Biografia Formazione intellettuale Nato nella prima capitale dei re ungheresi, a una cinquantina di chilometri a ovest di Budapest, da una famiglia di religione ebraica praticante, Ignác Goldziher seguì il cursus studiorum classico degli studi ebraici, cominciando la lettura della Bibbia a cinque anni e quella del Talmud a otto. A 12 anni lesse il Kuzari di Yehuda HaLevi e a 13 anni la Guida dei perplessi di Maimonide e fu a quell'età che egli imparò la lingua tedesca. Parallelamente, segue i suoi studi secondari presso i Cistercensi prima di andare a studiare al Liceo Protestante di Budapest.

Prima ancora di conseguire il suo diploma finale, entrò all'università per cominciare i propri studi di persiano e di turco sotto la guida di Ármin Vámbéry (1832-1913), recandosi poi a Berlino per studiare l'ebraico, il turco, il persiano e l'arabo. Fu influenzato da Friedrich Dieterici (1821-1903) e da Moritz Steinschneider (1816-1907). Si recò quindi a Lipsia dove conseguì la laurea all'età di 20 anni, sotto la direzione di Heinrich Leberecht Fleischer (1801-1888). Suscitò l'attenzione del ministro dell'Istruzione ungherese, il barone József Eötvös, che lo fece nominare privat-dozent (libero docente) all'Università di Pest (che oggi porta il nome del fisico Loránd Eötvös, figlio del ministro): incarico che Goldziher assumerà nel 1872, l'anno dopo la morte del suo mentore, avvenimento che determinerà in senso negativo la sua carriera.

Al fine di prepararsi al concorso a cattedra universitaria, Goldziher si recò infatti a Vienna e a Leida per studiarvi le collezioni dei manoscritti arabi lì conservate. Grazie a una borsa di studio ungherese, effettuò un viaggio in Oriente dall'autunno del 1873 alla primavera del 1874, che lo condusse in Siria, Palestina e al Cairo. Ebbe così modo di riuscire a parlare in quei posti un arabo che egli aveva imparato in maniera decisamente libresca.

Vita professionale Tornato dall'Oriente, Goldziher venne però a sapere che la cattedra di Lingue semitiche promessagli era stata affidata a un'altra persona: un sacerdote cattolico, imposto in qualche modo dal locale Episcopato. Egli allora accettò il posto di Segretario Generale della comunità ebraica di Pest, che assunse a partire dal gennaio 1876 e che occuperà per 30 anni. Ci si può meravigliare di vedere Goldziher dedicarsi a compiti di routine e contabili per i quali non era inizialmente preparato, mentre a causa delle sue non comuni competenze, gli saranno offerti a più riprese posti universitari che egli invece rifiuterà.

Goldziher si prese cura dei nipotini (i piccoli orfani di sua sorella) e trovò un buon numero di ragioni per rimanere a sopportare quello che egli stesso chiamò il suo martirio, dando prova di contraddittoria umiltà e di precisa consapevolezza dei suoi meriti scientifici.

Goldziher fu invitato ai congressi di Leida (1883), di Vienna (1886) e di Stoccolma (1889), in cui il re di Svezia, Oscar II, lo premiò con una speciale medaglia d'oro per il suo lavoro.

Bibliografia Goldziher, Ignaz. Le Dogme et la Loi de l'Islam. Parigi, Librairie Paul Geuthner, 1920. Traduction française par Félix Arin de l'ouvrage paru en allemand en 1910 (315 pages) Goldziher, Ignaz. Sur l'islam : Origines de la théologie musulmane. Parigi, Desclée de Brouwer, 2003. 290 pages. ISBN 2-220-05374-1. Recueil de textes écrits en français par Goldziher et rassemblés par Rémi Brague Goldziher, Ignaz. Tagebuch, edito da Alexander Scheiber, Leida, E. J. Brill, 1978) ISBN 90-04-05449-9. Diario autobiografico di Goldziher Goldziher, Ignaz. Zur Literaturgeschichte der Shi'a (1874) Goldziher, Ignaz. Beiträge zur Geschichte der Sprachgelehrsamkeit bei den Arabern, Vienna, 1871-1873 Goldziher, Ignaz. Der Mythos bei den Hebyhern und seine geschichtliche Entwickelung, Lipsia, 1876; trad. inglese di R. Martineau, Londra, 1877) Goldziher, Ignaz. Muhammedanische Studien (tradotto in inglese come Muslim Studies), Halle, 1889-1890, 2 voll. ISBN 0-202-30778-6 Goldziher, Ignaz. Abhandlungen zur arabischen Philologie, Leida, 1896-1899, 2 voll. Goldziher, Ignaz. Buch v. Wesen d. Seele (ed. 1907)

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