Il suo pontificato, considerato uno dei più significativi della storia del papato in età moderna, attuò una serie di riforme pastorali nello spirito dell'illuminismo cattolico di stampo muratoriano..
Uomo politicamente realista e moderno nell'affrontare i rapporti nei confronti degli atei e dei non cattolici, Benedetto XIV mise in pratica una serie di decreti volti a colmare le lacune politico-amministrative lasciate dai pontefici precedenti. Fautore di un mecenatismo non soltanto umanista, ma anche scientifico, papa Lambertini mutò atteggiamento a partire dagli anni cinquanta, quando si fecero sempre più allarmanti le tendenze anticlericali dell'illuminismo, il quale vedeva come suo principale antagonista l'ordine dei Gesuiti.
Oggetto di una vivace disputa storiografica, divisa tra storici favorevoli al papa bolognese per il suo spirito profetico nell'amministrazione della Chiesa, e intellettuali critici nei suoi confronti per la sua arrendevole politica concordataria, papa Lambertini è rimasto noto perlopiù al grande pubblico per la commedia Il cardinale Lambertini del bolognese Alfredo Testoni, in cui il commediografo mise in risalto il carattere "anticonformista" che contraddistingueva il Lambertini storico.
Biografia Origini e carriera ecclesiastica Famiglia e primi studi
Prospero Lorenzo Lambertini nacque a Bologna in via delle Campane, poi intitolata a suo nome, il 31 marzo 1675 da Marcello Lambertini e Lucrezia Bulgarini, figlia di Carlo.. Prospero apparteneva, attraverso il padre, al ramo cadetto di un'antica famiglia senatoria di Bologna.., fino all'unità d'Italia la seconda città per importanza dello Stato Pontificio. Battezzato il giorno stesso della nascita da Carlo Evangelista Graffi, prevosto della Cattedrale metropolitana di Bologna., il futuro pontefice rimase presto orfano del padre (deceduto a soli 42 anni.), mentre la madre convolò a seconde nozze con Luigi Bentivoglio, un conte., e morì il 21 novembre 1705.
Prospero apprese i primi rudimenti da Paolo Pasi e dal sacerdote Sante Stancari, per essere poi trasferito nel convitto bolognese dell'Accademia degli Ardenti, detto Del Porto. A tredici anni fu infine mandato nel 1688 a Roma nel Collegio Clementino diretto dai Padri Somaschi.., ove si segnalò per vivacità d'ingegno fra i condiscepoli.
La carriera ecclesiastica e la stima dei pontefici Il giovane Lambertini fu notato nel 1691 da papa Innocenzo XII, il quale, dopo aver ascoltato un discorso in latino redatto dallo stesso Lambertini sulla Santissima Trinità e a lui dedicato, ne fu talmente stupefatto che gli assegnò un piccolo beneficio che rendeva cento scudi d'oro, la prima delle gratificazioni ricevute dal pontefice nel corso della sua vita antecedente l'ascesa al Soglio.
Nel 1694 si laureò in teologia e in utroque iure presso l'Università di Roma, avviandosi presto e con molti apprezzamenti alla carriera curiale.., che percorse in tutti i suoi gradi e uffici divenendo nel 1708 Promotore della Fede, nel 1712 Canonico della Basilica Vaticana con prebenda teologale e nel 1713 prelato, per poi divenire nel 1718 Segretario della Congregazione del Concilio.. Il Lambertini fu tenuto in grande stima dal pontefice in carica, Clemente XI (1700-1721), il quale chiedeva consiglio al prelato nelle questioni più gravi e onerose, quali quelle relative al diritto canonico, ramo in cui il Lambertini eccelleva. Il successore di Clemente XI, papa Innocenzo XIII, gli offrì il posto di canonista della Penitenzieria Apostolica.
La rapida ascesa sotto Benedetto XIII: vescovo di Ancona e cardinale Il Lambertini fu ordinato presbitero il 2 luglio 1724, all'età di quasi cinquant'anni, quando era già all'apice della carriera curiale.. Grazie a papa Benedetto XIII, che lo teneva in alta considerazione, salì rapidamente i gradi della gerarchia ecclesiastica, diventando vescovo il 16 luglio dello stesso anno. e arcivescovo titolare di Teodosia nel 1725. Dopo essersi servito dei suoi illuminati consigli nel Concilio della provincia romana del 1725, papa Benedetto XIII lo creò cardinale (in pectore il 9 dicembre 1726 e pubblicamente il 30 aprile 1728) e vescovo di Ancona. il 29 gennaio 1727. Il concilio del 1725 fu un'esperienza fondamentale e fu l'unico concilio al quale il nostro partecipò effettivamenteCfr. la monografia di a proposito.. In questa sede il Lambertini mise in mostra le sue prime grandi qualità umane e pastorali, curando i seminari e il rapporto diretto con i propri fedeli..
Episcopato bolognese (1731-1740) Zelo pastorale e abilità politica Mediatore politico
Papa Clemente XII, nel concistoro del 30 aprile 1731, nominò Prospero Lambertini arcivescovo di Bologna., sua città natale, ove entrò il 29 maggio del medesimo anno.. Le capacità diplomatiche già dimostrate da Lambertini in occasione del Concordato con le monarchie sicula e sarda (1727), infatti, lo rendevano il candidato più adatto ad affrontare con successo il Senato cittadino, con cui c'erano difficili rapporti che caratterizzavano la forma diarchica di governo di quella città., riuscendo a normalizzare i rapporti fra quest'organo e la curia diocesana. Proprio per il suo zelo nel mantenere buoni i rapporti, molti canonici e chierici bolognesi criticarono l'operato dell'arcivescovo, in quanto andava a minare, nel contempo, i privilegi di cui essi avevano finora goduto. Il Lambertini, per esempio, usufruì dei surplus di cui godevano gli ecclesiastici per attuare lavori di pubblica utilità, quali la pavimentazione delle strade..
Esperto amministratore e protettore delle arti e delle scienze A Bologna Prospero Lambertini promosse le arti e la scienza (costituzione dell'Accademia di pittura Clementina, così chiamata in onore del papa regnante Clemente XII; fondazione dell'Istituto di scienze.) e ottenne che la seconda donna laureata al mondo, Laura Bassi, insegnasse nell'Università di Bologna.. Tra le altre iniziative, si adoperò per l'archiviazione e la sistemazione della biblioteca personale del predecessore Gabriele Paleotti.
Cura della pastorale Il futuro pontefice perseguiva la sua missione spirituale, innanzitutto, attraverso le visite pastorali. Queste non solo gli assicuravano un contatto continuo con la diocesi, ma gli permettevano anche sia di rendersi conto personalmente delle reali situazioni locali del clero e del popolo dei fedeli, sia di intervenire nel modo più opportuno nei singoli casi, dimostrando così una vocazione profonda.. Quest'ultimo gesto era anche dettato dall'iniziativa di dare indicazioni e disposizioni di carattere generale e, all'occorrenza, per riprendere e sanzionare un clero spesso indisciplinato o semplicemente ignorante. Nel corso dei nove anni di episcopato, Lambertini operò una risistemazione economica e istituzionale di parrocchie, confraternite, collegi per studenti per realizzare il Concilio di Trento e, pertanto, sostenere il rifacimento della chiesa metropolitana e l'edificazione e stabilizzazione delle entrate del seminario.Cfr. M.T. Fattori, Lambertini a Bologna, 1731-1740, «Rivista di storia della chiesa in Italia» 60 (2007)/2, pp. 417-461
Committenze Il Lambertini fu anche mecenate, commissionando la ristrutturazione di chiese o edifici sacri: sovvenzionò la riedificazione della collegiata di San Biagio a Cento. e della cattedrale di San Pietro in Bologna (questa tra il 1743 e il 1755), donando a quest'ultimo edificio sacro e al tempio bolognese di San Petronio. preziose suppellettili sacre; continuò inoltre la costruzione del santuario della Madonna di San Luca (avviata nel 1723 e terminata nel 1757).
Considerazioni Il ventennio di episcopato lambertiniano (mantenne la carica fino al 1754Cfr. poco sotto.) viene considerato, da parte della maggioranza degli storici, positivo per l'impegno e la profusione che l'arcivescovo diede per incrementare la qualità della pastorale e della stessa vita cittadina. Mario Rosa, per esempio, rimarca la maggior attenzione verso la pastorale rispetto a quella puramente amministrativa, il che segnò una svolta nella gestione della vita diocesana; Alfeo Giacomelli rimarca il carattere unitario dell'azione episcopale tra il 1730 e il 1754; Umberto Mazzone (il cui libro è stato usato come punto di riferimento per i dettagli dell'episcopato lambertiniano) ne elogia l'avvedutezza nelle decisioni pratiche.
Pontificato (1740-1758)
Il conclave del 1740
Lo spirito del Lambertini Il 6 febbraio 1740 papa Clemente XII, ormai infermo da molti anni, venne a mancare.. Il conclave che si aprì il 19 febbraio risultò uno dei più aspri di tutta la storia moderna: la fazione filo franco-austriaca e quella filo-spagnola continuavano a scontrarsi e a non trovare un'intesa su un candidato gradito a entrambi gli schieramenti.. Dopo la caduta delle candidature di Neri Corsini e di Annibale Albani, il collegio cardinalizio cercò di trovare un candidato nella figura di Pompeo Aldrovandi, ma questi non riusciva a raggiungere il quorum necessario per essere eletto sommo pontefice. Il cardinale Lambertini, che non era stato preso ancora in considerazione come candidato, cercò di smuovere le acque dicendo ai cardinali, con quello spirito scherzoso che lo contraddistingueva: «Volete un santo? Scegliete Gotti. Volete uno statista? Eleggete Aldobrandini. Volete un asino? Eleggete me»..
Elezione e insediamento Che sia vero o no questo aneddoto, i cardinali convennero nel far convergere i voti sul neutrale arcivescovo di Bologna. Questi fu eletto al soglio pontificio il 17 agosto 1740, nonostante non desiderasse quella carica.. Al momento dell'elezione, infatti, rivolse ai cardinali le tre seguenti motivazioni, che sancivano la sua pur riluttante accettazione del soglio di Pietro:
Il Lambertini fu poi incoronato papa il 22 agosto.. dal cardinale diacono Carlo Maria Marini, prendendo il nome di Benedetto in onore di Benedetto XIII, al quale doveva la sua carriera ecclesiastica.
Vescovo di Roma e arcivescovo di Bologna Nonostante fosse divenuto vescovo di Roma, Benedetto XIV decise di tenere per sé anche il titolo di arcivescovo di Bologna, governando attraverso monsignor Giambattista Scarselli.Fino agli albori del XIX secolo è accaduto che alcuni pontefici, in via straordinaria rispetto alla prassi canonica ristabilita da Trento sul divieto di accumulare più benefici ecclesiastici, compresi quindi i vescovadi (si rimanda al Capitolo I della prima sessione del Concilio di Trento: ), abbiano deciso di mantenere in via eccezionale le diocesi originarie, come fece, per esempio, Benedetto XIII con quella di Benevento (per cui si veda: .: troppo grande era l'affetto che nutriva nei confronti della sua diocesi. Mantenne questo incarico fino al 17 gennaio 1754, quando nominò suo successore Vincenzo Malvezzi Bonfioli.. Il legame con Bologna fu intenso e a varie istituzioni culturali ed ecclesiali cittadine Benedetto XIV fece numerosi doni d'arte o strumenti di ricerca. In particolare, il papa mise sotto la sua protezione l'Istituto delle Scienze di Bologna, tanto da donare alla biblioteca dell'Istituto (oggi Biblioteca universitaria di Bologna) la raccolta dei 25.000 libri che componevano la sua biblioteca personale e il fondo archivistico con le carte di tutta la sua vita (oltre 500 capsule o volumi di carte)..
La prima fase del pontificato: 1740-1750