La prima battaglia di Smolensk (in tedesco Kesselschlacht bei Smolensk, in russo Смоленское сражение), svoltasi tra il 10 ed il 26 luglio 1941 durante la seconda guerra mondiale, costituì uno dei principali successi da parte della Germania nel quadro dei movimenti che, secondo i piani originari dell'operazione Barbarossa, avrebbero dovuto portare le forze dell'Heeresgruppe Mitte in condizione di attaccare e conquistare Mosca prima del sopraggiungere dell'inverno, ponendo rapidamente fine, attraverso la tattica della guerra lampo, al conflitto contro l'Unione Sovietica. Le truppe tedesche, comandate dal feldmaresciallo Fedor von Bock, conquistarono la città di Smolensk il 15 luglio, mentre la battaglia poté dirsi conclusa il giorno 26 con la liquidazione delle ultime sacche di resistenza sovietica, ponendo le basi per l'attacco verso la capitale.
L'Operazione Barbarossa
Il 22 giugno 1941 la Germania dette inizio all'invasione dell'Unione Sovietica. Lo schieramento tedesco era composto da 146 divisioni (19 delle quali corazzate e 14 di fanteria motorizzata), per un totale di uomini, carri armati, veicoli motorizzati, quali trasporti truppe, cannoni semoventi e veicoli anticarro, oltre pezzi d'artiglieria e aereiLe forze aeree erano divise in tre luftflotten, dotate di tra bombardieri e cacciabombardieri, 720 caccia, 120 ricognitori e il restante aerei da trasporto; l'Heeresgruppe Mitte aveva in dotazione circa velivoli. Cfr. Overy 2000, p. 104 e circa cavalli.
L'Unione Sovietica al momento dell'invasione schierava circa 150 divisioni (20 delle quali corazzate o motorizzate) per un totale di soldati, di cui schierati a presidio del fronte occidentale, carri armati, di cui circa nello schieramento avanzatoNon si ha una stima esatta delle forze corazzate a disposizione dell'Unione Sovietica ma si ritiene che fossero in servizio 867 carri T-34, 508 kV-1 ed "alcune migliaia" di carri leggeri o superati (BT-5, BT-7 e T-26). Cfr. Salmaggi, Pallavisini 1989 e circa aerei, più 6 sorpassate divisioni di cavalleria.
Il 24 giugno, tre giorni dopo l'inizio delle operazioni sul fronte orientale, Hitler spostò il suo Quartier Generale da Berlino alla Prussia orientale, nella Wolfsschanze, la "tana del lupo", constatando i progressi territoriali della Wehrmacht, penetrata per oltre 160 km nel territorio sovietico mentre Stalin, inspiegabilmente, ruppe il silenzio solo alle 6:30 del 3 luglio denunciando, dai microfoni di radio Mosca, la rottura del patto di non aggressione da parte della Germania ed il "richiamo alla lotta" per il popolo sovietico. Le ragioni di questo silenzio sono ancora oggi controverse ma in quella decina di giorni che precedettero il suo messaggio alla nazione l'importante città di Minsk era già caduta in mani tedesche e le sue forze armate avevano già sofferto la perdita di carri armati, cannoni e tra le 12 e le 15 divisioni erano state distrutte; solo pochi giorni dopo, il 9 luglio, tutte le sacche di resistenza non ancora liquidate dai tedeschi si sarebbero arrese, portando a 40 la somma delle divisioni distrutte ed a la cifra dei soldati caduti prigionieri, mentre il giorno 11 le avanguardie della Wehrmacht si trovavano già a 16 km da Kiev.
La strada per Mosca
L'Heeresgruppe Mitte, comandato dal feldmaresciallo Fedor von Bock, costituiva la forza più consistente dello schieramento tedesco e le sue 57 divisioni avrebbero dovuto attaccare a nord delle paludi di Rokitno, che si estendevano oltre il confine per circa 240 chilometri, puntando sulla direttrice Smolensk-Mosca, marciando attraverso la Bielorussia e le regioni centro-occidentali dell'Unione Sovietica. L'avanzata verso Mosca doveva quindi avvenire in direzione di Smolensk, sulla direttrice che puntava verso la capitale, passando attraverso la città di Vjaz'ma, e, una volta conquistata Smolensk, si sarebbe deciso se e con quali forze attaccare Mosca.
A nord dello schieramento operavano il III gruppo corazzato, al comando del generale Hermann Hoth e la 9ª Armata di fanteria, comandata dal generale Adolf Strauß mentre a sud, a una distanza di circa 200 chilometri, l'offensiva era affidata alla 4ª Armata di fanteria, al comando del feldmaresciallo Günther von Kluge, ed il II gruppo corazzato, comandato dal generale Heinz Guderian. La distanza tra le due forze di attacco fu prevista per realizzare una serie progressiva di accerchiamenti ossia per consentire ai due gruppi corazzati di farsi strada velocemente attraverso la Bielorussia, lasciando alle due armate di fanteria il compito di eliminare le forze sovietiche lasciate alle spalleAA.VV. 1993, p. 50.
Ordine di battaglia dell'Heeresgruppe Mitte Heeresgruppe MitteBiagi 1995 (mancante di alcuni dati):
Comandante Heeresgruppe Mitte (feldmaresciallo Fedor von Bock)
III gruppo corazzato (generale Hermann Hoth) XXXIX corpo d'armata motorizzata (generale di truppe corazzate Rudolf Schmidt) 7ª divisione corazzata (maggiore generale Hans Freiherr von Funck) 20ª divisione corazzata (tenente generale Horst Stumpff) 20ª divisione di fanteria motorizzata (maggiore generale Hans Zorn) 14ª divisione di fanteria motorizzata (maggiore generale Fürst) V corpo d'armata (generale di fanteria Richard Ruoff) 5ª divisione di fanteria (maggiore generale Karl Allmendinger) 35ª divisione di fanteria (tenente generale Fischer von Weikersthal) LVII corpo corazzato (generale di truppe corazzate Adolf-Friedrich Kuntzen) 12ª divisione corazzata (maggiore generale Josef Harpe) 19ª divisione corazzata (maggiore generale Otto von Knobelsdorff) 18ª divisione di fanteria motorizzata (maggiore generale Friedrich Herrlein) VI corpo d'armata (generale di pionieri d'assalto Otto-Wilhelm Förster) 6ª divisione di fanteria (tenente generale Helge Auleb) 26ª divisione di fanteria (maggiore generale Walter Weiss)
9ª armata (Generale Adolf Strauß)
VIII corpo d'armata (generale di artiglieria Walter Heitz) 8ª divisione di fanteria (maggiore generale Gustav Höhne) 28ª divisione di fanteria (generale di artiglieria Johann Sinnhuber) 161ª divisione di fanteria (maggiore generale Hermann Wilck) XX corpo d'armata (generale di fanteria Friedrich Materna) 162ª divisione di fanteria (tenente generale Hermann Franke) 256ª divisione di fanteria (tenente generale Gerhard Kauffmann) A disposizione della 9ª armata XXXXII corpo d'armata (generale di pionieri d'assalto Walter Kuntze) 87ª divisione di fanteria (tenente generale von Bogislav von Studnitz) 129ª divisione di fanteria (maggiore generale Stephan Rittau)
4ª armata (feldmaresciallo Günther von Kluge)
VII corpo d'armata (generale di artiglieria Wilhelm Fahrmbacher) 7ª divisione di fanteria (Eccard Freiherr von Gablenz) 23ª divisione di fanteria (maggiore generale Heinz Hellmich) 221ª divisione di sicurezza (tenente generale Johann Pflugbeil) 258ª divisione di fanteria (maggiore generale Waldemar Dr. Henrici) 268ª divisione di fanteria (maggiore generale Erich Straube) IX corpo d'armata (generale di fanteria Hermann Geyer) 137ª divisione di fanteria (tenente generale Friedrich Bergmann) 263ª divisione di fanteria (maggiore generale Ernst Haeckel) 292ª divisione di fanteria (maggiore generale Martin Dehmel) XIII corpo d'armata (generale di fanteria Hans-Gustav Felber) 17ª divisione di fanteria (generale di artiglieria Herbert Loch) 78ª divisione di fanteria (tenente generale Curt Gallenkamp) XLIII corpo d'armata (generale di fanteria Gotthard Heinrici) 131ª divisione di fanteria (maggiore generale Heinrich Meyer-Bürdorf) 134ª divisione di fanteria (tenente generale Konrad von Cochenhausen) 252ª divisione di fanteria (tenente generale Diether von Boehm-Bezing) A disposizione della 4ª armata 286ª divisione di sicurezza (tenente generale Müller)
II gruppo corazzato (generale Heinz Guderian)
XLVII corpo d'armata motorizzato (generale di artiglieria Joachim Lemelsen) 17ª divisione corazzata (tenente generale Hans-Jürgen von Arnim) 18ª divisione corazzata (maggiore generale Walther Nehring) 29ª divisione di fanteria motorizzata (maggiore generale Walter von Boltenstern) 167ª divisione di fanteria (tenente generale Schönharl) XLVI corpo d'armata motorizzato (generale di truppe corazzate Heinrich von Vietinghoff) 10ª Divisione corazzata (tenente generale Ferdinand Schaal) Divisione corazzata SS "Das Reich" (SS gruppenführer Paul Hausser) Reggimento di fanteria motorizzata SS Großdeutschland (SS obersturmfuhrer Wilhelm von Stockhausen) XII corpo d'armata (generale di fanteria Walter Schroth) 31ª divisione di fanteria (maggiore generale Kurt Kalmuckoff) 34ª divisione di fanteria (tenente generale Hans Behlendorff) 45ª divisione di fanteria (maggiore generale Fritz Schlieper) XXIV corpo d'armata motorizzato (generale di cavalleria Freiherr Geyr von Schweppenburg) 1ª divisione di cavalleria (maggiore generale Kurt Feldt) 3ª divisione corazzata (tenente generale Walter Model) 4ª divisione corazzata (maggiore generale Willibald Freiherr von Langermann und Erlencamp) 10ª divisione di fanteria motorizzata (tenente generale Friedrich-Wilhelm von Löper) 267ª divisione di fanteria (maggiore generale Karl-Friedrich Wachter) A disposizione del II gruppo corazzato 255ª divisione di fanteria (tenente generale Wilhelm Wetzel)
L'avanzata nel settore centrale
Il primo obiettivo del 22 giugno era l'attraversamento del fiume Bug, che dal 1939 marcava il confine tra la Polonia occidentale occupata dai tedeschi e la Polonia orientale in mano ai sovietici; esso fu attraversato agevolmente, catturando intatti tutti i ponti, grazie alla concomitanza di tre elementi: il fattore sorpresa, la scarsa presenza di truppe sovietiche a presidio della frontiera e l'utilizzo di carri armati modificati per l'operazione Leone Marino, dotati di snorkel e capaci di immergersi nel letto del fiume per riaffiorare sulla sponda oppostaCarell 1963, p. 27. Al di là del fiume si trovava la cittadella di Brest-Litovsk, che fu lasciata alle spalle dalle avanguardie corazzate ma per la cui conquista i tedeschi dovettero impegnarsi in lunghi combattimenti: dopo un intenso fuoco di sbarramento a opera delle batterie del 98º Reggimento di artiglieria, la 45ª divisione di fanteria, comandata dal generale Fritz Schlieper, avanzò verso la cittadella e, dopo brevi scontri, la guarnigione sovietica si asserragliò dentro la vecchia fortezza che, grazie alle sue spesse mura, resistette sia ai proiettili dell'artiglieria sia agli attacchi degli Stuka e dovette essere conquistata metro per metro, tanto che gli ultimi soldati sovietici si arresero il 30 giugno.
I primi giorni della campagna fornirono ai tedeschi dei dati imprevisti sulla composizione delle forze corazzate sovietiche e del loro armamento, in particolare la cattura del generale Potaturcev, comandante della 4ª divisione corazzata di stanza a Białystok, permise di conoscere che l'organico di carri armati di una divisione corazzata era di 350 unità (di cui, nella sua, 21 T-34 e 10 KV-2) mentre il reggimento di artiglieria era armato con 24 cannoni da 122 e 152 mm. La notizia fu accolta con grande stupore dall'OKH dato che nella campagna ad occidente la divisione corazzata tedesca disponeva mediamente di 160 carri armati, così, per aumentare il numero delle divisioni, furono create nuove unità semplicemente togliendo un reggimento di carri da ogni divisione, portandone il numero da 10 a 21; il risultato fu che l'intero Gruppo corazzato di Guderian, con cinque divisioni corazzate e tre divisioni motorizzate, disponeva in tutto di 850 carri armatiGrazie all'aumento della produzione dei panzer di tipo III e IV gli effettivi corazzati di ciascuna divisione sarebbero consistiti per i due terzi in carri medi (con cannoni di calibro maggiore e una corazza di spessore doppio) mentre due terzi di quelli impegnati nella campagna occidentale erano stati carri leggeri. Cfr. Liddell Hart 1995, pp. 215-17.
La sacca di Minsk