Biografia Poco o nulla si sa della sua vita, a partire dall'epoca della sua fioritura che, per ragioni stilistiche, è stata collocata all'inizio del III secolo, mentre altri lo hanno inserito nel IV.N. Terzaghi, Lineamenti di storia della letteratura latina, Torino, Paravia, 1945, pp. 235 ss. Il suo stesso nomen riconduce alla gens Iulia e, di conseguenza, alla città di Roma, mentre resta oscuro il cognomen Obsequens.

Oltre all'ipotesi che il suo fosse uno pseudonimo, Ossequente in letteratura è ricordato come il più antico ricercatore di cronache riguardanti l'insolito le quali, essendo lui di estrazione pagana, non trattò come fenomeni divini..

De prodigii Del Prodigiorum liber o De prodigii (Libro dei Prodigi) ci è pervenuta solo una parte, poi ampliata nel 1552 da Corrado Licostene che estrasse le notizie mancanti da Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Eutropio e Paolo Orosio. Nel De prodigiiSi veda l'edizione critica, con le Periochae e i frammenti liviani, a cura di O. Rossbach, Leipzig, Teubner, 1910. Ossequente descrisse eventi anomali, definiti prodigia, avvenuti a Roma e nei suoi domini imperiali dal 188 al 9 a.C (730 - 11 a.C. nella versione di Licostene), tutti tratti da Tito Livio, soprattutto da Ab Urbe condita libri del 27 a.C., con procedimento epitomatorio: l'opera si inserisce in tale tendenza, tipica del IV secolo, con autori come Eutropio o Ampelio, al quale Ossequente in ultimo può essere accostato per la focalizzazione monografica della sua epitome liviana.

La parte del libro di Ossequente che comprendeva i primi secoli di Roma è perduta e ciò che rimane si estende dal consolato di Lucio Scipione e Gaio Lelio a quello di Paolo Fabio e Quinto Elio, vale a dire dall'anno 190 a. C fino all'anno 11 a.C. Ci sono comunque altre lacune nella seconda parte:

Il libro contiene molti avvenimenti insoliti, come bimbi nati con quattro braccia, buoi parlanti, sangue che fuoriesce dal terreno, foreste possedute (quando Mitridate VI del Ponto dà fuoco a un bosco sacro agli dèi maligni, viene udita riecheggiare una strana risata), piogge di sangue, di terra, e numerosi altri prodigi.

Mancante di prefazione, il che rafforza l'ipotesi della caduta iniziale, l'opera riporta la datazione consolare e la descrizione di ogni singolo fatto. Il linguaggio utilizzato è scarno ed i singoli prodigia «sono accostati in brevi frasi che sembrano voler rinunciare a ogni pregio linguistico a favore della volontà di stupire il lettore», quest'ultimo probabilmente di livello non elevato.Indica come inserimento dei prodigia dal 190 fino all'11 a.C.: Lo stile è semplice e puro, con una narrazione vivace, spedita, con chiari sviluppi e riflessioni, utile anche per aver riportato alcuni fatti dei quali nessun altro autore ha mai parlato e con grande attenzione alla paradossografia anche antropologica.F. Sartori, Nascite umane mostruose nel Prodigiorum liber di Giulio Ossequente, in «ASIGO», LXLX (1993), pp. 17-23.

Edizioni Detto anche Codex Ossequente, opera dimenticata per 1500 anni, sue notizie si hanno grazie a Massimo Gusso in una pubblicazione del Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche del 2007 in relazione ad una conferenza del 14 ottobre di due anni prima alla biblioteca di Ceneda di Vittorio Veneto, nella quale scrisse che parte del manoscritto originale redatto su pergamena, fu ritrovato nel 1506 dall'architetto e frate domenicano Giovanni Giocondo da Verona nella biblioteca di un'abbazia parigina, facendone poi una copia che portò a Venezia per essere pubblicata in lingua originale la prima volta nel 1508 da Aldo Manuzio e in 14 edizioni successive sino al 1552 mentre la prima in italiano è del 1554 a cura dello storico urbinate Polidoro Virgilio, tradotta dal letterato fiorentino Damiano Marassi e pubblicata da Giovanni di Tournes di Lione. Tale edizione comprende i supplementi di Licostene ed è arricchita da 44 xilografie per un totale di 131 capitoli che trattano centinaia di eventi inspiegabili. Il manoscritto originale fu poi acquistato dal diplomatico veneto Alvise Mocenigo; attualmente le pergamene risultano disperse.

Edizioni successive:

Il De prodigii e La Teoria degli antichi astronauti In tempi recenti, la xilografia a corredo del capitolo 105 (44 in Ossequente) è stata oggetto dell'attenzione dei sostenitori del paleocontatto avendo nel cielo un oggetto circolare simile ad un disco volante, riproducente un evento accaduto a Tarquinia nel 100 a.C. (98 a.C. secondo Ossequente). Considerata da molti appassionati di eventi misteriosi come la Bibbia ufologica dell'epoca prima di Cristo, oltre a questo episodio, secondo i teorici degli antichi astronauti e gli scienziati Louis Godfrey e A. Santhosk Kumar del Mahatma Gandhi University di Kottayam, sono svariati gli eventi riportati dallo storico romano che farebbero riferimento a dischi volanti ed Ufo, per quanto molte spiegazioni siano state fatte risalire ad «allucinazioni, illusioni ottiche, episodi cosmici e astronautici» da Solas Boncompagni nel volume Il libro dei prodigi (1976, Firenze, Corrado Tedeschi Editore) pur lasciando spazio anche a interpretazioni meno scientifiche.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Prodigiorum liber su www.thelatinlibrary.com Giulio Ossequente, Prodigiorum liber, traduzione realizzata da studenti del Liceo Scientifico "Torelli" di Fano, sotto la supervisione del prof. Stefano Lancioni, nell'A.A. 2004/05. Les prodiges de Julius Obsequens, M. Victor Verger (a cura di), Paris, C L. F. Panckoucke, éditeur, 1842. Cornelius Nepos, Quinte-Curce, Justin, Valère Maxime, Julius Obsequens, oeuvres competes, M. Nisard (a cura di), Paris, Firmin Didot frères, fils et c.ie, 1864, pagg. 89 sgg. Valerius Maximus de dictis factisque memorabilibus et Jul. Obsequens de prodigiis cum supplementis Conradi Lycosthenis, Benedictus Hase (a cura di), Parisiis, colligebat Nicolaus Eligius Lemaire, 1822: vol. 1, vol. 2 parte 1, vol. 2 parte 2; vol. 2 parte 2 pagg. 37 sgg.

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