thumb|upright=1.3|Una teoria della personalità secondo la psicologia clinica tradizionale del primo Novecento. In psicologia, la struttura di personalità è l'organizzazione dinamica delle caratteristiche personali (in parte innate e in parte acquisite) che rendono il comportamento di ogni individuo unico e irripetibile.

Il concetto, introdotto formalmente da pionieri della psicologia dei tratti come Gordon Allport, postula che la personalità non sia un blocco monolitico, ma un'architettura complessa strutturata su più livelli di stabilità e modificabilità.

Componenti strutturali Secondo i moderni approcci psicobiologici, tra cui il modello di Claude Robert Cloninger, la struttura della personalità può essere idealmente suddivisa in due macro-componenti che ne regolano il funzionamento: la componente biologica e consistente, ossia il temperamento: rappresenta la base costituzionale, genetica e biochimica dell'individuo. Comprende le risposte emotive automatiche e i pattern comportamentali precoci radicati nel sistema nervoso centrale, ed è una struttura altamente stabile nel corso della vita;

la componente plastica e modificabile, ossia il carattere: rappresenta la parte della personalità che si sviluppa e si modella attraverso l'esperienza, l'apprendimento, l'educazione e l'interazione con l'ambiente sociale. Comprende i valori, gli schemi cognitivi e l'autoconsapevolezza, ed è modificabile lungo tutto l'arco dell'esistenza.

Nella sintesi della psicologia clinica generale, vi è un terzo fattore, l'intelligenza, che si posiziona al di fuori della divisione tra temperamento e carattere, ma incrociandole entrambe, sicché la personalità dell'individuo si manifesta ed è valutata attraverso l'interazione equilibrata delle seguenti dimensioni: Intelligenza (o dimensione cognitiva): insieme delle capacità di elaborazione delle informazioni, problem-solving, adattamento all'ambiente e apprendimento; Temperamento (o dimensione relazionale): la componente innata che determina la reattività emotiva, il livello di energia e la spinta all'interazione sociale, come l'estroversione, o la tendenza a evitare danni; Carattere (o dimensione affettivo-emotiva): riflesso dell'apprendimento socio-culturale, che si manifesta nel controllo degli impulsi, nell'etica, nell'autodirettività e nella capacità di cooperazione sociale.

Queste tre dimensioni dovrebbero essere equilibrate tra loro, per evitare che l'individuo possa andare incontro a condizioni potenzialmente patologiche, come i disturbi di personalità.

Altre teorie della personalità Altre teorie della personalità includono il modello dei big five, basato su cinque dimensioni prevalenti ed attualmente il più usato in psicologia; quella psicoanalitica di Freud, che ha suddiviso la mente nelle strutture dell'Es, Io e Super-Io, oppure quella analitica junghiana; la teoria dei tratti di Hans Eysenck, che recupera la dottrina umorale dei quattro temperamenti; la teoria umanistica di Carl Rogers e Abraham Maslow, ecc.

A seconda della teoria cambiano gli approcci terapeutici, che possono essere ad esempio di tipo psicodinamico, comportamentale, sistemico-relazionale ecc.

Note

Voci correlate Big five Disturbi di personalità Personalità Quattro temperamenti Tratto (psicologia)

Categoria:Personalità