La donna della luna è un film italiano del 1988 co-sceneggiato e diretto da Vito Zagarrio, critico cinematografico al suo debutto alla regia.

Il film è stato prodotto da Reteitalia con un costo vicino al miliardo di lire italiane.

Trama Angela, una donna italostatunitense, torna in Sicilia dopo molti anni per assistere al funerale del padre. Durante il viaggio in traghetto, si imbatte in Salvo, un ragazzino (nato il giorno del primo sbarco umano sulla Luna, ossia il 20 luglio 1969) che dice di essere braccato dalla mafia a causa di un quantitativo di droga che ha rubato ad alcuni malviventi. Angela decide di dargli un passaggio e così i due intraprendono un viaggio attraverso la Sicilia, nel corso del quale avranno modo di conoscersi meglio e di affrontare alcuni incontri e diverse disavventure. Ma Salvo non è un ladro o un delinquente e questo Angela lo capisce. I due, invaghitisi l'uno dell'altra, finiscono per avere un rapporto sessuale, il primo e l'ultimo per Salvo, visto che, il giorno dopo e sotto gli occhi di Angela, verrà ucciso per sbaglio da una pallottola vagante.

Produzione Il titolo originario della pellicola era La notte della luna, ma è stato cambiato in quello attuale in omaggio ad Angela, il personaggio interpretato da una Greta Scacchi non doppiata.

Il film, che è stato girato principalmente a Ragusa, riprende il faro situato a Punta Secca (una frazione di Santa Croce Camerina), manufatto mostrato anche nella sigla della serie televisiva Il commissario Montalbano. Altre scene sono state girate nelle campagne di contrada Tarderia a Pedara.

Accoglienza Critica Paolo Mereghetti ha assegnato al film una stelletta su quattro, motivando così il proprio giudizio complessivo:

Pino Farinotti gli ha invece attribuito, sempre come giudizio complessivo, due stelle su cinque.

Note

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