Rondò Veneziano è un ensemble musicale italiano che si ispira alla musica barocca sposando sonorità del pop e del rock fondato nel 1979 da Gian Piero Reverberi, noto compositore e direttore d'orchestra della scuola genovese. Dal 2025 il nuovo pianista e direttore dell'ensemble è Stefano Marchioro, già programmatore tastierista di Reverberi dal 1996 al 2010.
Il vasto repertorio, basato su Vivaldi, Albinoni, Alessandro e Benedetto Marcello, porta la firma di Reverberi, affermato arrangiatore di Lucio Battisti, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Mina, Gino Paoli, Eros Ramazzotti, Luigi Tenco e Ornella Vanoni.
Non tutti i brani dei Rondò Veneziano sono riconducibili a modelli settecenteschi: il repertorio comprende anche composizioni che si orientano verso esempi musicali di altre epoche, in modo particolare verso Gioachino Rossini, Franz Joseph Haydn e Fryderyk Chopin; altre riproducono invece strutture proprie della musica leggera, delle colonne sonore o del folk, limitando il collegamento con il passato alla sola sonorità orchestrale.
Il gruppo tuttora continua la sua attività con tournée europee riscuotendo un particolare successo nell'area di lingua tedesca come Austria, Germania, Svizzera e Lussemburgo. Una collezione di memorabilia del gruppo annovera quattrocento pezzi; è stata esposta dal 20 gennaio 2007 a Friburgo e in seguito a Locarno e a Lugano in occasione di alcuni concerti dei Rondò Veneziano.
Al 2017 i Rondò Veneziano hanno venduto circa 30 milioni di dischi in tutto il mondo ricevendo 27 dischi d'oro, 14 dischi di platino e 7 doppi dischi di platino.
Storia La genesi del progetto I Rondò Veneziano nacquero nella primavera del 1979 da un'idea di Freddy Naggiar, discografico della Baby Records, e del compositore Gian Piero Reverberi durante una cena di lavoro in una pizzeria di Monaco di Baviera.
Inizialmente il progetto prevedeva un prodotto strumentale italiano analogo allo stile di Angelo Branduardi e alternativo a quello più classico ma di respiro internazionale del noto pianista Stephen Schlaks, della stessa casa discografica. Il presidente della Baby Records voleva lanciare in Europa un prodotto strumentale «di facile ascolto ma di classe, dal sapore internazionale ma con un chiaro tocco italiano».
Reverberi lavorò al suo nuovo progetto seguendo il proprio istinto. Secondo lui il «periodo della musica da discoteca generata con i primi computer» faceva perdere l'autenticità, generando allo stesso tempo in tante persone «la volontà di tornare alle radici, alla genuinità». La forma della ballata senza un testo di supporto risultava troppo ripetitiva, quindi creò uno stile che compendiasse sia la tradizione strumentale italiana del Settecento sia quella pop: «Mi venne l’illuminazione: il recupero del Barocco, che non doveva essere parodistico, ma di prestigio. [...] Fu irripetibile, non ci sono più stati casi analoghi». Probabilmente tale scelta fu condizionata da Florian, il concept album su Venezia che produsse per il gruppo Le Orme. Dal punto di vista formale la scelta del rondò fu quella che più si avvicinò all'idea di Freddy Naggiar, ovvero una forma musicale caratterizzata da un episodio che viene mantenuto fisso o con lievi modifiche ed espresso nella tonalità di base; a questo si aggiunge un'alternanza di altri episodi di carattere differente. A questa premessa prettamente tecnica si aggiunse anche una sorta di rinascita culturale della stessa Venezia, tornata in auge proprio nel 1979 con il ritorno del suo celeberrimo carnevale storico; pertanto la presenza di musicisti che suonano in abiti del XVIII secolo si rivelò un espediente di forte impatto anche dal punto di vista commerciale.
I primi quattro brani dimostrativi (Rondò veneziano, San Marco, Andante veneziano e un altro non identificato) furono composti e diretti da Reverberi e registrati ai Varirecording Studios di Milano dall'ingegnere del suono Plinio Chiesa, con i I Cameristi di Nevio Zanardi, e una sezione ritmica composta da Giacomo Caliolo al basso elettrico e Antonio Pomara alla batteria. Alla Baby Records i provini piacquero e così furono composti altri cinque pezzi, completando i nove del primo album.
Come affermò Naggiar in un'intervista del 2015, «la musica strumentale era ora il Rondò Veneziano. Era Vivaldi portato in forme moderne, aggiungendo una ritmica molto delicata e un tocco di barocco italiano, con quel sapore che all'estero funzionava come "musica classica"». Secondo Mario Luzzatto Fegiz, quella dei Rondò Veneziano è invece «una musica pittorica, manieristica, che gioca fortemente sul mito di Venezia evocata anche nella grafica e nei costumi: gondole stilizzate, Canal Grande con sfondo di San Marco al tramonto, leoni». Per il produttore Dardust quella dei Rondò Veneziano è «musica elettronica e classica insieme. Era intrigante, hanno portato il barocco nel mondo del pop e dell’elettronica» mentre Enrico Gabrielli dei Calibro 35 definisce Gian Piero Reverberi «un genio che nei primi anni Ottanta ha preso i modelli della musica classica del Settecento barocco, ci ha messo un basso continuo, le batterie un po' à la Jimmy Sax e l’ha reso pop e dance. Un'operazione milionaria, una roba mainstream gigantesca: la casalinga non aveva il disco di Mozart ma quello di Reverberi sì. Tra l'altro i Rondò Veneziano avevano questo immaginario sci-fi puro, nelle copertine e nei live c’erano i robot disegnati da Victor Togliani dai quali i Daft Punk poi hanno ripreso, insieme alla roba dei fratelli La Bionda. Il videoclip di La Serenissima, cartone animato nel quale una Venezia post-apocalittica viene salvata dal diluvio con una nave spaziale, è una roba strepitosa: immagine, musica e idea formidabili».
Il primo album venne completato già per l'inverno del 1979 ma, date le feste natalizie e il 29º Festival di Sanremo, si decise di pubblicarlo l'anno seguente con una strategia di marketing che si rivelò vincente.
Il primo periodo Baby Records (1980-1983)
Il 22 ottobre 1980 fu pubblicato il primo album Rondò veneziano e l'11 novembre 1980 il brano omonimo fu scelto da Silvio Berlusconi come sigla di apertura e chiusura dei programmi del nascente Canale 5. Andava in onda sei volte al giorno (in una versione ridotta a 1:05 minuti, con una coda differente e senza lo sfumato suonato dal glockenspiel) e la ricerca del brano incuriosiva l'ascoltatore che non conosceva né titolo né esecutore, come confidò Shel Shapiro a Reverberi successivamente.
La prima apparizione ufficiale del gruppo avvenne su Canale 5 in una puntata di Popcorn del 1981 con un'intervista a Reverberi a cura di Augusto Martelli. Il successo dell'esperimento fu inaspettato, e in Italia l'album fu tra i dischi più venduti dell'anno (10º posto in classifica). Il brano Rondò veneziano fece anche da sigla al Tg l'una, quasi un rotocalco per la domenica per un breve periodo del 1981.
Il 25 dicembre 1981, in occasione della 22ª Mostra internazionale di musica leggera svoltasi nel Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, venne registrato su Rai 1 uno speciale dei Rondò Veneziano con musiche tratte da La Serenissima, precedentemente andato in onda il 27 settembre. Tra le curiosità è il brano Colombina che divenne anche la sigla finale del 31º Festival di Sanremo. Quest'album è celebre per il brano La Serenissima, utilizzato come sigla della serie Hospital Watch della BBC nel 1992, e per Sinfonia per un addio, sigla di Speciale TG1 su Rai 1.
Esattamente un anno dopo dal successo de La Serenissima, il 15 ottobre 1982, uscì il terzo album, Scaramucce, che può essere considerato il primo tentativo di concept album dell'ensemble poiché descrive in maniera più accentuata le mascherate e la vita di corte del Settecento a Venezia. Rispetto ai primi due album pressoché acustici, qui compaiono leggeri arrangiamenti con elementi elettronici. Molto influente è nelle melodie lo stile del barocco veneziano (il singolo omonimo è un evidente omaggio al brano La pulce d'acqua di Angelo Branduardi composto nel 1977), mentre la maggior parte delle composizioni, in particolare Arabesco e Pulcinella, ha una ritmica più accentuata. Per la sua promozione il gruppo partecipò nello stesso mese alla trasmissione di Canale 5 Premiatissima (nella squadra Fortissima capitanata dai Ricchi e Poveri). Il 31 dicembre e l'8 gennaio 1983 furono ospiti su Rai 1 a Domenica in e il 2 gennaio a Fantastico.
Il crescente successo anche in Europa fu dovuto alla compilation remixata Venezia 2000 che raggiunse il 3º posto in classifica e che risultò anche tra gli album più venduti in Italia nel 1983 (27º posto). All'estero si guadagnò le migliori posizioni per diciotto settimane, quattro di cui in 1ª posizione, in Svizzera e Francia, nonché una 2ª posizione in Germania e una 1ª posizione in Olanda. Il 15 ottobre 1983 parteciparono per la seconda volta alla Premiatissima nella squadra Turbo, nuovamente capitanata dai Ricchi e Poveri.
Il secondo periodo Baby Records (1984-1987) Con l'uscita di Odissea veneziana nel 1984 inizia il cosiddetto secondo periodo stilistico del gruppo, l'ultimo registrato in studio con I Cameristi di Nevio Zanardi (nell'album successivo fu sostituito dall'Orchestra RTV Ljubljana). Sebbene brani come Tiziano, Campo dei mori e Rosso veneziano siano nello stile tipico dei Rondò Veneziano, il disco è basato su arrangiamenti più elettronici e melodie pop, come nel caso di Ca' d'Oro, Prime luci sulla laguna e Fantasia veneziana. Il tema di Odissea veneziana, arrangiato da Reverberi, nasce dall'idea di Dario Farina, cantante e autore di molte canzoni di Al Bano e dei Ricchi e Poveri per la Baby Records, di parafrasare le prime note della Toccata e fuga per organo BWV 565 di Johann Sebastian Bach.
Apparizioni televisive Nel 1984 i Rondò Veneziano si esibirono nel Regno Unito al The Rod and Emu Show (BBC One) il 3 marzo e al game show 3-2-1 (ITV London) il 17 dello stesso mese. Il 2 dicembre, invece, furono ospiti della trasmissione Domenica in (Rai 1). Sempre nello stesso anno, il brano Odissea veneziana fu utilizzato come colonna sonora dello spot televisivo della Fiat Uno, eletta Auto dell'anno. Il 30 novembre 1985 apparvero in Germania Ovest al game show Einer wird gewinnen (ARD). L'attività televisiva proseguì nel 1986: il 5 aprile parteciparono a Serata d'onore (Rai 1), cui seguirono le presenze del 6 dicembre a Fantastico e del 10 dicembre a Buon anno musica (Canale 5). Il 19 febbraio 1987, accompagnati da Gian Piero Reverberi, presero parte al telequiz Pentatlon di Mike Bongiorno (Canale 5) e il 29 novembre apparvero nuovamente a Domenica in (Rai 1).
Il terzo periodo Baby Records (1988-1992)
Il decimo album dei Rondò Veneziano venne definito da Pieguido Cavallina su Radiocorriere TV come un disco di «piacevole ascolto che sa di barocco», continuando con «Reverberi del resto è un musicista vero. Di recente è anche tornato a scrivere "classica" [...] Masquerade dal canto suo si fa ascoltare». In ambito discografico, l'ufficio stampa della Rai rese nota la classifica dei 33 giri più venduti in Italia (rilevata dalla A.G.B. per la rubrica Hit Parade di Rai Radio 2), menzionando l'album Prestige al 19º posto.
Apparizioni televisive