Colto umanista e profondo conoscitore delle leggi, entrò al servizio dei potenti a Roma, a Venezia ed a Torino. Fu anche magistrato a Monteleone di Spoleto ed a Capranica.

Tornato a Città della Pieve, pur continuando a comporre versi scherzosi, prese l'ordine sacro. Attraverso le poesie denunciò, pur con apparente amenità, il profondo malessere del tempo.

Tra le sue opere si ricordano: Discorsi accademici, Orione, Sidonio e Dorische e Poesie e prose.Boco Fedora (a cura di), Gli Umbri: 99 biografie di donne e uomini illustri dalla Latinità al Novecento, Perugia, 1999, pag. 19.

Note

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