Biografia Tribuno militare nel 343 a.C., grazie ad un audace stratagemma, salvò dai Sanniti l'esercito di Aulo Cornelio Cosso Arvina. Per questo suo atto di eroismo, gli fu permesso di partecipare al trionfo dei consoli.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VII, 34-38.
Fu eletto console nel 340 a.C. insieme al collega Tito Manlio Imperioso TorquatoTito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 3., nell'anno in cui ebbe inizio la guerra latina. Con l'altro console, arruolati gli eserciti, attraversando i territori dei Marsi e dei Peligni, per evitare quelli controllati dai Latini, arrivò nei pressi di Capua, dove i romani fecero base per le successive operazioni di guerra.
Tito Manlio, insieme al collega Decio Mure, condusse i Romani alla vittoria nella sanguinosa Battaglia del Vesuvio, dove l'altro console trovò la morteTito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8-10..
Decio morì durante la battaglia del Vesuvio, facendo un atto di devotio, ovvero si immolò agli dèi Mani in cambio della vittoria, promessa dagli aruspici a condizione che uno dei due consoli si immolasse. Era questo l'atto della devotio, una forma speciale di voto agli dei.
Vestita la toga pretesta, Publio Decio Mure montò a cavallo tutto bardato per la battaglia e si lanciò furioso tra i nemici, bene in vista di fronte ad entrambi gli schieramenti combattenti. Dopo aver ucciso molti nemici, cadde a terra, abbattuto dai dardi e dalle schiere latine. Ma questo gesto, che i Romani consideravano rituale, diede ai suoi una tale fiducia ed un tale vigore che essi si gettarono tutti assieme nella battaglia ottenendo la vittoria; fu poi ripetuto dal figlio omonimo nella battaglia del Sentino (295 a.C.) e anche per il nipote omonimo nella battaglia di Ascoli (279 a.C.).
Note
Bibliografia Lucio Accio, Decius Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII 9 Valerio Massimo Factorum et dictorum memorabilium libri IX I, 7,3 e V 6,5 Aurelio Vittore, De viris illustribus urbis Romae,26 Paolo Orosio, Historiae adversus paganos III 9, 3
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Decio Mure, Publio Mure, Publio, 340