Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Il microcredito in Italia viene definito dal Testo unico bancario (Tub), all’articolo 111-bis, come "credito di piccolo ammontare finalizzato all'avvio di un'attività imprenditoriale o per far fronte a spese d'emergenza, nei confronti di soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, che generalmente sono esclusi dal settore finanziario formale”. Ma le prospettive e le prassi internazionali pongono meno enfasi alle componenti di vulnerabilità sociale e più attenzione alla sostenibilità di mercato: “Il microcredito non è filantropia o almeno non solo. Nasce sul presupposto che il denaro prestato sia restituito e che l’operatore che finanzia possa continuare a esercitare la sua attività nel tempo. I rischi di perdita devono dunque essere tenuti sotto controllo. Ne va dell’efficacia del modello e della sua capacità di raggiungere una platea sempre maggiore”.
Nei paesi in via di sviluppo milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell'ambito di quella che è stata definita economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell'inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall'usura.
I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d'onore. In considerazione dell'efficienza dimostrata in moltissimi casi, le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2005 l'Anno Internazionale del Microcredito. Negli ultimi anni, inoltre, sono in corso tentativi di diffusione del microcredito (con gli adattamenti opportuni) anche nelle economie avanzate a sostegno dei cosiddetti "nuovi poveri", cioè non solo coloro che nei paesi sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa e che possono trovarsi in gravi difficoltà di fronte a spese improvvise anche di piccola entità, ma soprattutto per la piccola impresa e gli artigiani che dai canali tradizionali non possono accedere e si devono rivolgere quindi al social lending o prestiti peer-to-peer.
Questa area del microcredito può essere definita come sostegno al fabbisogno finanziario indistinto (oltre il 70% delle attività e dei programmi promossi). Sempre nell'ambito dei paesi sviluppati, esistono altre dimensioni sostenute dal microcredito: avvio e sostegno di attività economiche (oltre il 20% dei programmi promossi in Italia nel 2006 con una probabilità di restituzione del credito relativamente alta), definibile come "lotta all'esclusione finanziaria" sostegno durante gli studi universitari (9,5% dei programmi promossi in Italia nel 2006)
Nei paesi in via di sviluppo milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell'ambito di quella che è stata definita economia informale.Arnaldo Mauri, "Economia sommersa, finanza informale e microcredito nei paesi emergenti", C. Conti e A. Mauri (Eds.), Finanza informale, finanza etica e finanza internazionale nelle piccole e medie imprese, Milano, Giuffrè, 2000, pp. 53-118, ISBN 88-14-08466-1; e A. Mauri, La finanza informale nelle economie in via di sviluppo, Dipartimento di Economia, Management e Metodi quantitativi, Università degli Studi di Milano, WP n. 9/2000. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell'inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall'usura. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d'onore. In considerazione dell'efficienza dimostrata in moltissimi casi, le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2005 l'Anno Internazionale del Microcredito.
Negli ultimi anni, inoltre, sono in corso tentativi di diffusione del microcredito (con gli adattamenti opportuni) anche nelle economie avanzate a sostegno dei cosiddetti "nuovi poveri", cioè non solo coloro che nei paesi sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa e che possono trovarsi in gravi difficoltà di fronte a spese improvvise anche di piccola entità, ma soprattutto per la piccola impresa e gli artigiani che dai canali tradizionali non possono accedere e si devono rivolgere quindi al social lending o prestiti peer-to-peer. Questa area del microcredito può essere definita come sostegno al fabbisogno finanziario indistinto (oltre il 70% delle attività e dei programmi promossi). Sempre nell'ambito dei paesi sviluppati, esistono altre dimensioni sostenute dal microcredito e : avvio e sostegno di attività economiche (oltre il 20% dei programmi promossi in Italia nel 2006 con una probabilità di restituzione del credito relativamente alta), definibile come "lotta all'esclusione finanziaria". sostegno durante gli studi universitari (9,5% dei programmi promossi in Italia nel 2006).
Storia Gli inizi Idee relative al microcredito possono essere trovate in vari momenti della storia moderna. Jonathan Swift ha ispirato il prestito dei fondi irlandesi nel XVIII e XIX secolo. A metà del XIX secolo, l'anarchico individualista Lysander Spooner ha scritto a proposito dei numerosi piccoli prestiti utilizzati per le attività imprenditoriali delle persone meno agiate come un modo per alleviare la povertà. Allo stesso tempo, ma in modo indipendente per Spooner, Friedrich Wilhelm Raiffeisen fondò le prime banche di credito cooperativo per sostenere gli agricoltori della Germania rurale. Nel 1950, Akhtar Hameed Khan ha iniziato a distribuire credito gruppi-orientati nel Pakistan orientale. Khan ha utilizzato il modello di Comilla, in cui il credito viene distribuito attraverso iniziative su base comunitaria. Il progetto fallì a causa del coinvolgimento eccessivo del governo pakistano, e delle gerarchie create all'interno delle comunità, come alcuni membri cominciarono ad esercitare un maggiore controllo sui prestiti di altri.
Microcredito moderno
Le origini del microcredito, nella sua attuale applicazione, possono essere collegate a diverse organizzazioni fondate in Bangladesh, in particolare alla Grameen Bank. La Grameen Bank, fondata da Muhammad Yunus nel 1983, è considerata il primo istituto di microcredito moderno: Yunus ha iniziato il progetto in una piccola città, chiamata Jobra, utilizzando il proprio denaro per fornire piccoli prestiti a bassi tassi d'interesse per i poveri delle campagne. La Grameen Bank è stata seguita da organizzazioni, come la BRAC nel 1972 e l'ASA nel 1978. Anche se la Grameen Bank è stata costituita inizialmente come organizzazione no-profit, dipendente da sussidi governativi, in seguito divenne una persona giuridica e, nel 2002, venne ribattezzata come Grameen II. Il microcredito ha poi raggiunto l'America Latina con l'istituzione di PRODEM, nata in Bolivia nel 1986. La PRODEM era una banca che successivamente venne trasformata in for-profit Banco Sol. Il microcredito è poi diventato un popolare strumento per lo sviluppo economico, con centinaia di istituzioni emergenti in tutto il terzo mondo.
Principi Principi economici Il microcredito si basa su un unico insieme di principi che sono facilmente distinguibili dalle tendenze dei più vasti mercati creditizi. Le organizzazioni di microcredito sono state inizialmente create come alternativa ai "prestiti-squali", noti per poter approfittare dei clienti. Infatti, molti istituti di microcredito hanno iniziato come organizzazioni non-profit e hanno operato con i fondi statali o con i finanziamenti privati. Dal 1980, tuttavia l'approccio ai "sistemi finanziari", influenzato dal neoliberismo e diffuso dall'Istituto di Sviluppo Internazionale dell'Università di Harvard, divenne l'ideologia dominante tra le organizzazioni di microcredito. La commercializzazione del microcredito è ufficialmente iniziata nel 1984 con la formazione di unità “Desa” (BRI-UD), all'interno della Banca Rakyat Indonesia. Unità “Desa” ha offerto microprestiti 'kupedes' sulla base dei tassi di interesse di mercato.
Ironia della sorte, molte organizzazioni di microcredito ora funzionano come delle banche indipendenti. L'applicazione del microcredito nell'economia neoliberista ha generato molti dibattiti tra gli studiosi e i professionisti dello sviluppo, qualcuno ha sostenuto che i direttori della banca di microcredito, come Muhammad Yunus, applicano le pratiche di strozzini per il loro arricchimento personale. Infatti, il dibattito accademico ha annunciato uno scandalo in stile “Wall Street” che coinvolge l'organizzazione di microcredito messicana.
Impieghi di gruppo
Anche se i prestiti ai gruppi sono stati a lungo una parte fondamentale del microcredito, esso è nato inizialmente con il principio dei prestiti ai privati. Nonostante l'uso di organizzazioni di solidarietà nel 1970 Jobra, Grameen Bank e altre istituzioni di microcredito si sono concentrate inizialmente sui prestiti individuali. In effetti, Muhammad Yunus ha propagato l'idea che ogni persona ha il potenziale per diventare un imprenditore. L'utilizzo dell'erogazione di prestiti di gruppo è stata incentivata da economie di scala, in quanto i costi connessi ai prestiti e ai tassi di rimborso sono significativamente più bassi quando il credito viene distribuito ai gruppi piuttosto che singoli individui. il rimborso di un componente di un gruppo dipende dal successo di rimborso di un altro membro, trasferendo così la responsabilità di rimborso dagli istituti di microcredito ai destinatari dei prestiti.
Prestiti alle donne I prestiti alle donne sono diventati un principio importante nel microcredito, con banche e ONG come BancoSol, WWB e Pro Mujer dedicate esclusivamente alle donne. Pro Mujer ha creato una nuova strategia per combinare il microcredito con i servizi sanitari, in quanto la salute dei loro clienti è fondamentale per il successo del microcredito. Anche se Grameen Bank, inizialmente ha cercato di dare a uomini e donne a parità di tassi, le donne attualmente compongono il novantacinque per cento dei clienti della banca. Le donne continuano a costituire settantacinque per cento di tutti i beneficiari di microcredito in tutto il mondo. Il prestito esclusivo per le donne ha avuto inizio nel 1980, quando la Grameen Bank ha trovato che le donne hanno tassi di rimborso più elevati, e tendono ad accettare prestiti più piccoli rispetto agli uomini. Successivamente, molte istituzioni di microcredito hanno utilizzato l'obiettivo di emancipazione delle donne per giustificare i loro prestiti sproporzionati alle donne.
L'Italia ed il microcredito
È stato istituito nel 2006 il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito con il decreto-legge 10 gennaio 2006 n. 2 convertito in legge con la Legge 11 marzo 2006 n. 81. Il Governo Italiano ha emesso la "Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 luglio 2010 - Attività del Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito" pubblicata sulla GU n. 220 del 20-9-2010. Particolarmente importante, inoltre, risulta l'impegno delle Banche di Credito Cooperativo - Casse Rurali con numerosi progetti e la stipula di convenzioni con enti e associazioni locali, in tema di microcredito.