi tornei ravvicinati; il primo a Barcellona (contro Vilas), poi a Basilea in cui riesce per la prima e unica volta in carriera a sconfiggere lo svedese Borg, Tokyo, Hong Kong e infine Taipei. Si qualifica per la prima volta al Master di fine anno (disputato nel gennaio dell'anno seguente). In questa occasione avviene uno degli episodi più controversi della carriera di Lendl, che lo porterà a subire diverse critiche tra cui quella diretta del collega e rivale Jimmy Connors che arrivò a insultarlo pesantemente perfino in campo. Infatti Ivan dopo aver superato agevolmente Vilas e Solomon affrontò Connors giocando volontariamente al di sotto delle proprie capacità e secondo alcuni (tra cui lo stesso Connors) perse di proposito per evitare di affrontare in semifinale il temuto campione svedese Borg, considerato il più forte giocatore del mondo. Infatti Lendl ebbe facilmente ragione del più morbido Gene Mayer mentre Borg fu costretto a giocare una combattuta partita contro l'americano. La strategia di Ivan tuttavia fu inutile in quanto Borg sconfisse Connors in semifinale e poi in finale liquidò nettamente anche Lendl per 6-4, 6-2, 6-2. A fine anno è al sesto posto del ranking mondiale, per la prima volta in top-10.

Il 1981 è l'anno della definitiva consacrazione, in quell'anno infatti riesce a raggiungere per la prima volta la finale di un torneo dei Grande Slam, a Parigi. Durante il torneo sconfigge John McEnroe nei quarti e José Luis Clerc in semifinale prima di arrendersi a Björn Borg, a cui comunque sarà in grado di strappare gli unici due set nel torneo. In precedenza aveva conseguito importanti risultati fin dall'inizio della stagione; finalista a Richmond (contro Noah) e a La Quinta (Connors) e poi vincitore a Stoccarda e Las Vegas. Un mese dopo Parigi invece delude a Londra in cui pur essendo testa di serie numero quattro del tabellone perde subito contro lo sconosciuto Charlie Fancutt. Anche all'US Open esce anzitempo contro Vitas Gerulaitis al quarto turno, al termine del torneo Borg si ritira lasciando campo libero al rivale McEnroe, al giovane Lendl e al redivivo Connors. Dopo New York riesce a riprendere quota vincendo in sequenza a Madrid, Barcellona, Basilea e Vienna. Prima della fine della stagione riesce a imporsi anche a Buenos Aires e nel gennaio dell'anno seguente vince i Masters di fine anno superando McEnroe e Gerulaitis. A fine anno è il numero due della classifica mondiale, ha raggiunto 15 finali su 21 tornei disputati vincendone 10.

Il 1982 inizia alla grande con vittorie a Delray Beach, Genova, Monaco, Strasburgo, Francoforte, Houston e al WCT Finals 1982. Durante questa parte di stagione Lendl infila una striscia di 44 vittorie consecutive (solo due in meno del record di Guillermo Vilas). In maggio vince anche a Forest Hills ma al Roland Garros, pur essendo uno dei giocatori più attesi e testa di serie numero due, viene eliminato a sorpresa dall'esordiente Mats Wilander che poi si aggiudicherà il titolo. Dopo Parigi non partecipa a Wimbledon e in luglio vince a Washington e North Conway presentandosi all'US Open tra i grandi favoriti. Riesce a raggiungere per la prima volta la finale superando Wilander, Warwick e McEnroe ma all'ultimo atto Connors gli nega la vittoria del primo slam in carriera. Prima della fine della stagione si aggiudica il torneo di Cincinnati e soprattutto il secondo Master di fine anno consecutivo superando Yannick Noah, Jimmy Connors e John McEnroe senza perdere nessun set in tutto il torneo. A fine anno ha vinto 15 tornei ed è al terzo posto del ranking mondiale dietro McEnroe e Connors.

1983-1991: gli anni migliori Nel 1983 si deve attendere marzo per vederlo trionfare in un torneo (a Milano), in precedenza era stato sconfitto in finale due volte da McEnroe e Curren. Grazie a questi piazzamenti il 28 febbraio 1983 diventa il sesto giocatore della storia a raggiungere la vetta del ranking mondiale (il primo, e fino al 1998 l'unico, a riuscirci senza aver vinto nessun titolo del Grande Slam),Il secondo e ultimo fu Marcelo Ríos, tuttavia mentre Lendl vinse il suo primo titolo nel Grande Slam l'anno seguente, Rios è l'unico giocatore ad essere stato numero uno senza aver mai vinto un torneo Major strappandola a Connors e mantenendola per undici settimane prima di ricederla all'americano. Prima di partecipare al primo slam stagionale riesce a vincere anche a Houston e a Hilton Head, inoltre arriva in finale al WCT Finals 1983, battuto da John McEnroe. A Parigi, confermando la tradizione, non riesce a imporsi nonostante il suo gioco da fondo sia avvantaggiato dalla superficie di gioco. Stavolta è l'idolo di casa Yannick Noah a bloccarlo nei quarti di finale. In preparazione a Wimbledon arriva in semifinale al Queen's Club Championships, superato da Connors e anche nel torneo londinese raggiunge il medesimo risultato (eliminato da McEnroe). Dopo Londra vince a Montréal e arriva per la seconda volta consecutiva in finale all'US Open, ancora sconfitto per mano di Connors. Nel finale di stagione riconquista la vetta del ranking e vince a San Francisco e a Tokyo e prende parte, dopo due anni di assenza, all'Australian Open. Partito come testa di serie numero 1 (per la prima volta in uno slam) Lendl disputa un ottimo torneo e riesce a imporsi sui quotati Pat Cash, Tomáš Šmíd e Tim Mayotte ma in finale si arrende a Mats Wilander, per il cecoslovacco è la quarta sconfitta in quattro finali del Grande Slam. Al Master di fine anno perde in finale contro McEnroe e scende al secondo posto della classifica mondiale.

Il 1984 è l'anno di John McEnroe. L'americano sembra imbattibile e per tutta la prima parte della stagione si aggiudica praticamente tutti i tornei a cui partecipa. Lendl ne paga le conseguenze perdendo quattro volte in altrettante partite nei primi cinque mesi di stagione e accontentandosi solo delle briciole. I due si affrontano nella finale del Roland Garros ed è qui che Lendl (che in semifinale aveva eliminato Wilander) si prende la più clamorosa delle rivincite. Sotto di due set, Ivan riuscì a compiere una vera e propria impresa, rimontando e aggiudicandosi così l'incontro (3-6, 2-6, 6-4, 7-5, 7-5). McEnroe, letteralmente infuriato per la sconfitta (a suo stesso dire la peggiore e più bruciante della sua intera carriera), lasciò il palco della premiazione senza proferire alcun commento e ricevendo così gli assordanti fischi del pubblico. Con la vittoria di Parigi il cecoslovacco conquistava finalmente il suo primo titolo nel Grande Slam. Dopo Parigi McEnroe tornò a dettare legge per tutto il resto della stagione vincendo a Wimbledon contro Connors (che aveva eliminato Lendl in semifinale) e soprattutto all'US Open, dove poté prendersi la rivincita battendo 6-3, 6-4, 6-1 il cecoslovacco in finale. Anche al Master di fine anno Lendl fu sconfitto dall'americano in finale. I due si alternano anche in vetta al ranking mondiale per la prima parte di stagione, da agosto in poi McEnroe detiene stabilmente lo scettro nella classifica.

Nel 1985 vince il WCT Finals 1985 superando Edberg, Connors e Mayotte e alcuni tornei minori nella prima parte di stagione ma non riesce a confermarsi nel primo slam a Parigi. In quel torneo supera Connors in semifinale ma viene sconfitto da Wilander nell'atto conclusivo. A Wimbledon conferma la scarsa adattabilità del suo gioco sulle superfici veloci non andando oltre il quarto turno, eliminato da Henri Leconte. La rivincita arriva a New York dove disputa un torneo eccezionale superando Yannick Noah, Jimmy Connors e l'odiato John McEnroe nella quarta finale consecutiva della competizione, aggiudicandosi il suo primo titolo a New York e secondo nel Grande Slam. Con questa vittoria riprende dopo un anno la vetta del ranking mondiale, consolidando il primato nei mesi successivi vincendo a Stoccarda, Tokyo, Sydney e Wembley. Nell'ultimo Slam stagionale viene battuto in semifinale da Stefan Edberg. Chiude l'anno con undici tornei vinti e al numero uno del ranking mondiale, coronata con la conquista anche del Master battendo Boris Becker nella finale (la sesta consecutiva in questa competizione).