Dopo aver terminato gli studi artistici, lavorò presso laboratori di medaglie ed eseguì alcuni lavori di scultura; nel 1924 si trasferì nel Siam, l'odierna Thailandia, dopo che ebbe vinto un concorso per medaglisti addetti alla monetazione nazionale di quel regno.. Rimase affascinato dallo stile di vita semplice e rilassato del popolo thai e dalle bellezze naturali del Paese a tal punto che vi sarebbe rimasto per il resto dei suoi giorni. Riscosse un enorme successo sia come artista che come docente di scultura e pittura, e fondò la prima Accademia di belle arti siamese. Nel gennaio 1944 ottenne la cittadinanza thailandese prendendo il nome locale Silpa Bhirasri. Per i meriti che ebbe nella diffusione della cultura e nella creazione di una nuova generazione di artisti, è considerato il padre dell'arte moderna e contemporanea thailandese.
Biografia === Infanzia e gioventù === Corrado Feroci nacque a Firenze il 15 settembre 1892; era figlio di due anarchici militanti: Arturo, censito come "commesso di banco", organizzatore e agitatore di spicco nel movimento toscano, e Santina Papini, "cucitrice di bianco", combattiva organizzatrice di manifestazioni e scioperi, vicina ai capi del movimento come i ravennati Maria Luisa Minguzzi e Francesco Pezzi che furono anche testimoni delle nozze civili Feroci-Papini nel 1893. Arturo, oggetto di fermi preventivi e di condanne carcerarie, morì di cirrosi nel 1903 ma Santina, con tre figli, seppe trovare benefici appoggi per iscrivere Corrado all'Istituto d'Arte fiorentino di Santa Croce.. L'anno dopo gli fu assegnata la qualifica di modellatore e nel 1908 prese parte al suo primo corso di scultura. Secondo la prassi del curriculum di studi fu praticante presso un laboratorio di medaglie. Nel 1911 terminò il corso di studi ed eseguì un bassorilievo in plastilina che fu presentato all'Expo 1911 di Torino..
Lavori in Italia Le sue opere realizzate in Italia si rifanno a quelle in voga nel secolo precedente, senza concessioni alle tendenze avanguardistiche, aggiungendo un tocco di originalità al naturalismo di fine Ottocento rivisitato con le ispirazioni della scuola simbolista di Leonardo Bistolfi. La sua arte deve molto anche allo scultore Domenico Trentacoste, il più autorevole rappresentante della nuova scuola fiorentina di quel tempo, e ai maestri del Rinascimento fiorentino Ghiberti e Donatello. La fedeltà alla fisionomia nelle sue sculture e medaglie si accompagna a un accurato approfondimento psicologico, mentre nei rilievi riuscì a dare maggiore spazio alla propria vena descrittiva. Si distinse in modo particolare con opere di commemorazione funeraria. Data la scarsa reperibilità di monete a lui attribuite, la sua abilità in campo numismatico si intuisce dalla finezza dei dettagli nei suoi medaglioni.
Tra le sue prime opere notevoli vi fu un bassorilievo bronzeo completato a Ferrara nel 1914 raffigurante l'imprenditore-nobile-politico Guidi di Bagno, deceduto nel 1912.. Verso la metà del decennio scolpì le sue prime opere in marmo di un certo rilievo, cimentandosi anche in sculture a tutto tondo, ed entrò in contatto con l'intellettuale elbano Mario Foresi, che sarebbe diventato il suo protettore fino alla partenza per il Siam. Per la grave forma di miopia di cui soffriva nel novembre 1917 fu riformato alla leva, scampando alla Grande Guerra, ed entrò in contatto con circoli fiorentini di artisti e intellettuali. Il 29 aprile 1918 sposò civilmente Paolina Angelini e quello stesso anno Foresi lo scelse per la realizzazione dell'imponente Monumento ai caduti da eseguire a Portoferraio, nonostante Feroci si fosse ormai affermato come fine cesellatore e non si fosse mai cimentato in lavori di quella mole. Presto si invaghi di Fanny Viviani, cognata del figlio adottivo del Senatore Marchese Niccolini, che gli aveva portato i due nipotini per fargli fare i busti in marmo. Continuò a lavorare alternando opere di routine ad altre di buon livello artistico..Nel febbraio 1921 ottenne la separazione consensuale e convinse Fanny ad andare a vivere con lui.
Il 26 novembre 1922 fu inaugurato il grande monumento in bronzo ai caduti a Portoferraio, la sua opera più importante del periodo italiano, in cui è raffigurato un gruppo avanzante di cinque persone sormontato dalla Vittoria alata, che danno la sensazione di muoversi verso l'alto, anziché il singolo personaggio comunemente rappresentato in quel periodo e anche nel Rinascimento per monumenti analoghi. Feroci spiegò che i quattro fanciulli rafforzano l'energia del loro condottiero, il quale li trascina con il suo aspetto virile e il suo sguardo proiettato verso la meta, con la Vittoria che lo incita amorevolmente. Il complesso racchiude una violenza esplosiva e si richiama al Monumento ai Mille inaugurato a Quarto nel 1915.. L'opera, nella sua complessità, gli consentì per la prima volta di dare libero sfogo alla propria vena descrittiva.
Nel 1922 o inizi 1923 vinse un bando per scultore-modellatore indetto dal Reale dipartimento di belle arti del Siam, i cui sovrani da anni arruolavano architetti e artisti italiani disposti a trasferirsi nel Regno. I lavori da scultore e da ritrattista a Firenze non bastavano ad assicurare a Feroci un tenore di vita dignitoso, tantopù che nell'ottobre 1922 gli era nata una figlia, Isabella. Un evento considerato fortunato di fronte al compenso offerto dal Siam che lo proiettava ai vertici della scala salariale internazionale: 800 baht al mese (più 80 per l'affitto) saliti a 900 dopo nemmeno 3 anni, equivalevano a circa 90.000 lire l'anno, tre volte la paga di un massimo dirigente italiano. Nel dicembre 1923 Feroci con la compagna e la figlia si imbarcarono da Genova, raggiungendo Bangkok dopo una quarantina di giorni di viaggio. Firmò il contratto al Dipartimento belle arti il 27 febbraio, con validità retrodatata al 14 gennaio, presumibile data del suo sbarco in Siam. Il 10 novembre dello stesso anno la madre Santina morì a Firenze per un tumore intestinale.
Il Siam Da decenni questo regno del sudest asiatico stava cercando di ammodernarsi in tutti i campi. Il re Rama VI aveva proseguito nella strada del rinnovamento tracciata dai suoi predecessori e fece realizzare imponenti opere. In particolare il sovrano amava le arti, era lui stesso uno scrittore, e stanziò grandi somme di denaro per promuoverle. A quel tempo il paese era l'unico della regione che non era diventato una colonia, ad est confinava con l'Indocina francese (Laos e Cambogia), ad ovest la Birmania era diventata una colonia dell'impero britannico, mentre a sud la Malaysia ne era diventata un protettorato. Per conservare l'indipendenza, il Siam aveva dovuto fare enormi concessioni politiche ed economiche alle due potenze europee e fu per limitarne l'influenza che il cambiamento del volto del paese fu affidato ad artisti dell'Italia, estranea alle vicende interne siamesi. La scelta era caduta sull'Italia già ai tempi di re Rama V, padre e predecessore di Rama VI, che nelle sue due visite a Torino era rimasto affascinato dalla monumentale bellezza della città. Era dalla fine dell'Ottocento che decine di ingegneri, architetti ed artisti italiani, soprattutto piemontesi, progettavano e realizzavano i più grandi palazzi, ponti e monumenti che stavano trasformando Bangkok. Scultore reale
Feroci lavorò per il Dipartimento delle belle Arti del Reale Istituto dal 1924 fino alla sua morte nel 1962. Inizialmente fu assunto come scultore di corte. L'impatto con l'amministrazione locale fu negativo: la sua richiesta di uno studio con grandi finestre in cui la luce venisse dall'alto fu trovata arrogante e venne emarginato. Il principe Naris, artista e zio del sovrano, gli commissionò la scultura di un busto che lo raffigurasse e rimase entusiasta dell'opera. Lo prese sotto la propria ala protettrice e poco dopo Feroci lavorava nel nuovo studio che era come desiderava. L'anno dopo cominciò la sua produzione di statue e dei più famosi monumenti eretti in Siam dopo il 1930.
Nel 1925 Rama VI morì e gli succedette il fratello Rama VII che, per fronteggiare la grave crisi economica, operò grandi tagli delle spese pubbliche. Nel 1926, Feroci firmò con il dipartimento delle arti un contratto a tempo indeterminato con lo stipendio di 900 baht al mese. La prima opera veramente importante fu quella che celebrava il centocinquantesimo anniversario dell'ascesa al trono di re Rama I, fondatore della dinastia Chakri che regna in Thailandia. Il lavoro fu iniziato in Siam ma la statua in bronzo venne fusa in Italia dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze, ebbe così modo nel 1931 di tornare in patria per la prima volta da quando si era trasferito. Il monumento venne posto nel 1932 ai piedi del ponte Phra Phutta Yodfa che venne in tale occasione inaugurato nel centro di Bangkok. Oltre alle varie statue e ai bassorilievi che scolpì, vari furono i monumenti che progettò o eseguì nel corso della carriera:
+ Alcuni dei monumenti di Silpa Bhirasri in Siam/Thailandia n. progr. anno di ultimazione soggetto raffigurato luogo contributo 1 1932 re Rama I Bangkok disegno ed esecuzione statua 2 1934 Thao Suranari Korat disegno ed esecuzione statua 3 1940 Monumento alla Democrazia Bangkok bassorilievi 4 1941 Monumento alla Vittoria Bangkok statue alla base del monumento 5 1941 l'eroe thailandese Chao Phor Dam Nakhon Si Thammarat disegno 6 1942 re Rama VI Bangkok disegno ed esecuzione 7 1950 principe Songkhla Nakarin (il defunto re Rama VIII) Bangkok disegno 8 1954 re Taksin in battaglia a cavallo Thonburi (Bangkok) disegno ed esecuzione 9 1957 principe Kampaengpetch Akrayotin Bangkok disegno 10 1959 re Naresuan in battaglia sul dorso di un elefante Suphanburi disegno ed esecuzione 11 1966 re Narai il grande Lopburi disegno e parziale esecuzione 12 1969 principe Rajburi Direkrit Bangkok disegno 13 1982 Buddha che cammina Nakhon Pathom disegno data imprecisata monaco Kruba Sriwichai Chiang Mai disegno ed esecuzione data imprecisata Phraya Rasadarnpradit Mahisarapakdee Trang disegno data imprecisata re Naresuan Phitsanulok disegno ed esecuzione
Docente e fondatore dell'Accademia delle Belle Arti Nel 1926 tornò all'insegnamento, organizzando un corso gratuito per aspiranti pittori e scultori. L'iniziativa ebbe successo ed alcuni dei partecipanti furono assunti dal dipartimento alle arti come assistenti. Il governo rimase impressionato dall'alto livello artistico raggiunto dagli studenti e gli chiese di programmare una vera e propria scuola di formazione per giovani artisti, ma l'idea non si concretizzò per l'inspiegabile opposizione del principe Itthithep Kritakara, capo della divisione architettura, il cui nulla osta era prescritto dal Dipartimento.. Il 15 dicembre 1927 Feroci diventò padre per la seconda volta con la nascita di Romano.
Nel 1932, il colpo di Stato che prese il nome di rivoluzione siamese del 1932 ottenne la fine della monarchia assoluta. Tre anni dopo Rama VII, in contrasto con il governo, abdicò ed il trono passò al nipote Rama VIII che aveva solo nove anni. Furono nominati dei reggenti e nel 1939 il Siam, dominato dai vertici delle forze armate, cambiò nome e divenne Thailandia.
Con il nuovo governo, il dipartimento delle belle arti passò nel 1932 dal Reale Istituto al Ministero della pubblica istruzione e Feroci fu trasferito alla divisione di Architettura del dipartimento ora diretta da Phra Saroj Rattananimman, che concesse subito il placet per la Scuola d'arte Silpakorn. Feroci venne nominato direttore e la strutturò ispirandosi all'Accademia di Firenze dove aveva studiato. Al primo corso erano iscritti sette studenti, alcuni dei quali sarebbero divenuti famosi. Nello stesso anno fu insignito per meriti artistici con una decorazione di cavaliere del Supremo Ordine dell'Elefante Bianco (5,a classe).