Biografia Un esordio precoce

José Raúl Capablanca, secondo figlio sopravvissuto di un ufficiale dell'esercito spagnolo, José María Capablanca, nacque all'Avana il 19 novembre 1888. José Raúl si interessò agli scacchi già a quattro anni, guardando giocare il padre e avendo anche intravisto nelle strade della città il grande giocatore russo Michail Čigorin, impegnato nel match con il campione del mondo in carica Wilhelm Steinitz. A questo proposito scrisse: «La capacità dell'uomo verso una qualunque attività si manifesta normalmente nella prima età, per un fatto eccezionale che lo fa andare oltre i suoi abituali interessi. Così successe a me, durante uno degli storici incontri fra Steinitz e Čigorin.»

Lo stesso Capablanca racconta i suoi inizi nel libro “My Chess Career”. Il piccolo Raúl, assistendo a una partita del padre, a una sua mossa irregolare aveva esclamato: “Papà, hai fatto una mossa irregolare col cavallo!”. I giocatori, sorridendo al bambino, avevano continuato a giocare, ma, alla conclusione della partita, il padre aveva domandato al piccolo cosa sapesse di scacchi. Il fanciullo, dopo aver ripristinato la posizione sulla scacchiera, indicò al padre l'errore fatto. “Caramba!” esclamò il padre, stupito: “Ma sai giocare a scacchi?” e Josélito aveva risposto con decisione: “Yo te doy la salida!” (Io ti batto!).

A nove anni cominciò a frequentare, alla domenica, il circolo scacchistico dell'Avana, dove i migliori giocatori erano ancora i vecchi Golmayo e Vazquez. Nel 1899 divenne campione cubano Juan Corzo, con il quale un talento precoce come quello di José Raúl non poteva non confrontarsi: l'incontro si tenne nel novembre-dicembre 1901 e si concluse con la vittoria del tredicenne Capablanca con 4 vittorie e 3 sconfitte su 13 partite.

Diplomatosi nel 1904, la famiglia lo mandò a New York per imparare l'inglese e prepararsi agli studi universitari; nel 1906 si iscrisse alla facoltà di ingegneria chimica della Columbia University, ma ammise più tardi di essersi dedicato soprattutto allo sport e, naturalmente, al gioco degli scacchi nel prestigioso Manhattan Chess Club, tanto da non concludere mai gli studi universitari.

Convinto dei propri mezzi, progettava già una carriera internazionale da tenere anche nella vecchia Europa, dove si concentravano i migliori giocatori del tempo. A questo proposito scrisse: "Considerando il mio stile negli anni 1906-1908, ci furono grandi progressi: nell'apertura acquisii una forza magistrale, per quanto inferiore al dovuto, perché realizzai spesso piani poco efficaci, quando avrei dovuto invece effettuare mosse semplici e precise; migliorai nel mediogioco, con combinazioni più profonde ed esatte e giocai i finali con sufficiente precisione, raggiungendo quella maestrìa che distingue ogni maestro di scacchi".

Nel 1909 venne organizzato il match con lo statunitense Frank Marshall, uno dei più forti maestri del mondo e il miglior giocatore del continente (nel 1904 fu vincitore del grande torneo di Cambridge Springs). Capablanca trionfò con otto vittorie e una sconfitta su ventitre partite. Nel libro già citato, Capablanca commentò così questa vittoria: "La cosa più sorprendente fu che giocai con lui senza conoscere la teoria delle aperture né consultare alcun libro... tutto il mio bagaglio teorico si fondava sulla pratica del gioco... questa vittoria mi mise nel gruppo dei maggiori maestri e rivelò i miei difetti nell'apertura e la mia bravura nelle posizioni semplici. La mia forza si manifestò nelle combinazioni del mediogioco e nei finali, dove sono migliore di ogni altro giocatore".

Nel 1910 si sposò con la cubana Gloria Simoni Beautucourt, dalla quale avrà una figlia e un figlio che chiamò José Raúl; ne divorzierà nel 1937 per sposare l'anno dopo la georgiana Olga Chagodaev, che aveva conosciuto nel 1934 a New York.

Visse soprattutto a New York e qui partecipò nel 1910 al campionato dello Stato di New York, che vinse con sette vittorie su sette partite. L'anno dopo, al campionato degli Stati Uniti, si classificò secondo con otto vittorie e una sconfitta su dodici partite, superato da Marshall.

Nel 1911 partecipò per la prima volta a un grande torneo internazionale in Europa, a San Sebastián in Spagna, al quale parteciparono quasi tutti i migliori giocatori del momento, tranne il campione del mondo Lasker. Ottenne il primo posto con 6 vittorie e una sola sconfitta (contro Akiba Rubinstein) su quattordici partite.

Il maestro austriaco Rudolf Spielmann così descrisse il maestro cubano: «La sua vita personale dimostra che egli è un maestro di scacchi. Le sue occupazioni preferite sono la politica e la diplomazia Effettivamente Capablanca era un collaboratore del Ministero degli Esteri cubano. ... ama gli sport praticati dall'alta società, il tennis in particolare. È un uomo elegante, senza avere i difetti che l'eleganza porta con sé; non fuma, non beve, è un igienista... molto concentrato nel gioco, si rilassa solo quando ottiene una chiara superiorità sull'avversario... dà comunque l'impressione che per lui gli scacchi siano solo un passatempo ...».

Pretendente al titolo Alla fine del 1911 invitò ufficialmente il campione del mondo Lasker a disputare un incontro valido per il titolo. Questi impose condizioni inaccettabili - lo sfidante avrebbe dovuto vincere due partite in più per ottenere il titolo - e le trattative si interruppero; a quel tempo, non esisteva una federazione internazionale del gioco degli scacchi che gestisse lo svolgimento dei campionati mondiali e la messa in palio del titolo era a discrezione del detentore.

Nel 1913 partecipò a un torneo a L'Avana, dove si classificò secondo, superato da Marshall, e a quattro brevi tornei newyorkesi, che vinse facilmente. Nel novembre giunse in Europa per partecipare a incontri non ufficiali e sessioni di simultanee in diverse città finché, fra aprile e maggio del 1914, prese parte a San Pietroburgo a un grande torneo internazionale che vedeva presenti tutti i migliori giocatori del tempo. Il torneo aveva una formula singolare: tutti e undici i partecipanti giocarono un girone all'italiana e successivamente i primi cinque si affrontarono in un doppio girone finale. La classifica finale era data dalla somma dei punti conseguiti nelle due fasi del torneo. Capablanca vinse il girone preliminare con un punto e mezzo di vantaggio su Lasker e Tarrasch e incominciò quindi la fase finale nel ruolo di favorito. In vantaggio di un punto e mezzo all'inizio del secondo girone, incontrò per la terza volta Lasker, che, con il Bianco, impiantò una partita tranquilla, una variante di cambio della partita spagnola. Probabilmente convinto di condurre in porto una patta, Capablanca giocò in modo passivo e cadde in una posizione svantaggiosa che lo portò alla sconfitta. Nel turno seguente, contro Tarrasch, commise un grave errore e perse nuovamente, venendo superato da Lasker, che vincendo le ultime due partite conquistò così il primo premio con mezzo punto di vantaggio su Capablanca.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale l'attività scacchistica in Europa si fermò. Capablanca, negli Stati Uniti, vinse facilmente i tornei di New York del 1915, 1916 e 1918; nella primavera del 1919 vinse un incontro individuale contro il serbo Kostić e nell'autunno fu ad Hastings, in Inghilterra, per partecipare al torneo che festeggiava la vittoria contro la Germania e i suoi alleati; mancavano naturalmente i giocatori dei paesi vinti e Capablanca si classificò primo con 10 vittorie e una patta su 11 partite.

Campione del mondo

Ai primi del 1920 iniziarono estenuanti trattative con Lasker per organizzare l'incontro valido per il titolo mondiale. Alla fine, ottenuto un ingaggio di 11.000 dollari, il cinquantaduenne Lasker, campione del mondo da ventisette anni, accettò di giocare all'Avana su un limite di ventiquattro partite; il torneo iniziò il 15 marzo 1921, ma bastarono quattordici partite: il 27 aprile Lasker abbandonò il torneo dopo averne perdute quattro, con dieci patte, lamentando problemi di salute. Capablanca era campione del mondo.

Lasker commentò così l'incontro: "Questo match, che mi ha procurato difficoltà quali nessun altro, è stato per me un piacere scacchistico. Circostanze estrinseche mi furono veramente sfavorevoli, ma il gioco di Capablanca mi pose legittimi problemi. Le sue mosse sono chiare, logiche e vigorose, non hanno nulla di occulto o di artificioso, vi si avverte il suo pensiero, anche quando vorrebbe essere astuto. Giochi per vincere, per pattare o tema di perdere, le sue mosse lasciano vedere chiaramente quel che sente. Con tutto questo, se le sue mosse sono trasparenti, non sono per niente facili da trovare e a volte sono profonde. Capablanca non ama le complicazioni né le avventure: preferisce sapere prima dove andare. La sua profondità non è quella di un poeta, ma quella di un matematico, il suo spirito è romano, non greco. Le combinazioni di Anderssen e Čigorin furono realizzate in situazioni particolari, in esse si manifestavano i loro caratteri individuali; quelle di Capablanca possono essere previste con varie mosse d'anticipo, perché si basano sui principi generali del gioco".

Nell'agosto 1922 partecipò, per la prima volta nella veste di campione del mondo, all'importante Torneo internazionale di Londra, che vinse facilmente, davanti ad Alechin, con undici vittorie e quattro pareggi su quindici partite. Il maestro Tartakover, partecipante al torneo, così lo giudicò: "Capablanca domina meravigliosamente la tecnica scacchistica, grazie al suo focoso carattere cubano, influenzato da un pratico istinto americano. Il suo gioco è impeccabile, la sua mente lavora con una precisione straordinaria, la sua rapida capacità di previsione scopre le sottigliezze di ogni posizione complessa".

Durante il torneo, Capablanca stabilì le regole del futuro campionato mondiale: tra l'altro, si sarebbe giocato fino alle 6 partite vinte e al campione uscente sarebbero stati garantiti 10.000 dollari e i rimborsi di spese di viaggio e alloggio.

Già nel novembre ricevette una sfida da Rubinstein, che non riuscì però a raccogliere il denaro sufficiente. L'anno dopo fu Alechin a contattare uomini d'affari americani per ottenere il finanziamento necessario; questi rifiutarono, ma finanziarono un torneo che si svolse a New York (vedi Torneo di New York 1924). Vinse il vecchio Lasker, davanti a Capablanca, che collezionò dieci vittorie, nove patte e subì la prima sconfitta dopo otto anni contro il cecoslovacco Richard Réti. Terzo fu Alechin.

L'anno dopo partecipò al Torneo internazionale di Mosca, il primo grande torneo organizzato in Unione Sovietica; si classificò terzo, dietro al russo Bogoljubov e all'eterno Lasker, con 9 vittorie e 2 sconfitte (contro gli allora pressoché sconosciuti maestri russi Il'in-Ženevskij e Verlins'kyj). In questo torneo si manifestarono i difetti di Capablanca: trascurò la preparazione fisica e teorica e non si allenò giornalmente, confidando nella sua esperienza e nella sua grande tecnica.