Lospedale Carlo Forlanini è stato un ospedale di Roma fondato negli anni 1920 per trattare i malati di tubercolosi, e chiuso nel giugno 2015 con trasferimento delle sue funzioni nei vicini ospedali San Camillo-Forlanini sulla Circonvallazione Gianicolense e Lazzaro Spallanzani sulla via Portuense.
Era intitolato a Carlo Forlanini, uno dei principali seguaci in Italia del professor Robert Koch, Premio Nobel per la medicina nel 1905 e scopritore dell'agente patogeno della tubercolosi. Fu inaugurato il 1 dicembre 1934.
Storia Nascita e costruzione Fino alla metà del XX secolo non erano noti antibiotici efficaci sul micobatterio della tubercolosi, malattia incurabile e terribilmente contagiosa. Per questo motivo, intorno al 1925, il professor Eugenio Morelli ebbe l'idea di creare in ogni provincia italiana un sanatorio per curare e isolare i malati in modo che non contagiassero le persone sane; per la provincia di Roma, fu pensato il Carlo Forlanini, che doveva essere non solo il più grande e prestigioso istituto scientifico di riferimento, ma anche un grande centro di ricerca sociale sulla tubercolosi a livello mondiale..
La decisione di costruire il sanatorio fu presa dopo che, nel giugno 1928, la Confederazione Fascista degli Industriali aveva destinato un contributo di tre milioni di lire alla costruzione, in particolare a Roma, di un istituto per lo studio e la cura della tubercolosi e delle malattie polmonari..
La progettazione fu eseguita dall'Ufficio Costruzioni Sanatoriali dell'INFPS con a capo Galbi Berardi. Gli ingegneri invece furono Ugo Giovannozzi, per la parte artistica, Giulio Marconigi e Ferdinando Poggi, per la parte tecnica; quest'ultimo fu anche il primo direttore dei lavori, ..
La prima pietra fu posata tra il novembre e il dicembre del 1930.. La prima fase dei lavori fu quella di procedere ad uno scavo di quattrocentottantamila metri cubi seguiti poi dalla fase della chiusura parziale di alcuni sottostanti antichi di tufo. Il materiale utilizzato per colmare tale baratro provenne dagli sbancamenti di via di Fori Imperiali..
Il 30 marzo 1939 il comitato esecutivo deliberò l'erogazione di undici milioni di lire per completare gli aggiuntivi lavori in costruzione. Oltre a ciò ci fu anche un premio di acceleramento di cinquemila lire per ogni giorno di anticipo sul termine di ultimazione contrattuale assegnato alla Ditta Bassanini..
Lotta contro la tubercolosi La Cattedra universitaria di Roma con sede al Forlanini fu seconda nel mondo dietro soltanto a quella della Sorbona a Parigi; l'Ospedale Carlo Forlanini fu la prima grande struttura del mondo dedicata esclusivamente alla cura della tubercolosi; in esso infatti fu scoperto e messo a punto nel 1960 da parte di numerosi medici e ricercatori guidati e coordinati dal prof. Omedei Zorini, il metodo di "Chemio-Profilassi Anti- tubercolare mediante Isoniazide", risultato molto efficace e perciò applicato in tutto il mondo per la prevenzione della tubercolosi nelle persone ancora sane ma esposte al contagio (ad esempio ambienti familiari, miniere, manicomi, carceri). Proprio per tale motivo l'Ospedale Carlo Forlanini fu scelto dalla Organizzazione mondiale della sanità come sede di formazione dei medici, scelti dai vari stati, che avrebbero organizzato la lotta anti-tubercolare nel proprio Paese. Il Forlanini fu sede dell'IFA (International Forlanini Association), l'associazione costituita tra i medici stranieri che lì si erano perfezionati, oltre 600 ex-allievi di tutte le nazioni (India, USA, Sud-America, ecc.), che hanno diffuso in tutto il mondo il nome del Forlanini e le sue conquiste scientifiche..
Giornata di inaugurazione Il sanatorio, inizialmente chiamato "Istituto Benito Mussolini", fu inaugurato il 1º dicembre 1934. L'inaugurazione fu effettuata proprio dal capo del Governo Benito Mussolini, mentre il 17 aprile 1936 ci fu l'omaggio della visita del Re Vittorio Emanuele III e dalla consorte, la Regina Elena. All'inaugurazione erano presenti il senatore Luigi Federzoni, l'onorevole Costanzo Ciano, insieme ad altri come Balstrodi, Bruno Leoni e il sottosegretario conte Galeazzo Ciano. A questi si aggiungevano: Giuseppe Volpi conte di Misurata, il presidente della Confederazione Fascista degli Industriali, l'onorevole Bottai, il presidente dell'Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale e il direttore dell'Istituto stesso Medalaghi. Oltre a queste personalità convennero anche il Capo di Stato Maggiore della Milizia, generale Attilio Teruzzi, il cardinale del Papa, cardinale Marchetti Selvaggiani, molti senatori, il governatore di Roma, Francesco Boncompagni Ludovisi e il Governatore della Banca d'Italia, Vincenzo Azzolini. Dal punto di vista medico erano presenti tra i più illustri fisiologi dell'epoca tra cui il professor Fernard Bezancon segretario dell'Associazione europea per la lotta alla tubercolosi. Per la grandiosità dell'evento la cronaca dell'inaugurazione fu mandata in diretta sulla radio nazionale..
Diverse foto testimoniano come nella giornata inaugurale del congresso del 1950, avvenuto nel teatro del Forlanini, fosse presente il professor Alexander Fleming. In quella sede, infatti, si ha memoria di una affermazione del professor Fleming inerente alla sua scoperta della penicillina. Fleming disse:
L'istituto Carlo Forlanini nel tempo Negli anni in cui fu inaugurato il sanatorio la tubercolosi era sì ben inquadrata da un punto di vista nosologico ma, nell'ambito farmacologico, non era ancora sufficientemente definita. Infatti prima della scoperta dei sulfamidici, da parte del prof. Gerhard Domagk, e della penicillina, grazie ad Alexander Fleming, la cura della tubercolosi si basava su terapie caratteriali con somministrazione di calcio ed estratti epatici, sull'elioterapia e su un'alimentazione ipercalorica ed iperproteica..
Nel 1928 ad Oslo alla Conferenza Internazionale sulla tubercolosi fu presa con voto unanime la decisione di innalzare un obelisco di marmo bianco di Carrara in memoria del prof. Forlanini di fronte all'entrata del sanatorio. Questo obelisco non fu mai costruito, ..
Nel piano sotterraneo del sanatorio si trovano i locali che un tempo erano adibiti a sala incisoria e a camera ardente, in quest'ultima tra il 1935 e il 1959 transitarono centoundicimila cadaveri. Il massimo numero di defunti si ebbe nel 1944 quando morirono milletrecento persone, circa centoundici malati al mese, quasi quattro malati al giorno. Tale numero sommati ai morti avvenuti tra il 1960 ad oggi, ossia duecentotrentottomila persone, raggiunge la cifra di trecentocinquantamila morti..
L'8 giugno 1955 scoppiò una violentissima rivolta all'interno del sanatorio, che ebbe inizio con uno sciopero proclamato il giorno prima dal personale salariato per alcune rivendicazioni sul trattamento pensionistico. Per rimpiazzare i circa mille dipendenti in protesta la Prefettura richiese l'intervento dell'esercito. Quando quella mattina sessanta soldati della sanità, insieme a reparti di Fanteria, Genio e Granatieri entrarono dal cancello di via Portuense, i malati cominciarono a rumoreggiare e a coalizzarsi, sia per appoggiare l'agitazione del personale sia per la preoccupazione di non vedere osservate le regole igieniche. La situazione degenerò e il Comandante si rivolse alla Questura centrale che circondò il sanatorio con decine di camionette della Celere. Tutto ciò, invece di spegnere il tumulto, provocò una reazione ancora più violenta da parte dei ricoverati. Ci fu una ressa indescrivibile non appena la sirena cominciò a suonare e alcune decine di malati furono addirittura presi a manganellate da parte della polizia. Questi malati risposero a tale attacco con il loro sputo misto a sangue tipico di un tubercoloso. Le proteste perdurarono fino al primo pomeriggio, finché in tarda serata la polizia fermò una trentina di persone che furono subito trasportate all'Ufficio politico della Questura e denunciate per oltraggio, violenza e resistenza alla forza pubblica..
Il Forlanini per circa quarant'anni fu gestito a pieno titolo dall'INPS, ma nel 1968 con una legge proposta dall'onorevole Mariotti si decretava la fine del sistema mutualistico e si sanciva il diritto di tutti i cittadini alla tutela della salute attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.
Così ospedali appartenenti a enti pubblici furono classificati come Enti Ospedalieri Autonomi e il Forlanini fu degradato a ospedale. La separazione del Forlanini dall'INPS avvenne, di fatto, nel 1971 quando fu classificato “Ospedale Regionale per le malattie dell'apparato respiratorio”. Causa principale di tale cambiamento fu la debellazione quasi totale della TBC, che non necessitava più di lungodegenza sanatoriale, grazie all'introduzione e alla diffusione delle terapie antibiotiche.. Dopo la separazione del Forlanini dall'INPS ci fu l'accorpamento con lo Spallanzani, definito allora il “Lazzaretto”, e con il San Camillo, dando così origine all'Ente Ospedaliero Monteverde. Quest'ultimo, però, ebbe vita breve dato che nel 1978 la legge 833 decretò l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, e gli ospedali furono con ciò inseriti nelle Unità Sanitarie Locali. Il Forlanini fu inserito nella USL Roma 16 divenuta poi USL Roma 10. Agli inizi degli anni Novanta lo si volle intitolare ad un bambino americano morto in Calabria in circostanze drammatiche, così il suo nome divenne Ospedale "Nicholas Green". Però poco tempo dopo, nel 1992, grazie al decreto legislativo 502 ottimato nel 1994, l'Ente Ospedaliero Monteverde fu ratificato in Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini-Spallanzani. Ciò fu frutto del progetto iniziale del prof. Morelli basato sulla creazione di una "città Ospedaliera formata da tre istituti e con al centro proprio il Forlanini". Tale città doveva avere come limite di confine a nord ed a ovest via Bernardino Ramazzini, a sud via Portuense e ad est via Giacomo Folchi. L'unione San Camillo-Forlanini-Spallanzani durò fino al 1996 quando proprio quest'ultimo si divise dagli altri diventando Istituto Nazionale di Ricerca Scientifica. Dopo tale evento si diede vita all'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini con al vertice un direttore generale..
Nel corso degli anni, con il diminuire dei malati di tubercolosi, questa imponente struttura ha dovuto affrontare la trasformazione in struttura ospedaliera, dovendosi assimilare alle dolorose e disagevoli ragioni dei bilanci da quadrare: per molti anni i primi tagli di risorse si sono ripercossi sulla manutenzione degli aspetti esteriori, fino alla sua definitiva chiusura nel 2015. La chiusura è stata contestata anche da medici, compreso il primario prof. Massimo Martelli. Lo stesso prof. Martelli ha proposto infatti, già dal 2010, un piano di gestione del Forlanini che consentisse dei risparmi economici senza ostacolare la necessaria operatività della struttura.
Il complesso è stato dichiarato patrimonio indisponibile alla vendita nel 2017.
Nel gennaio 2023, poco prima delle elezioni regionali di febbraio, l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato annuncia il progetto di fare confluire l'Ospedale Bambin Gesù nelle strutture dell'Ospedale Forlanini.
Organizzazione L'Istituto Carlo Forlanini costituì una cittadella autosufficiente: dall'approvvigionamento idrico al fabbisogno alimentare, dai trasporti interni al funzionamento energetico, il tutto, in una struttura urbanistica dotata di viali alberati e illuminati, chiese, campi di bocce, biliardi, cinema, teatri, centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere, refettori, cantine per vino, canile, musei..
Struttura e personale