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Biografia Fu battezzato il 1º agosto 1643 con il nome di Antonio Alessandro Boncompagno.Davide Mingozzi, Alessandro Stradella «bononiensis dominus», «Saggiatore musicale», XXV/2, 2018, pp. 299-307. Cfr. anche Carlo Vitali, Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi, in Le salon musical Proveniva sicuramente da una famiglia nobile originaria di Fivizzano nella Lunigiana, che si era stabilita a Nepi nella seconda metà del XVI secolo, dopo che nel 1575 Alessio Stradella, un prozio del compositore, vi era stato nominato vescovo.

Il padre Marcantonio era cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano, un ordine militare con compiti di difesa della costa del granducato di Toscana, cui erano ammessi i nobili di origine toscana. Nel 1609 aveva curato la pubblicazione del Libro primo de madrigali a cinque voci di Giovanni Girolamo Kapsperger (Roma, Pietro Manelfi, 1609). La madre, Vittoria Bartoli, di nobile famiglia orvietana, era la seconda moglie di Marcantonio.

Il fatto che Stradella sia nato a Bologna dipende dalle vicende biografiche del padre. Nel 1642, dopo aver ricoperto diverse cariche pubbliche a Nepi, Marcantonio Stradella aveva lasciato la cittadina laziale per trasferirsi a Vignola, per assumervi la carica di governatore per conto del principe Ugo Boncompagni. Della sua permanenza quale governatore è rimasta traccia nella Sala del Padiglione (o del Talamo) nella rocca di Vignola, dove si vede ancor oggi il suo stemma dipinto. Da qui si ritirò nel castello di Monfestino di Serramazzoni, per sfuggire all'assedio delle truppe papali durante la guerra di Castro, ma nel 1643 fu destituito dall'incarico e nel 1648 morì. La nascita a Bologna di Stradella è confermata dallo stato delle anime della parrocchia di S. Eustachio del 1659 e da due atti notarili del 1664 e del 1682.E. Simi Bonini, Stradella negli archivi di Roma - Addenda, in «Chigiana», XXXIX, n.s. 19, 1982, p. 833.

Le prime notizie documentate su Stradella ce lo mostrano a Roma, dove tra il 1652 e il 1660 vive con la madre, Vittoria Bartoli, vedova, e il fratello Stefano nel palazzo del duca Ippolito Lante Della Rovere e di sua moglie Maria Cristina Altemps. Alessandro e Stefano figurano come paggi del duca e la madre come «donna della duchessa». I rapporti della famiglia con gli Altemps risalivano a molti anni prima, quando nel 1626 il duca Pietro Altemps era stato padrino di battesimo di Giovan Battista, primo figlio di Vittoria e Marcantonio Stradella.E. Simi Bonini, Stradella negli archivi di Roma, in «Chigiana», XXXIX, n.s. 19, 1982, p. 71 I rapporti di Stradella con questa famiglia sono testimoniati ancora dal mottetto dialogico Pugna certamen che il compositore scrisse più tardi, nel 1675, Per la monacazione della signora Angelica Lanti, chiamata s[uor] Maria Cristina nella religione, figlia dei duchi Lante Della Rovere.

Nel febbraio 1667 dall'arciconfraternita del SS. Crocifisso di S. Marcello gli venne commissionato per il secondo venerdì di quaresima un oratorio su testo latino di Giovanni Lotti, di cui si ignora il titolo.

Nel maggio 1668 compose la cantata a tre voci La Circe, su testo di Giovanni Filippo Apolloni, fatta eseguire nella villa del Belvedere a Frascati da Olimpia Aldobrandini Pamphilj, principessa di Rossano, per celebrare il cardinalato di Leopoldo de' Medici.

Collaborò agli allestimenti di opere nel palazzo Colonna in Borgo, componendo i prologhi per Il Girello di Jacopo Melani (1668) e L'empio punito di Alessandro Melani. Più tardi collaborò alle stagioni del teatro Tordinona, componendo prologo e due intermedi per lo Scipione africano di Francesco Cavalli (1671); prologo e alcune arie sostitutive per il Giasone di Cavalli (1671); i prologhi per la Dori overo la schiava infedele e il Tito di Antonio Cesti (1672).

A quegli stessi anni risale La Laurinda ovvero Il Biante, commedia in parte cantata in parte recitata, commissionatagli probabilmente per il matrimonio tra Egidio Colonna e Tarquinia Altieri nel febbraio 1672.

Nell'agosto 1674 su commissione del principe Gaspare Altieri compose la serenata Il duello («Vola, vola in altri petti»), su testo di Sebastiano Baldini, eseguita in onore della regina Cristina di Svezia. La stessa regina gli commissionò anche la cantata o accademia per musica Il Damone o La forza delle stelle («Or che l'alme ristaura») su testo ancora di Baldini.

Al 1675 risale l'oratorio San Giovanni Battista, su testo dell'abate Gerardo Ansaldi, eseguito a San Giovanni dei Fiorentini nell'ambito di un ciclo di quattordici oratori commissionati dalla confraternita dei Fiorentini a Roma per la quaresima di quell'anno.

Nell'ottobre 1676 Stradella si trovò coinvolto in un intrigo, insieme al cantante Giovanni Battista Vulpio, suo amico, per aver cercato di combinare «un matrimonio indegno con una donna comune» di un parente del cardinale Alderano Cybo. Dapprima fu carcerato, ma poi fu rimesso in libertà.E. Simi Bonini, Giovanni Battista Vulpio, cantore pontificio, compositore e collezionista, in Florilegium musicae. Studi in onore di Carolyn Gianturco, a c. di P. Radicchi e M. Burden, Pisa, ETS, 2004, II, pp. 936–937.

All'inizio del 1677 fuggì a Venezia, contando probabilmente sulla protezione del gentiluomo veneziano Polo Michiel, suo estimatore. A Venezia il nobiluomo Alvise Contarini lo ingaggiò come insegnante di musica per la sua amante Agnese van Uffele. Ben presto tra Stradella e la donna nacque una relazione e i due fuggirono a Torino, dove vissero in due conventi separati, essendo in procinto di unirsi in matrimonio. Tuttavia, la sera del 10 ottobre 1677 Stradella venne accoltellato da due sicari verosimilmente inviati dal Contarini per vendicarsi. Stradella sopravvisse alle ferite infertegli dai sicari nell'aggressione, ma vide sfumare il matrimonio e la possibilità di essere assunto alla corte sabauda di Torino dalla reggente Maria Giovanna di Nemours.

All'inizio del 1678 si trasferì a Genova, dove fu accolto nella casa del nobile Franco Imperiali Lercaro, che insieme ad altri patrizi genovesi sovrintendeva al teatro del Falcone. Per questo teatro Stradella compose l'opera La forza dell'amor paterno, rappresentata nel novembre 1678, cui seguì nel carnevale 1679 Le gare dell'amor eroico, entrambe su libretto di Nicolò Minato. Per la stessa stagione di carnevale 1679 compose anche la commedia per musica Il Trespolo tutore, su libretto di Giovanni Cosimo Villifranchi, tratto da una commedia di Giovanni Battista Ricciardi.

Da Genova continuò a mantenere i contatti con Roma: nel maggio 1681 aveva ultimato la musica dell'opera Il moro per amore su commissione del principe romano Flavio Orsini, autore del libretto; l'opera però, a quanto pare, non fu mai eseguita.

Nel giugno 1681, in occasione delle nozze di Carlo Spinola e Paola Brignole, compose il cosiddetto Barcheggio, una serenata per tre voci e strumenti, eseguita sul mare davanti a Genova con il pubblico di nobili disposto su numerose barche. Per l'estate 1681 compose anche un'«operetta di cappa e spada di sei personaggi, da fare in villa e in mare», commissionatagli da alcuni nobili genovesi,Carolyn Gianturco, Alessandro Stradella (1639–1682). His life, his music, Oxford, Clarendon, 1994, pp. 295-296. della quale non si conosce il titolo.

Il 25 febbraio 1682 Stradella fu assassinato in Piazza Banchi a Genova, forse su mandato del nobile Giovan Battista Lomellini, che sospettava una relazione tra la sorella e il compositore, che le impartiva lezioni di musica. Il nobile genovese fu poi prosciolto dall'accusa per insufficienza di prove.

Musica Scrisse almeno 7 opere, numerose cantate e oratori. Compose anche 27 pezzi strumentali, soprattutto per archi e basso continuo, generalmente sotto forma di sonate da chiesa.

Stradella fu tra i primi compositori a utilizzare la tecnica di orchestrazione del concerto grosso (contrapposizione fra concertino e tutti) che usò sia nella concertazione delle arie di oratori, opere e cantate, sia nei brani strumentali, come, per esempio, in una delle sue Sonate di viole.

Elenco completo delle composizioni di Alessandro Stradella Drammi e commedie per musica

1 - La Laurinda ovvero Il Biante - "trattenimento semidrammatico", commedia in prosa con prologo, tre intermedi e alcune arie in musica (probabilmente rappresentata a Roma in occasione del matrimonio tra Filippo Colonna e Clelia Cesarini nel febbraio 1671 oppure di quello tra Egidio Colonna e Tarquinia Altieri, febbraio 1672) 2 - La Doriclea, libretto di Flavio Orsini (ca. 1672) 3 - Amare e fingere, libretto probabilmente di Giovanni Filippo Apolloni, Siena, 1676 4 - Il Corispero o L'Almestilla - dramma per musica, libretto di Pietro Cesare Gallerati (Roma, prima del 1677; si conservano soltanto i primi due atti) 5 - La forza dell'amor paterno - dramma per musica, libretto tratto dal Seleuco di Nicolò Minato (Genova, Teatro Falcone, 1678) 6 - Le gare dell'amor eroico o Orazio Cocle - dramma per musica, libretto tratto dal Mutio Scevola di Nicolò Minato (Genova, Teatro Falcone, 1679) 7 - Il Trespolo tutore - commedia per musica, libretto di Giovanni Cosimo Villifranchi (Genova, Teatro Falcone, 1679) tratto dalla commedia Il Trespolo tutore balordo di Giovan Battista Ricciardi 8 - Il moro per amore o Il Floridoro - dramma per musica, libretto di Flavio Orsini duca di Bracciano (composto a Genova nel 1681, ma mai rappresentato)

Prologhi

1 - Aita, numi, aita (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1672) 2 - Che nuove, oh, ragionevoli (prima esecuzione: Roma, 1668) 3 - Con meste luci (prima esecuzione: Roma, 1668) 4 - Dal luminoso impero (prima esecuzione: Modena, 1681) 5 - Dormi, Titone, addio (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671) 6 - E dovrò dunque in solitaria stanza (prima esecuzione: Roma, 1679) 7 - Fermate, omai, fermate (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671) 8 - Lasciai di Cipro il soglio (prima esecuzione: Roma, 1672) 9 - O di Cocito oscure deità (prima esecuzione: Roma, Teatro di Palazzo Colonna 1668) 10 - Questo è il giorno prefisso (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671)  11 - Reggetemi, non posso più (prima esecuzione: Roma, 1668)

Intermedi

1 - Amanti, che credete, libretto di Giovanni Filippo Apolloni (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671) 2 - Che fai, Dorilla mia? (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671) 3 - Chi me l'havesse detto, libretto di Giovanni Filippo Apolloni (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671) 4 - Chi mi conoscerà, libretto di Giovanni Filippo Apolloni (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671)  5 - La ruina del mondo (prima esecuzione: Genova, Teatro Falcone, 1679) 6 - Oh, ve' che figuracce!, libretto di Filippo Acciaiuoli (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1672) 7 - Soccorso, aita, ohimè (prima esecuzione: Roma, Palazzo Colonna, 1668)  8 - Su, miei fiati canori (prima esecuzione: Modena, 1675)  9 - Su su, si stampino (prima esecuzione: Roma, Teatro Tordinona, 1671)

Oratori

1 - Ester liberatrice del popolo ebreo (Roma, 1672-1673 ca.) 2 - Sant'Editta, vergine e monaca, regina d'Inghilterra, libretto di Lelio Orsini (Roma, 1672-73 ca.) 3 - San Giovanni Chrisostomo, libretto, probabilmente, di Lelio Orsini (Roma, 1674-1676 ca.) 4 - San Giovanni Battista, libretto di Ansaldo Ansaldi (Roma, Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, 31 marzo 1675; rieseguito a Modena nel 1688, a Firenze nel 1693 e a Roma nel 1698) 5 - Santa Pelagia, libretto forse di Lelio Orsini (Roma, ante 1676; rieseguito a Modena nel 1688) 6 - La Susanna, libretto di Giovan Battista Giardini (Modena, 1681 e 1682)

Cantate profane e serenate con strumenti

1 - Accademia d'Amore - serenata, libretto di Giovanni Pietro Monesio 2 - La Circe - serenata, libretto di Giovanni Filippo Apolloni (Frascati, Villa Aldobrandini, 16 maggio 1668) 2/a La Circe - serenata, libretto di Giovanni Filippo Apolloni (seconda versione)