La comunicazione visiva è la trasmissione di un messaggio tramite un'immagine (e perciò è chiamata a volte comunicazione iconica, dal greco eikon, "immagine"), che rappresenta in maniera metaforica la realtà. La comunicazione per immagini permette di raggiungere il massimo effetto comunicativo nel più breve tempo possibile, grazie al suo forte potere di richiamo, alla sua spesso immediata comprensibilità e alla facilità di memorizzazione. Può avvenire attraverso diversi strumenti quali la fotografia, la grafica, la pittura, la scrittura e i video.
Gli elementi della sintassi visiva L'approccio semiotico (anzi, più propriamente iconologico) permette di occuparsi di segni: elementi che significano qualcos'altro rispetto al fenomeno stesso. Come per tutti i tipi di comunicazione, anche per la comunicazione visiva si considerano l'emittente, il ricevente, il canale, il codice, il messaggio e il contesto, come teorizzato dal linguista Roman Jakobson. Lo studioso si interessa anche degli aspetti funzionali della comunicazione, individuando sei funzioni del linguaggio, valevoli anche per la comunicazione visiva.
Si può distinguere in: casuale, cioè la trasmissione di un'immagine che può essere liberamente interpretata dal ricevente; intenzionale, cioè la trasmissione volontaria di un'informazione tramite un'immagine e un codice per un determinato obiettivo. Perché la comunicazione si possa svolgere, si deve peraltro stabilire, attraverso il messaggio, un contatto, una connessione sia fisica che psicologica tra mittente e destinatario. La comunicazione intenzionale può a sua volta essere classificata per tipo di informazione trasmessa: Informazione pratica, di tipo oggettivo e accettata comunemente, che il ricevente interpreta usando un codice appreso e diffuso (come una piantina di un edificio, i segnali stradali, ecc.) Informazione estetica, di tipo soggettivo, essendo l'estetica un fattore assolutamente soggettivo, il messaggio potrà essere interpretato in maniera differente dai diversi riceventi.
Tuttavia, anche nel caso di una comunicazione intenzionale che si avvale di un codice condiviso, potrebbero esserci dei filtri che alterano la percezione del messaggio contenuto nell'immagine, limitando la sua efficacia o falsando ed ostacolando la comunicazione. Gli ostacoli potrebbero essere: sensoriali: dovuti a disturbi nei sensi del ricevente (es. non distingue i colori, o è sordo, pertanto la sua comunicazione è tutta visiva, attraverso la lingua dei segni) operativi: dovuti alle caratteristiche del ricevente (es. è un bambino) culturali: legati alla cultura e all'immaginario visivo del ricevente (es. è giapponese).
Nella comunicazione visiva si consideri la presenza di almeno due soggetti interessati all'attività. L'emittente, infatti, propone un'opera che contiene un messaggio che assume diverse caratteristiche; il ricevente potrà comprendere in maniera più o meno completa il significato del messaggio proposto dall'emittente. Il significato potrà assumere diverse caratteristiche in base al fine con cui sono state presentate le immagini. Le immagini, così come le parole, possono svolgere le seguenti funzioni, che talvolta possono anche coesistere. Tali funzioni sono state introdotte per la prima volta da Roman Jakobson, riferendosi al linguaggio ma riconducibili anche ad altre forme di comunicazione, e sono: Informativa o referenziale: focus sul contesto, l'immagine è diretta a fornire informazioni su di esso Espressiva o emotiva: focus sul mittente, l'immagine esprime emozioni al destinatario Estetica: focus sulle proprietà estetiche del messaggio, l'immagine arricchisce visivamente il messaggio Conativa: focus sul destinatario, l'immagine contiene un'esortazione di qualche tipo Metalinguistica: focus sul codice usato per la comunicazione, l'immagine mira a spiegare il codice stesso usato per la comunicazione Fatica: focus sul canale, l'immagine mira a rafforzare il contatto tra emittente e destinatario La lettura di un testo grafico, tuttavia, presenta delle particolarità che è necessario approfondire. Rudolf Arnheim (1904-2007) ne suggerisce molte spiegando le sue ricercheR. Arnheim in "Arte e percezione visiva".. Parla, per esempio, della capacità umana di analizzare un'immagine utilizzando le medesime regole adottate dalle leggi fisiche come il: Peso: ogni immagine è costituita da una o più oggetti e/o figure che nel loro insieme realizzano uno stato di equilibrio secondo le modalità culturali comunemente adottate. Ciò significa che utilizzando forme e colori specifici, l'immagine finale deve risultare bilanciata. Gli esempi pratico-visivi aiutano nella comprensione del concetto appena espresso; se consideriamo un'opera pittorica, oppure una fotografia ci rendiamo conto dell'importanza di questo aspetto se confrontiamo un'immagine con la sua forma speculare come nell'esempio:
L'immagine speculare sembra sbilanciata verso sinistra.
La direzione, infatti, che l'occhio umano segue nella lettura delle immagini, nella cultura occidentale, ha un orientamento che va da sinistra a destra come nella lettura di un normale testo scritto; ciò significa che nella realizzazione di un'opera, l'artista disporrà personaggi ed oggetti in modo tale da realizzare un equilibrio complessivo finale capace di rappresentare una realtà considerando contemporaneamente i concetti di spazio e tempo.
Altro aspetto da considerare nel peso e nell'equilibrio dell'immagine è l'uso di colori che abbiano caratteristiche precise in base al loro impatto visivo. Poiché si sta parlando di comunicazione, in particolare in ambito pittorico, è opportuno soffermarsi sui significati che alcuni colori assumono nelle diverse culture. Si può dimostrare in modo empirico, attraverso immagini come quella proposta, che il rosso emerge in maniera più precisa se confrontato con altri colori, pur considerando l'aspetto dimensionale sfavorevole: il rosso cattura più rapidamente l'attenzione
i colori chiari emergono più di quelli scuri, il cerchio bianco su fondo nero è più appariscente del suo contrario:
La percezione visiva asseconda maggiormente l'aspetto fenomenico rispetto a quello fisico; l'occhio umano è facilmente preda di illusioni ottiche, in particolare con le immagini in movimento, ma non solo; anche per le immagini statiche possiamo osservare fenomeni stravaganti come nel triangolo di Kanizsa che visivamente si distingue (aspetto fenomenico) ma che, nella realtà, non è presente (aspetto fisico):
Equilibrio. Si raggiunge considerando aspetti reali che normalmente sono alla nostra portata ma che per abitudine non si esaminano. Se chiediamo ad un bambino di disegnare una montagna, quasi certamente il risultato sarà dato da una figura di forma piramidale. Normalmente si è abituati a considerare “normale” che la parte più consistente di un oggetto sia collocata in basso e l'esempio della figura seguente ne dà dimostrazione:
La figura di sinistra ha un aspetto decisamente più stabile perché la base del triangolo è rivolta verso il basso; nella figura di destra, al contrario, il vertice rivolto verso il basso suggerisce una situazione di precario equilibrio.
Se si osserva, per esempio, una struttura architettonica, come quella stilizzata dell'esempio seguente, si potrà notare che la forma a sinistra appare poco equilibrata, mentre quella di destra non presenta anomalie visive evidenti.
Allo stesso modo possiamo considerare il numero tre, posto a sinistra dell'immagine seguente che presenta una parte inferiore decisamente più marcata, come appaia stabile ed in equilibrio, mentre l'altro numero più a destra si presenta come instabile e sbilanciato.
Gli esempi grafici messi in evidenza suggeriscono che la comprensione delle immagini, che passa attraverso gli stadi di percezione visiva ed elaborazione, è soggetta a regole psicofisiche che influenzano i soggetti ad assumere significati testuali che si costruiscono, in modo particolare, attraverso la cultura di origine, da consuetudini ed abitudini che assumono significato principalmente locale e circoscritto. La cultura personale è costruita attraverso molteplici ingerenze: socializzazione primaria e secondaria, insegnamenti appresi in contesti formali e non formali, letture, esperienze personali e collettive, ecc. La cultura di una comunità è frutto del contributo di ogni suo membro che influenza gli altri soggetti e ne è a sua volta influenzato. Tuttavia la società odierna è soggetta a interferenze più vaste ed allargate, che hanno origine da fonti che ben poco hanno di locale. I media, i social network permettono il contatto ed il confronto, in tempo reale, anche con soggetti logisticamente lontani, a distanze considerevoli che oltrepassano di gran lunga i confini della comunità tradizionale. Mettere a confronto, oggi, gli aspetti delle culture locali sembra un paradosso, ma in realtà non è così perché, se da un lato emerge prepotentemente il concetto di globalizzazione e di villaggio globale, dall'altro gli studiosi si soffermano a considerare anche il concetto di glocalizzazione come componente nuova e fondamentale per costruire una cultura personale prima e sociale poi.
Un esempio di comunicazione visiva complessa Un esempio di comunicazione visiva complessa, resa attraverso la pittura, si può vedere nella Scuola d'Atene di Raffaello: Il dipinto ci mostra, mentre passeggiano all'interno di una grandiosa architettura rinascimentale, i più celebri filosofi dell'antichità, alcuni dei quali sono facilmente riconoscibili e portano i volti di artisti e intellettuali del RinascimentoGiorgio Vasari, Le Vite, Giunti, Firenze 1568: al centro Platone (Leonardo da Vinci), che indica con un dito verso l'alto a fianco di Aristotele (Bastiano da Sangallo), Diogene sdraiato sulle scale, Pitagora in primo piano intento a spiegare su un libro, Eraclito (Michelangelo) appoggiato ad un blocco di marmo, intento a scrivere su un foglio. A destra Euclide (Bramante) insegna geometria agli allievi, Zoroastro (Baldassar Castiglione) con il globo celeste e Tolomeo con quello terrestre, e via dicendo.
Analizzando l'opera dal punto di vista della comunicazione, notiamo come questo testo visivo possa essere interpretato individuandovi: L'emittente, cioė l'autore dell'opera, che ė Raffaello Sanzio, un artista del Cinquecento Il messaggio è la celebrazione dell'umana sapienza e del dovere dell'uomo di tendere alla conoscenza (al Vero), rappresentata da tutte le tendenze filosofiche e dai saperi scientifici e tecnici. Ciò non era in contrasto con la dottrina cattolica, in quanto nella biblioteca di un Papa (come in quella di ogni intellettuale del Rinascimento), era logico trovare libri o di filosofia, di teologia, di estetica, di diritto canonico, di diritto civile e penale, riconoscendo in questo il valore della ricerca della conoscenza (comune a tutta la filosofia antica) da considerare come anticipatore della teologia cristiana.Reinhard Brandt, Filosofia nella pittura, 2003, ISBN 88-424-9560-3. Ma questo affresco in realtà è leggibile solo in relazione agli altri dipinti della stanza, che sono stati progettati assieme. Alla definizione del tema generale contribuirono certamente i personaggi del circolo neoplatonico che animava la corte papale e punta ad affermare le categorie del Vero, del Bene e del Bello, oggetto di riflessione da parte di pensatori di tutte le epoche. Il tema dell'intera Stanza della Segnatura è dunque legato all'ordinamento ideale della cultura umanistica, divisa in teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza, a ciascuna delle quali è dedicata una parete. La rappresentazione della Scuola d'Atene è dunque complementare al dipinto della Disputa del Sacramento che gli sta a fronte, dove invece si esaltano fede e teologia. I due dipinti rappresentano così la complessità di rapporti tra le due culture (classica e cristiana), vitali nello sviluppo culturale del classicismo del primo Cinquecento.