La battaglia del San Matteo ebbe luogo nella tarda estate del 1918 su Punta San Matteo ( metri) durante la prima guerra mondiale. È stata la battaglia combattuta a più alta quota nella storia, prima di essere sorpassata dal conflitto del Siachen, svoltosi a metri nel 1984.

Situazione iniziale All'inizio del 1918 le truppe austro-ungariche costruirono una posizione fortificata ed armata da pezzi di artiglieria di piccolo calibro sulla cima di punta San Matteo, da cui potevano bombardare la strada del passo del Gavia e così disarticolare le linee di rifornimento italiane dirette al fronte.

L'attacco italiano Il 13 agosto 1918 un piccolo gruppo di Alpini (307ª Compagnia, Battaglione Ortles), guidata dal capitano Arnaldo Berni, condusse un attacco a sorpresa e conquistò la posizione, catturando metà degli effettivi austriaci, mentre l'altra metà riparava verso posizioni a più bassa quota.

La perdita di Punta San Matteo e del vicino Monte Mantello ( metri), conquistato nella stessa azione, minacciava seriamente il fianco del fronte austro-ungarico nella zona del Tonale. Inoltre queste due cime erano due importanti punti di osservazioni dai quali si poteva controllare la sottostante Val del Monte, importante centro logistico delle forze imperiali.Walther Schaumann: Der österreichische Gegenangriff auf die Punta San Matteo (3692 m ü. M.) am 3. September 1918 in: Allgemeine Schweizerische Militärzeitschrift N. 10/1968, pag. 582 Di conseguenza gli austriaci iniziarono subito i preparativi per pianificare un contro attacco, inviando immediatamente rinforzi mentre gli italiani stavano organizzando le difese sulle cime dei due monti.

La riconquista austriaca Il 3 settembre 1918, dopo alcuni giorni di brutto tempo, gli austro-ungarici lanciarono l'operazione Gemse, un assalto diretto alla riconquista della montagna. L'azione, anticipata da un forte bombardamento dell'artiglieria a.-u., coll'impiego di 28 obici e un mortaio da 30,5 cm, quest'ultimo posizionato in Val del Monte, con a disposizione in totale granate., fu seguito dall'assalto poco prima delle ore 19:00 di almeno 150 Kaiserschützen con 10 mitragliatrici. L'attacco della 3ª compagnia d'assalto (Sturmkompanie) della 22ª divisione Schützen, rinforzato con parti della 21ª e della 30ª compagnia d'alta montagna (Hochgebirgskompanie) nonché con parti della 2ª compagnia guide alpine (Bergführerkompanie), era guidato dal tenente Tabarelli de Fatis, mentre l'attacco al Monte Mantello era guidato dal tenente Licka. Alle 19:30 la Punta San Matteo, 6 metri più bassa dopo il forte bombardamento austriaco, fu di nuovo nelle mani degli imperiali. Gli italiani, che consideravano già perduta la montagna, iniziarono un contro-bombardamentoSecondo Schaumann da parte italiana erano schierati 57 pezzi d'artiglieria con 42425 colpi d'artiglieria, non contando le numerose bombarde. delle posizioni già pesantemente segnate, causando vittime sia tra i difensori italiani catturati, che tra le truppe austro-ungariche. Un'ora dopo gli austro-ungarici occuparono anche il Mantello.. Gli austro-ungarici persero 17 uomini (2 ufficiali e 15 soldati) durante lo scontro e gli italiani 10. Tra questi anche il capitano Arnaldo Berni, che sparì tra i ghiacci, il suo corpo non venne più ritrovato. Questa fu l'ultima vittoria austro-ungarica della guerra.

Riconquista italiana ed eventi successivi Il mattino del giorno 3 novembre, il battaglione Saluzzo si attestò su punta San Matteo.L’Esercito Italiano Nella Grande Guerra (1915-1918), Volume V, Tomo 2, Le Operazioni Del 1918, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma, 1967, p. 788 L'armistizio, siglato il 3 novembre 1918 alle 15:00 presso Villa Giusti, mise fine alla guerra sul fronte italiano, le cui ostilità cessarono il 4 novembre 1918.

Nell'estate del 2004 i corpi congelati di tre Kaiserschützen furono trovati a metri di quota, nei pressi della cima."WWI bodies are found on glacier", BBC News, 23 agosto 2004Roberto Bianchin Il ghiacciaio dei soldati-mummia Corpi intatti dopo 86 anni su Repubblica.it, 22 agosto 2004

Note

Bibliografia L’Esercito Italiano Nella Grande Guerra (1915-1918), Volume V, Tomo 2, Le Operazioni del 1918, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma, 1967, p. 788

Voci correlate Arnaldo Berni

Altri progetti

Collegamenti esterni "Il Capitano sepolto nei ghiacci" una collezione di lettere scritte da Arnaldo Berni, il capitano italiano che condusse la conquista del Picco di San Matteo, fu ferito dal primo bombardamento austriaco ed infine ucciso durante il bombardamento italiano. Il suo corpo non è stato mai ritrovato. Georg Bönisch, "Die toten Augen im Berg" Der Spiegel 30 marzo 2004 (in tedesco)

San Matteo